Iraq, viaggio Papa: ecco gli Sos dei servizi segreti internazionali su possibili attentati


Secondo fonti di intelligence internazionale l’Isis avrebbe avuto in animo di condurre un attacco nella provincia di Ninive, nel nord dell’Iraq, allo scopo di destabilizzare la situazione della sicurezza in occasione della visita del Papa iniziata venerdì scorso e conclusasi ieri. E’ quanto apprende l’Adnkronos dalle stesse fonti, secondo le quali lo Stato islamico avrebbe ipotizzato di pianificare attacchi anche contro un ponte recentemente ristrutturato a Mosul, usando un pick up Nissan Navara di colore bianco, in arrivo da Sahaji, sempre nella provincia di Ninive. Ovviamente niente di tutto ciò è avvenuto, e non si sa se per il pronto intervento degli apparati di sicurezza oppure perché la soffiata non si è rivelata precisa. Gli allerta hanno però costretto le “antenne” irachene e occidentali deputate ai controlli del viaggio pontificio ad innalzare il livello di protezione e a verificare ogni informazione. 

Stando sempre alle risultanze dell’intelligence internazionale un’altra segnalazione avrebbe messo in fibrillazione le strutture dei servizi segreti occidentali dislocate in Iraq. In particolare quella riguardante un probabile attentato “Vbied” (ordigno esplosivo improvvisato su veicolo) che l’Isis avrebbe progettato nel distretto di Hamdaniyah: per l’attacco gli analisti dell’intelligence hanno sottolineato come avrebbe dovuto essere utilizzata una cisterna d’acqua di colore cachi guidata da (nella nota si riporta anche il nome dell’autista kamikaze), residente nella provincia di Anbar, nel nord del Paese. Gli uomini dell’Isis – sempre secondo le annotazioni degli 007 – per questo blitz terroristico avrebbero indossato uniformi militari. Anche in questo caso controlli mirati e riscontri sul campo avrebbero dato esito negativo. 

Secondo altre fonti di intelligence, gli estremisti del Daesh avrebbero pensato a colpire nei giorni scorsi l’aeroporto internazionale di Baghdad e l’ambasciata americana nella capitale irachena, montando lanciarazzi su due pickup, di cui probabilmente uno di colore bianco. Informazioni ai servizi occidentali erano arrivate anche su una donna non identificata, che ai primi di marzo avrebbe potuto recarsi a Erbil, nel Kurdistan iracheno, con indosso cinture esplosive per condurre attacchi “in un momento futuro non specificato”.  

In ultimo, altre segnalazioni su soffiate circa possibili attentati hanno riguardato la possibilità di un attacco, attraverso un canale, vicino la chiesa di Qaraqosh. Nessuna di queste informative parla comunque di un attacco diretto contro il Papa. Ma per fortuna, e per il grande apparato di sicurezza predisposto dai servizi di sicurezza per il viaggio di Francesco, nulla è successo. 

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