Iraq, Padre Ammar: “C’è bisogno di pace, così a Qaraqosh aspettiamo il Papa”


“E’ da tanto che aspettiamo questa visita”. Esordisce così Padre Ammar Yako della chiesa di Al-Tahira di Qaraqosh se gli si chiede dell’arrivo di Papa Francesco in quella che è la sua città natale. Padre Ammar ricorda i progetti di Giovanni Paolo II, quella visita che “non fu possibile” e parla con l’Adnkronos di questa visita imminente di Papa Francesco che è “molto importante” perché “l’Iraq ha bisogno di pace” dopo il terrore dell’Isis, perché “la situazione che viviamo dopo la guerra è molto difficile” e “il Santo Padre viene da noi per darci forza, coraggio”. Padre Ammar evoca “il conflitto, gli attacchi dell’Isis” e le “conseguenze” con “il numero dei cristiani che a Qaraqosh si è dimezzato, mentre in tutto l’raq sono più del 60% quelli che sono emigrati”.  

Oggi, sottolinea, a Qaraqosh, nel nordovest dell’Iraq, vivono “circa 23.000 cristiani”, la fuga è iniziata “dopo la guerra del 2003 quando le famiglie cristiane della Piana di Ninive hanno cominciato a lasciare il Paese”, ma l’esodo è stato “soprattutto dopo l’attacco dell’Isis del 2014”. E ora, continua, “tanti, tanti cristiani sono negli Stati Uniti, in Europa, in Australia, in Libano e in Giordania”. E poi ci sono “le famiglie nel Kurdistan iracheno”. 

Padre Ammar racconta del “grande lavoro”, dei preparativi nella Qaraqosh che resiste. Al-Tahira ne è il simbolo. “La chiesa era stata distrutta dall’Isis, interamente bruciata – ricorda – Abbiamo cominciato a ricostruire alla fine del 2019. E oggi è tutto pronto per l’arrivo del Santo Padre”. Nella chiesa, come nella città, con “le immagini del Papa, le bandiere del Vaticano”. 

E intanto lui ricorda quando “nel 2016 tornò in città due giorni dopo la liberazione” dall’Isis, ricorda la “distruzione, il disastro, la chiesa bruciata così come più di duemila case”, i jihadisti dell’Isis che “avevano usato l’esterno della chiesa come luogo di addestramento per nuove reclute”. E oggi Padre Ammar parla con gioia di un “incontro organizzato ieri”, dei “giovani”, della “preghiera insieme” e dei nuovi “incontri previsti per oggi e domani” nell’attesa di Papa Francesco, che arriverà in una Qaraqosh, che “certo non è come quando c’era l’Isis”, ma in cui “non ci sono tante possibilità di lavoro”.  

Il Pontefice incontrerà anche il Grande Ayatollah Ali Al-Sistani. “E’ molto importante. La maggior parte degli iracheni sono sciiti – conclude Padre Ammar – L’incontro significa davvero mandare un messaggio a tutti gli iracheni, a tutto il mondo, l’Iraq ha bisogno di pace”. 

© Copyright Sbircia la Notizia Magazine. Riproduzione riservata.

Cerchi altro? Nessun problema!

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content


Ultima ora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *