La data di pubblicazione di questa intervista è stata aggiornata rispetto a quella originale, al solo fine di mantenerla in evidenza ed evitare che finisse nell’archivio storico. I contenuti restano invariati rispetto alla versione iniziale.
Anima campana, lunga gavetta e tanta esperienza, quella di Angelo Perotta è grande passione per il teatro. E fra tanti progetti è direttore artistico della rassegna al Teatro de Rosa di Frattamaggiore. Ecco la nostra intervista esclusiva!
A cura di Roberto Mallò per MassMedia Comunicazione
Come ti sei avvicinato al mondo dello spettacolo?
“Ho iniziato quasi per gioco, da ragazzino, avvicinandomi al teatro di Viviani. Ho sfidato me stesso. Mi raccontano che quando ero bambino mi sono sempre rifiutato di salire sul palco per le recite di fine anno scolastico. E invece mi ritrovo oggi che dal palco non scendo più, perché è un modo per sentirsi liberi. E’ una libertà che ti fa stare bene.”
Quali sono state le tappe principali e fondamentali della tua carriera?
“Ho capito di dover approfondire quella che inizialmente era una passione e farne il mio lavoro abbandonandone un’altra, il calcio. I maestri che sicuramente hanno lasciato un segno nella mia formazione professionale e personale – prima come attore e poi come regista e scrittore – sono Nando Paone e l’indimenticabile Cetty Sommella. Da giovanissimo, 21 anni, ho debuttato sul piccolo schermo con la regina Sophia Loren; na piccola parte che mi ha permesso di esplorare il mondo del cinema, che non disprezzo affatto, anche se successivamente mi sono dedicato molto di più al teatro. Devo comunque molto della mia identità attoriale e registica ad artisti del panorama partenopeo e non, come Eduardo de Filippo, Viviani e Troisi, che purtroppo ho potuto vedere solo in tv. Ho avuto il piacere di conoscere e vedere dal vivo un altro maestro per eccellenza, ossia Gigi Proietti, il quale è riuscito a lasciare il segno in ogni giovane artista che vuole intraprendere questo mestiere. Una svolta nella mia vita è stata la fondazione della compagnia teatrale Comic Art con la conseguente nascita dell’associazione omonima, che mi ha permesso di convogliare tutti gli insegnamenti del mio passato, conferendogli però la mia firma personale. Lo spazio artistico è diventato nel tempo centro di ritrovo, di conoscenza, di formazione per professionisti e non. Un luogo dove l’arte e la passione per quest’ultima hanno sempre regnato sovrani.”
Quali sono i progetti a cui ti stai dedicato adesso?
“Oggi, dopo anni difficili per il mondo dell’arte, posso affermare che la mia compagnia sta riprendendo la sua marcia senza esitazioni. Abbiamo ripreso la formazione e lo spettacolo per i giovani, abbiamo allestito una nuova stagione teatrale nel nostro territorio, collaborazioni con compagnie di altre regioni e all’orizzonte c’è una possibile pubblicazione del mio libro di poesie.”
Chi sei fuori dalla tv e dal tuo lavoro come ragazzo comune?
“Non amo parlare molto di me, sono esattamente ciò che vedete. Il palcoscenico è la mia vita e penso che faccia ormai parte di me e sia difficile scindere le due parti. Spesso giocosamente anche gli amici d’infanzia mi chiamano affettuosamente ‘il regista’. Contrariamente a ciò che si potrebbe dedurre da queste parole, non amo essere al centro dell’attenzione, mi piace osservare da lontano, posso risultare introverso e silenzioso, parlo solo se è necessario.”
Tre aggettivi per descriverti?
“Mi descriverei come determinato, curioso e attento.”
Hobby, passioni, tempo libero?
“Da buon partenopeo sono appassionato del mondo del calcio; mi piace ascoltare musica, meglio se dai vinili, e amo luoghi rilassanti, in particolar modo nel verde.”
Un sogno nel cassetto?
“Ciò a cui aspiro maggiormente è sicuramente la serenità… e magari essere protagonista di un film, perché no, potrebbe essere un bel sogno da realizzare.”
© Sbircia la Notizia Magazine, è vietata qualsiasi ridistribuzione o riproduzione del contenuto di questa pagina, anche parziale, in qualunque forma.
