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Dalla timidezza alla recitazione per cercare di affrontarla, senza mai scordarsi della sua città natale. È questa la traiettoria umana e artistica che ha portato il giovane attore e regista Vincenzo Catapano a fondare, nella sua Nola, Officine in Scena, scuola di recitazione cinematografica che dà voce e spazio al talento anche lontano dai grandi centri urbani come Roma o Milano. Spinto dalla propria esperienza personale e da una passione coltivata fin da adolescente, Catapano ha deciso infatti di creare un luogo dove i sogni possano prendere forma, anche in provincia.
La scuola, aperta a tutte le età, si distingue sia per la qualità della didattica, sia per la presenza di docenti attivi nel panorama cinematografico e televisivo nazionale. Un laboratorio creativo dove si impara facendo, grazie anche a cortometraggi e masterclass che mettono in contatto diretto gli allievi con il mondo del lavoro. Un progetto in continua evoluzione, nato da un’esigenza personale e diventato un punto di riferimento regionale, proprio come Vincenzo ci ha spiegato in questa intervista, nella quale si è raccontato.
di Roberto Mallò
Salve Vincenzo, partiamo dalle basi: quando hai capito che la recitazione era la tua strada?
“Mi sono avvicinato alla recitazione all’età di tredici anni, un po’ per volere dei miei genitori. Ero un ragazzino molto introverso e loro pensavano potesse aiutarmi a sciogliermi. Ed è andata così. Da quel momento non ho più lasciato quest’arte: ho scoperto una passione che poi è diventata anche la mia professione”.
So che ad un certo punto, per studiare recitazione, ha dovuto lasciare casa, giusto?
Sì, esatto. In realtà era anche una mia necessità. Sul territorio non c’erano realtà che rispecchiassero ciò che cercavo, e sono piuttosto maniacale quando si tratta del mio lavoro. Volevo il meglio, e per averlo dovevo spostarmi. È anche per questo che ho aperto la mia scuola: per dare un’opportunità a chi, come me, vive in provincia e non può o non vuole allontanarsi.
Parliamo dunque della sua scuola, che si chiama Officine in Scena.
“Officine in Scena è una scuola di recitazione cinematografica nata circa tre anni fa, a Nola. Il nome evoca l’idea di un’officina in cui non si lavorano metalli, ma emozioni. È un luogo dove si entra e ci si allontana dal mondo reale, proprio come accade quando si guarda un film o si recita. È stata pensata così: un luogo che potrebbe trovarsi a Roma, Milano, Berlino… e invece è a Nola. E una scuola che si rivolge davvero a tutti. Abbiamo corsi per bambini a partire dai 5 anni fino ai senior over 40. Le classi sono divise per fasce d’età e ognuna segue un percorso di formazione completo. Ma non ci fermiamo solo alla didattica: ogni fine settimana ospitiamo registi, casting director, agenti. Tutti professionisti del settore che offrono una formazione extra e creano un ponte diretto con il mondo del lavoro.
Insegni anche lei?
“Sì, insieme a una squadra di professionisti che, come me, lavorano realmente nel mondo del cinema. Tra loro ci sono Piera Russo, Giovanni Amura, Rossella Rivoli. Tutti attori attivi in importanti produzioni. Abbiamo anche un’insegnante di dizione, Annalisa Sirignano, speaker radiofonica, podcaster e voce di celebri spot pubblicitari”.
Anche lei ha studiato pedagogia, no?
“Sì, ho seguito corsi e master in pedagogia e didattica. Mi piace capire a fondo la materia umana, perché un acting coach lavora prima di tutto con le persone, con le emozioni. È una forma di rispetto verso chi si affida a te per crescere artisticamente”.
E, parallelamente, alla recitazione, si è laureato in Giurisprudenza. Posso chiederle come mai?
“Si è trattato del classico piano B suggerito dai genitori! È stato un compromesso: mi sono trasferito a Roma per studiare recitazione, ma ho anche completato la laurea in Giurisprudenza. Però poi ho cercato un piano B dentro il piano A: vivo di quello che mi piace fare, anche se non sempre sono su un set o su un palcoscenico, ma insegno recitazione, scrivo e creo progetti in questo settore”.
Non a caso è anche autore e regista…
“Assolutamente. La scrittura è una passione che ho scoperto strada facendo. Ho scritto diversi progetti, tra cui spettacoli, cortometraggi, serie. Alcuni sono stati realizzati, altri restano in una cartella sul desktop, in attesa del momento giusto”.
Ci può raccontare qualcosa dei suoi ultimi lavori?
“Certo. Con i ragazzi del corso teen della scuola abbiamo realizzato il cortometraggio Youth, che tratta temi giovanili ed è arrivato finalista al REC Film Festival di Rimini. A maggio saremo lì, con una giuria importante composta da tanti professionisti del settore. Un’esperienza bellissima per i ragazzi. Abbiamo realizzato anche Il potere della pozione favolante, un corto fantasy con i bambini dai 5 ai 13 anni, trasformando la scuola in una vera scuola di magia! Per questo, alla fine di ogni anno scolastico organizziamo un vero e proprio gala del cinema, con proiezione al cinema e presenza di attori e agenti cinematografici”.
Nei suoi lavori ha sempre uno sguardo attento su tematiche importanti, come quelle legate all’autismo …
“Sì. In Quello che vedo, una webserie da me co-scritta e interpretata con la regia di Maurizio Casagrande, parlo dell’autismo con toni leggeri, ma riflessivi. Tra gli attori ci sono Fabio Fulco, Susy Del Giudice, Mimmo Esposito.”.
In questo periodo, invece, a cosa sta lavorando?
“Sono impegnato tantissimo con la scuola, soprattutto nell’organizzazione di proposte, provini, selezioni per i ragazzi. Alcuni di loro stanno già lavorando sui set, e questo per me è motivo di orgoglio. Sul fronte personale, sto aspettando conferme per altri progetti. Intanto mi vedrete in un piccolo ruolo nella serie Roberta Valente – Notaio in Sorrento, in onda su Rai questo autunno e anche nella terza stagione della Serie Sky Call my Agent Italia, serie tv per Sky”.
Insegnare è anche un modo per restituire ciò che ha imparato, no?
“Sì, assolutamente. Penso che insegnare sia una dote, e che vada fatto con passione. È uno scambio: io insegno, ma mi arricchisco ogni giorno grazie ai miei allievi. È uno dei motivi per cui insegno e continuo a farlo con entusiasmo”.
Chiudiamo con una riflessione. Dal suo punto di vista, ad oggi, qual è stata la sua più grande vittoria?
“Sicuramente essere raggiunto da ragazzi di Napoli e di tutta la Campania per studiare nella mia scuola di provincia. Dimostrare che si può fare cinema anche lontano dai grandi centri è la mia missione. E vedere che le persone scelgono Officine in Scena per formarsi è per me il riconoscimento più bello”.
