Intervista esclusiva ad Agata Reale: «Chloe è la cosa più bella della mia vita»


E’ la conduttrice di The Coach, il talent show in onda su 7 Gold, che si prepara ad andare in scena con la sua quarta edizione, ma il pubblico la conosce soprattutto per essere stata una delle allieve della sesta edizione di Amici di Maria De Filippi. In fondo, Agata Reale non ha bisogno di tante presentazioni, visto che è una delle ex concorrenti più amate dello show di Canale 5. Un percorso artistico, quello della Reale, che oggi fa la conduttrice e la vocal coach, segnato anche da una battaglia contro la leucemia. Agata si è raccontata a noi, attraverso questa intervista.

Intervista di Roberto Mallò, in collaborazione con Massmedia Comunicazione

Ciao Agata, hai raggiunto la notorietà grazie alla sesta edizione di Amici. Che cosa ricordi maggiormente di quel percorso?

“La cosa che ricordo di più di Amici è sicuramente l’incontro con Maria De Filippi e le domande che le ho fatto. Ricordo il suo essere così dolce, tenera e sempre presente per aiutarmi tutte le volte che ero giù di morale. E poi, sicuramente, Luca Zanforlin e la grande squadra di Amici. Sono queste le cose che rammento sempre con grande piacere”.

E se ti dico Alessandra Celentano?

“Se mi dici Alessandra Celentano, preferisco sorridere perché, sicuramente, non è un ricordo bello. Sono passati tanti anni e va bene, ma non è di certo una cosa bella che ricordo, a differenza di quelle che ho elencato prima. Mi vengono in mente l’incoerenza e tante cose che, ancora oggi, mi porto dietro di questa persona”.

L’Amore per la danza in che modo è cominciato?

“La mia passione per la danza è cominciata moltissimi anni fa. Ero piccolissima, avevo cinque anni. Inizialmente, mia madre mi iscrisse a ginnastica artistica, ma non ero in grado. Tra l’altro, scoprii di avere il piede piatto e l’ortopedico mi disse che non potevo ballare, né fare la ballerina… o che, comunque, sarebbe stato difficile. Ma a me piacevano i tutù, le scarpette e, quindi, mia madre mi iscrisse a danza, perché quando vedevo ballare qualcuno in televisione lo facevo anche io. La mia passione è iniziata così. In seguito, è diventata la mia vita. Non c’erano giornate dove non andavo a scuola di danza. E’ un percorso dove ci sono state tante rinunce e tanti altri fatti per inseguire un sogno. E’ stato tutto molto bello, anche se molto difficile”.

Hai poi smesso di fare la ballerina, come mai?

“Qui devo parlare di una situazione particolare successa prima di Amici. Ho scoperto di avere un problema di artrite. Ero arrivata ad uno stadio un po’ difficile. Dovevo pensare se fare un intervento all’anca, perché avevo dei problemi. Il medico mi disse di riguardarmi, visto che i tempi da ballerina erano tosti, per via dei loro sforzi e così via. Iniziai quindi con delle terapie, ma la situazione non migliorò. Ad un certo punto, come ultima spiaggia, provai a fare il casting di Amici e, fortunatamente, andò bene e mi presero. In pratica, ho solamente posticipato il mio fermarmi come ballerina. Dopo il musical di Costanzo, a tre anni da Amici, ho avuto la botta finale, ossia un problema alle vertebre del collo. Dovevo fare un’operazione ma, visto che ho delle allergie importanti ai medicinali, il rischio era quello di avere un rigetto. Per paura di dover fare l’intervento e avere il rigetto, ho dovuto così prendere una decisione abbastanza traumatica: abbandonare la danza”.

Sei anche una vocal coach. Quando è nata in te questa passione?

“Esatto. Sono una vocal coach. Ho sempre amato l’arte in generale. Ho studiato canto e recitazione, anche se la danza è stato il mio primo amore. Per il canto ho sempre avuto una passione, ma non aveva mai avuto il coraggio, finchè non ho cantato pubblicamente ad Amici. Dopo che ho lasciato la danza, ho iniziato un percorso. Mi sono chiesta, quindi, che cosa potessi fare. In principio, ho insegnato danza ma, a causa dei problemi che ho esposto prima, stavo spesso male. Sono una persona che, se fa una cosa, la deve fare bene, altrimenti non la porta avanti direttamente. Se dovevo mostrare ai ballerini determinate cose, dovevo farle bene. Mentre, invece, rischiavo continuamente di stare male anche quando insegnavo. A un certo punto, interrogandomi su cosa mi piacesse fare, ho pensato al canto. Un giorno Maria mi disse: ‘Non è che tu sei proprio così brava a cantare’. La presi come sfida: dovevo dimostrarle che riuscivo anche a cantare, che non ero così male come lei mi stava dicendo. Iniziai a studiare per me, per poi cantare alle serate. Ho così scoperto un mondo bellissimo, dove ho fatto dei corsi per svolgere il ruolo di vocal coach. Mi sono innamorata di un mestiere, che adesso è il mio. Oltre la conduttrice, faccio questo. E ho avuto tantissime soddisfazioni: alcuni dei miei ragazzi sono stati a Ti Lascio Una Canzone, a Io Canto, a X Factor, a The Voice. Ho avuto tra gli studenti una vincitrice di Sanremo Young. Ho avuto tante soddisfazioni con i miei allievi”.

Da diversi anni sei la conduttrice del talent show The Coach, in onda su 7Gold. Che tipo di esperienza è?

“Esatto, conduco The Coach dalla prima edizione. Sono molto contenta di questa esperienza. Non posso dire che è nata per gioco, perché quando mi butto in una cosa mi piace farla bene, ma il casting come conduttrice è stato un po’ così. Mi fa sorridere l’incontro. Contattai la produzione, che nemmeno conoscevo, per far partecipare i miei allievi. Quando vennero a fare i casting, a scuola da me, mi proposero quindi di presentarmi come coach, perché comunque conoscevano il mio percorso artistico. E io spudoratamente, esattamente come sono fatta, ho detto: ‘No, al massimo faccio la conduttrice, mica posso fare il coach’. Ovviamente, scherzando e ridendo per il carattere che ho, non perché sono una che se la tira. Al che, il produttore mi ha risposto: ‘Guarda, abbiamo già la conduttrice, ma fammi vedere qua: facciamo un provino live’. Mi ricordai di quello che mi spiegò al telefono mesi prima del talent, con mia figlia appena nata che piangeva, e gli riproposi la spiegazione di The Coach nel provino. Per questo definisco il mio inizio nel programma come un gioco. Ed è iniziato tutto così: si sono fidati e affidati a me. Oggi sono la padrona di casa, come loro mi chiamano. Sono molto contenta, perché sono diventata da tre anni anche autore del programma. E’ molto bello: ci sono tante dinamiche. Non ho copione, non preparo nulla, ma faccio tutto real-talent. Mi piace non seguire sempre un qualcosa. Non sappiamo mai che cosa accade tra i concorrenti che si esibiscono: a volte uno si scorda un testo, un altro cade. Personalmente, non conosco nemmeno i coach che partecipano, se non quando arrivano sul palco, in studio. E’ bello perché non conosco le reazioni, non so i loro caratteri. Inoltre, faccio un corso motivazionale, dove conosco le persone, oltre che gli artisti”.

Qualche mese fa, è uscito T Pens, il primo singolo di tuo fratello Giuseppe. So che anche tu hai avuto un ruolo in questo nuovo progetto. Quale?

“Proprio così. T Pens è il primo inedito di mio fratello Giuseppe. In realtà, è stata una sfida: spesso ci sono dei pensieri un po’ strani, soprattutto nella mia terra siciliana, sui brani neomelodici o classici napoletani. Vengono sempre visti come di seconda categoria. Ho quindi voluto utilizzare mio fratello, e non i miei allievi, per capire che non c’è un genere di prima, seconda o terza categoria. La musica è bella tutta, se fatta bene. Mi sono calata nella direzione e sceneggiatura del video. Ho scelto gli attori. Questo è stato il mio ruolo”.

Chi è Agata Reale nella vita di tutti i giorni? Cosa fa quando può ritagliarsi un po’ di tempo per sé?

“Chi è Agata nella vita di tutti i giorni? E’ una diversamente giovane, come dico io. Ho 36 anni, ma me ne sento forse 20, 24 al massimo. Credo di essere rimasta a quell’età. Sono una diversamente giovane che, adesso, amo ancora di più la vita, la sua famiglia, mia figlia Chloe, mio marito che è il mio compagno di vita, un amico, che è tutto. Amo mia madre, mio padre e mio fratello. Sono una persona molto semplice, amante della famiglia. Vado in giro come mi pare. Non sto lì a badare al trucco, alla borsa, a come sono vestita. Anzi, quando mi vedono sul palco non mi riconoscono, perché vado spesso in giro senza trucco. Ho imparato una filosofia di vita: stare bene. Per il resto, so che la gente mi giudicherà sempre. Preferisco la comodità all’apparenza. Non posso dire di essere buona, perché questo devono farlo gli altri, ma mi ritengo altruista. Nel mio piccolo, cerco sempre di aiutare gli altri, di fare del bene appena posso e quando posso. Sono sempre disponibile e al servizio degli altri. Questa è Agata. Per quanto riguarda il tempo libero, è difficile: sono un’amante del lavoro. Non riesco a stare ferma un attimo. Per lavoro non intendo soltanto la conduzione o i miei impegni da vocal coach. Anche a casa, adoro cucinare e fare un po’ di tutto. Se c’è da fare una festa mi metto a curare tutto l’allestimento. Mi piace proprio fare. A differenza del non fare, che mi spaventa. Cerco di ritagliarmi il tempo, trovandomi sempre qualcosa da fare. In caso contrario, ho paura e la situazione mi deprime. Nel tempo libero, comunque sia, sto con mio marito e mia figlia. Magari facendo qualcosa, eh, ma con loro è tutto migliore”.

Hai qualche sogno o progetto futuro?

“Partiamo dai sogni. Una volta erano diversi. Adesso, dopo la mia malattia, devo dire che il mio sogno più grande è quello di poter continuare a vivere, di veder crescere mia figlia. A livello lavorativo, mi piacerebbe tanto far vedere realmente cosa so fare, chi sono, quanto mi piace lavorare e quanto amore ci metto in quello che faccio. Progetti futuri, ovviamente, ce ne sono. Un po’ per scaramanzia ho imparato a parlarne poco. In linea di massima, mi piacerebbe poter portare la mia esperienza e farla arrivare a un pubblico piuttosto vasto”.

Da tempo stai lottando contro la leucemia. Immagino non sia un percorso facile…

“Non è facile andare avanti. Una malattia del genere ti cambia la vita: ogni tre mesi fai l’agoaspirato, hai l’ansia che possa ritornare, devi aspettare cinque anni per capire come procede. Hai un se continuo in testa: cosa faresti se dovesse tornare, se dovesse accadere questo o l’altro. Spero sempre che il mio ‘se’ duri tantissimi anni. Non vedo l’ora che passino dieci anni, che finisca tutto questo percorso perché voglio stare tranquilla e vivermi tutto serenamente. Anche se, purtroppo, non sarà più così perché la leucemia ti cambia la vita. Conosco tante persone che hanno la mia malattia, che l’hanno avuta, e quando si parla di malati oncologici è sempre tosta. Spesso sorrido, vado avanti e faccio finta di non avere avuto mai nulla, nonostante le chemio, che ancora continuo a fare, la perdita di capelli, il corpo che cambia. Nella vita si va avanti, si sorride. Io l’ho presa un po’ così. In reparto, da me, mi dicono che sono la madrina, la mascotte, un esempio da seguire. In realtà, ho solo voglia di vivere, di veder crescere mia figlia, di vederla sposarsi e avere dei figli; vorrei diventare nonna. La mia forza deriva da questo. Se non avessi avuto mia figlia, forse sarebbe stato molto diverso. Forse non avrei avuto tutta questa voglia di vivere, di lottare, di stare bene, che è quello cerco di fare tutti i giorni. Non c’è stato un giorno in cui io abbia detto che stavo male, nonostante fossi a un passo dalla morte, per via della leucemia fulminante. Il rischio di un’emorragia celebrale, nei primi 15 giorni, era molto alto. Quando arrivai in ospedale, mi è stato detto che, se li superavo, potevo stare bene. Abbiamo pregato. E’ stata tosta, è arrivata a ciel sereno. Ma siamo qui, ne stiamo parlando in questa intervista perché ci sono ancora. Sorrido e vado avanti.

Abbiamo già citato Chloe, tua figlia. Che rapporto hai con la tua bimba?

“E’ favoloso. Le dico sempre: ‘Giurami che ti ricordi che mamma ti vuole tanto bene’. Glielo faccio promettere. Farà cinque anni il 23 settembre. E’ una piccola peste, alcuni la definiscono una ‘mini-me’. Vuole fare la fashion blogger, la conduttrice. Canta, balla e fa tutto. Su alcuni aspetti, è davvero una ‘mini-me’. E’ la cosa più bella della mia vita. Per ogni mamma, i figli sono pezzi di cuore. E’ il mio motore, la benzina, per andare avanti in questa grande battaglia. E’ la mia vita. Cantiamo insieme, ogni tanto balliamo, giochiamo e scherziamo. Spero di vivermela ogni giorno di più”.

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