Intervista esclusiva a Giorgio Borghetti: «Il contatto diretto con il pubblico è un’emozione unica»


Attore a teatro e in televisione, doppiatore e addirittura direttore del doppiaggio italiano: stiamo parlando di Giorgio Borghetti, volto noto tra gli appassionati di fiction italiane.

Una doppia carriera, quella di Borghetti, che in certi periodi ha viaggiato in parallelo: il doppiaggio è stato il primo amore, e la passione è sorta da giovanissimo, tanto che è sua la voce di Benji, uno dei due personaggi del cartone animato di Holly e Benji, due fuoriclasse. Ma anche sua è quella del protagonista di E.T. L’extra-terrestre (1982), voce che continuerà a prestare ad Atreyu, protagonista dell’indimenticato film La storia infinita (1984). Altri film conosciuti al grande pubblico in cui compare nel doppiaggio, Taron e la pentola magica (1985), L’attimo fuggente (1989) e Molto rumore per nulla (1993). Borghetti è stato anche la voce Brian Austin Green, che nella serie interpretava David, in Beverly Hills 90210 e del vampiro Spike nella serie Buffy l’Ammazzavampiri.

A 25 anni viene folgorato sulla via di Damasco da una possibile carriera come insegnante di sci, ma la parentesi sarà breve, e Borghetti comincerà a dedicarsi a tempo pieno alla televisione e al teatro.

Nel suo curriculum televisivo, quello che gli ha dato la fama che ha oggi, lo troviamo protagonista di alcune delle fiction TV più seguite: Incantesimo, Cuccioli, Tutti i sogni del mondo, Carabinieri, Le ragazze di San Frediano,  La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa.

Dal 21 febbraio 2015 ha preso parte come concorrente alla terza edizione di Notti sul ghiaccio, in onda in prima serata su Rai 1, approdando in semifinale. Nel settembre 2019 entra a far parte della serie pre-serale che da oltre 15 anni è sopra ogni dubbio la più amata dagli italiani, Un posto al sole: qui interpreta Fabrizio Rosato, un imprenditore attivo nel settore della panificazione che troverà in Marina un’utile, quanto difficile da gestire, alleata per scoprire alcune verità non dette della sua vita. A partire dalla puntata del 23 agosto 2021, appare nella sigla di apertura insieme ai personaggi storici. Per i lettori di Sbircia la Notizia Magazine, ecco la nostra intervista esclusiva!

Ha iniziato prestissimo, era praticamente un bambino, l’esperienza del doppiaggio: come si è avvicinato a questo mondo?

“Mi sono avvicinato al mondo del doppiaggio perché le figlie di un’amica della mia nonna materna facevano doppiaggio. Io ero un ragazzino sveglio, vivace e intonato e quindi mi hanno fatto provare.”

Tra tutti i protagonisti dei film in cui è stato doppiatore, ci cono due personaggi che resteranno nel cuore di tutti i bambini ancora per molte generazioni: Elliott di E.T. L’extra-terrestre e Atreyu di La storia infinita. Che ricordi ha di questi due personaggi bambini, che avevano più o meno la sua età?

“Elliott l’ho doppiato quando avevo 10 anni. È stato il sogno di tutti i bambini poter parlare con un extra terrestre e quindi è stato anche il mio di sogno. È stata la mia prima lavorazione importante e vi posso dire che l’urlo del bambino quando passano sulla luna l’ho praticamente inventato io perché in originale era diverso e il “Resta qui” alla fine del film l’ho ripetuto 35 volte perché non si trovava l’intenzione giusta. Atreyu l’ho doppiato che avevo 15 anni. È affascinante doppiare l’eroe che deve salvare un mondo che rischia la fine. Particolarmente difficile e commovente è stata la scena in cui Artax, il suo cavallo, si lascia andare nella palude della tristezza. La direttrice di doppiaggio Fede Arnaud, per rendere il più possibile vera la scena in cui Atreyu tira il cavallo, mi ha realmente tirato per farmi riprodurre quello sforzo.”

Il teatro è una passione che difficilmente si lascia: ha mantenuto i contatti con quel mondo?

“Se un attore ti dice che il luogo in cui preferisce stare non è il teatro, a mio modesto modo di vedere, non è un attore. Il teatro è vita, il teatro è passione, il teatro è fatica, il teatro è sudore. Non vedo l’ora di tornare su quel palcoscenico perché il contatto diretto con il pubblico è un’emozione unica.”

Come tanti, abbiamo trovato curiosa questa parentesi sportiva dell’insegnante di sci, in mezzo alla carriera di doppiatore e attore: ci vuole raccontare com’è arrivata?

“Il mio papà ha portato sia me che mio fratello sulle piste da sci quando avevamo 4 anni e quindi lo sci ce l’ho nel sangue. Dopo tanti anni, chiuso dentro le sale di doppiaggio, all’età di 25 anni, ho avvertito l’esigenza di “stare all’aria aperta” e ho pensato di tramutare la mia passione per lo sci in un vero e proprio mestiere. Un mio carissimo amico, Fabietto, maestro di sci abruzzese, però mi disse che c’è una bella differenza tra farsi una giornata sulle piste da sci a livello amatoriale e lavorare sulle piste da sci per otto ore con il 90% degli allievi principianti e l’80% di questi bambini, sotto il sole, la neve, il ghiaccio, il freddo, la pioggia, il vento. Quindi alla fine e per fortuna ho soprasseduto e ho continuato a fare l’attore.”

Il grande pubblico l’ha conosciuta in televisione grazie alle tante fiction: ce n’è una, o più di una, a cui è particolarmente affezionato?

“Sicuramente la prima in cui ero il protagonista maschile, Incantesimo, poi Carabinieri perché è stata la prima fiction che ho girato per Mediaset e anche lì ero il protagonista maschile, e poi La figlia di Elisa – Ritorna a Rivombrosa, perché è stato il mio primo ruolo da cattivo.”

E un personaggio del cuore che ha interpretato?

“C’è un ruolo che ho interpretato nella fiction Cuccioli per la regia di Paolo Poeti al quale sono molto affezionato perché è il ruolo di un uomo che rimane vedovo e deve occuparsi da solo della figlia di cinque anni. È stato molto impegnativo ed emozionante.”

Un Posto al Sole l’ha accolta a braccia aperte nel 2019: la soap opera, che accompagna le cena degli italiani dal 1996, era già un progetto rodato e funzionante, quando è arrivato. Ha avuto paure che l’introduzione del suo personaggio potesse destabilizzare?

“Un Posto al Sole è una serie televisiva che va in onda da più di 25 anni e quest’anno festeggiamo le nozze d’argento con il pubblico italiano. In questi anni spesso si sono inseriti nuovi personaggi che si sono relazionati con i protagonisti e che poi a loro volta sono diventati punti di riferimento della serie. Se la produzione e la scrittura hanno ritenuto opportuno inserire un personaggio come quello che io interpreto l’hanno fatto perché potesse fare breccia sul pubblico e così è successo.”

Sappiamo che un romano difficilmente non ama Roma: che rapporto ha con la sua città?

“Io sono romano di nove generazioni, da parte di padre, e quindi rispondo a questa domanda con una frase che diceva sempre mio nonno paterno e che ritengo esaustiva “Roma è Roma”.”

Qual è stata la sua più grande soddisfazione professionale?

“Vedere mio figlio alzarsi in piedi in platea al Teatro Duse a Bologna insieme alla sua classe e applaudirmi con un sorriso stampato sul suo giovanissimo volto orgoglioso del suo papà.”

Si ricorda un complimento particolarmente apprezzato e ricevuto durante la sua carriera?

“Inverno del 2018 all’uscita del Teatro Gioiello di Torino da una pomeridiana della domenica una signora molto elegante mi ha fermato e mi ha detto “Io ho seguito tutte le sue fiction e apprezzo molto come lei lavora in televisione però le dico che lei è nato per stare su quel palcoscenico”.”

E una critica?

“Più che una critica uno sberleffo ricevuto da una regista che si è rivelata una persona molto spiacevole. Ero agli inizi della mia carriera e fino ad allora avevo praticamente fatto soltanto doppiaggio. Vedendo il mio curriculum lei disse “Buongiorno sono un doppiatore” impostando la voce in maniera gratuitamente sarcastica. Risultato: la regista non lavora più, io sono ancora qui.”

Dove si vede tra 20 anni?

“In giro per i teatri d’Italia interpretando i ruoli che un attore settantenne con ormai sessant’anni di esperienza può interpretare.”

Per finire, ci lascia qualche anticipazione su quelli che sono i suoi progetti presenti e futuri?

“Da febbraio 2021 il cortometraggio che ho prodotto e interpretato “CAPTAIN T – La condanna della consuetudine” è distribuito da PREM1ER FILM in tutti i Festival più importanti italiani e internazionali. Finora ho ricevuto 3 premi come Miglior Attore e tanti altri premi nelle varie categorie. Il regista e autore, Andrea Walts, ha già scritto la sceneggiatura del film tratto dal questo corto e il nostro obiettivo è realizzarlo.”

© Sbircia la Notizia Magazine, è vietata qualsiasi ridistribuzione o riproduzione del contenuto di questa pagina, anche parziale, in qualunque forma. Foto di Giuseppe D’Anna.

© Copyright Sbircia la Notizia Magazine. Riproduzione riservata.

Cerchi altro? Nessun problema!

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content


Interviste Spettacolo Tv & Gossip

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *