Intervista esclusiva a Francesco Vitiello: «Diego e Francesco ormai sono un’unica strana entità»


Entrato nel mondo dello spettacolo a 5 anni con la pubblicità, Francesco Vitiello nel 1996 debutta come attore nella soap opera in onda su Rai 3, Un posto al sole, interpretando dalla prima puntata Diego Giordano. Da sempre con la passione per lo spettacolo, prima di iniziare a lavorare in TV ha frequentato un corso di teatro e recitato a scuola.

Dopo il debutto televisivo, tra il 1997 e il 1998 lavora in teatro ne I veri figli di Filumena M, Corpus Cristi e Se cantar mi fai d’amore, tutti per la regia di Enrico Maria Lamanna; nel 2002 recita ne Il letto, regia di Pino L’ Abbate, e nel 2004 ne La capra, ancora una volta diretto da E. M. Lamanna. Per la televisione ha lavorato anche nella serie tv di Canale 5 Distretto di Polizia 4 (2003), regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca, in cui interpreta il ruolo dell’agente scelto Corrado Esposito. Sul grande schermo è apparso nei film: Capo Nord (2003), regia di Carlo Luglio, Nemici per la pelle, opera prima di Rossella Drudi e Viva Franconi, regia di Luca Verdone e Liberarsi – Figli di una rivoluzione minore, regia di Salvatore Romano.

Nel 2012 torna a Un posto al sole curando la regia di alcuni episodi. È tra gli ideatori della serie web SOMA – La Serie. Dal dicembre 2017 è rientrato a far parte del cast di Un posto al sole. Noi lo abbiamo incontrato e vi proponiamo, in esclusiva, una bellissima intervista. Buona lettura!

Ciao Francesco, benvenuto su Sbircia la Notizia Magazine. Iniziamo con la prima domanda di rito che poniamo a tutti i nostri ospiti: chi è Francesco nella vita di tutti i giorni, lontano dal set?
Francesco è un quasi quarantenne senza troppi grilli per la testa ma con ancora tanti sogni da realizzare. Mi piacciono le cose semplici e cerco di curare affetti e amici. Molto esigente verso me stesso ma consapevole dei miei limiti. Sono anche tanto curioso quanto pigro.

Prima di rientrare nel cast nel 2017, sei stato assente da Un posto al sole per tanto tempo. Come mai?
Ho iniziato upas quando avevo ancora 14. Sono passato dal fingere di aver studiato al fingere per lavoro senza neanche rendermene conto. Avevo bisogno di conoscere il mondo reale e me stesso spogliato dai panni che avevo vestito fino a quel momento.

Sei stato regista di alcuni blocchi di upas, come ti è sembrato stare dall’altro lato della telecamera?
Ho sempre desiderato occuparmi di regia, in primis perché recitare mi prosciuga e poi perché amo ogni singolo aspetto di questo lavoro: dalla cura dell’immagine alla scrittura, dal dirigere gli attori al montaggio. Recitare non mi basta.

Il tuo personaggio, Diego, è cambiato molto negli anni. C’è qualcosa che vi accomuna?
Non ho mai capito dove finisce Francesco e dove inizia Diego. Ormai sono un’unica strana entità.

Oltre Un posto al sole, quale esperienza lavorativa ti ha lasciato un segno indelebile e perché?
Ogni esperienza lavorativa ti lascia qualcosa, nel bene e nel male. Quella che più di tutte mi ha reso orgoglioso è Soma. Si tratta di una serie web che ho realizzato con un gruppo di amici e colleghi totalmente autoprodotta e che ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali.

Tornando ancora a parlare di upas, fai parte del cast dalla prima puntata. Dopo 25 anni ti senti ancora motivato?
Ho attraversato periodi di scarsa motivazione, quando lavori per così tanti anni allo stesso prodotto credo sia fisiologico. Ultimamente però ho ritrovato entusiasmo e forti motivazioni. Sicuramente mi è servito allontanarmi per qualche anno e dedicarmi ad altro.

Cosa ne pensi delle storie che gli autori stanno scrivendo per il tuo Diego?
Sono rientrato con due storie bellissime: prima il problema cardiaco che ha quasi stroncato la vita di Diego e poi la storia dell’ossessione per Beatrice. Quest’ultima in particolare ha raccontato i lati oscuri e le fragilità del mio personaggio come mai era successo prima, é stato dolorose ma anche entusiasmante.

La Napoli raccontata nella soap secondo te rispecchia la realtà?
Attraverso la complessità ed eterogeneità dei suoi personaggi, upas riesce a raccontare Napoli meglio di tante altri prodotti, che spesso si focalizzano solo su pochi aspetti di questa incredibile e affascinante città.

Il Coronavirus ha avuto un forte impatto soprattutto sul mondo della cultura e dello spettacolo. Un posto al sole, ad esempio, per la prima volta si è fermato per oltre tre mesi. Come ha cambiato le tue abitudini la pandemia?
La pandemia ci ha colti tutti di sorpresa, ancora oggi siamo nel pieno della seconda ondata. La paura inizialmente è stata fortissima poi, lentamente, ha lasciato il posto al senso di responsabilità e al desiderio di riprendere a vivere, costruire e sognare. Le mie abitudini sono cambiate moltissimo e mi mancano molto i miei amici, poter viaggiare e poter abbracciare i miei genitori senza temere per la loro salute.

Come ti vedi tra dieci anni?
Ho vissuto così tanti alti e bassi nella mia vita che potrei vedermi sotto un ponte o tranquillamente a capo della FremantleMedia. “Comm’ ven accussì c’ha pigliamm'”

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Non ho sogni nel cassetto, ne ho di nuovi ogni settimana e molti li ho già realizzati.

*Ph Giuseppe D’Anna

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