Intervista esclusiva a Fabiola Balestriere: «Non vedo l’ora di prendere la patente e di andare a votare»


Nata il 18 Febbraio 2003 sotto il segno zodiacale dell’acquario, ha appena compiuto 18 anni e già ha un curriculum di tutto rispetto, esordendo in TV nel 2007 nella celebre soap “Un posto al sole“. Stiamo parlando di Fabiola Balestriere: attrice e modella originaria di Castellammare di Stabia, a soli 8 anni ha recitato nel film internazionale per il cinema “Il Rito“, per la regia di Mikael Håfström, insieme all’attore Premio Oscar Anthony Hopkins.

Tra i suoi lavori anche i film “Babbo Natale non viene da Nord” (regia di Maurizio Casagrande), “Troppo Napoletano” (regia di Gianluca Ansanelli) e “Veleno” (regia di Diego Olivares), oltre alle serie TV “R.I.S. Roma 2“, “L’ombra del destino“, “Il Tredicesimo Apostolo“, “Squadra Antimafia“, “Sotto Copertura” e naturalmente “Un posto al sole“, dove interpreta Alice da 14 anni.

Noi di Sbircia la Notizia Magazine l’abbiamo incontrata e per l’occasione ci ha concesso un’intervista esclusiva in cui ci ha raccontato un po’ di se, del suo futuro, delle sue passioni, del suo lavoro e come se ciò non bastasse, abbiamo parlato anche di temi di attualità e molto altro.

Ciao Fabiola, benvenuta su Sbircia la Notizia Magazine. Siamo davvero felici di averti come nostra ospite! Iniziamo con la nostra fondamentale domanda di rito: come ti descriveresti nella vita di tutti i giorni, quando non sei sul set?
Ciao e grazie innanzitutto a voi per questa opportunità. Nella vita di tutti i giorni sono una “neo diciottenne”, quindi composta principalmente da scuola, studio, amici e famiglia. Amo stare con la mia famiglia ma altrettanto stare con le persone a cui voglio bene, quindi amici, cugini che per me è come se fossero amici, oltre al legame dei sangue che effettivamente abbiamo. Insomma, la mia vita è quella di una teenager qualsiasi: il fatto che io sia un’attrice non influenza in nessun modo la mia quotidianità.

Questo per te è un periodo molto importante, hai infatti compiuto 18 anni. Quali sono adesso le tue priorità? E quali sono le prime cose che farai ora che sei maggiorenne?
La prima cosa che veramente aspettavo da tantissimo è proprio quella di entrare, finalmente, a tutti gli effetti nel mondo dei grandi. Posso dire di essere stata a contatto sin da bambina con “il mondo dei grandi”, se così si può chiamare. Sono sempre stata circondata da persone molto adulte, ho sempre vissuto in ambienti diversi magari da quelli che frequentavano le ragazzine di 10 anni, 14 e così via. Per questo mi sono sentita sempre un po’ più grande rispetto agli altri, però effettivamente il fatto che io adesso abbia 18 anni è molto emozionate. Le mie priorità, attualmente, sono la patente come credo che lo sia per tutti coloro che compiono la maggiore età: sembra un po’ banale come cosa però per me è davvero un grande traguardo, un grande passo avanti perché è simbolo di libertà, un po’ come per dire al mondo “ci sono anche io adesso”. Un’altra cosa che aspettavo da molto tempo è il voto – sono molto appassionata della politica, non sono una sfegatata ma ho idee mie personali per quanto riguarda la politica ma questo è un altro discorso. In generale, quindi, ciò che mi entusiasma maggiorante è la patente, il voto e ovviamente la libertà di una persona che può avere a 18 anni. Non è un’indipendenza totale ma sicuramente un bel passo in più.

Adesso hai 18 anni ma quando sei entrata a far parte di Un posto al sole, nei panni di Alice Pergolesi, ne avevi solo 4. Come puoi descrivere questa tua prima esperienza che poi si è rivelata un successo che continua ancora oggi?
Quando ho iniziato Un posto al sole avevo circa 4/5 anni. Ero veramente piccolissima, era un mondo che non avevo mai avuto l’occasione di vivere fino ad all’ora perché a quell’età non pensi che sia quello il tuo futuro e anche adesso ho magari dei dubbi riguardo a questo, però in generale iniziare da bambina un percorso del genere mi ha segnata in tutti i sensi: mi ha aiutata proprio nella crescita personale. A 10 anni, ad esempio, sapevo molte più cose, molte più dinamiche, vivendo e lavorando nel mondo degli adulti, che mi hanno aiutata e che ancora adesso porto veramente nel mio cuore come esperienze di vita. Recitare sia in Un posto al sole che poi in tutti gli altri film mi ha aiutato, è stata per me un’esperienza che si è rivelata sicuramente un successo, che mi ha insegnato veramente molto e mi ha arricchita come persona.

Nonostante trasferte e trasferimenti, interpreti Alice da ben 14 anni. Quali sono i punti in comune tra te e il tuo personaggio che interpreti in UPAS?
I punti che ho in comune con Alice sono veramente tanti. Obiettivamente siamo due persone totalmente diverse, perché Alice è un un po’ una pazzerella ma è molto ribelle quasi quanto me e il rapporto un po’ conflittuale con la famiglia c’è ma penso che sia anche naturale a quest’età, sia per Alice che ha quattordici anni e sia per me ormai a diciotto. C’è sempre stato questo rapporto leggermente conflittuale ma è giusto così, in quanto questo è un periodo della vita in cui hai uno spirito di rivincita, uno spirito molto forte che devi far valere in un modo o nell’altro. Poi abbiamo entrambe una grande sensibilità, perché Alice è una persona molto sensibile che si nasconde dietro la sua figura ma in realtà è molto sensibile, un po’ come me.

Quali sono i valori più importanti per te che caratterizzano in modo particolare la tua vita?
Il valore più importante in assoluto per me è il rispetto, penso che sia una delle cose più importanti che i miei genitori mi abbiano insegnato e che continuo ad avere tutt’ora perché il rispetto è essenziale nella vita di tutti e soprattutto perché senza rispetto sono dell’idea che non si vada avanti in nessun modo. Bisogna sempre avere rispetto per gli altri, che sia un anziano, un amico, un animale, un familiare, le culture, una religione… Insomma, è indispensabile nella vita di tutti e quindi credo che sia uno dei valori più belli e quello su cui ho lavorato di più perché non è facile, magari in certi momenti in cui perdi il senno e inizi a delirare, a “svalvolare”, però sicuramente questo è il valore principale che mi ha insegnato la mia famiglia e che negli anni ho continuato a migliorare e a coltivare.

Quali tra le varie esperienze cinematografiche e televisive ti è rimasta particolarmente nel cuore e perché?
Tutte le esperienze lavorative che ho fatto mi hanno segnata, diciamo che ho lasciato un pezzo di cuore in qualsiasi cosa che io ho fatto. Come già ho detto prima, mi hanno aiutata a crescere, mi hanno fortificata, mi hanno aperto gli occhi dandomi lezioni di vita che un mio coetaneo magari non ha avuto o che ha avuto in maniera diversa. Io le ho avute proprio attraverso la recitazione, quindi sono veramente grata alla vita per tutte le esperienze che mi ha dato.

Come hai scoperto la tua passione per la recitazione e quali sono le altre tue più grandi passioni?
Io sono sempre stata dell’idea che la recitazione, un po’ come la musica, il canto, ecc o ce l’hai o non ce l’hai e io penso di averlo sempre avuto. Sono nata con questo modo di approcciarmi alle persone, sono una persona molto allegra, molto malleabile e quindi riesco sempre ad adattarmi nelle varie occasioni in cui mi trovo: questa è una delle caratteristiche che un attore deve assolutamente avere e io penso di esserci un po’ nata con questa “dote”, se così si può definire. Un’altra mia grande passione è sicuramente lo sport, perché mi ritengo una persona molto sportiva, anche se non sembra (ride, ndr) sono una persona molto dinamica che ama stare sempre in movimento. Amo la lettura e lo studio perché mi piace essere una persona acculturata ed avere un vocabolario più forbito, insomma mi piace molto documentarmi o se vogliamo possiamo definirla anche “curiosità”.

I tuoi genitori ti hanno sostenuta sin da subito o inizialmente erano scettici, magari perché questo è un mondo un po’ senza scrupoli, forse troppo impegnativo per una bambina?
I miei genitori mi hanno sostenuta sin da subito, mio padre forse era quello un po’ più scettico all’inizio perché ero piccola, entravo in un mondo “strano”, contorto, pericoloso sotto certi punti di vista. Però devo essere sincera, i miei genitori mi hanno subito permesso di fare questo lancio, sono stati diciamo il mio “trampolino” effettivamente, permettendomi di spiccare il volo. Poi da lì in poi me la sono vista diciamo “da sola”, loro per me ci sono sempre stati e ci sono ancora, anzi! Sicuramente senza il loro sostegno non sarei mai arrivata fino qui.

In che modo ami trascorrere il tuo tempo libero?
Amo trascorrere il mio tempo libero facendo qualsiasi cosa. Odio stare senza far niente, non mi piace poltrire perché è una cosa che mi distrugge emotivamente e psicologicamente, quindi sono una persona sempre sul molto sul pezzo, molto dinamica, molto attiva, nel senso che non sono una persona pigra che preferisce stare sul divano anziché uscire, fare una passeggiata, vedere un tramonto… Quindi il mio tempo libero lo trascorro principalmente con le persone a cui voglio più bene e soprattutto nei miei posti del cuore. Quando sono un po’ giù di morale e mi sento un po’ sola, amo scendere a piedi e farmi una lunga passeggiata sul “mio” lungomare, ovvero il lungomare della mia città.Osservare le persone e il panorama mi rilassa.

In Un posto al sole vengono trattate spesso tematiche sociali importanti, ad esempio proprio la tua Alice è stata vittima di cyberbullismo. Ci racconti le emozioni che hai provato quando hai girato delle scene così intense? Che feedback hai ricevuto da parte dei telespettatori?
Grazie ad Un posto al sole ho avuto l’opportunità di trattare argomenti molto importanti e di attualità: ad esempio l’episodio in cui Alice è stata vittima di cyberbullismo. Non nego che anche io da piccola, più o meno nel periodo delle medie, ho affrontato una situazione del genere e quindi riportarlo effettivamente in scena, insomma quando le persone vedevano quelle scene un po’ di verità c’era, non era solo finzione e comunque tutto si basa bene o male sulla sensibilità dell’attore. Io ero molto legata ed appassionata a quel tema, a quello del cyberbullismo in particolare ma anche a quello delle situazioni in cui ci sono dei genitori divorziati oppure scene anche di altri film, come ad esempio Veleno e Squadra Antimafia in cui venivano trattati argomenti importanti come “la terra dei fuochi”, la mafia, la camorra. Tematiche sicuramente molto importanti che sono piaciute ai telespettatori, alcuni ragazzi mi hanno contattata per saperne di più, anche per avere un conforto, una “spalla su cui piangere” e alla fine è anche questo il bello: sapere che non sei solo e che ogni volta che fai viene vista bene o vista male, comunque viene captata dalle persone.

Nel 2011 hai recitato nel film “Il Rito” insieme all’attore Premio Oscar Anthony Hopkins, dove sei stata selezionata tra 350 bambine. Come ti è sembrato recitare con uno dei più grandi attori di fama internazionale?
Nel 2011 ho recitato proprio con Anthony Hopkins, ammetto che è stata una delle esperienze più belle. Mentirei a dire che “ricordo tutto come se fosse ieri”: non è così perché ero piccola, sono passati molti anni e per me era tutto un po’ un gioco. Forse non sapevo neanche chi fosse effettivamente Anthony Hopkins all’inizio perché non ero ancora proprio ben inserita in quel mondo e non ero un’amante del cinema come lo sono adesso. Poi negli anni ho pensato “caspita, ho lavorato con un attore pluripremiato e non con una persona qualsiasi” e questa vi giuro che è stata una delle esperienze più belle che forse porterò nel mio cuore veramente per sempre. Vincere un provino in Italia per un film girato all’estero (con attori, troupe e produzione americani), con delle audizioni che durarono tantissimo tempo e con tantissime persone, penso che sia stata una delle cose più belle della mia vita. Alla fine “vince” chi non va li per vincere, nel senso che io ero andata lì con la consapevolezza di poter perdere ma anche di poter vincere, insomma andai lì per divertirmi e questa credo che sia la cosa più bella che in realtà mi ha aiutata anche in tutti gli altri provini. Vedevo ragazze agitate ed impaurite che dicevano “io perderò, non mi prenderanno mai, ecc…”, io invece arrivavo lì e scherzavo, giocavo, facevo altre cose… Ma ancora adesso, magari leggo i copioni in macchina e dopo non li guardo proprio più, perché io sono molto sicura di me stessa e prendo tutto questo con una grande spensieratezza.

Tocchiamo anche un argomento spinoso ma più che mai attuale: il Coronavirus ha cambiato drasticamente le abitudini di tutti, in tutto il mondo. Che impatto ha avuto la pandemia, in particolare, sulla tua vita e come hai trascorso i due lockdown?
Questo del Coronavirus è sicuramente un tema importante e che mi è molto a cuore, perché mi ha destabilizzata molto. Diciamo che il primo lockdown l’ho preso abbastanza bene in quanto vedevo che con il passar dei giorni la situazione peggiorava e ringraziavo il cielo che io e la mia famiglia stavamo bene, nonostante mio padre e mia madre lavorino in ospedale. Molti della mia famiglia sono ospedalieri quindi erano sempre molto esposti al Covid. Questo mi ha un po’ aiutato, poi è arrivata l’estate che ha portato un po’ di spensieratezza e in seguito è tornato il terrore che ancora adesso stiamo vivendo e che purtroppo, non vi nego che non sto affrontando nel miglior modo possibile. Secondo me, il segreto è fare di tutta questa situazione un grande insegnamento, anzi uno dei più grandi insegnamenti che la vita ci possa dare, ovvero innanzitutto “vivere l’attimo” che è una cosa che ho anche tatuato, tra l’altro. Vivere l’attimo senza costruirsi falsi programmi, perché la vita è imprevedibile; da un momento all’altro può succedere una cosa del genere e tu sei disarmato, devi trovare la forza di amarti e dire a te stesso “ok, puoi farcela, perché gli altri sì e tu no?”. Non bisogna mai piangersi addosso, perché più lo fai, più stai male e non vivi bene e queste situazioni devono essere vissute con grande lucidità e tanta consapevolezza. Soprattutto io alla fine mi sento in dovere di dire un grande “GRAZIE” perché io sto bene, così come la mia famiglia e le persone a cui voglio bene e mi ritengo fortunata, a differenza di altre persone che, purtroppo, non possono dire altrettanto.

Ti iscriverai all’università? Quale facoltà sceglierai?
A Settembre, se tutto va bene, mi iscriverò all’università. Mi sto già preparando per i test di psicologia, ho scelto questa facoltà perché vorrei intraprendere un percorso nuovo, diverso da quello di attrice che sicuramente non accantonerò: anzi, andrò a Roma proprio per poter seguire corsi di cinema, di teatro e così via. Ma al di là della mia professione di attrice, vorrei iniziare a lavorare un po’ sul mio futuro che attualmente non può puntare tutto sulla recitazione, per questo alternerò i due percorsi e vedremo come va.

C’è qualche progetto per il futuro di cui puoi anticiparci qualcosa?
C’è un progetto per il futuro veramente molto bello, di cui però in questo momento ancora non posso dire nulla per ragioni contrattuali ma appena potrò dire qualcosa sarete sicuramente i primi a saperlo. Si tratta di un grande progetto a cui ho lavorato veramente molto che merita davvero (ne riparleremo appena possibile, ndr).

Sei nata e vivi a Castellammare di Stabia, una bellissima città con una lunga storia alle spalle e che tu ami follemente. In futuro, per avere maggiori sbocchi professionali, hai in programma di trasferirti in una città più grande?
Castellammare per me è la città più bella del mondo. Io questo lo dico sempre: ho viaggiato, anche se non tantissimo e vi dico che Castellammare di Stabia è una città bella, piena di cultura e di storia. Negli anni, studiando in questa città, ho avuto l’opportunità di scoprirla ancora meglio. Ogni piccola parte della mia città ha una storia che è molto affascinante, a partire dal Monte Faito, poi si affaccia sul Vesuvio, di fronte abbiamo lo Scoglio di Rovigliano, le Terme… E poi a pochi passi c’è Pompei, una città ricca di storia che con i suoi Scavi è visitata dai turisti di tutto il mondo. Anche Castellammare ha molti scavi: Villa Arianna, Villa San Marco, dei posti meravigliosi che dovrebbero essere pubblicizzati il più possibile e che prima o poi giuro che riuscirò a far riemergere. Ogni città merita di avere “un posto nel mondo” e qualcuno che se la ricordi per sempre. Io penso che Castellammare sia uno dei più bei ricordi che mi porterò per sempre; adesso non so dove mi porterà la vita, in quale posto abiterò, non so dove andrò. Magari rimarrò qui per tutta la vita, oppure andrò in America, all’estero… Non lo so, però da settembre se tutto va bene andrò a Roma, un’altra città che mi piace da morire: ci sono stata già molte volte perché molti provini e molti film li ho girati proprio lì. Però Castellammare rimarrà per sempre il mio posto del cuore, è la mia “casa”.

Quali consigli ti senti di dare ad un tuo coetaneo intenzionato ad intraprendere la tua professione?
Ai miei coetanei posso dire di seguire sempre il proprio cuore senza farsi influenzare dalle idee altrui, dai vostri genitori, dalla famiglia… Ognuno deve avere la libertà di seguire quello che vuole, tutti devono “rincorrere” qualcosa, ma qualcosa che effettivamente si vuole rincorrere perché quando qualcuno ti obbliga a fare qualcosa ma tu non te la senti, non vivrai mai bene. Soprattutto è importante lavorare e studiare, perché non è una cosa da prendere alla leggera – per diventare un attore, così come un regista, un cameraman, ecc studiare è fondamentale. È un mondo particolare che cambia giorno dopo giorno, quindi devi sempre essere pronto alle novità e ad interagire con gli altri.

Parliamo infine del web. Che rapporto hai con i social network e quanto credi che siano importanti, al giorno d’oggi e nel bel mezzo di una pandemia, social come Instagram e Facebook?
Il mio rapporto con i social è un po’ odio e amore, ci sono giorni in cui non ho proprio voglia di postare, né di vedere e fare stories. Invece ci sono altri giorni in cui ho proprio bisogno di sfogarmi con i miei follower, che non sono tantissimi perché non sono una persona che si lega molto ai numeri, anche perché alla fine il “numero” è una cosa molto relativa… C’è chi si impegna per avere milioni di follower, io invece penso molto di più alla sostanza. L’idea dei social è comunque bella perché è un mezzo importantissimo di comunicazione, di scambi di interessi, di dibattiti. Molto spesso mi ritrovo dei veri e propri dibattiti sui social che mi fanno stare veramente bene perché vedo persone che magari vivono dall’altra parte del mondo che però la pensano come me ed altre che, invece, la pensano diversamente e che mi fanno ragionare spiegandomi il loro punto di vista. In generale, i social si possono definire un’arma a doppio taglio però la verità è nel mezzo, quindi non bisogna fare un eccesso ma non bisogna neanche privarsene totalmente.

Tornando a parlare del cyberbullismo, ti va di approfondire un po’ questo tema?
Il cyberbullismo è qualcosa i terribile, è una piaga del mondo attuale perché ci sono persone che nella vita magari sono sole, frustrate che per alleviare un loro dolore devono prendersela con gli altri. Questa è una cosa che non ho mai capito, io sono dell’idea che la rabbia e lo sfogo possano essere incanalati in qualcosa di più bello e costruttivo. Dal dolore si sono creati dei capolavori, dalla sofferenza si sono creati i libri… La cattiveria è sbagliata, così come lo è agire d’impulso, perché a mio parere prima di fare qualcosa bisogna sempre contare fino a dieci. La stessa cosa vale anche per chi scrive dei messaggi dietro ad uno schermo, i soliti “leoni da tastiera” che alla fine magari nella vita sono un gruppo di persone emarginate, oppure chi non ha il coraggio di dire le cose in faccia. Io penso che parlare con una persona faccia a faccia sia la cosa più costruttiva che ci possa essere, perché hai una visione diversa quando parli con una persona guardandola negli occhi, anziché dietro ad un cellulare: in questo modo ti nascondi, ti crei una copertura, una corazza e questo non va bene perché in quel momento non stai facendo del bene, stai facendo del male. Quando vedi una persona stare male dal vivo, sono dell’idea che anche la persona più cattiva del mondo si fermi ed inizi in qualche modo a ragionare.

Qual è la tua filosofia di vita?
Io ritengo che credere in se stessi, prendersi cura dei propri sogni, lavorare per i propri obiettivi e amare se stessi sia fondamentale. Queste sono le cose che mi ripeto da diciotto anni, sono i miei promemoria di vita che giorno dopo giorno mi hanno resa la persona che sono oggi: forte, determinata, solare e soprattutto “sognatrice”.

Fabiola Balestriere è attiva su Instagram con il suo profilo ufficiale.

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