Insurtech: un settore da oltre 21 miliardi di dollari. Garantisce la blockchain


L’Insurtech è un settore destinato a rivoluzionare il rapporto tra assicuratore e assicurato, riformulando tutto il meccanismo della condivisione dei dati ma mantenendo se non definendo ancora più nel dettaglio le procedure di sicurezza. I dati del rapporto Insurtech Global Outlook di Everis e NTT DATA raccontano che “gli investitori hanno impegnato 6.300 milioni di dollari nell’acquisizione di Insurtech, un valore che ha rappresentato un aumento del 58% rispetto all’importo investito nel periodo 2017-2019. Tale importo è stato tuttavia distribuito tra sole 25 società (su un totale di 238), che hanno ricevuto il 72% del finanziamento disponibile”. Lo stesso rapporto stima che nei prossimi quattro anni il balzo in avanti degli investimenti in Insurtech sarà pari a 21,27 miliardi di dollari.
 

 

Un ruolo determinante lo giocherà la tecnologia blockchain che consente di gestire una grande quantità di dati e di smart contract, contratti personalizzati acquistabili direttamente dai dispositivi mobili che si auto eseguono appena attivati sulla base di quanto concordato tra le parti. Soprattutto il settore delle fideiussioni, tanto bancarie quanto assicurative, può garantire con la blockchain il processo in trasparenza e sicurezza degli attori coinvolti. Su questo preciso obiettivo è stato attivato e concluso in parte un progetto, promosso da Cetif, Sia e Reply, per digitalizzare su blockchain la conduzione delle fideiussioni in ambito bancario e assicurativo. Dopo una fase di prova di quattro mesi, che ha coinvolto 50 operatori tra garanti, garantiti e contraenti selezionati anche dal mondo finanziario, della pubblica amministrazione e delle imprese, il progetto delle fideiussioni digitali andrà sul mercato entro la fine dell’anno. 

 

Nella fase pilota sono state gestite in modo digitale oltre 350 fideiussioni con somme garantite comprese tra i 10mila euro e 1,4 milioni di euro e importo medio di 275mila euro. Secondo i dati forniti dai partecipanti, che sono fra i principali attori nella gestione delle fideiussioni in Italia, l’utilizzo della blockchain e dei registri distribuiti può portare ad una riduzione delle frodi di circa il 30% e dei costi operativi dal 10% a oltre il 50%, a seconda del numero di operazioni transate. Tra gli altri benefici che i partecipanti hanno osservato, il programma fideiussioni digitali permetterà la riduzione dei costi derivanti dalla dematerializzazione dei documenti, la maggiore trasparenza e certezza informativa durante tutto il processo, la maggiore efficienza nella gestione dello svincolo della fideiussione e la conseguente disponibilità in tempi ridotti di linee di credito da destinare alla partecipazione a nuovi bandi di gara. 

 

Hanno attivato il progetto Cetif, centro di ricerca su tecnologie, innovazione e servizi finanziari dell’Università cattolica, Sia, società controllata da Cdp Equity e impegnata nella costruzione di infrastrutture tecnologiche per il mondo finanziario e Reply, società che progetta e realizza soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e media digitali. Insieme intendono rendere la piattaforma fideiussioni digitali operativa e disponibile sul mercato nel secondo semestre 2021. 

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