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Economia

Innovazione, poliambulatorio digitale ‘EpiCura’ entra nel welfare aziendale

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EpiCura, il primo poliambulatorio digitale in Italia, annuncia il suo ingresso nel mercato del welfare aziendale. L’obiettivo è “dare ad aziende lungimiranti, di qualsiasi dimensione, che vedono nelle proprie risorse un elemento imprescindibile, la possibilità di prendersi davvero cura della salute e del benessere dei propri dipendenti grazie a servizi innovativi” sottolineano da EpiCura. Il poliambulatorio “riflette la chiara strategia di crescita di EpiCura che a fine settembre 2021 ha concluso una nuova raccolta di capitali del valore complessivo di 5 milioni di euro, con Europ Assistance Italia”.
 

La compagnia dell’assistenza privata del Gruppo Generali, in qualità di lead investor, con un investimento di 3 milioni di euro, ha scelto EpiCura con una logica di partnership industriale per garantire ai propri assicurati e clienti i servizi socio-assistenziali del poliambulatorio digitale a livello nazionale. Dall’inizio della propria attività nel 2017 ad oggi, il poliambulatorio ha raccolto più di 8 milioni di euro. “Oggi, a quasi due anni dall’inizio della pandemia, in un contesto di mercato del lavoro profondamente cambiato, strategie di welfare destinate al benessere e alla semplificazione della vita dei dipendenti acquistano ancora più valore diventando per le aziende una vera e propria leva di attrazione e retention dei talenti e per i dipendenti una parte irrinunciabile del proprio pacchetto remunerativo” sottolinea Alessandro Ambrosio, Ceo e Co-Founder di EpiCura.
 

“Non stupisce quindi – aggiunge Ambrosio- che queste nuove politiche non siano più appannaggio solo delle grandi corporate ma vengano sempre più implementate anche dalle Pmi che, nonostante siano state messe a dura prova dalla pandemia, hanno reagito imprimendo un salto di qualità nell’adozione di soluzioni evolute di welfare aziendale, assumendo consapevolezza del proprio ruolo sociale”. 

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Economia

Spazio, al via a Roma la mostra di Asi ‘Exploring moon to mars’

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(Adnkronos) – E’ una grande struttura geodetica ad ospitare, fino al 16 dicembre in piazza San Silvestro, nel centro di Roma, la mostra Exploring Moon to Mars, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con il patrocinio di Roma Capitale, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e il supporto di Leonardo e Thales Alenia Space Italia. La mostra narrerà al grande pubblico la storia dell’esplorazione del pianeta Marte e la sua futura colonizzazione partendo dalla Luna, con una particolare attenzione all’importante contributo italiano a questa avventura. 

Il percorso espositivo, attraverso testi rari, video e immagini di grande suggestione, ha inizio con i miti legati a questi corpi celesti, che hanno sempre ispirato l’immaginario collettivo dell’Uomo, passando per le prime osservazioni astronomiche di Galileo Galilei e Giovanni Schiaparelli e la grande produzione di musica e letteratura ispirate dalla fantascienza. 

Il cuore dell’esposizione è dedicato allo stato della conoscenza che oggi abbiamo del nostro satellite naturale e del pianeta rosso, attraverso i dati e le immagini che la più avanzata tecnologia spaziale ha permesso di acquisire: da quelle storiche delle sonde Luna e Viking, fino alle missioni Apollo, ai rover Curiosity e Perseverance e all’attuale programma Artemis. 

La mostra evidenzia il rinnovato interesse nel terzo millennio per l’esplorazione spaziale umana, con uno sguardo ai principali programmi delle agenzie spaziali, quella italiana in particolare, e dell’imprenditoria privata, focalizzati sul ritorno sulla Luna e sul grande salto verso Marte e la sua colonizzazione. L’esposizione, a cura di Viviana Panaccia, sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00, con ultimo ingresso alle ore 18.00. 

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Economia

Lavoro, a Università Pavia 7Pixel in cattedra per formazione su innovazioni

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(Adnkronos) – Due ore di lezione frontale seguite da due ore di esercitazione in laboratorio: è stato questo l’obiettivo del seminario “Testing come noi” che si è tenuto questa mattina alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Pavia con gli studenti del primo anno magistrale di Ingegneria Biomedica. Cosa sono i test automatici, come scriverli in linguaggio Java e come aiutano a domare la complessità del codice sono i temi su cui verteva il seminario condotto da Brando Preda – Product Manager – e Mauro Giachero – Senior Software Developer – con la collaborazione della professoressa Cristiana Larizza e il ricercatore Enea Parimbelli dell’Università degli Studi di Pavia. 

Gli esperti di 7Pixel hanno raccontato la loro esperienza nello sviluppo di codice supportato dalla presenza di test automatici. Un argomento di solito poco trattato in ambito universitario, tuttavia molto importante nel lavoro quotidiano in azienda. Spesso, infatti, gli studenti non hanno idea di cosa significhi lavorare su migliaia di righe di codice e quanto li possa aiutare uno strumento che dia costante feedback sulla correttezza dello stesso.  

“Sviluppiamo con passione i nostri prodotti adottando le tecnologie e le metodologie più innovative. Per farlo – ha spiegato Dario Rigamonti, Direttore Generale 7Pixel- puntiamo a formare i giovani universitari secondo i nostri standard. Stringere legami con l’Università di Pavia è per noi motivo di grande soddisfazione, l’ambizione di 7Pixel è infatti quella di essere l’employer tecnologico di riferimento nel contesto pavese, capace di attrarre talentuosi laureati”.  

La sfida del mercato è stata colta dai manager di 7Pixel che, da sempre, puntano sulla formazione accademica consapevoli che il ponte tra università e lavoro è un’occasione strategica reciproca. I seminari promossi con diverse università del territorio consentono all’azienda di formare i potenziali professionisti da assumere e ai laureandi di scoprire che a pochi chilometri da Pavia esiste una realtà affermata a livello nazionale che costituisce un’eccellenza del settore. Negli anni, infatti, grazie alle varie attività organizzate in collaborazione con alcuni atenei lombardi, sono stati numerosi gli studenti che hanno trovato in 7Pixel il primo sbocco professionale. Tra i tanti figurano proprio Brando Preda e Mauro Giachero, in aula oggi. 

Enea Parimbelli, ricercatore all’Università degli Studi di Pavia, ha rilevato che “i seminari di 7Pixel sono un’importante occasione per gli studenti di trovare riscontro dell’applicazione delle competenze che stanno acquisendo nel corso di studi. Un ponte che rende più concreta l’esperienza universitaria di apprendimento, aprendo una finestra verso il mondo del lavoro rappresentato da un’impresa di eccellenza vicina all’ateneo pavese. Al contempo, il corso si arricchisce di argomenti avanzati – come il Test-Driven-Design e le metodologie Agili – e di un approccio alla didattica differente da quello dei docenti titolari del corso. La collaborazione tra l’Università di Pavia e 7Pixel è consolidata e gli studenti ne sono sempre entusiasti”. 

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Economia

Manovra 2023, Bonomi incontra Conte ma confida su ‘motto’ Meloni per cambiarla

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(Adnkronos) –
Navigazione difficile per Confindustria alla ricerca di aggiustamenti significativi alla manovra di bilancio 2023. E se oggi il leader di viale dell’Astronomia ha incontrato il presidente M5S (“Abbiamo concordato sulla mancanza di visione della legge”, spiegherà Conte al termine), Bonomi continua comunque a confidare nel ‘motto’ con cui il premier Meloni ha voluto improntare la legge di bilancio : “Non disturbare chi vuole fare. Chi fa impresa va sostenuto e agevolato, non vessato”.  

“Con quelle parole Meloni dà un segnale sulla volontà del governo di ascoltare le categorie produttive e fare quegli interventi necessari affinché le aziende possano scaricare a terra la loro capacità di impresa. Credo dunque che il premier voglia favorire le imprese che hanno dimostrato in questi anni capacità importanti”, spiega ai giornalisti alla stampa estera chiarendo come “Confindustria valuta solo il merito dei provvedimenti mai i partiti perché noi tifiamo solo per il nostro paese: per l’Italia. I governi li scelgono gli italiani”. 

“Bene” perciò la “barra dritta sulla finanza pubblica” del governo “ma servono interventi finalizzati alla crescita perché senza crescita non ci sono risorse per fronteggiare l’emergenza”, aggiunge. Un percorso con il governo dunque “appena iniziato” al termine del quale Bonomi sembra certo “possa esserci un ripensamento nell’interesse del Paese”. A cominciare dalla mancata proroga del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, il cosiddetto bonus Sud: “non posso non credere non venga fatto un ragionamento diverso”, commenta. Ma la lista delle modifiche sollecitate da Confindustria è lunga, a cominciare da un più sostanzioso taglio del cuneo fiscale su cui al momento non sembrano arrivare segnali di apertura dall’esecutivo.  

“Serve un intervento forte sul cuneo fiscale : due terzi ai dipendenti e 1 terzo alle imprese, il contrario di quanto previsto ora, per mettere in tasca ai lavoratori 1.200 euro in più in busta paga, strutturalmente per tutta la loro vita lavorativa”, ribadisce Bonomi che guarda criticamente alla Flat tax e alle norme sui prepensionamenti, da Opzione donna a quota 103: “flat tax e prepensionamenti non creano Pil aggiuntivo né posti di lavoro per i giovani”, taglia corto. E torna anche sul Reddito di cittadinanza su cui il governo Meloni ha una posizione ferma: “chiamiamolo come si vuole ma uno strumento contro la povertà ci vuole”, ha ripetuto per poi rilanciare sulla necessità di mettere mano ad una riforma fiscale a tutto tondo.
 

“Fino ad oggi il tema fiscale è sempre stato interpretato come un tema legato al gettito e tutti gli interventi sono stati finalizzati a creare più gettito. Noi invece vogliamo una riforma organica perché fare interventi solo su determinate categoria o argomenti non funziona. O ripensiamo totalmente il fisco o non andiamo avanti”, ha ripetuto. E poi ancora : la lotta alla burocrazia italiana, a cui è appeso il destino del rigassificatore di Piombino: “se non entra in funzione entro il 31 marzo potremmo avere qualche difficoltà ma è prevista una conferenza di servizi con 44 enti locali…e sappiamo cosa questo voglia dire”, ammonisce prima di commentare il progetto del governo sul Ponte sullo stretto di Messina.
 

“Il ponte sullo stretto non è un problema tecnico: lo hanno realizzato anche altri paesi in condizioni molto più difficili delle nostre, se guardiamo al Nord Europa. Ed è una opera infrastrutturale importante ma deve stare all’interno di un progetto complessivo. Se si realizza il ponte e poi non si prosegue la realizzazione di altre opere infrastrutturali, il progetto non funziona”, dice ancora. E’ tempo dunque di lasciare da parte le polemiche estemporanee, come quelle sul tetto all’utilizzo del Pos, “sono colpito del fatto che da 3 giorni non si parli che di Pos”; meglio “concentrarci su questioni più importanti”, conclude. (di Alessandra Testorio) 

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