Influenza: con altri virus 5 infezioni l’anno e 100 giorni tosse, consigli per bimbi


(Adnkronos) – Niente profumi intensi, temperature in casa non oltre i 19 gradi, ricambio d’aria, igiene delle mani: poche mosse per aiutare i bimbi alle prese coi malanni invernali. A stilare un breve vademecum per i genitori è il pediatra Italo Farnetani, che invita a non farsi spaventare dal rialzo dei casi d’influenza. “Tutti i bambini devono realizzare nei primi sei anni di vita quello che viene definito ‘apprendimento immunologico’ – spiega all’Adnkronos Salute – cioè devono venire a contatto con i vari agenti infettivi, soprattutto virus e batteri, ammalarsi, imparare a conoscerli e fabbricare i relativi anticorpi che resteranno per tutta la vita. Un bambino nei primi 6 anni di vita deve incontrare e conoscere più di 40 di circa 500 agenti infettivi che fanno ammalare l’essere umano. In pratica un under 6 si ammalerà circa 5 volte l’anno, che salgono a 6 per i primi due anni d’età, e potrà presentare la tosse fino a 100 giorni l’anno”. 

 

“È chiaro – analizza il professore ordinario di Pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta – che nei due anni passati le forme di prevenzione dettate dalla normativa anti-Covid hanno rallentato anche la diffusione degli altri agenti infettivi. Ed ecco cosa è successo in questi giorni: se i numeri fino a inizio novembre sono stati fortemente influenzati soprattutto da meteo e ottime condizioni climatiche, con possibilità di vivere di più all’aperto, le prime giornate di freddo hanno fatto stare maggiormente le persone chiuse in casa. L’inizio degli acquisti natalizi, poi, ha portato assembramenti che hanno facilitato la trasmissione di patogeni i quali si sono concentrati proprio in questo primo periodo, recuperando le infezioni non contratte negli anni precedenti”. 

 

I consigli per i genitori? “In gran parte sono gli stessi che valevano per Covid: importante aprire le finestre almeno un’ora al giorno anche nei periodi più freddi in modo da favorire il ricambio d’aria – elenca Farnetani – mettere sempre sopra il termosifone o eventuali altri sistemi di riscaldamento degli ambienti un asciugamano di spugna molto bagnato in modo che l’evaporazione umidifichi l’ambiente. L’aria eccessivamente secca, infatti, permette agli agenti infettivi di attaccarsi alle particelle di polvere, appesantiti dall’umido invece si abbattono in terra. Ricordiamo inoltre che l’apparato respiratorio è ricoperto da un velo di liquido che, se si è essicca, determina tosse e non esplica il proprio effetto protettivo”. 

 

È importante anche “far bere il bambino – prosegue Farnetani – perché l’acqua è il principale mucolitico naturale. Suggerisco di non tenere profumi in casa né altre sostanze odorose, anche se etichettate come balsamiche, perché l’odore potrebbe determinare un broncospasmo. I riscaldamenti non vanno tenuti troppo alti, la temperatura oltre 20 gradi diventa pericolosa. E soprattutto quando il bambino ha la febbre non va coperto troppo, ma al contrario gli va alleggerito il letto e i vestiti. Questo perché l’alta temperatura prodotta dall’organismo per difendersi, uccidendo gli agenti infettivi deve potersi disperdere”. 

 

Anche se è ammalato, continua il pediatra, “il bambino può mangiare qualunque cosa purché la gradisca, ma è importante mai forzarlo a mangiare. Fondamentale anche l’igienizzazione delle mani, operazione che siamo stati tutti convinti a eseguire in tempi di Covid. E’ una routine molto positiva perché le mani, dopo l’aria che respiriamo, sono il principale veicolo di trasmissione delle infezioni”. Sempre su questo fronte, conclude, “attenzione anche ai fazzoletti usati e a toccare gli oggetti con le mani che hanno in precedenza toccato occhi e naso, in quanto le secrezioni oculari, nasali e respiratorie in generale sono un importante” fonte di contaminazione. 

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