Inflazione USA ai massimi da 40 anni, le borse ritracciano


Dopo una prima parte in positivo, le borse europee hanno chiuso in sostanziale parità a seguito dell’aggiornamento relativo l’inflazione USA: nel mese di gennaio i prezzi al consumo della prima economia sono cresciuti dello 0,6% rispetto a dicembre portando il dato annuo ai massimi dal 1982 al 7,5% (7% nell’ultimo mese del 2021). Sopra il consenso anche l’indice “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, cresciuto dello 0,6% mensile e del 6% tendenziale.  

La notizia sta preoccupando gli operatori poiché pressioni inflazionistiche maggiori del previsto finiranno per avallare la posizione di chi chiede che la normalizzazione del costo del denaro proceda spedita.In vista del meeting della Federal Reserve in calendario il 16 marzo, c’è oltre il 67% di probabilità che assisteremo ad una stretta nell’ordine del mezzo punto percentuale. 

Sorretto da un comparto bancario in cui spicca il +3,19% di UniCredit ed il +2,33% di Intesa Sanpaolo (le banche sono destinate a capitalizzare un costo del denaro più elevato), il nostro Ftse Mib ha chiuso la giornata a 27.190,2 punti, +0,23% rispetto al dato precedente. Rally per Banca IFIS (+6,88%) che ha chiuso il 2021 con un utile netto sopra quota 100 milioni di euro. 

Giornata positiva anche per CNH Industrial (+4,31%) e Telecom Italia (+1,27%), con quest’ultima favorita dal via libera da parte dell’antitrust brasiliano alla vendita degli asset di telefonia mobile della brasiliana Oi a Tim SA, Telefonica Brasil e Claro. 

Dopo una prima parte positiva, in cui il titolo era stato sorretto dalle indiscrezioni su nuove opzioni strategiche, Nexi ha terminato con un -4,96%. Il 2021 della società si è chiuso con ricavi in aumento del 10% a 2,268 miliardi di euro ed un Ebitda di 1,094 miliardi, +12,1% nel confronto annuo.  

Incremento di oltre 2 punti percentuali per lo spread Btp-Bund a 155 punti base nel giorno dell’asta di Bot al 2023 per 6,5 miliardi di euro. I titoli hanno registrato un rendimento del -0,324%, +12 centesimi rispetto all’asta precedente e livello maggiore dal settembre 2020. (In collaborazione con money.it) 

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