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Lavoro

Imprese, a Sielte premio ‘Storie di Eccellenza – 100 Eccellenze Italiane’

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Prestigioso riconoscimento per Sielte che ha ricevuto il Premio ‘Storie di eccellenza – 100 eccellenze italiane’. A ritirare il premio è stato il presidente e amministratore delegato Salvatore Turrisi. La manifestazione celebrativa, patrocinata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, si è svolta nel pomeriggio di ieri presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’intento è stato quello di premiare le cento case history più rappresentative d’Italia, per merito, dei diversi ambiti dell’economia, delle scienze, delle arti e della pubblica amministrazione. Giunta all’ottava edizione, la prestigiosa iniziativa è stata promossa dall’associazione Liber, in collaborazione con la casa editrice Rde dell’editore Riccardo Dell’Anna. 

“Quello di oggi – ha commentato a caldo il presidente Turrisi – è un prezioso riconoscimento per ciò che Sielte ha svolto negli anni per favorire la transizione digitale del Paese. Lungi dall’essere un traguardo, il premio è lo stimolo per fare sempre meglio, per continuare a innovarci e ad innovare, dando spazio ai giovani per costruire un futuro in cui la tecnologia sarà sempre più a servizio dell’uomo”. 

Con oltre 3 mila dipendenti nelle 31 sedi sparse sul territorio nazionale, e con i suoi circa 465 milioni di fatturato annuo, Sielte è un partner strategico per l’approccio al mercato Enterprise, in grado di fornire un servizio a 360° nella progettazione e realizzazione di infrastrutture tlc e servizi tecnici, nello sviluppo e nella gestione di soluzioni it, nella progettazione e realizzazione di impianti nel settore trasporti. 

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Coronavirus

Izzo (Ga.Fi): “Nel 2022 1.500 interventi a supporto pmi, generato credito per oltre 200 mln di euro”

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(Adnkronos) – “L’anno appena trascorso per Ga.Fi è stato un anno di consolidamento di tutte le attività che portiamo avanti. Ormai le imprese sempre più ricorrono a noi anche per l’immediata capacità di interpretare i loro bisogni. Nel 2022 abbiamo assicurato oltre 1500 interventi che hanno generato credito per le imprese per oltre 200 milioni di euro. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo con una forte attenzione alla qualità del portafoglio, con un indice di capitalizzane di oltre il 43% -tra i più solidi d’Italia- e un grado di copertura delle partite deteriorate di oltre l’84%. Insomma, un modello che si conferma vincente e sempre più richiesto della nostra platea associativa in continua crescita e che ad oggi conta oltre 4.000 aziende”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (Ga.fi), Confidi iscritto nell’elenco degli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancari, sull’attività portata avanti a supporto delle imprese.  

Nel 2023 “il nostro piano industriale non trascura affatto la nostra attività core di ‘garanti’, con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle imprese durante questo delicatissimo momento. A ciò aggiungiamo una sempre più intensa e qualificata attività di ‘consulenza alle imprese’ con nuovi prodotti e servizi anche nel campo della ‘finanza agevolata’ per accompagnare le imprese negli investimenti da effettuare mediante la realizzazione di idonei e qualificati business plan”.  

“Prevediamo una più forte e incisiva ‘erogazione diretta’ di finanziamenti di importo compreso tra i 50 e i 250 mila euro, valorizzando così -ribadisce- il nostro un ruolo di soggetti finanziari complementari alle banche. In materia di servizi tecnologici rafforzeremo l’operatività digitale, il cui principale punto di forza è la velocità di erogazione. Dulcis in fundo, la nostra grande novità per il 2023 sarà l’integrazione dei fattori Esg negli obiettivi aziendali e nella nostra Pef. Infatti, deve maturare la consapevolezza che i parametri Esg diventeranno centrali nelle scelte allocative di tutti gli istituti finanziari e quindi le imprese piccole o grandi che siano non possono più girarsi dall’altra parte di fronte a queste tematiche”, sottolinea.  

La ‘via’ per il futuro è tracciata. “Pertanto, Ga.Fi. grazie al proprio know-how, intende configurarsi come advisor per accompagnare le imprese verso scelte efficaci per la loro competitività e coerenti con la possibilità di ottenere un rating Esg utile per essere considerati attori credibili sul mercato”.  

Per il futuro dei Confidi una sinergia pubblico-privato, sottolinea Izzo, “è fondamentale. Ga.Fi., già da tempo è gestore di alcune risorse pubbliche (Mise, Mef, Cdp, Regione Campania, Cciaa) e di misure regionali destinate a garantire la concessione di finanziamenti in favore di aziende situate nelle aree di crisi della regione Campania e che effettuano investimenti. Mentre, a livello nazionale, negli ultimi mesi abbiamo ricevuto segnali incoraggianti dalla Politica che sta dimostrando di comprendere l’importanza del ruolo che possono giocare i Confidi in questo delicato momento”, rimarca.  

“Inoltre, come rimarcato anche dal nostro presidente Rosario Caputo, urge -ribadisce Izzo- una nuova legge quadro per i Confidi, siccome quella attuale tanto attuale più non è, visto che risale al 2003, ovvero venti anni fa. A livello locale, auspico una maggiore sensibilità delle Istituzioni verso lo ‘strumento Confidi’ che opera da oltre 50 anni nell’interesse delle pmi”, continua. “Appare necessario assicurare degli interventi per massimizzare l’efficacia di integrazione tra sistema privato e sistema pubblico della garanzia, anche attraverso la costituzione di una sezione speciale presso il Fondo di Garanzia con operatività in riassicurazione il cui effetto moltiplicatore aumenta, assumendosi i Confidi una parte del rischio”, aggiunge ancora. 

E Izzo ricorda che “L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ci ha consegnato un Paese che sembrava poter uscire, grazie ad un Pil che viaggiava a doppia cifra, dalla più grave crisi dal Secondo Dopoguerra, ovvero quella generata dalla pandemia da Covid-19, ma che si è ritrovato a fare i conti con un’altra crisi ancora più grave, quella energetica derivante dal conflitto tuttora in corso tra Russia e Ucraina, che di fatto ha annullato ogni sforzo che le imprese avevano fatto, mostrando una resilienza straordinaria. Tuttavia, grazie all’apporto delle misure emergenziali statali, le imprese hanno potuto superare brillantemente il periodo più buio degli ultimi 70 anni. Ma ora è il momento di ritornare alla normalità, agli investimenti e fronteggiare i cambiamenti”, ribadisce.  

Una ‘strada’ in cui è centrale il ruolo dei Confidi. “I Confidi negli ultimi anni -sottolinea Izzo- hanno profondamente cambiato pelle. Hanno rivestito un ruolo cruciale nell’affiancamento alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, le quali rischiavano di essere tagliate fuori dal mercato del credito. Se il loro ruolo di garanti ha perso interesse per il massiccio intervento della garanzia pubblica del Fondo di Garanzia, i Confidi hanno, di contro, sviluppato competenze e professionalità nella consulenza, nella finanzia agevolata, nel credito diretto, nell’utilizzo di piattaforme digitali, nell’attività di tutor per l‘accesso al capitale di rischio, ecc. divenendo strumento di grande efficacia per la crescita del sistema produttivo”, aggiunge ancora.  

E nel supporto alle pmi “l’evoluzione del nostro sistema, fa sì che oggi il ruolo dei Confidi non è in competizione, bensì complementare al canale bancario, come dimostrato anche da alcuni rilevanti interventi introdotti dalla Politica, che in modo trasversale hanno compreso bene le ulteriori potenzialità del sistema Confidi, quali intermediari finanziari che svolgono una funzione mutualistica, caratterizzata da radicamento territoriale e capacità di valutare il merito qualitativo delle singole imprese e quindi le loro reali esigenze di credito”, sottolinea. 

Chiare le direttrici del rapporto tra sistema bancario e un Confidi vigilato come Ga.fi. “in questi anni la nostra collaborazione con il sistema bancario si è rafforzata per effetto proprio del nostro ruolo complementare. Sempre di più le banche ci consultano sia per la nostra conoscenza delle Imprese che per richiedere i nostri servizi consulenziali ritenuti di grande valore. Oggi le banche sono sempre più distanti dai territori con personale in continua contrazione e quindi il nostro ruolo viene valorizzato in piena sinergia anche per utilizzare meglio i vantaggi della garanzia pubblica”, continua. Secondo Izzo, “le nostre attività si sono sempre più specializzate con evoluti e complessi strumenti di consulenza aziendale, volti ad accrescere nelle Pmi la consapevolezza e la conoscenza della propria situazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’accesso alle migliori fonti di finanziamento. E questo è molto apprezzato dalle banche nostre partner”, conclude.  

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Lavoro

Lavoro, Contini (Lavazza): “Crediamo in modello ibrido, smartworking lanciato già pre-pandemia

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(Adnkronos) – Lo smart working “è stato uno strumento di gestione del periodo pandemico efficace. Al termine della situazione emergenziale abbiamo proseguito nello sviluppo del nostro ‘modello ibrido’ in cui crediamo fortemente, anche grazie all’esperienza accumulata in questi anni. Il modello ad oggi prevede un totale di 10 giorni di smartworking al mese (anche consecutivi) per i dipendenti del Centro Direzionale e 2 giorni a settimana per i dipendenti degli stabilimenti, sempre per i reparti e le funzioni in cui è possibile applicarlo in considerazione delle attività richieste”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Enrico Contini, chief human resources del Gruppo Lavazza, sull’organizzazione del lavoro post-pandemica nel Gruppo. Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni.   

Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 2,3 miliardi di euro. È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 9 stabilimenti produttivi in 6 Paesi e oltre 4.200 collaboratori in tutto il mondo.   

E il lavoro agile ha fatto ingresso in Lavazza ben prima della pandemia. “La nostra azienda -racconta Contini- è stata notevolmente avvantaggiata in quanto era già stato introdotto in anticipo e non soltanto come semplice risposta all’emergenza. Infatti è stato introdotto per la prima volta alla fine del 2018 presso il Centro Direzionale Lavazza e alcuni mesi dopo è stato esteso anche ai collaboratori degli stabilimenti italiani, laddove era organizzativamente possibile applicarlo. Inizialmente, la possibilità di lavorare in smart working era prevista per un giorno la settimana, ma il nostro obiettivo iniziale era quello di aumentarne la frequenza, dopo le valutazioni della prima fase del 2019”, sottolinea.  

E oggi ‘la strada’ è tracciata con il modello ibrido. “Il nostro modello si basa molto sulla responsabilità individuale e di team. Le persone concordano le giornate di smart working e quelle di lavoro in presenza con i propri responsabili e i loro team di appartenenza, per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati”, sottolinea. 

E i risultati non sono mancati. “In questi anni -spiega Contini- lo smart working ha senz’altro spinto e in certa misura anche favorito le diverse modalità di gestione dei processi aziendali. Ad esempio, i giorni trascorsi in ufficio ora vengono dedicati ai progetti interfunzionali, ai momenti di comunicazione, a riunioni di team allargati, in cui la presenza fisica è uno stimolo importante per l’innovazione e lo scambio delle idee e delle esperienze”, spiega Contini.  

Sul welfare aziendale il Gruppo ha puntato e punta molto anche per il futuro. “Con la recente firma del contratto integrativo, oltre al già menzionato ampliamento dello smart working, per il Centro Direzionale sono stati introdotti -spiega Contini- i ‘venerdì brevi’ da maggio a settembre, con un utilizzo ottimizzato delle riduzioni orario e, infine, è stato esteso anche il welfare aziendale. Tra i principali interventi possono essere citati: il miglioramento delle polizze sanitarie integrative, i permessi caregiving per poter accompagnare i propri cari alle visite mediche e per poter portare gli animali domestici dal veterinario, l’estensione del congedo di paternità con ulteriori 5 giorni a carico dell’azienda. Inoltre, ai collaboratori è stato riconosciuto un supporto aggiuntivo per poter affrontare le difficoltà legate al caro vita, con l’erogazione di buoni benzina o rimborso bollette”, rimarca.  

Secondo Contini “il welfare ha da sempre avuto un ruolo importante per Lavazza e in coerenza con la ‘Responsability’, uno dei nostri 4 valori. La nostra azienda ha una lunga storia di welfare aziendale, partendo dall’organizzazione dei campi estivi e dal conseguimento delle borse di studio per i figli dei dipendenti, iniziative tuttora molto apprezzate, nonostante possano apparire più ‘tradizionali'”. 

E per il futuro la strada è tracciata. “Per il biennio 2023/2024 stiamo per lanciare un programma rinnovato ‘Time to Care’, portando avanti un approccio comune anche all’estero, dove si trovano la maggior parte dei nostri collaboratori. Il programma in Italia è basato su 4 aree: il benessere fisico, emotivo, sociale e finanziario”, sottolinea Contini. “Le priorità e le azioni -continua- sono state identificate anche attraverso l’ascolto dei bisogni delle persone, ad esempio per l’area che riguarda il benessere fisico si punterà su salute e sul miglioramento degli stili di vita, con attività di formazione e di prevenzione in collaborazione con dei medici competenti e vari esperti del settore come i nutrizionisti, creando la sinergia con la nostra palestra aziendale e la ristorazione interna. Verrà introdotto, in via sperimentale, anche il servizio di Telemedicina”, sottolinea Contini.  

E la crescita professionale dei collaboratori è centrale nella filosofia dell’azienda. “In Lavazza supportiamo le persone nel loro sviluppo professionale e personale, fornendo opportunità di apprendimento per crescere all’interno dell’organizzazione. Entrando nella nostra azienda, le persone vengono prima di tutto accolte attraverso i percorsi di onboarding sui nostri prodotti e processi aziendali, sulla storia dell’azienda e i suoi valori”, sottolinea Contini.  

“Durante il percorso professionale offriamo loro le iniziative formative di cittadinanza aziendale e le opportunità di auto-sviluppo su competenze specifiche, sia manageriali, sia più tecniche, sulla base delle priorità aziendali e sulle necessità individuali concordate, ad esempio durante il processo di performance management”, spiega ancora Contini. 

“Abbiamo un catalogo aziendale -spiega- a cui attingere ed a cui vengono affiancati anche i programmi esterni. L’offerta formativa è disponibile in modalità online (abbiamo investito significativamente sull’e-learning negli ultimi due anni) ma anche in presenza, per poter essere adattata alle esigenze dei nostri collaboratori in modo più flessibile”, aggiunge ancora.  

Non solo welfare e formazione ma anche attenzione alla parità di genere. “Abbiamo deciso di abbracciare il ‘Goal 5 – Parità di genere’ come uno dei nostri obiettivi di Sviluppo Sostenibile prioritari e lo abbiamo declinato attraverso il programma ‘Gap Free’, avviato nel 2020, intraprendendo un percorso di trasformazione culturale per la promozione delle pari opportunità e la valorizzazione dell’unicità di tutte le nostre persone”, spiega Contini.  

“Con il Manifesto D&I’ abbiamo definito -aggiunge- anche obiettivi e impegni precisi: il conseguimento della certificazione Edge, (il primo livello lo abbiamo ottenuto proprio in questi giorni); il raggiungimento di almeno il 40% di donne nei ruoli dirigenziali e la parità di salario nel nostro Gruppo entro il 2030; l’adozione del programma internazionale Ciyo dell’Ashland Institute per il potenziamento della leadership femminile”. 

“Il nostro impegno per la diversità, equità e inclusione riguarda non solo le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori, ma anche le comunità in cui operiamo – l’inclusione e l’emancipazione delle donne e delle generazioni più giovani sono tra gli obiettivi chiave dei progetti promossi dalla nostra Fondazione nei paesi produttori di caffè”, conclude. 

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Lavoro

Sicilia: a Catania due startup gestite da migranti per dire no al caporalato

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(Adnkronos) – Status irregolare e lavoro nero costituiscono l’humus sul quale attecchiscono varie forme di sfruttamento dei lavoratori. Un progetto finanziato dall’ufficio speciale immigrazione dell’assessorato regionale della Sicilia al Lavoro e alla Famiglia è in controtendenza, e sta mettendo radici a Catania per contrastare la diffusione di economia sommersa, lavoro nero, discriminazione. L’iniziativa etnea è innovativa perché genera contemporaneamente imprenditorialità, accoglienza e inclusione socio-lavorativa di persone provenienti da paesi terzi. 

È così che in mezzo ettaro di orto sociale, tra il litorale della Plaia e la zona industriale di Catania, sta crescendo il futuro di alcuni migranti. Nella terra messa a disposizione dall’Istituto tecnico agrario Eredia saranno loro stessi a pianificare lo sviluppo virtuoso di due nuove realtà produttive. Come in un giro di boa, stanno vivendo un riscatto dalle precedenti esperienze di caporalato. Nei prossimi mesi gestiranno due start-up, il loro obiettivo è farle crescere in autonomia e a lungo termine. 

“Abbiamo proposto di realizzare questa attività alla Regione Sicilia nel 2021: è stata approvata dall’allora assessore regionale Antonio Scavone e si è concretizzata con la collaborazione della dirigente Rita Vitaliti del CPIA e della dirigente Giusy Lo Bianco dell’Istituto Eredia -spiega Francesco Cauchi, coordinatore dell’iniziativa finanziata dalla Regione Siciliana con i fondi FSE PON Inclusione 2014/2020- è un progetto che non avrà una fine e che rappresenta l’inizio di molte altre opportunità di accoglienza a Catania. Questo luogo, infatti, può diventare un punto di riferimento e accogliere altri migranti con regolare permesso di soggiorno motivati a far nascere altre imprese sociali in co-housing e co-produzione”.  

Nel 2021, dopo l’emanazione della legge 199/2016 contro il caporalato, erano 260 le inchieste giudiziarie aperte dalle procure italiane. Cresce l’impulso dei migranti di lavorare in proprio per salvaguardare la situazione occupazionale e creare valore nel territorio che li ospita. Tanto che a fine 2020 le imprese gestite da lavoratori di origine straniera in Italia hanno raggiunto quota 631.157 con un incremento del 2,5%. 

In questa specifica iniziativa il gruppo già attivo ha avuto l’opportunità di essere formato per entrare a far parte di una rete forte e qualificata costituita da partner pubblici e privati: al loro fianco ci sono istituzioni educative come il Centro per l’istruzione degli adulti Catania 2 Cpia – che è soggetto capofila – l’Istituto tecnico agrario Eredia, l’organizzazione sindacale Cisl, la Coldiretti, la cooperativa dei salesiani COL, il Consiglio italiano per i rifugiati Cir. Le farm in via di sviluppo oggi contano 10 mila cespi tra lattughe, broccoli, sedano, cavoli, ai quali si aggiungono un campo di piselli e fave e una coltivazione che, in condizioni metereologiche favorevoli, dovrebbe produrre complessivamente 12 quintali di patate. Saranno recuperate prossimamente anche delle serre che al momento versano in stato di abbandono. 

Il progetto è stato ‘seminato’ a marzo del 2022. Il primo raccolto è previsto per l’inizio della prossima primavera. Il gruppo operoso, giorno dopo giorno, sta scoprendo i diritti del lavoro, le tecniche agrarie, le normative del settore, le logiche di gestione dei budget per la produzione e la commercializzazione di ortofrutta. Sarà costituita una cooperativa che offrirà ulteriore lavoro e concorrerà all’assegnazione dei fondi previsti dai bandi pubblici regionali, nazionali ed europei. Con il supporto di Coldiretti i prodotti raccolti entreranno nei mercati a chilometro zero della città di Catania. 

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Lavoro

Professioni, Associazioni: sì a ddl equo compenso ma serviranno modifiche

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(Adnkronos) – “Il disegno di legge sull’equo compenso, che lo scorso 25 gennaio ha ricevuto il via libera della Camera, è ora al vaglio della Commissione Giustizia del Senato. ProfessionItaliane, Adepp e Confprofessioni, organismi di rappresentanza delle professioni ordinistiche, ritengono che, al momento, risulta prioritaria ed urgente l’approvazione del ddl, concludendo un tormentato iter che nella passata legislatura si era interrotto, definendone i principi e le modalità applicative. Come già espresso in altre occasioni, occorrerà, però, che immediatamente si apportino quelle modifiche importanti che stanno molto a cuore ai professionisti italiani, a cominciare dall’estensione della platea dei committenti chiamati a rispettare il provvedimento dell’equo compenso ed a modifiche sul tema sanzionatorio”. E’ quanto si legge in una nota congiunta.  

“In questa direzione ProfessionItaliane, Adepp e Confprofessioni sono pronte a collaborare per giungere, anche in un secondo momento, alla definizione di un testo definitivo che sviluppi appieno la sua efficacia a tutela della qualità delle prestazioni professionali e, di conseguenza, dei cittadini. Ovviamente, ove si decidesse di procedere alle modifiche in sede di passaggio al Senato, sono pronte a contribuire presentando adeguati emendamenti”, concludono le organizzazioni.  

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Lavoro

Assolavoro: Francesco Baroni è il nuovo presidente

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(Adnkronos) – L’assemblea di Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro che aggrega e rappresenta oltre l’85% del settore, ha eletto stamattina presidente per il prossimo triennio Francesco Baroni, che succede a Alessandro Ramazza.  

Completano la squadra di presidenza i quattro vice: Alfredo Amoroso (delega Education e transizione Scuola-lavoro), Giuseppe Garesio (delega Evoluzione della rappresentanza associativa), Valeria Giaccari (delega Legalità interna ed esterna) e Andrea Malacrida (delega Innovazione & Digital). Sono invitati permanenti in seno all’ufficio di presidenza, inoltre, Marco Pagano (delega Servizi associativi, bilateralità e welfare) e Giuseppe Venier (delega Relazioni sindacali). 

Francesco Baroni è country manager di Gi Group Holding Italia con la responsabilità del coordinamento di tutti i business del Gruppo in Italia. In precedenza, ha lavorato per alcune tra le principali società di consulenza e, in seguito, in Regione Lombardia. Ha guidato per IBM, come partner della Divisione Global Business Services, progetti di consulenza organizzativa, system integration e outsourcing, in particolare nel settore industriale. Nel 2010 è stato nominato direttore generale della direzione industria, artigianato edilizia e cooperazione di Regione Lombardia e nell’aprile del 2013 è diventato direttore centrale programmazione integrata e finanza. Si è laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano. 

“Mi rivolgo a tutte le agenzie per il lavoro associate ringraziandole per la fiducia accordata – ha dichiarato Francesco Baroni a margine dell’assemblea- ringrazio in particolare il presidente uscente, Alessandro Ramazza, e tutti i componenti del suo mandato per il lavoro svolto in questi anni. L’Associazione e il nostro settore hanno fatto fronte comune in un periodo storico caratterizzato anche da eventi drammatici come lo scoppio della pandemia e il conflitto russo-ucraino, e hanno saputo restare coesi e, anzi, rafforzarsi. Oggi, quindi, siamo pronti ad affrontare nuove sfide e a lavorare al miglioramento ulteriore del posizionamento e alla crescita del settore, dimostrando il valore, le conoscenze e le competenze che ci contraddistinguono”, ha proseguito. 

“È essenziale, infatti, puntare sulle competenze, tanto più nell’anno europeo dedicato a questa leva importante per la competitività e tenuto conto delle enormi opportunità che si presentano con il Pnrr. Le Agenzie per il Lavoro sono in prima linea da sempre per creare, aggiornare e integrare le competenze in stretto contatto con il mondo del lavoro e sono pronte a mettere a disposizione il proprio know-how per sfide più ambiziose che coinvolgano l’intero sistema Paese”, ha aggiunto Baroni. 

“In questa direzione salutiamo con favore le scelte del Governo di semplificare l’uso del contratto a termine e quindi la somministrazione a tempo determinato; dal canto nostro confermiamo la piena disponibilità a collaborare sul piano istituzionale per un mondo del lavoro sempre più competitivo e inclusivo”, ha rimarcato. 

“Le agenzie per il lavoro sono da sempre a fianco delle aziende e svolgono un ruolo chiave nel proporre soluzioni che sappiano leggere il mercato del lavoro, che oggi cambia con estrema rapidità”, ha evidenziato il neo Presidente dell’associazione delle agenzie per il lavoro. “L’impatto del loro operato che interessa singoli lavoratori e candidati e le aziende si riverbera sull’economia e sul sistema Paese e lo fa guardando al futuro delle persone, del mercato e del settore”, ha rimarcato. 

“In tal senso, sempre di più, le agenzie per il lavoro svolgeranno un ruolo decisivo nell’avviamento al lavoro e nella gestione delle transizioni, contribuendo alla riduzione del fenomeno dell’inattività e alla crescita dell’occupazione femminile”, ha aggiunto ancora.  

“L’obiettivo principale da perseguire come Associazione -ha ribadito Baroni – è proprio il posizionamento del settore da un punto di vista sia qualitativo, sia quantitativo. La percezione del nostro ruolo deve passare da intermediari ad abilitatori di conoscenze, competenze, formazione, welfare, soluzioni di servizio integrate, specializzazione. Inoltre, è necessario continuare a sviluppare le condizioni per la crescita del nostro livello di penetrazione nel mercato facendo leva sulla nostra capacità di fare la differenza fra flessibilità buona e flessibilità cattiva. Su questo elemento riteniamo possano esserci le condizioni per contribuire in modo deciso a valorizzare sempre di più il contratto di somministrazione come risposta capace di distinguersi per gli strumenti che consentono di gestire la flessibilità senza mai perdere di vista la centralità del lavoratore”, ha sottolineato.  

“Al contempo, l’attenzione e l’impegno si concentreranno sui temi del manifesto di Assolavoro, definito con il supporto di tutte le Agenzie associate e condiviso con le Istituzioni, tra cui mi preme ricordare: le modalità di impiego delle risorse del Pnrr e le logiche di collaborazione con la Pubblica Amministrazione, il contrasto alle forme di lavoro illegali e alle elusioni e distorsioni; la centralità delle Politiche attive in una logica di collaborazione pubblico-privato e lo sviluppo di un sempre maggior dialogo tra mondo della scuola e tessuto produttivo, grazie anche all’orientamento e a una spinta alla formazione professionale e a quella terziaria specialistica”, ha concluso Baroni. 

Oltre ai componenti già indicati, completano il consiglio direttivo di Assolavoro: Guido Crivellin, Rossella Fasola, Paolo Ferrario, Anna Gionfriddo, Rudy Parracino, Massimo Rosolen, Luigi Sposato, Federico Vione. 

Per le presidenze degli enti bilaterali: Alessandro Ramazza per E.Bi.Temp e Francesco Verbaro per Forma.Temp. Per E.Bi.Temp i consiglieri eletti sono: Francesco Egini, Daniele Randazzo, Cristian Sala, Agostino Di Maio. Per Forma.Temp: Gianantonio Bison, Arnaldo Carignano, Claudio Soldà, Rosario Salimbene. 

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Lavoro

Infortuni, ProfessionItaliane: ecco 5 proposte su sicurezza e salute in luoghi di lavoro

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(Adnkronos) – Cinque proposte in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Sono quelle presentate da ProfessionItaliane al tavolo sul lavoro autonomo oggi con il ministro del Lavoro, Marina Calderone. ProfessionItaliane richiama i contenuti del documento presentato al Ministero nell’incontro di novembre, che riguardano in particolare la sicurezza nei cantieri mobili, l’organizzazione di un elenco unico dei coordinatori della sicurezza etc., la previsione di un coordinamento degli enti di controllo delle attività lavorative. Inoltre, va aggiornata la normativa sulla sicurezza (D.Lgs.81/2008) e definita una specifica normativa sulla tutela del rischio delle cadute dall’alto, oggetto di circa 1/3 degli incidenti.  

Per quanto riguarda la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6 del Dlgs 81/2008) ProfessionItaliane ne chiede la modifica “con l’inserimento nella commissione consultiva di tre rappresentanti del mondo delle professioni tecniche, che verranno indicati dalla Rete delle Professioni Tecniche. Sarebbe un riconoscimento dovuto ed opportuno nei confronti del mondo delle professioni tecniche, certamente uno dei pilastri a tutela e salvaguardia della sicurezza nei luoghi di lavoro”.  

Secondo ProfefssionItaliane “al fine di garantire un costante e continuo controllo nei cantieri sull’adempimento dei dettami previsti dall’81/2008, è necessario, e sicuramente ormai maturo, intervenire unificando in unico ente le suddette attività di controllo oggi esercitate da più soggetti (ASL, carabinieri, ispettorati). Infatti le attività esercitate dai suddetti enti sono poco coordinate e condivise. Ricondurre tale attività di controllo, sicuramente importante al pari dell’attività di prevenzione, ad un unico ente nazionale, con ovvie diramazioni territoriali permetterebbe al contempo sia un’azione efficace ma anche un non indifferente risparmio di risorse economiche ed umane. Si ritiene in tal senso che sia l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) il naturale ente preposto a tale attività”.  

E ancora ProfessionItaliane ricorda che il GdL Sicurezza e Prevenzione Incendi della Rpt ha sviluppato una puntuale proposta di legge in materia di tutela del rischio per le cadute dall’altoa. L’iniziativa nasce dal fatto che l’emissione di tale importante strumento è di competenza delle Regioni; in Italia, in atto, solo 11 Regioni si sono dotate di una legge specifica. La proposta raccoglie il meglio delle 11 leggi regionali vigenti e ne elabora una a valenza nazionale che andrebbe ripresa. 

Per quanto riguarda l’anagrafe nazionale professionisti della sicurezza (Anps) alla stregua dell’obbligo previsto per legge dell’elenco dei professionisti antincendio, oggi gestiti dall’Anpa (Anagrafe nazionale professionisti antincendio), l’istituzione per legge di tale obbligo garantirebbe una possibilità adeguata di controllo sull’aggiornamento e sulla formazione in materia di sicurezza. Sarebbe opportuna una legge specifica come è stato per i professionisti antincendio (DM 5 agosto 2011, articolo 4). 

E per ProfessionItaliane “sulla base dell’esperienza derivata da quasi 14 anni di attività con il testo unico, si ritiene opportuno analizzare approfonditamente l’articolato normativo individuando le criticità, le incongruenze, le lacune, proponendo migliorie ed ipotesi di modifiche. Pur considerando che il D.Lgs. 81/2008, complessivamente, è un documento condiviso dagli operatori del settore, oltre che conforme alla normativa europea, ed è ormai testato anche a livello giurisprudenziale, è necessario compiere una sua revisione, aggiornandolo con quelle che sono le normative di settore eliminando pertanto le incongruenze e mettendo invece in evidenza le criticità riscontrate in questi anni di applicazione. In tal senso è stato sviluppato l’allegato 1 ‘Prime proposte di modifica al D. Lgs. 9 aprile 2008, n°81′”. 

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Lavoro

Sud, Sangalli a Confcommercio Cosenza: “Senza non si riparte, corpi intermedi centrali”

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(Adnkronos) – “Penso agli imprenditori, a partire da quelli del Sud presenti in questa Sala. Donne e uomini che hanno dimostrato nelle difficoltà e dimostrano oggi nel lavoro quotidiano, tanta responsabilità e determinazione, prima di tutto nei confronti dei loro collaboratori, per le comunità, per il Paese. È difficile non arrendersi in un tempo in cui la parola più ricorrente è stata ‘crisi’. Crisi pandemica, crisi economica, crisi diplomatica, crisi energetica. E se non c’è stata anche una crisi sociale lo dobbiamo proprio ai corpi intermedi, quelli vivi e che hanno funzionato, come la Confcommercio. Se non riparte il Mezzogiorno non riparte il Paese”. E’ quanto dichiarato dal presidente Carlo Sangalli, durante l’assemblea pubblica di Confcommercio Cosenza, dal titolo ‘Il ruolo dei corpi intermedi per il rilancio del Mezzogiorno’.  

“I corpi intermedi sono determinanti per gli equilibri sociali ed economici del territorio”, ha continuato Sangalli. “Dialogare infatti significa far vedere che innanzitutto i corpi intermedi, le parti sociali e quindi anche il mondo associativo, sono una realtà importantissima in grado di offrire alla politica le richieste del mondo delle imprese”, ha aggiunto. E per Klaus Algieri, presidente di Confcommercio Cosenza, “coraggio nelle scelte, trasparenza, responsabilità, ascolto e buoni esempi. Sono queste le parole che devono comparire in primo piano nel vocabolario economico e sociale della Calabria. Lo chiediamo alla politica ma anche ai corpi intermedi”, ha sottolineato nel suo intervento.  

Tanti complimenti per il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sul lavoro svolto ma anche tanti spunti su temi che andrebbero affrontati: “Ci sono tanti temi sanità, porto di Gioia Tauro, lavoro, politiche energetiche e del mare, testo unico sul commercio e turismo, rigenerazione urbana -ha proseguito Algieri – per ognuna di esse Confcommercio è al fianco della politica e delle istituzioni per portarle a compimento. Questo è il ruolo dei corpi intermedi, fornire spunti, opinioni, collaborare e non dare giudizi. Essere di supporto e non di peso. Prima di giudicare bisognerebbe trovarsi nelle condizioni in cui si è agito per capire come si è arrivati a quell’azione”.  

Un bel confronto con il Presidente Occhiuto che nell’apprezzare le proposte di Confcommercio ha dichiarato: “Concordo con quanto detto dal presidente Algieri nel suo intervento -ha sostenuto- coinvolgere i corpi intermedi nelle scelte strategiche che riguardano la nostra Regione, è per me un percorso ineludibile. Voglio cambiare la Regione che ho l’onore di governare, ma per farlo ho bisogno della partecipazione attiva di tutte le energie positive del territorio e Confcommercio è una di queste. Vorrei che le associazioni di categoria diventassero sportelli della Regione e front office del mondo delle imprese. Soprattutto di quelle micro che non hanno accesso ai bandi o perché i bandi non esistono o perché non hanno personale capace di intercettare questi finanziamenti”, ha concluso Occhiuto”.  

L’incontro ha visto l’alternarsi di tre momenti distinti. Il primo la proclamazione dei risultati dell’assemblea elettiva di Confcommercio Cosenza, che ha visto riconfermato alla carica di Presidente l’uscente klaus algieri. Successivamente sono state premiati cinque soci del sistema Confcommercio: Enzo Barbieri, Franco Totera, Mario Tarsitano e Renata Tropea per la storicità delle proprie imprese, Ester Chimento per essere stata la prima a creare in Italia Confcerimonie.  

Momento culmine è stato il dibattito pubblico aperto dai saluti del dell’assessore del Comune di Cosenza, Pina Incarnato e della presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro. Successivamente ci sono stati gli interventi del presidente di Confcommercio Cosenza, Klaus Algieri e del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. A concludere l’intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Tutto l’evento è stato moderato dalla direttrice di Confcommercio Cosenza Maria Santagada. 

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Coronavirus

Parchi, Cigarini (Cinecittà World): “Stagione record con mezzo mln ospiti, al via ricerca 300 addetti per 2023′

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(Adnkronos) – “Cinecittà World ha riscontrato una stagione in grande crescita, superato il mezzo milione di ospiti, diventando il primo parco tematico del Centro Sud e quarto in assoluto in Italia. La progressione di questo nuovo parco divertimenti, fondato da Cinecittà e dedicato al cinema e alla tv, in questi ultimi cinque anni è la più alta del settore tra tutti i tematici italiani”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, l’amministratore delegato di Cinecittà World, Stefano Cigarini, racconta i risultati raggiunti dal parco divertimenti alle porte della Capitale.  

“Gli ospiti dimostrano di apprezzare particolarmente le esperienze immersive e multimediali che offre come quelle di alcune attrazioni uniche in Italia, tipo ‘Volarium – il cinema volante’, Inferno la montagna russa che si snoda tra i gironi Danteschi o Jurassic War, il tunnel immersivo che porta gli ospiti sull’isola dei dinosauri, indietro nel tempo di 60 milioni di anni”, sottolinea Cigarini.  

E il Parco guarda già all’immediato futuro. “Cinecittà World -sottolinea- riapre sabato 18 marzo, per una nuova stagione che durerà oltre 10 mesi, fino al 7 gennaio 2024. A breve distanza seguirà il nuovo parco Roma World, in cui gli ospiti vivono una giornata da antico romano, la cui apertura è prevista da venerdì 24 marzo. L’offerta completa di Cinecittà World prevede oltre 40 attrazioni, 6 spettacoli al giorno e un cartellone di oltre 100 eventi nella stagione. L’obiettivo è quello di offrire sano divertimento ed esperienze indimenticabili agli ospiti italiani e stranieri che visitano i due parchi. Contiamo di proseguire nel trend di crescita di questi anni, anche grazie all’inserimento di nuove attrazioni che verranno presentate a marzo”, rimarca.  

E la nuova stagione del Parco sarà un’occasione di lavoro per tanti. “Cerchiamo oltre 300 persone in tutti gli ambiti principali in cui si articola il parco, ed offriamo contratti anche a ragazzi/e alla loro prima esperienza professionale. I ruoli ricercati sono: addetti alle attrazioni, staff per i ristoranti e i bar del parco (cuochi, baristi, camerieri, cassieri, personale di sala…), commessi per i negozi interni, personale per la biglietteria, steward e hostess per la gestione degli spettacoli nei teatri del parco, cantanti-ballerini e attori per il cast artistico resident e per le 2 horror house presenti nel parco. Tra le figure specializzate cerchiamo manutentori (elettricisti, idraulici, meccatronici) e commerciali con esperienza nel mondo del turismo”.  

“Lavorare in un parco divertimenti -spiega Cigarini- è molto gratificante, si è circondati da persone felici, in compagnia e con voglia di godersi i momenti insieme. Allo stesso tempo è un lavoro faticoso e che richiede voglia di sacrificarsi: i picchi di visitatori e di impegno per gestirli sono i fine settimana, i ponti, le feste comandate, agosto, Halloween, Natale, Capodanno. Tutti momenti in cui le persone normalmente riposano o festeggiano!”, sottolinea Cigarini. 

“Oltre alle doti tecniche e al know how per i singoli ruoli quello che cerchiamo è l’attitudine, la voglia di crescere, di mettersi in gioco, il piacere di stare davanti al pubblico. È una bella palestra, che forma personalità ed offre opportunità di crescita”, aggiunge l’ad di Cinecittà World. 

Numeri, quelli del Parco, che fanno capire che qualcosa è cambiato nel sentiment degli italiani. “Nel rapporto annuale della Siae che traccia i biglietti venduti in tutti i settori da essa regolati, gli incassi dei parchi divertimento italiani hanno superato quelli del calcio negli stadi e quasi raggiunto gli incassi del cinema. Al netto dell’effetto pandemia, è sicuramente un segno che i gusti degli italiani si stanno evolvendo verso sempre più evolute di divertimento. Nel 2019, prima del Covid, 20 milioni di italiani, oltre uno su tre, avevano visitato un parco divertimenti nel corso dell’anno. Il segreto è molto semplice: i parchi offrono momenti di sano divertimento e gioia da condividere insieme, indipendentemente dall’età, dai gusti singoli e dalla squadra per cui fai il tifo!”, conclude Cigarini.  

 

 

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Lavoro

Appalti, Assosistema: “Ancora distanti da codice costruito su esigenze servizi e forniture”

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(Adnkronos) –
Assosistema Confindustria oggi è stata in audizione alla Camera sul nuovo Codice Appalti. “Abbiamo posto al centro dell’audizione il tema della chiarezza e del risultato – commenta Matteo Nevi, direttore generale di Assosistema Confindustria – è impensabile, infatti, che nonostante i 59,4 miliardi di volume di affidamenti in ambito dei servizi, la maggioranza di tutti quelli gestiti dal Codice, ci troviamo di fronte nuovamente ad un pacchetto normativo che non tiene conto proprio delle esigenze di comparti specifici come i servizi e le forniture, in particolar modo rivolti al settore sanitario pubblico”. “Alcune norme sono ancora costruite su modelli adatti per il settore dei lavori – continua Nevi – è impossibile prevedere un unico meccanismo di revisione prezzi per tutti i settori: costruire delle opere o servire un ospedale hanno esigenze diverse tra loro”.  

“Su questo punto dobbiamo essere chiari – prosegue Nevi – la revisione prezzi non deve essere un’opzione ma un principio attuativo obbligatorio al fine di mantenere intanto un equilibrio contrattuale tra soggetto pubblico e privato, soprattutto per i contratti di lunga durata. E’ inconcepibile, infatti, che un contratto che dura 8 anni non abbia al centro proprio l’istituto della revisione prezzi. Semplificare significa anche ridurre il contenzioso e facilitare l’applicazione delle norme. Per questo chiediamo che su alcuni istituti si faccia chiarezza dividendo il campo applicativo tra settori. Solo cosi potremmo arrivare al risultato di velocizzare la macchina della pubblica amministrazione”.  

Per Nevi “è necessario, quindi, ripristinare e valorizzare il criterio della qualità nell’aggiudicazione della gara. Ad oggi, invece si stanno incentivando le aggiudicazioni al massimo ribasso. Dobbiamo ripristinare la logica del ‘cosa compro’ e non del ‘quanto compro’. Ridurre la qualità nei servizi pubblici essenziali alla sanità è un problema enorme per tutti i cittadini e su questo qualcuno se ne deve assumere la responsabilità”. “Siamo fiduciosi -conclude Nevi- che il Governo apporrà i giusti cambiamenti ad una norma che va bene ma deve essere resa applicabile sia per eseguire un lavoro, che per erogare un servizio e per affidare una fornitura”.  

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Lavoro

Istituto nazionale Tributaristi, a Pordenone convegno su formazione, tutela autonomi e riforma fiscale

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(Adnkronos) – Organizzato dalla Delegazione provinciale Int di Pordenone, con il patrocinio della Presidenza dell’Istituto nazionale Tributaristi (Int), si terrà venerdì 3 febbraio, a Pordenone, un convegno dal titolo ‘L’importanza della formazione professionale. L’esempio dei tributaristi Int del Nord-Est’. Si parlerà di formazione e aggiornamento professionale, partendo dall’iniziativa dei tributaristi Int del Nord-Est che hanno creato un apposito Centro di formazione, ma saranno trattate anche tematiche come la riforma fiscale e la tutela del lavoro autonomo professionale, con particolare riferimento alla norma sulla salute del professionista. Inoltre si terranno relazioni sulla deontologia e sulle novità in tema di antiriciclaggio.  

I lavori, che si svolgeranno presso la sala convegni dell’Hotel Moderno, si apriranno con i saluti di Remo Fracassi Delegato provinciale di Pordenone, Aldo Russolo Delegato regionale del Friuli Venezia Giulia e Andrea Bognolo Consigliere nazionale e Coordinatore interregionale. A seguire il primo intervento della giornata da parte di Giorgio Veritti, Consigliere del Centro di formazione tributaristi Int del Nord-Est, che spiegherà le motivazioni della costituzione del centro formativo, sarà quindi la volta del Presidente nazionale dell’Int, Riccardo Alemanno, che illustrerà le aspettative della categoria in tema di riforma fiscale, formazione e tutela professionale.  

Seguiranno altre due relazioni: una sulla deontologia professionale tenuta dal Segretario nazionale dell’INT, Edoardo G. Boccalini e l’altra sulle novità antiriciclaggio a cura di Carla De Luca dottoressa commercialista, già relatrice di vari incontri del Centro di formazione dei tributaristi INT del Nord-Est. 

Sono attesi importanti ospiti istituzionali: Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, Emanuele Loperfido, membro della Commissione Affari esteri e della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, Alessandro Basso Presidente della Commissione Bilancio della Regione Friuli Venezia Giulia e Morena Cristofori Assessore alle Attività produttive del Comune di Pordenone. Proprio con i rappresentanti del Governo, del Parlamento e degli Enti locali, si confronterà, sulle aspettative della categoria, il presidente dell’Int. 

Un convegno ricco di contenuti, di ospiti e di relatori che oltre alla partecipazione in presenza prevede anche una diretta streaming, che potrà essere seguita sul canale YouTube dell’ Int e sulla pagina ufficiale di Facebook. Quindi un convegno che partendo dal Nord- Est potrà essere seguito dai tributaristi Int di tutt’Italia.  

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