Il regista Denis Krief: “Il mio ‘Macbeth’ a Mosca nel 2000 profetizzò la parabola di Putin”


Una vera e propria profezia registica fu quella che spinse il regista Denis Krief a mettere in scena il ‘Macbeth’ di Giuseppe Verdi all’Helikon Theatre di Mosca il 7 maggio del 2000. Era il giorno dell’elezione di Vladimir Putin a presidente della Federazione russa, e mentre la mattina le tv di Mosca trasmettevano le immagini di Putin ‘incoronato’ al Cremlino, in serata nel teatro della Capitale, secondo per importanza al Bolshoi, andava in scena l’opera di Verdi che rappresentava il tiranno Macbeth che da oscuro impiegato del Kgb diventava il numero uno del Paese. Una regia costata cara a Krief, molto legato alla Russia e al suo teatro, che da allora non è più stato chiamato a Mosca. 

“‘Macbeth’ è un’opera sul potere e sulla sua conquista attraverso il sangue – dice Krief all’Adnkronos – un tema sempre attuale. Era il periodo della guerra in Cecenia e chi voleva capire, capiva benissimo quello che Putin sarebbe diventato. Per questo nella mia messa in scena Macbeth era un impiegato del Kgb diventato presidente al Cremlino, esattamente la parabola di Putin. In scena infatti c’erano due scrivanie: quella metallica della Lubianka, il palazzo sede del Kgb, e quella dorata e barocca del Cremlino”. Il regista franco-tunisino, che tra le varie lingue parla anche il russo, ammette che quello “è stato un momento un po’ forte del mio teatro, infatti da allora non ho più lavorato a Mosca. Ma non me ne pento e penso che se dovessi rimettere in scena il ‘Macbeth’, senza dubbio riprenderei quell’allestimento. Il sipario si apre su una scena di guerra, nel rispetto del libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare, con Macbeth e Banco sul campo di battaglia, ai quali appaiono le streghe con la loro profezia che annuncia a Macbeth l’ascesa al trono di Scozia. Nel mio spettacolo la guerra sullo sfondo è quella in Cecenia e i personaggi indossano le divise dell’Armata Rossa”. 

La storia di Macbeth è nota: sconvolto dalla profezia delle streghe, pungolato dalla Lady, decide di accelerare i tempi e uccide il re Duncan diventando così re di Scozia e rivelandosi un tiranno che per mantenere il potere fa scorrere fiumi di sangue. Fino alla sua uccisione per mano di un suo conterraneo, il nobile scozzese Macduff. “Nel mio allestimento tutto è simbolico – spiega Krief – perché il mio teatro è così, ma anticipava in qualche modo quella che si è rivelata la triste realtà. La grande attualità dell’opera lirica è quella di rappresentare la realtà attraverso le passioni e i sentimenti degli uomini, che sono sempre uguali in ogni tempo. E le intuizioni registiche dovrebbero leggere questi grandi messaggi dell’opera e fare riflettere il pubblico sulla realtà attuale. Detto questo – conclude il regista – io adoro la Russia e la sua grande cultura che penso non debba essere mai confusa con gli errori commessi da chi la governa”.  

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