Il presidente di Auberge des Migrants: ”Gran Bretagna e Francia si assumano responsabilità del naufragio nella Manica”


Un mea culpa, non solo un atto di accusa nei confronti dei trafficanti degli esseri umani. Questo dovrebbero fare le autorità francesi e quelle britanniche rispetto al dramma dell’immigrazione illegale che si sta consumando nel Canale della Manica. Così François Guennoc, presidente dell’Auberge des Migrants che dal 2008 si occupa si occupa di assistere gli esuli a Calais, in un’intervista ad Adnkronos contesta la politica delle autorità francesi, ”che bloccano il confine e costringono i migranti a rischiare la vita”. E punta un dito contro la Gran Bretagna, ”che ha interrotto le vie legali per raggiungerla, tra cui il ricongiungimento familiare”. 

Guennoc spiega che ”il numero dei migranti che tentano la traversata dal 2018 non ha mai smesso di aumentare. Quest’anno, sono più del doppio rispetto al 2020. Anche perché è molto più difficile passare il confine con camion e altri mezzi simili, i controlli sono molto serrati”. La situazione ”non è cambiata con la pandemia, né con la Brexit”. L’attivista spiega che ”le persone che tentano la traversata per la maggior parte sono quelle che non hanno potuto ottenere asilo per vie legali e la loro ultima possibilità resta quella di attraversare il Canale della Manica”. I naufragi ”non sono certo una sorpresa, con imbarcazioni sulle quali viaggiano 40-50 persone il rischio è importante”. 

Mentre le autorità mettono sotto accusa i trafficanti di esseri umani, quindi, quello che dovrebbero fare secondo Guennoc è rivedere le proprie politiche. La Francia, ad esempio, ”dovrebbe uscire dagli accordi di Touquet firmati da Nicolas Sarkozy”. Gli accordi risalgono al 2003, quando Sarkozy era ministro degli Interni, e permettono alla polizia britannica di fare controlli sulla sponda francese della Manica. A Londra, invece, il presidente di Auberge des Migrants chiede di ”aumentare le possibilità di raggiungere in modo legale la Gran Bretagna, di ripristinare il ricongiungimento familiare, le richieste di asilo”. Ma non solo. La polizia britannica, auspica Guennoc, ”deve fare i controlli a Dover e non a Calais. Questo obbligherebbe la Gran Bretagna a prendersi le sue responsabilità, a prendersi in carico la gestione della crisi dei migranti”.  

L’attivista rivolge quindi un appello all”’Europa continentale, dovrebbe adottare una politica efficace di accoglienza dei migranti e che permetta di evitare che si ripetano i naufragi”. Infine, chiede che si metta ”fine ai maltrattamenti dei migranti a Calais, sul litorale. Basta alle violenze verbali e fisiche, basta agli insulti”. Obiettivo per il quale L’Auberge des Migrants si adopera sul terreno, preparando e distribuendo pasti a Calais, fornendo materiale ottenuto tramite donazioni e senza sussidi pubblici, come si legge sul sito dell’associazione. 

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