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Il presidente del 118 al Governo: “Siamo in ginocchio, intervenire ora”

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“Il 118 è in ginocchio, allo stremo. Non c’è più tempo. Il sistema dell’emergenza urgenza territoriale è prioritario nella programmazione sanitaria, che non può non considerarne la centralità e la capacità di rispondere con immediatezza e appropriatezza ai bisogni di salute di 60 milioni di cittadini. E’ necessario potenziarlo e questo deve tradursi in una maggiore capacità di finanziamento: se la coperta è corta, in un sistema finito di risorse, si dovrà sacrificare qualcos’altro, che non può essere per l’ennesiva volta il mondo delle acuzie e l’emergenza territoriale, che in 30 anni non ha ricevuto nulla”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Mario Balzanelli, presidente della Sis 118, che rilancia l’allarme sulle condizioni in cui versa l’emergenza-urgenza territoriale e chiede un intervento urgente al Governo: “Ho avuto un’interlocuzione con il sottosegretario Gemmato e chiederemo a breve un incontro con il ministro della Salute Schillaci”.  

“Negli ultimi 30 anni – ricorda Balzanelli – il 118 è stato depotenziato, disarticolato, distrutto. Si sono chiuse immotivatamente centrali operative scambiandole per call center, un assist alle ditte fornitrici di software. E mancano medici e operatori”. La rotta non si è invertita nemmeno con l’emergenza sanitaria.  

“In piena pandemia di Covid eravamo gli eroi e gli angeli della strada, le persone cantavano e applaudivano dai balconi quando passavano le ambulanze. Eppure sono state riconosciute indennità premianti e incentivanti solo ai medici e agli infermieri del pronto soccorso, dimenticando il personale medico e infermieristico, autisti e soccorritori del sistema 118 nazionale – rimarca Balzanelli – Le Istituzioni ci chiamino non più la ‘prima linea’ ma la ‘linea zero’, perché zero è la considerazione che hanno di noi e del nostro lavoro. Eppure, quando stanno male non chiamano Babbo Natale o la befana ma il 118: chi accorre a salvare la vita a voi o ai vostri cari siamo noi”, scandisce.  

“Gli operatori del 118 hanno profili di rischio altissimo nello svolgimento del loro lavoro, fino a perdere anche la vita. Il loro è un lavoro usurante e deve essere riconosciuto come tale, ma purtroppo ancora non lo è. Il Governo precedente ha previsto incentivi a medici e infermieri del pronto soccorso dimenticando completamente medici, infermieri e anche autisti soccorritori del 118, che compiono un lavoro molto più usurante degli ospedalieri, con qualsiasi condizione meteo e in ambienti ad alto rischio. Sono gli operatori del 118 che si infilano sotto macchine ribaltate, scendono nelle scarpate, si calano coi verricelli dall’elicottero o corrono contro il tempo su strade bagnate, rischiando la vita a ogni curva”, rimarca Balzanelli ricordando il grave incidente che, di recente, è costato la vita all’autista soccorritore alla guida di un’ambulanza schiacciata da un Tir sulla strada tra Ancona e Falconara. “Eventi che non devono più accadere – aggiunge – Il profilo di rischio ambientale e biologico degli operatori 118 deve essere preso in considerazione”. I medici, chiosa Balzanelli, “stanno abbandonando la convenzione perché sottopagata in un contesto di servizio estremamente stressante, usurante e anche pericoloso”.  

Per Balzanelli, la misura è colma.”Va sanata questa ‘svista’ colossale della programmazione sanitaria di tutti i governi degli ultimi 30 anni, che a questo sistema non hanno dato alcuna risposta – prosegue – Prova ne è che il sistema di emergenza nazionale è in ginocchio, quello territoriale e quello ospedaliero. Ci si è totalmente dimenticati del lavoro straordinario che, strenuamente, fanno gli operatori del 118 di tutto il Paese, nonostante rappresentino il volto e la sostanza di un sistema sanitario che risponde sempre, con immediatezza e qualità. La risposta a loro, invece, è l’assenza di qualunque documento governativo e di stanziamenti: oltre 30 mld sono stati stanziati per la sanità dagli ultimi 3 Governi e il 118 non è mai stato nemmeno nominato. Un paradosso amarissimo”.  

Nel Pnrrr, rileva infine Balzanelli, “si è disegnato un sistema di rinforzo della sanità territoriale che non prende in nessuna considerazione il 118: chiedo al Governo come si può concepire tecnicamente una riforma della medicina del territorio senza pensare alla riforma del sistema di emergenza-urgenza che è territoriale. Il 118 deve essere valorizzato, occorre finanziarlo in modo che sia messo in grado di rispondere con maggiore appropriatezza e velocità a una mole di lavoro che cresce esponenzialmente. Qualsiasi problema in acuto del cittadino, compresi quelli minori, si riversa sul 118, ma non si può utilizzare il 118 per colmare le lacune abissali del sistema ospedaliero, pronto soccorso in primis”. 

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Covid oggi Lombardia, 4.929 contagi e 178 morti in ultimi 7 giorni

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(Adnkronos) – In Lombardia nell’ultima settimana, dal 27 gennaio al 2 febbraio, si sono registrati 4.929 casi Covid, in calo rispetto ai 5.341 della settimana precedente (20-26 gennaio). Segnano però un netto aumento i morti: 178, quasi quadruplicati rispetto ai 48 che erano stati segnalati nei 7 giorni precedenti. Il bilancio totale da inizio pandemia è di 45.368 decessi. Nell’ultima settimana monitorata i tamponi sono stati 88.753, per un tasso di positività del 5,6%, stabile rispetto al 5,8% della settimana precedente.  

Negli ospedali, secondo il bollettino regionale aggiornato al 2 febbraio, ci sono 21 ricoverati Covid in terapia intensiva, -5 rispetto ai 26 della settimana precedente, e scendono i ricoverati in area medica, a quota 227 dai 340 del precedente bollettino (-113).  

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Izzo (Ga.Fi): “Nel 2022 1.500 interventi a supporto pmi, generato credito per oltre 200 mln di euro”

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(Adnkronos) – “L’anno appena trascorso per Ga.Fi è stato un anno di consolidamento di tutte le attività che portiamo avanti. Ormai le imprese sempre più ricorrono a noi anche per l’immediata capacità di interpretare i loro bisogni. Nel 2022 abbiamo assicurato oltre 1500 interventi che hanno generato credito per le imprese per oltre 200 milioni di euro. Abbiamo chiuso il bilancio in attivo con una forte attenzione alla qualità del portafoglio, con un indice di capitalizzane di oltre il 43% -tra i più solidi d’Italia- e un grado di copertura delle partite deteriorate di oltre l’84%. Insomma, un modello che si conferma vincente e sempre più richiesto della nostra platea associativa in continua crescita e che ad oggi conta oltre 4.000 aziende”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Michele Izzo, direttore generale di Garanzia Fidi Scpa (Ga.fi), Confidi iscritto nell’elenco degli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’art. 106 del nuovo Testo Unico Bancari, sull’attività portata avanti a supporto delle imprese.  

Nel 2023 “il nostro piano industriale non trascura affatto la nostra attività core di ‘garanti’, con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle imprese durante questo delicatissimo momento. A ciò aggiungiamo una sempre più intensa e qualificata attività di ‘consulenza alle imprese’ con nuovi prodotti e servizi anche nel campo della ‘finanza agevolata’ per accompagnare le imprese negli investimenti da effettuare mediante la realizzazione di idonei e qualificati business plan”.  

“Prevediamo una più forte e incisiva ‘erogazione diretta’ di finanziamenti di importo compreso tra i 50 e i 250 mila euro, valorizzando così -ribadisce- il nostro un ruolo di soggetti finanziari complementari alle banche. In materia di servizi tecnologici rafforzeremo l’operatività digitale, il cui principale punto di forza è la velocità di erogazione. Dulcis in fundo, la nostra grande novità per il 2023 sarà l’integrazione dei fattori Esg negli obiettivi aziendali e nella nostra Pef. Infatti, deve maturare la consapevolezza che i parametri Esg diventeranno centrali nelle scelte allocative di tutti gli istituti finanziari e quindi le imprese piccole o grandi che siano non possono più girarsi dall’altra parte di fronte a queste tematiche”, sottolinea.  

La ‘via’ per il futuro è tracciata. “Pertanto, Ga.Fi. grazie al proprio know-how, intende configurarsi come advisor per accompagnare le imprese verso scelte efficaci per la loro competitività e coerenti con la possibilità di ottenere un rating Esg utile per essere considerati attori credibili sul mercato”.  

Per il futuro dei Confidi una sinergia pubblico-privato, sottolinea Izzo, “è fondamentale. Ga.Fi., già da tempo è gestore di alcune risorse pubbliche (Mise, Mef, Cdp, Regione Campania, Cciaa) e di misure regionali destinate a garantire la concessione di finanziamenti in favore di aziende situate nelle aree di crisi della regione Campania e che effettuano investimenti. Mentre, a livello nazionale, negli ultimi mesi abbiamo ricevuto segnali incoraggianti dalla Politica che sta dimostrando di comprendere l’importanza del ruolo che possono giocare i Confidi in questo delicato momento”, rimarca.  

“Inoltre, come rimarcato anche dal nostro presidente Rosario Caputo, urge -ribadisce Izzo- una nuova legge quadro per i Confidi, siccome quella attuale tanto attuale più non è, visto che risale al 2003, ovvero venti anni fa. A livello locale, auspico una maggiore sensibilità delle Istituzioni verso lo ‘strumento Confidi’ che opera da oltre 50 anni nell’interesse delle pmi”, continua. “Appare necessario assicurare degli interventi per massimizzare l’efficacia di integrazione tra sistema privato e sistema pubblico della garanzia, anche attraverso la costituzione di una sezione speciale presso il Fondo di Garanzia con operatività in riassicurazione il cui effetto moltiplicatore aumenta, assumendosi i Confidi una parte del rischio”, aggiunge ancora. 

E Izzo ricorda che “L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ci ha consegnato un Paese che sembrava poter uscire, grazie ad un Pil che viaggiava a doppia cifra, dalla più grave crisi dal Secondo Dopoguerra, ovvero quella generata dalla pandemia da Covid-19, ma che si è ritrovato a fare i conti con un’altra crisi ancora più grave, quella energetica derivante dal conflitto tuttora in corso tra Russia e Ucraina, che di fatto ha annullato ogni sforzo che le imprese avevano fatto, mostrando una resilienza straordinaria. Tuttavia, grazie all’apporto delle misure emergenziali statali, le imprese hanno potuto superare brillantemente il periodo più buio degli ultimi 70 anni. Ma ora è il momento di ritornare alla normalità, agli investimenti e fronteggiare i cambiamenti”, ribadisce.  

Una ‘strada’ in cui è centrale il ruolo dei Confidi. “I Confidi negli ultimi anni -sottolinea Izzo- hanno profondamente cambiato pelle. Hanno rivestito un ruolo cruciale nell’affiancamento alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, le quali rischiavano di essere tagliate fuori dal mercato del credito. Se il loro ruolo di garanti ha perso interesse per il massiccio intervento della garanzia pubblica del Fondo di Garanzia, i Confidi hanno, di contro, sviluppato competenze e professionalità nella consulenza, nella finanzia agevolata, nel credito diretto, nell’utilizzo di piattaforme digitali, nell’attività di tutor per l‘accesso al capitale di rischio, ecc. divenendo strumento di grande efficacia per la crescita del sistema produttivo”, aggiunge ancora.  

E nel supporto alle pmi “l’evoluzione del nostro sistema, fa sì che oggi il ruolo dei Confidi non è in competizione, bensì complementare al canale bancario, come dimostrato anche da alcuni rilevanti interventi introdotti dalla Politica, che in modo trasversale hanno compreso bene le ulteriori potenzialità del sistema Confidi, quali intermediari finanziari che svolgono una funzione mutualistica, caratterizzata da radicamento territoriale e capacità di valutare il merito qualitativo delle singole imprese e quindi le loro reali esigenze di credito”, sottolinea. 

Chiare le direttrici del rapporto tra sistema bancario e un Confidi vigilato come Ga.fi. “in questi anni la nostra collaborazione con il sistema bancario si è rafforzata per effetto proprio del nostro ruolo complementare. Sempre di più le banche ci consultano sia per la nostra conoscenza delle Imprese che per richiedere i nostri servizi consulenziali ritenuti di grande valore. Oggi le banche sono sempre più distanti dai territori con personale in continua contrazione e quindi il nostro ruolo viene valorizzato in piena sinergia anche per utilizzare meglio i vantaggi della garanzia pubblica”, continua. Secondo Izzo, “le nostre attività si sono sempre più specializzate con evoluti e complessi strumenti di consulenza aziendale, volti ad accrescere nelle Pmi la consapevolezza e la conoscenza della propria situazione finanziaria, con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’accesso alle migliori fonti di finanziamento. E questo è molto apprezzato dalle banche nostre partner”, conclude.  

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Covid oggi Lazio, 630 contagi e 7 morti. A Roma 354 nuovi casi

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(Adnkronos) – Sono 630 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 nel Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 7 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.718 tamponi molecolari e 6.466 antigenici con un tasso di positività al 7,6%. I ricoverati sono 502 i ricoverati, 7 in meno di ieri, 19 le terapie intensive occupate, una in più di ieri e 894 i guariti. I casi a Roma città sono a quota 354. 

Nel dettaglio i contagi e i decessi nelle aziende sanitarie del Lazio. Asl Roma 1: sono 117 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 143 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 3: sono 94 i nuovi casi e 5 i decessi; Asl Roma 4: sono 33 i nuovi casi; Asl Roma 5: sono 40 i nuovi casi; Asl Roma 6: sono 61 i nuovi casi. 

Nelle province si registrano 142 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 48 i nuovi casi; Asl di Latina: sono 66 i nuovi casi; Asl di Rieti: sono 11 i nuovi casi; Asl di Viterbo: sono 17 i nuovi casi. 

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Covid oggi Sardegna, 122 contagi: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 122 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 in Sardegna, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 1.311 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 4 come ieri, i pazienti ricoverati in area medica sono 158, 17 in meno rispetto a ieri, mentre sono 3.294 i casi di isolamento domiciliare. 

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Covid oggi Calabria, 129 contagi e 2 morti: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 129 i nuovi contagi registrati oggi, 3 febbraio 2023, in Calabria su 1.974 tamponi effettuati. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione ci sono +171 guariti e 2 morti (per un totale di 3.311 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -44 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 132) e, infine, -3 terapie intensive (per un totale di 7).  

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Covid oggi Italia, 33.042 casi e 439 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono stati 33.042 i contagi da Coronavirus in Italia nel bollettino settimanale di oggi con i dati Covid dal 27 gennaio al 2 febbraio della Protezione Civile e del ministero della Salute.  

Continuano a calare i contagi in flessione del 13,4% rispetto alla settimana precedente (quando erano 38.168) ma le morti tornano a crescere: sono stati 439 i decessi in 7 giorni, in aumento del 27,2% rispetto alla settimana precedente (quando erano 345). 

TOSCANA – Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus oggi 3 febbraio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un morto. I nuovi casi, 89 confermati con tampone molecolare e gli altri 196 con test rapido, sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.438. I guariti crescono dello 0,2% (2.751 persone) e raggiungono quota 1.526.623 (96,4% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 45.327 positivi, -5,2% rispetto a ieri. Di questi 177 (1 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 6 (2 in più) si trovano in terapia intensiva. 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 351 tamponi molecolari e 2.872 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,8% è risultato positivo. Sono invece 439 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 64,9% di questi è risultato positivo 

ABRUZZO – Sono 1.348 i casi positivi al Covid registrati tra il 28 gennaio e il 3 febbraio in Abruzzo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 3.900 vittime da inizio pandemia. I guariti da venerdì scorso sono stati 2.229. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.361 tamponi molecolari e 9.319 test antigenici. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 10.292. Di questi, 93 pazienti, 18 in meno rispetto a venerdì scorso, sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 in terapia intensiva, 2 in meno rispetto a venerdì scorso, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.  

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi l’Aquila (+179 rispetto a venerdì scorso), Chieti (+413), Pescara (+366) e Teramo (+380). 

CALABRIA – Sono 129 i nuovi contagi registrati oggi, 3 febbraio 2023, in Calabria su 1.974 tamponi effettuati. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione ci sono +171 guariti e 2 morti (per un totale di 3.311 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -44 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 132) e, infine, -3 terapie intensive (per un totale di 7).  

SARDEGNA – Sono 122 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 3 febbraio 2023 in Sardegna, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto. Nelle ultime 24 ore sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 1.311 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 4 come ieri, i pazienti ricoverati in area medica sono 158, 17 in meno rispetto a ieri, mentre sono 3.294 i casi di isolamento domiciliare. 

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Covid oggi Abruzzo, 1.248 contagi e 5 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono 1.348 i casi positivi al Covid registrati tra il 28 gennaio e il 3 febbraio in Abruzzo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 3.900 vittime da inizio pandemia. I guariti da venerdì scorso sono stati 2.229. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.361 tamponi molecolari e 9.319 test antigenici. 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 10.292. Di questi, 93 pazienti, 18 in meno rispetto a venerdì scorso, sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 in terapia intensiva, 2 in meno rispetto a venerdì scorso, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.  

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi l’Aquila (+179 rispetto a venerdì scorso), Chieti (+413), Pescara (+366) e Teramo (+380). 

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Covid oggi Italia, Cerberus quasi al 40%: in crescita Kraken e Orthrus

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(Adnkronos) – La variante Omicron di Sars-CoV-2 rappresenta la quasi totalità (99,97%) dei sequenziamenti. Il restante 0,03% è da attribuire a un ricombinante Delta/Omicron. BA.5 risulta predominante (87%), con 138 differenti sottolignaggi identificati (incluso il lignaggio parentale). Tra questi, BQ.1.1, ribattezzata Cerberus, ha raggiunto una frequenza del 38,9% (era 30,8% del precedente rapporto).  

Si continua a osservare un incremento, sebbene moderato, nella proporzione di sequenziamenti attribuibili ai sottolignaggi CH.1.1 (Orthrus) e XBB.1.5 (Kraken). E’ la fotografia scattata dal rapporto ‘Prevalenza e distribuzione delle varianti di Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia’ dell’Istituto superiore di sanità, con i dati di sequenziamento depositati in I-Co-Gen nelle ultime 6 settimane (19 dicembre 2022-29 gennaio 2023).  

“Nell’attuale scenario è necessario continuare a monitorare, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali, la diffusione delle varianti virali circolanti nel Paese attraverso il sequenziamento dei campioni positivi per Covid-19”, rimarca l’Iss.  

Kraken e Orthrus, dunque, in Italia al momento sembrano non decollare. La proporzione di sequenziamenti attribuibili ai sottolignaggi CH.1.1 è pari al 2,2%, rispetto allo 0,6% del precedente bollettino, mentre la quota XBB.1.5 è dell’1,1% contro lo 0,05%. 

 

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Covid oggi Toscana, 285 contagi e un morto: bollettino 3 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus oggi 3 febbraio in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un morto. I nuovi casi, 89 confermati con tampone molecolare e gli altri 196 con test rapido, sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.438. I guariti crescono dello 0,2% (2.751 persone) e raggiungono quota 1.526.623 (96,4% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 45.327 positivi, -5,2% rispetto a ieri. Di questi 177 (1 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 6 (2 in più) si trovano in terapia intensiva. 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 351 tamponi molecolari e 2.872 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,8% è risultato positivo. Sono invece 439 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 64,9% di questi è risultato positivo. 

L’andamento per provincia 

Con gli ultimi casi salgono a 423.830 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (66 in più rispetto a ieri), 103.263 in provincia di Prato (9 in più), 123.041 a Pistoia (21 in più), 83.048 a Massa Carrara (13 in più), 172.747 a Lucca (23 in più), 185.284 a Pisa (34 in più), 146.217 a Livorno (40 in più), 142.971 ad Arezzo (36 in più), 113.158 a Siena (28 in più) e 88.621 a Grosseto (14 in più). A questi vanno aggiunti 569 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni. 

La Toscana ha circa 43.226 casi complessivi ogni 100.000 abitanti dall’inizio della pandemia (tra residenti e non residenti). Al momento la provincia di notifica con il tasso più alto é Lucca (con 45.167 casi ogni 100 mila abitanti), seguita da Livorno (44.679) e Pisa (44.428). La più bassa concentrazione si riscontra a Prato (con un tasso di 40.005). 

In 45.150 sono in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (2.466 in meno rispetto a ieri, meno 5,2%). 

I 1.526.623 guariti registrati a oggi lo sono a tutti gli effetti, da un punto di vista virale, certificati con tampone negativo. 

I decessi 

La lista dei decessi si aggiorna con 1 nuovo decesso: un uomo di 77 anni. 

Relativamente alla provincia di residenza, la persona deceduta è a Pistoia. 

Sono 11.488 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 3.652 nella Città metropolitana di Firenze, 942 in provincia di Prato, 1.031 a Pistoia, 715 a Massa Carrara, 1.063 a Lucca, 1.280 a Pisa, 861 a Livorno, 731 ad Arezzo, 628 a Siena, 418 a Grosseto. Vanno aggiunte 167 persone decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. 

Il tasso grezzo di mortalità per Covid-19 (numero di deceduti/popolazione residente) è al momento 313,6 ogni 100 mila residenti. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (379,3 ogni 100 mila abitanti), seguita da Firenze (369,9 x100.000) e Prato (364,9 x100.000), mentre il più basso è a Grosseto (192,6 x100.000). 

Tutti i dati saranno visibili sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19 

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Covid Italia, ancora dati in discesa

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(Adnkronos) – Covid in Italia, dati ancora in discesa nel report con il monitoraggio settimanaledella Cabina di regia Iss-ministero della Salute. Cala infatti l’incidenza – ora a 58 casi su 100mila abitanti -, in diminuzione anche l’indice Rt a 0,68, mentre l’occupazione delle terapie intensive scende al 1,8% e scendono anche ricoveri in aree mediche (al 5,8%). Infine, una sola provincia autonoma è classificata a rischio alto mentre due regioni sono a rischio moderato e 18 tra regioni e province sono a rischio basso. 

INCIDENZA – Continua la discesa dell’incidenza dei casi Covid in Italia: “Sono 58 casi ogni 100.000 abitanti (27 gennaio-2 febbraio) contro 65 ogni 100.000 abitanti (20-26 gennaio)”, evidenzia il report. 

INDICE RT – L’indice di trasmissibilità (Rt) dei casi Covid “nel periodo 11 –24 gennaio è stato pari a 0,68 (range 0,64-0,78), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto la soglia epidemica anche nel range inferiore”, sottolinea quindi il report. “L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è in lieve aumento e rimane sotto la soglia epidemica: Rt=0,78 (0,74-0,83) al 24 gennaio contro Rt=0,70 (0,67-0,72) al 17 gennaio”, si precisa. 

TERAPIE INTENSIVE E AREA MEDICA – Scendono ancora questa settimana i ricoveri Covid nelle terapie intensive e nei reparti. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in calo all’1,8% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 02 febbraio) contro il 2,1% (rilevazione al 26 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 5,8% (rilevazione 2 febbraio) contro il 6,4% (rilevazione al 26 gennaio)”. 

REGIONI E PROVINCE A RISCHIO – “Una regione è classificata a rischio alto per molteplici allerte di resilienza. Due sono a rischio moderato e diciotto classificate a rischio basso”, sottolinea ancora il report con il monitoraggio settimanale dei dati Covid. “Dieci regioni e province autonome riportano almeno una allerta di resilienza – si legge nel report – Sei regioni e province autonome riportano molteplici allerte di resilienza”. 

Ad essere classificata a rischio alto per Covid-19 è la provincia autonoma di Bolzano; Puglia e Toscana sono a rischio moderato, mentre tutte le altre regioni/pa sono a rischio basso.
 

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