Il Premier Giuseppe Conte ha consegnato le sue dimissioni


Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rassegnato le dimissioni martedì 26 gennaio al Capo dello Stato.

Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina Giuseppe Conte, che ha rassegnato le dimissioni del suo governo. “Le consultazioni per la formazione del nuovo governo partiranno domani pomeriggio. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.“, specifica il comunicato stampa. Giuseppe Conte è diventato Presidente del Consiglio senza mai essersi appoggiato al suffragio universale, ma finora ha dimostrato grande capacità politica per restare al potere. Nel bel mezzo della pandemia di coronavirus che ha fatto crollare l’economia del Paese e fatto oltre 85mila morti, Giuseppe Conte, privato della maggioranza parlamentare dopo la defezione del partito di Matteo Renzi, Italia Viva, ha presentato oggi, martedì 26 gennaio, le proprie dimissioni.

L’ex premier Matteo Renzi (2014-2016) ha fatto saltare in aria la coalizione di governo ritirando il suo piccolo partito Italia Viva, nato nel settembre 2019 da un dissenso del Partito Democratico. Per settimane il ribollente Renzi ha puntato il dito contro il Presidente del Consiglio, accusandolo di “sperpero”. La scorsa settimana il governo è riuscito a malapena a vincere un voto di fiducia in parlamento, ma la tregua è stata di breve durata: un altro voto previsto per questa settimana è stato quasi perso in anticipo. Tuttavia, la popolarità di Giuseppe Conte è alta, perché è stato particolarmente capace di battere il pugno sul tavolo durante le trattative europee per realizzare un generoso piano di solidarietà. Politicamente indipendente ma molto vicino al Movimento 5 Stelle, nel giugno 2018 è diventato Primo Ministro, dall’oggi al domani. “Sono un insegnante e un avvocato, propongo di essere l’avvocato del popolo italiano“, ha detto, accettando di formare il suo primo governo.

A capo di un governo populista dominato da Matteo Salvini, leader sovranista della Lega e Luigi di Maio del Movimento 5 Stelle, ha vestito per primo l’abito di un arbitro molto discreto. Prima di mostrare una fermezza dell’ultimo minuto accusando Salvini di essere ” irresponsabile” per aver rotto questo primo governo nell’agosto 2019.

L’avvocato si è trovato quindi nella manovra per formare un secondo governo agli antipodi del primo, battezzato “Conte bis” e frutto di un’alleanza tra il M5S e il Partito Democratico, a capo del quale prende la sua vera dimensione. “Conte si è comportato davvero come un camaleonte, è stato estremamente flessibile, è un uomo che ha dimostrato buone qualità di mediatore politico“, analizza Lorenzo Castellani, professore di scienze politiche all’Università Luiss di Roma. Nato nel 1964 a Volturara Appula, un paese di 500 abitanti in Puglia, Giuseppe Conte è il primo capo del governo del sud Italia in tre decenni.

È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto. Il MoVimento 5 Stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilità. Questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando. Rendiamoci conto di ciò che sta succedendo in Italia“, ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sottolineando che Conte “ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso“. Su Facebook il capo politico M5S Vito Crimi: “Siamo e restiamo al fianco del Presidente Giuseppe Conte, che ringraziamo per l’enorme contributo che ha dato al Paese e che, ne siamo certi, può ancora dare. Riteniamo che sia l’unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza. Maggioranza che deve essere consolidata e rinforzata e che deve concentrarsi sulle priorità del Paese“.

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