Il lavoro a distanza trasforma ogni assunzione in una competizione nazionale


Un interessante articolo del The Wall Street Journal racconta come sul campo si stiano spostando gli equilibri del lavoro e del reclutamento dei migliori cervelli. Partendo da una piccola startup di interior design online, Havenly, che fino a poco tempo fa riusciva a selezionare ottimi talenti tecnologici per la sua posizione geografica nelle montagne Rocciose e per lo stile di vita all’aria aperta. Da quando la pandemia ha spinto le principali aziende tecnologiche ad abbracciare le politiche dello smartworking questo vantaggio sta svanendo rapidamente. Ora che un ingegnere del software o un guru del marketing possono lavorare da una baita lungo il fiume mentre continuano a produrre reddito per aziende come Facebook o Salesforce, le società più piccole lontane dalle coste cominciano ad avvertire crescenti difficoltà. 

 

Per Havenly, trovare nuovi assunti ora significa competere con aziende di tutto il paese che offrono in media il 20% di aumenti di stipendio e nessun obbligo di trasferirsi. Il mercato del lavoro tecnologico non è mai stato così distribuito geograficamente come oggi e costringe le aziende locali ad aumentare i salari per stare al passo con le offerte che arrivano dai grandi centri della California, di Seattle o New York. Tutto questo sembra agevolare sia i lavoratori stessi che possono risparmiare sui costi della vita nei gradi centri, sia le aziende dei centri costieri che possono pagare meno di uno stipendio di San Francisco ma più di uno locale. Mentre molte grandi aziende tecnologiche negli ultimi anni hanno aperto uffici nelle città più piccole, la maggior parte dei posti di lavoro e dei capitali di rischio sono ancora concentrati nei centri costieri, con la Baia di San Francisco: tra il 2010 e il 2018 la Bay Area ha rappresentato quasi il 18% della crescita dell’occupazione nei servizi digitali degli Stati Uniti.
 

 

Mentre per decenni ottenere alcuni dei lavori tecnologici più desiderabili ha significato dovere trasferirsi e vivere lì, affrontando costi di alloggio esorbitanti e i lunghi spostamenti, la pandemia ha moderatamente riequilibrato le carte in tavola: “delle nove aziende tecnologiche che hanno condiviso i dati di trasferimento con il Wall Street Journal, circa il 9% dei dipendenti che vivevano nella Bay Area si è trasferito permanentemente dalla regione durante la pandemia. Le società, tra cui Twitter Inc., Slack Technologies Inc. e Dropbox Inc., hanno registrato un totale di oltre 9.000 lavoratori nell’area all’inizio del 2020”. 

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