Il Dott. Roberto Bizioli illustra le nuove tecniche in campo endodontico


Con il dentista Roberto Bizioli, titolare dell’omonimo studio, uno sguardo tra le ultime e più innovative procedure applicate nelle cure endodontiche 

Brescia, 17 Maggio 2022. Tra i servizi offerti da molti studi dentistici come quello di Roberto Bizioli, compaiono anche quelli relativi all’endodonzia. Ma di cosa si tratta? Quali sono le ultime novità? 

Roberto Bizioli: i trattamenti endodontici come odontoiatria conservativa 

L’innovazione in ambito medico non smette di procedere con passi da gigante ed è impensabile chiedersi quale sarà il limite di queste scoperte. 

L’endodonzia non fa eccezione: strumenti sempre più precisi e meno
invasivi; soluzioni la cui efficacia è più duratura nel tempo; tecniche di gestione del dolore. 

Questa branca dell’odontoiatria, infatti, “ha per oggetto i tessuti interni del dente, le patologie e i trattamenti correlati”. Ciò include la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di malattie e lesioni della polpa dentale: “quando questi tessuti o i tessuti che circondano la radice dentale si ammalano o danneggiano a causa di carie o traumi, il trattamento endodontico permette di salvare il dente”. Secondo quanto si legge sul sito della Società Italiana di Endodonzia (SIE). 

I danni al nervo del dente possono essere ascritti a diverse cause, sia patologiche che “esterne”, come interventi malriusciti o traumi che hanno provocato una scheggiatura o incrinatura profonda. 

“Ciò che si ascrive all’endodonzia corrisponde a interventi ambulatoriali che noi dentisti eseguiamo con frequenza. L’esempio più comune di trattamento endodontico è la cura canalare, nota a tutti come devitalizzazione”, chiarisce il Dottor Roberto Bizioli di Scordia, titolare dell’omonimo studio dentistico. 

Tuttavia questo è un tipo di procedura cui si ricorre quando il danno è ormai irreversibile: l’infiammazione della polpa dentale si trasforma in infezione e questo si propaga oltre la radice arrivando all’osso alveolare circostante provocando ascessi. 

“Quando si arriva a quel punto le uniche alternative sono l’estrazione o la devitalizzazione del dente. Nel primo caso si procede all’asportazione dell’intero dente; mentre il trattamento endodontico consiste nella rimozione della polpa dentale, che viene poi sostituita con un’otturazione”, spiega Roberto Bizioli. 

Le nuove tecniche dell’endodonzia 

Come chiarito dalle parole di Roberto Bizioli, l’endodonzia interviene sulla conservazione dei denti, per porre un freno al deterioramento della loro struttura. 

Negli ultimi anni le innovazioni si sono incentrate all’introduzione degli strumenti rotanti in Nichel-titanio (Ni-Ti). 

“Il maggiore vantaggio di tali supporti è riuscire a sagomare il canale in modo da ottenere una corretta detersione e, in un secondo momento, otturazione dello spazio endodontico. Chi offre nel proprio studio questo tipo di servizi, lo ha notato: c’è stata una semplificazione nelle procedure. Ciò ha reso tali pratiche più accessibili a un bacino di professionisti più ampio, non solo esperti in endodonzia”, racconta il Dottor Bizioli. 

Ad oggi l’innovazione riguarda tanto gli strumenti quanto i protocolli clinici, entrambi pervasi dall’apporto della tecnologia. 

Come spiega Roberto Bizioli: “La direzione che si sta seguendo prevede di andare incontro ad una comprensione biologica del problema più approfondita, in maniera da poter arrivare a gestire le patologie con un grado di prevedibilità più alto”. 

Delle fasi che interessano il trattamento endodontico, infatti, solo quello della sagomatura adesso presenta un margine di errore quasi nullo; mentre le due fasi dette di detersione e sigillo, sono ancora aperte al miglioramento. 

Responsabilità editoriale: TiLinko – Img Solutions srl 

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