I volontari di Amka: “Così ci prendiamo cura di chi vive con 1 dollaro al giorno in Africa”


Assicurare cure per alleviare sofferenze, educare ai principi essenziali dell’alimentazione, offrire un futuro a bambine e bambini tramite l’accesso all’istruzione in uno dei paesi più poveri del pianeta, una scelta che accomuna i giovani volontari italiani (una decina circa) di una piccola organizzazione, che hanno deciso di mettere a disposizione la propria competenza per migliorare – ma anche salvare – la vita di coloro che abitano in una terra dove la fame è cronica. Tra questi giovani c’è Teodora Chiocci, 22 anni, studentessa di medicina a Roma. “Fin da piccola ho sempre desiderato fare il medico e nel tempo ho maturato l’idea di curare le persone nei luoghi più remoti. Da circa due anni ho realizzato il mio desiderio partendo per il Congo grazie all’organizzazione di cooperazione Amka che opera nella provincia sudorientale dell’Alto Katanga occupandosi di progetti di sviluppo, assistenza sanitaria, malnutrizione ed educazione”, racconta la giovane volontaria all’Adnkronos.  

“Dopo un lavoro propedeutico, la mia partenza è stata ritardata dalla pandemia. Poi finalmente lo scorso anno la mia prima esperienza. Ancora oggi sono a Lubumbashi e lavoro con un staff quasi del tutto locale. Ci spostiamo tutti i giorni dalla città per raggiungere i villaggi rurali dove portiamo l’assitenza sanitaria alla famiglie che non possono permettersi di curarsi, di comprare farmaci. Mi occupo anche di malnutrizione, un progetto molto importante che l’ong sta sviluppando: coinvolge 60 bambini”, dice Teodora spiegando che Amka Katanga ha in gestione dei centri di salute nei villaggi congolesi, ovvero dei presidi medici con attività, per lo più gratuite, di primo soccorso per malattie come malaria, tifo ma anche per l’assitenza e l’accompagnamento alle giovani madri nell’ambito della salute materno-infantile. Al di fuori di questi punti di riferimento per la comunità è tutto a pagamento: “Un intervento chirurgico può arrivare a costare 500 dollari, una spesa inaccessibile per chi vive anche con un dollaro al giorno”.  

“A differenza della realtà nella regione del Kivu, a Nordest della Repubblica Democratica del Congo – aggiunge la volontaria -, Lubumbashi e le zone circostanti sono abbastanza tranquille e non mi sono mai imbattuta in situazioni di pericolo. Ho affrontato situazioni complicate, questo sì, per esempio lo scorso anno quando c’era il coprifuoco per via del Covid”. 

Gli operatori e i volontari di Amka Katanga nel 2021 hanno somministrato 1.500 vaccini, hanno assistito a livello sanitario 2.000 pazienti e 150 donne nel corso della gravidanza, hanno preso in cura 200 bambini malnutriti. Sono state invece 50 le persone del posto inserite nei programmi di lotta all’Hiv. I progetti sul campo hanno coinvolto 15 volontari in 35 villaggi dell’area di Mabaya, 15 gli operatori sociosanitari locali.  

Insieme ad un’altra volontaria italiana, Teodora ha lanciato anche una raccolta fondi per supportare i servizi e i progetti di Amka nei villaggi di Kanyaka e di Mose: “la salute delle donne è fondamentale per assicurare alle comunità un vero sviluppo, per questo la priorità è garantire percorsi di cura e assistenza sanitaria di qualità alle donne dell’area di Mabaya. Chiunque voglia sostenerci è il benvenuto e può farlo collegandosi alla pagina https://www.retedeldono.it/it/iniziative/amka/teodora-sofia.chiocci/amka-%C3%A8-donna-per-la-salute-femminile”. 

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