Guerra (Mef): ”Manovre senza scostamenti anche per prossimi aiuti”


”Il nostro governo in questi primi mesi dell’anno, quasi 5, è riuscito a sostenere l’economia con delle manovre da 30 miliardi di euro senza ricorrere a nuovi scostamenti. E’ un dato molto improtante che cercheremo di proseguire anche per i prossimi aiuti, che saranno assolutamente necessari”. Lo afferma il sottosegretario al ministero dell’Economia, Marica Cecilia Guerra, ospite di ClassCnbc.  

L’annuncio della sospensione del patto di stabilità anche per il 2023 è ”una notizia dovuta, buone e assolutamente importante in questo momento, per la grandissima incertezza in cui si muovono le economie”. ”Non abbiamo bisogno di avere delle regole che ci spingerebbero verso un ulteriore rallentamento dell’economia e pericolo di recessione”, sottolinea. Il sottosegretario ricorda anche le ”grosse incertezze che riguardano le politiche monetarie e il loro grado di accomodamento nei confronti delll’economia e, viceversa, lo stimolo che può venire da una forma di restrizione e i peggioramento della situazione economica”.  

Le regole Ue, secondo Guerra, ”possono essere riviste senza togliere a paesi come il nostro, particolarmente indebitati, la responsabilità sul proprio debito e la prudenza che bisogna avere nel farne del nuovo”. ”Uno spazio delle politiche fiscali più ampio di quello che sarebbe lasciato dalle regole europee è doveroso ma, in più, va detto anche che così abbiamo un po’ più di tempo per definire meglio queste regole europee, che hanno mostrato dei limiti enormi proprio nel periodo della maggiore difficoltà delle nostre economie”.  

”C’è un dibattito in corso; sappiamo che ci sono posizioni molto diverse, però quelle norme precedenti sono logore e legate a indicatori che hanno mostrato tutte le loro insufficienze”, osserva Guerra. Quanto all’ipotesi che si allarghi di nuovo lo spread è ”certamente un timore che purtroppo il nostro paese deve avere perché, con il debito così alto che abbiamo, è un rischio”, afferma il sottosegretario. ”E’ anche vero -spiega- che c’è una discussione a livello europeo per un intervento più blando, ma comunque nella stessa direzione che abbiamo avuto con la pandemia”.  

La commissione, prosegue Guerra, ”sembra orientata all’adozione di un piano a sostegno della transizione energetica e di supporto” che dovrebbe utilizzare 300 miliardi, di cui buona parte provenienti dal Ngeu e che non sono stati utilizzati. In questo modo l’Europa ”potrebbe mettere a disposizione un debito a tassi controllati, in quanto condiviso dalla comunità europea, che potrebbe dare risorse anche a paesi in difficoltà, come il nostro, senza doverci finanziare su mercato libero, con tassi d’interesse in crescita”. 

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