Green pass obbligatorio lavoratori, nodo smart working


Lo smart working agita la cabina di regia, la riunione che si è tenuta in mattinata tra il premier Mario Draghi e i capi delegazione delle forze di maggioranza sul green pass obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati. A quanto apprende l’Adnkronos, il tema del lavoro da casa è stato al centro di “una simpatica discussione”, riferiscono fonti presenti alla riunione, tra il ministro Renato Brunetta, capo delegazione di Fi, e il grillino Federico D’Incà, ‘nuovo’ all’appuntamento della cabina di regia, presente in sostituzione di Stefano Patuanelli, impegnato a Firenze.  

D’Incà, in estrema sintesi, a sostegno dell’esclusione dell’obbligo di passaporto vaccinale per chi è in smart working, Brunetta, al contrario, convinto della necessità di includere, nell’estensione del green pass, anche i dipendenti che lavorano da casa. Il timore per il titolare della P.A. è che, una volta introdotto l’obbligo, la ‘rotazione’ tra chi è casa e chi invece si reca sul posto di lavoro finisca per gravare su chi è in regola con i vaccini, agevolando, al contrario, chi è sprovvisto di certificazione. Giustificando i ‘no green pass’, in estrema sintesi, a lavorare da casa. 

Alla fine il nodo non sarebbe stato sciolto, o sarà nelle prossime ore. La convinzione, però, è che alla fine si decida per una formula ibrida, con green pass necessario se la presenza in ufficio è prevista dal datore di lavoro. Anche a rotazione. 

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