Green pass e vaccini lavoratori, sindacati vedono Draghi


Sui vaccini e il Green pass obbligatori per i lavoratori “il governo si è riservato di fare delle valutazioni e ha detto che terrà conto delle valutazioni e dei ragionamenti che abbiamo avanzato”. A sottolinearlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e i leader dei sindacati. Nel corso dell’incontro con il presidente del Consiglio, “abbiamo detto che il Green pass non può diventare uno strumento che le aziende possono utilizzare per demansionare, licenziare o discriminare i lavoratori e le lavoratrici”, ha aggiunto Landini. “Sulle questioni salute, sicurezza, ritiro dei licenziamenti, investimenti e pnrr”, il governo “si è impegnato, a fine agosto e primi di settembre, a convocare un incontro apposito per proseguire la discussione con le organizzazioni sindacali, ha spiegato ancora. 

“Per quanto ci riguarda, sulla obbligatorietà dei vaccini e sul Green pass c’è un accordo sulla sicurezza sottoscritto dalle parti sociali e recepito da un decreto. Qualsiasi tentativo di modificare quell’accordo ha bisogno di una legge. Se lo ritengono, Parlamento e governo si assumano la responsabilità di intervenire”, ha quindi aggiunto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. “Abbiamo ricordato che, facendo un giro per il mondo, l’unico paese nel quale è prevista l’obbligatorietà dei vaccini è l’Arabia Saudita. E non mi pare un punto di riferimento per il nuovo rinascimento. E’ un argomento sul quale abbiamo necessità di confrontarci”, ha spiegato ancora. 

“Se il governo, sulla base di dati scientifici e sanitari, ritiene che ci sia una fondata preoccupazione sulla ripartenza del covid, nella sua autonomia può adottare una norma che valga non solo per i lavoratori ma per l’insieme dei cittadini”, ha poi affermato Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, lasciando Palazzo Chigi. 

“Abbiamo rappresentato al presidente Draghi la volontà ad aprire un confronto con le associazioni datoriali e con lo stesso governo nella prospettiva di migliorare rafforzare i contenuti degli accordi che abbiamo sottoscritto e per sostenere la campagna di vaccinazione nei luoghi di lavoro – ha aggiunto il segretario della Cisl – in questo ultimo anno e mezzo, per effetto dei protocolli su salute e sicurezza, non abbiamo registrato focolai nelle aziende. Bisogna portare avanti in maniera più profonda la campagna di vaccinazione aprendo hub e applicando per intero i contenuti che abbiamo sottoscritto, cominciando dal pieno rispetto dell’uso dei dispositivi di protezione individuale”. 

Sbarra ha concluso: “Il governo si è riservato di adottare decisioni e determinazioni, noi siamo disponibili a rafforzare i documenti condivisi e sul sostegno alla campagna di vaccinazione. In questi 4 mesi si è fatto poco, si potrebbe migliorare allargando i poli di vaccinazione in tutti i luoghi di lavoro”. 

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