Giustizia, avv. Palumbo: “Riforma non accorcerà processo civile di un solo giorno”


“La riforma non accorcerà il processo civile di un solo giorno e i tempi della giustizia civile rimarranno lunghi come prima”, così come del resto “si è verificato nei precedenti casi (oltre cinquanta progetti di riforma del processo civile in poco più di 60 anni)”. E’ la lapidaria conclusione a cui giunge l’avvocato Umberto Palumbo nel suo “Elogio della riforma della giustizia. Come non abbreviare i tempi del processo civile” (Diogene multimedia).  

Palumbo, oltre 60 anni di attività forense alle spalle, boccia la riforma come “un flop ulteriore” perché, spiega, “ci si basa sempre sulle riforme processuali dei termini, delle scadenze, delle impugnative, delle mediazioni, dei ricorsi, degli appelli, ecc. e non si incide invece sul vero problema che è quello del numero dei magistrati, il loro carico di lavoro con i tempi previsti per il suo smaltimento, le prove, i relativi mezzi e così via”. 

Dalla seconda guerra mondiale ad oggi, sottolinea l’avvocato Palumbo, le riforme “sono più di cinquanta. Ogni anni si è ritoccato il codice di procedura civile (che è il Codice che stabilisce formalmente la lunghezza del processo) per oltre 60 anni ma non si è mai riusciti ad accorciarne i tempi” e ora “tutto quanto previsto nella nuova riforma già c’è nel codice attuale, e molte norme erano contenute nelle precedenti riforme. Si tratta dunque di un rimescolamento di nuove regole con le vecchie che vengono ancora masticate e riproposte sotto altra veste ma non mutate nella sostanza”. 

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