Giovanni Truppi al Sanremo: “Brano alla chitarra e cover con il mio pianoforte tagliato”


“Suonerò il mio brano alla chitarra, ovviamente utilizzando come è d’obbligo anche l’orchestra; e suonerò la cover con il mio pianoforte tagliato”. Ad annunciarlo è Giovanni Truppi, che al ‘Festival di Sanremo’ gareggerà con la canzone ‘Tuo padre, mia madre, Lucia’, testo scritto anche con Pacifico, mentre nella serata dedicata alle cover proporrà ‘Nella mia ora di libertà’ affiancato da Vinicio Capossela
, “con il maggior rispetto possibile per il brano di Fabrizio De Andrè ma senza riproporre la versione originale, con la quale sono cresciuto”. 

Quanto al partner musicale scelto per l’occasione, “Vinicio Capossela è fra gli artisti che più mi ha guidato con la sua musica e con il rigore del suo atteggiamento: con lui sul palco mi sentirò più tranquillo e anche più forte”, è la convinzione che esprime il cantautore partenopeo, che ora vive a Bologna. 

Tornando al brano, ‘Tuo padre, mia madre e Lucia’ dove Lucia è il nome di sua figlia, “racconto il sentimento in una coppia che si è formata e che condivide l’esperienza di costruire un amore e si confronta con il mondo esterno. Le parole chiave – sottolinea – sono racchiuse nella frase del ritornello: ‘amarti è credere che quello che sarò sarà con te’. Ma – aggiunge – vivo con un po’ di imbarazzo il fatto che nel titolo e nel testo della canzone ci sia una parte della mia vita privata, anche se i personaggi citati fanno da spettatori, non sono fondamentali nella mia narrazione”. 

Giovanni Truppi non nasconde la sua emozione all’avvicinarsi della manifestazione. “Vivo sempre con tormento interiore i momenti che precedono la mia esibizione e se la platea è così grande come al ‘Festival di Sanremo’, anche il mio tormento cresce; ma cerco di non pensarci più che tanto, per non sentirmi troppo sotto pressione nel momento in cui canterò dal palco del teatro Ariston”. Fra i suoi maestri, cita Pino Daniele e Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato e Roberto Murolo, il ‘napoletan power’ e l’antica tradizione napoletana. 

Quanto ai due ‘mostri sacri’ della musica italiana, Lucio Dalla e Franco Battiato, cui il Festival renderà omaggio – il primo nel decennale della sua morte, il secondo per la recente scomparsa – come anticipato da Amadeus, conduttore e direttore artistico, Truppi ricorda: “Ho conosciuto Dalla quando ero piccolo, aveva indosso un camicione con le stelle ed io ero felicissimo, Battiato non l’ho mai incontrato; ma ascoltavo molto i loro dischi in casa ed entrambi hanno inciso sulla mia formazione musicale”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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