Francia, Abdeslam: “Non sono un assassino”


“Non sono un assassino”, ha affermato, nella sua dichiarazione finale, Salah Abdeslam, unico sopravvissuto del gruppo di terroristi in azione nel novembre del 2015 a Parigi, a conclusione del processo per gli attentati in cui sono morte 130 persone, 90 delle quali al Bataclan e tra loro l’italiana Valeria Solesin.  

La sentenza sarà pronunciata mercoledì alle 17.30, come ha annunciato il Presidente della corte, Kean-Louis Périès, al termine di 148 giorni di udienze, in dieci mesi. In tutto, sono 14 gli imputati.  

La procura ha chiesto la condanna di Abdeslam, il “decimo uomo dei commando” di terroristi, all’ergastolo. “Se mi condannerai per omicidio, commetterete un’ingiustizia”, ​​ha aggiunto Abdeslam, che si è limitato a riconoscere di aver commesso “errori”.  

“Le mie prime parole sono per le vittime. Vi ho presentato le mie scuse e alcuni diranno che non sono stato sincero, che è una strategia. Come se voi avete bisogno di una terza persona per riconoscere la sincerità di un uomo. Più di 130 morti, 400 feriti, chi può presentare scuse non sincere di fronte a tanta sofferenza? E’ forse l’ultima volta che mi rivolgo a voi. Non è sfuggita a nessuno l’evoluzione che è stata la mia durante questo processo”, ha spiegato.  

“E’ con la spada sul collo di questo tribunale che mi rivolgo a voi. L’opinione pubblica dice che ero di fronte ai locali a uccidere la gente, che ero al Bataclan a uccidere. Sapere che la verità è l’opposto. La Francia perde i suoi valori poco a poco. Gli assassini non sono qui. Ho riconosciuto in questo posto che non ero perfetto. Ho fatto degli errori. E’ vero, ma non sono un assassino. Non sono una persona che uccide. Se mi condannate per omicidio, commettete una ingiustizia”, ha quindi aggiunto.  

 

 

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