Federico Bagnoli Rossi: “Pirateria audiovisiva ‘ruba’ 1,1 mld al Sistema Italia”


La pirateria audiovisiva in Italia succhia risorse ingenti. Il mercato illegale è in grado di soffiare al Sistema Paese circa un miliardo e cento milioni di euro all’anno e fa perdere 6mila posti di lavoro ogni 12 mesi. Una cifra ingente se si considera l’entità del settore. Motivi in più per dare battaglia a quelli che Federico Bagnoli Rossi, segretario generale Fapav, la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, definisce persone “che sanno sfruttare molto bene l’attività illecita con l’unica finalità di generare del business”.  

Un ‘lavoro’ che, evidenzia Bagnoli Rossi conversando con l’AdnKronos, costituisce “una perdita diretta e indiretta di fatturato delle aziende che si occupano di audiovisivo. Il 38% degli italiani commette annualmente un atto illecito. Questo fa sì che il fenomeno sia molto allarmante, tanto è vero che, ogni anno, perdiamo circa 6mila posti di lavoro come industria. Un numero che può sembrare piccolo ma è molto se rapportato alle aziende che lavorano nel nostro Paese”. 

Si tratta di “un fenomeno che – ricorda Bagnoli Rossi – assume una rilevanza più importante anche rispetto al passato perché siamo in un momento di ripartenza del nostro Paese e di crescita della distribuzione di contenuti audiovisivi”. In questo quadro, la “lotta alla pirateria e la promozione e l’attuazione della legalità all’interno dello sviluppo del nostro comparto hanno assunto una rilevanza ancora più importante”. 

Uno dei sentieri da seguire per contrastare l’illegalità, oltre all’applicazione di tutti gli strumenti legislativi e non solo, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, trasmettendo il messaggio che anche gli utenti rischiano. Se non altro perché, affidando i loro dati in mano a server quanto meno dubbi, corrono il pericolo di esserne derubati. Proprio per questo, dice il segretario Fapav, “il 16 dicembre lanceremo a Roma la nuova compagna pro-legalità ‘We are stories, noi siamo storie’ attraverso le voci delle nuove generazioni. Racconteremo, appunto, le storie di ragazzi la cui immaginazione non si è fermata nel periodo del lockdown. Per loro è stato, al contrario, un periodo per pensare a nuovi progetti da mettere in campo il prima possibile”.  

Oltre ad una campagna di sensibilizzazione è però necessario agire anche su altri terreni, intensificando e corroborando le linee di difesa contro la pirateria. Partendo, comunque, da una considerazione di fondo. Gli strumenti “che abbiamo non bastano per poter proteggere in maniera efficace– afferma Bagnoli Rossi – le aziende e la distribuzione dei contenuti da parte dei nostri associati. Da un lato abbiamo innumerevoli punti di forza per poter proteggere i contenuti ma, dall’altra, c’è bisogno di sviluppare e migliorare, l’attività di tutela”. Detto questo, Bagnoli Rossi dà atto alle forze dell’ordine di portare avanti un’attività di contrasto “eccellente. Addirittura, durante il periodo pandemico, la Guardia di Finanza e la Polizia postale hanno realizzato delle azioni senza precedenti nel nostro Paese”.  

“Inoltre – aggiunge il segretario Fapav – grazie all’Agcom abbiamo la possibilità di bloccare un sito di pirateria attraverso un provvedimento cautelare emesso in tre giorni”. Ma cosa bisogna fare in concreto? Bagnoli Rossi traccia alcune linee di condotta da seguire per disarticolare la pirateria: “Il primo tassello – sostiene – sarà far sì che, nell’ambito della direttiva sul copyright, l’implementazione dei diritti sia funzionale alla protezione della nostra industria. Il secondo passo è offerto dal Digital service act, un regolamento in fase di negoziazione in Europa. C’è poi il tema della tempestività così come è fondamentale la crescita e lo sviluppo del regolamento anti-pirateria dell’Agcom, uno strumento flessibile ma che deve essere al passo con i tempi. In questo momento, poi, alla Camera sono presenti alcune proposte di legge sul tema, prima tra tutte quella dell’onorevole Capitanio della Lega che affronta varie tematiche di tutta l’industria dell’intrattenimento audiovisivo”. 

(di Carlo Roma) 

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