Fattore R, l’economia romagnola a congresso


Resilienza economica rispetto alla crisi legata alla pandemia e performance di eccellenza su cui puntare per il futuro. E’ la realtà tracciata dallo studio di EY con Luiss School sulla Romagna presentato a Fattore R, il forum economico giunto alla quinta edizione e svoltosi al Grand Hotel di Rimini. Turismo, Calzature e Agroalimentare sono i tre settori traino di un intero territorio che, se è vero che nel 2020 ha avuto un calo delle esportazioni del 13%, nel 2021 sta raggiungendo livelli superiori alla media nazionale con picchi del +19,4% nel primo trimestre del 2021 nel calzaturiero e 9,2% nell’agroalimentare. 

“Ci sono segnali incoraggianti – spiega Alberto Rosa, partner EY, Responsabile per l’Emilia Romagna – in particolare il rimbalzo del settore turistico (Rimini faceva oltre il 50 % delle presenze totali in Regione e il 70% delle presenze nel 2019, nel 2020 il calo era stato del 43-44%) con un 2021 che ha visto una crescita del 37% del numero di presenze e un 41% in più di turisti stranieri sull’anno precedente. Discorso simile per l’agribusiness che non ha avuto il crollo come il turismo durante la pandemia ma è uno dei settori che è maggiormente cresciuto nelle esportazioni grazie anche a Ravenna (+25,7%) locomotiva per l’intero settore.” 

I dati della ricerca EY mostrano un territorio che ha sofferto, in alcuni settori anche più della media nazionale ma che sta rispondendo a quella ripresa che i dati macroeconomici vedono dietro l’angolo: “C’è una sana aria di ottimismo – spiega Stefano Rossetti vice Direttore Generale Vicario di Bper Banca – segnali plurimi ci dicono che il vento della ripresa sta spirando, ad esempio il Pil italiano crescerà a livelli inusuali mai visti nel ventennio precedente, una profezia che si auto-avvera come ha dichiarato il premio nobel Michael Spence, credo che ci siano tutti i presupposti per una rinascita di questo paese.” 

Sostenibilità, digitale e formazione sono le parole d’ordine in linea anche alle misure volute dal Pnrr (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e lo studio di EY mette l’accento sul futuro della Romagna, fatta di un tessuto di piccole imprese che per competere a livello internazionale dovranno lavorare in interconnessione. “La Romagna si sta sforzando di fare sistema – il commento di Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna – non è facile, credo che negli ultimi anni siano stati fatti dei passi in avanti molto importanti. Abbiamo bisogno di crescere nelle infrastrutture, noi lo diciamo spesso (la Romagna non ha ad esempio una stazione dell’alta velocità) ma a livello di compattezza sono stati fatti grandi progressi.” 

Servono competenze e capitale umano, spiega lo studio EY per rendere il territorio attrattivo e competitivo. Ad esempio con la partnership tra i diversi attori dell’ecosistema (Università, enti di formazione, imprese ed enti locali) che possano sviluppare attività formative e specialistiche in grado di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. “Serve un nuovo slancio nel medio lungo periodo – conclude Rosa – la strategia che abbiamo individuato passa in primo luogo dalla digitalizzazione, dalla sostenibilità ma anche dall’ interconnessione; caratteristiche fondamentali per rilanciare l’attrattività della Romagna, per creare un sistema di aziende dinamiche in grado di attrarre talenti e concretizzare le condizioni di crescita.” 

“Noi dall’inizio siamo stati vicino a questa manifestazione (Fattore R) che consideriamo la Cernobbio della Romagna – continua Rossetti– credo che sia un momento di confronto importante in questa fase in cui segnali di ripresa si affermano in tutto il Paese ed in particolare in questa nostra terra, e noi che raccogliamo l’eredità di banche locali del territorio, vogliamo essere protagonisti della ripresa della Romagna”. 

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