Entra in contatto con noi

Politica

Fascismo, 100 anni fa nasceva il partito di Mussolini

Pubblicato

il

Cento anni fa, il 9 novembre 1921, Benito Mussolini fondava il Partito nazionale fascista (Pnf), sul successo organizzativo dei Fasci di combattimento nati a Milano il 23 marzo 1919. L’atto di battesimo del Pnf avvenne al teatro Augusteo di Roma durante il 3° Congresso nazionale dei Fasci italiani di combattimento. Con la ‘marcia su Roma’ del 28 ottobre 1922, Mussolini venne nominato capo del governo. Dal 1928 al 1943 il Pnf fu l’unico partito riconosciuto in Italia.  

Il Pnf subì diverse trasformazioni, determinate dapprima dalla necessità di Mussolini di limitare l’autonomia politica delle disparate correnti che avevano fatto originariamente capo al movimento fascista, quindi alla volontà di realizzare una completa compenetrazione fra Stato, amministrazione pubblica e partito, garantendo al duce il completo controllo sulle attività istituzionali e politiche.  

Al primo statuto del partito (dicembre 1921) che aveva formato un organismo gerarchico, ma comunque costituito da cariche elettive e controllato da un comitato centrale espresso dal congresso nazionale, si andò gradatamente sostituendo, attraverso i cinque statuti successivi (1926, 1928, 1932, 1938 e 1941), un organismo burocratico, strettamente sottoposto alla volontà del duce e articolato in tutti i gangli della società civile e della pubblica amministrazione. 

In base al primo statuto, erano organi dirigenti del partito il Consiglio nazionale, il Comitato centrale, la Direzione e la Segreteria generale. Presso la Segreteria generale esisteva un Ispettorato generale delle squadre di combattimento le quali dipendevano politicamente dal Direttorio di ogni fascio e disciplinarmente dal proprio comandante. 

Localmente, in ogni Comune esisteva un Fascio di combattimento, a capo del quale era un segretario, coadiuvato da un direttorio del Fascio; tutti i Fasci di una provincia formavano la Federazione provinciale, a capo della quale era il segretario federale, coadiuvato da un Direttorio federale. Anche le federazioni provinciali avevano propria personalità giuridica in quanto vigilate dal Pnf. Tutti i segretari federali costituivano il Consiglio nazionale, a capo del quale era il segretario del partito, coadiuvato dal Direttorio nazionale. Al di sopra del segretario del partito non vi era che il duce. 

Nel 1923 le squadre fasciste che avevano favorito, con le loro azioni violente verso gli oppositori del regime, il successo del fascismo, vennero trasformate nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. 

Lo statuto del 1923 manteneva l’organizzazione dei Fasci in federazioni provinciali e fissava quali organi dirigenti del partito il Gran consiglio del fascismo (la cui prima riunione ufficiale era stata tenuta il 12 gennaio 1923), il Direttorio nazionale e il Consiglio nazionale. Il Gran consiglio, organo supremo presieduto dal duce, doveva fissare le direttive dell’azione del partito. Con la legge n. 2693 del 9 dicembre 1928, integrata dalla legge 14 dicembre 1929, n. 2099, il Gran consiglio fu trasformato in organo dello Stato. 

Fino al 1933 si poteva entrare nel Pnf facendone domanda e con il parere favorevole di organi determinati; da quella data in poi vi accedevano soltanto i giovani di 21 anni, dopo essere passati attraverso le organizzazioni giovanili fasciste. 

Il Regio decreto legge del 14 dicembre 1929, n. 2100 portava modifiche alla legge n. 2693 del 1928 e stabiliva norme per l’ordinamento del Pnf. Seguì pertanto un nuovo statuto, approvato con Regio decreto 20 dicembre 1929, n. 2137, in base al quale gli organi del partito erano il Direttorio nazionale, il Consiglio nazionale, i Direttori federali, i Direttori dei fasci di combattimento. Il segretario del partito presiedeva all’attività del Direttorio nazionale e della Segreteria politica, fissava le norme per il funzionamento degli uffici così ripartiti: segreteria politica, segreteria amministrativa, stampa e propaganda, ufficio sindacale, ispezioni e controllo, associazioni dipendenti dal partito, ufficio storico, archivio. 

Con un nuovo statuto, approvato con Regione decreto il 17 novembre 1932, n. 1456, il partito ampliava la sua struttura: aumentavano numericamente i gerarchi e gli organi collegiali (vi entrava a far parte il direttorio del Guf, Gruppi universitari fascisti; il segretario sceglieva i membri dirigenti del partito (nominati poi con decreto del duce), e da lui dipendevano, oltre alle organizzazioni giovanili, femminili e studentesche del fascismo, numerosissimi enti parastatali e associazioni assistenziali, culturali, ricreative come il Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) che ebbe riconoscimento giuridico con Decreto ministeriale del 26 novembre 1934, e l’Opera nazionale dopolavoro – Ond, che era stata istituita con Regio decreto il 10 maggio 1925, n. 582, la Gioventù italiana del littorio – Gil, istituita con Regio decreto il 27 ottobre 1937, n. 1839, che sopprimeva l’Opera nazionale balilla – Onb, non controllata dal segretario del partito, ma dal Ministero dell’educazione nazionale. 

Nel 1932 dipendevano dal partito: i Fasci giovanili di combattimento, le associazioni fasciste (scuola, pubblico impiego, ferrovie dello Stato, postelegrafonici, addetti alle aziende industriali dello Stato). Negli anni successivi l’elenco delle organizzazioni dipendenti dal Pnf risultava ulteriormente accresciuto: Unione nazionale ufficiali in congedo, Lega navale italiana, le associazioni degli ex combattenti, dei mutilati e invalidi, dei decorati; il Comitato nazionale forestale, Istituto nazionale di cultura fascista, Associazione nazionale volontari di guerra, Federazione nazionale arditi d’Italia, Associazioni d’arma, Comitato nazionale forestale, Ente radio. 

Il segretario del partito con Regio decreto del 11 gennaio 1937, n. 4, assunse il titolo e le funzioni di ministro segretario di Stato; egli era anche segretario del Gran consiglio del fascismo, faceva parte della Commissione suprema di difesa, del Consiglio nazionale delle corporazioni, del Comitato corporativo centrale, del Comitato permanente del grano, del Consiglio superiore dell’educazione nazionale; era infine segretario del Guf e comandante generale della Gil. 

Ulteriori modifiche e ampliamenti furono apportati con Regio decreto del 17 febbraio 1941, n. 69, sia in relazione agli enti considerati organizzazioni del partito, sia in relazione a quelli dipendenti dal partito. 

Segretari del Pnf furono: Michele Bianchi (1921-1922); Nicola Sansanelli (1922-1923); Francesco Giunta (1923-1924); quadrumvirato Roberto Forges Davanzati, Cesare Rossi, Alessandro Merchiori, Giovanni Marinelli (1924-1925); Roberto Farinacci (1925-1926); Augusto Turati (1926-1930); Giovanni Battista Giurati (1931); Achille Starace (1932-1939); Ettore Muti (fino al 30 ottobre 1940, ma reggente dal 6 luglio fu Pietro Capoferri); Adelchi Serena (1941); Aldo Vidussoni (1941-1943); Carlo Scorza (dall’aprile al 25 luglio 1943). 

Il 25 luglio 1943 il Gran consiglio dichiarò decaduto Mussolini dalla carica di capo del governo; il 27 luglio il nuovo governo del generale Pietro Badoglio sciolse il Pnf e le sue organizzazioni. Il Partito nazionale fascista fu soppresso con Regio decreto il 2 agosto 1943, n. 704. La Costituzione repubblicana del 1948 ne vietò la ricostituzione. 

Sbircia la Notizia Magazine unisce le forze con la Adnkronos, l'agenzia di stampa numero uno in Italia, per fornire ai propri lettori un'informazione sempre aggiornata e di alta affidabilità.

Politica

Lombardia, Conte viaggia con i pendolari: “Voglio capire da vicino i loro disagi”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Il settore dei trasporti è uno di quelli più critici in una regione che dovrebbe essere all’avanguardia invece sembra in emergenza su tanti fronti. Mancano treni, puntualità, comfort e per i tanti pendolari questo diventa un calvario quotidiano. Ho voluto farmene un’idea di persona, parlare con loro, raccogliere le loro istanze, capire meglio i bisogni dei cittadini e rendere più concreta la nostra proposta qui in Lombardia”. Così il presidente del M5S oggi in viaggio con i pendolari da Vigevano a Milano. A bordo del treno, durante il viaggio di circa un’ora, i pendolari hanno manifestato il proprio disagio e denunciato ritardi e disservizi. 

Continua a leggere

Politica

Sondaggi politici, FdI primo partito. Cresce il Pd

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Sondaggi politici, Fratelli d’Italia resta in prima posizione e porta a casa uno 0,2% in più. Cresce, però, anche il Pd, di uno 0,6%. Il sondaggio Swg per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto al 6 febbraio 2023. Il partito di Giorgia Meloni sale al 30,6%, seguito dal Movimento Cinque Stelle al 17,5% in calo dello 0,3%. Il Partito Democratico si ferma al 14,8%, mentre la Lega è all’8,7 in flessione di uno 0,3%. Azione-Italia Viva è all’8,1% in calo di uno 0,1%. Forza Italia è al 6,4% in perdita dello 0,4%.  

Continua a leggere

Politica

Cospito, Bonaccini: “Meloni indifendibile su Delmastro. Il 41-bis non si tocca”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Meloni? “Difende l’indifendibile”. E il 41-bis “non si tocca, guai!”. Il candidato alla segreteria del Pd Stefano Bonaccini decide di aprire il suo intervento al Lanificio di Pietralata con i circoli romani mettendo i puntini sulle i sui temi caldi del momento: Delmastro, Cospito e il 41-bis. “La presidente Meloni, con il suo intervento, si è assunta la responsabilità di difendere l’indifendibile ed è a mio parere un grave errore e un gesto di debolezza politica. Perché la Costituzione prescrive disciplina e onore per chi ricopre cariche istituzionali e non vi è dubbio che il sottosegretario Delmastro non ha dimostrato né disciplina né onore”, dice subito Bonaccini. 

E poi passa al 41 bis, che, sottolinea, “non può essere messo in discussione. Guai dessimo l’idea di metterlo in discussione! Lo dice uno che viene da una regione che sul terrorismo ha pagato un conto salatissimo. La lotta alla mafia e ad ogni forma di aggressione terroristica sono, per noi, due punti fermi su cui non si arretra neanche di un millimetro. Dopo di che, che tutti i detenuti abbiano il diritto alle cure necessarie è un principio di civiltà che nulla toglie alla lotta contro il crimine organizzato e contro il terrorismo. Punto. Non c’è bisogno di sbrodolare altro. E questi principi cardine non devono essere utilizzati in maniera strumentale da chi vuole rappresentarci come cedevoli rispetto alla necessaria lotta alle mafie e al terrorismo. Chi si è macchiato di crimini ne risponda, ci poteva pensare prima”. 

Ma l’incontro della mattinata è stato anche l’occasione, per Bonaccini, di lanciare un appello a terzo polo e M5S, un invito a unirsi nelle battaglie comuni, ma anche un avvertimento: senza Pd non si va da nessuna parte. “Agli amici del terzo polo e del M5s, che spero abbiano capito di aver perso le elezioni quanto noi, perché sembra che le abbiano vinte, chiedo: ci può essere un argomento sul quale ci troviamo insieme a fare battaglia politica? Ho sentito Conte, Calenda e Renzi dire che sono contrari ai tagli alla sanità pubblica: possiamo fare una grande battaglia tutto insieme nel paese?”. Per Bonaccini “le alleanze sono indispensabili” e “non possiamo bastarci da soli se vogliamo tornare al governo del Paese, ma lo dico a terzo Polo e ai 5S: senza Pd non ci sarà mai un’alternativa in grado di battere le destre”.  

 

Continua a leggere

Politica

Dc, Gemayel in Italia: il 9 incontro in memoria di Carra per proposta su fase nuova

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Lavora a costruire una nuova fase con i popolari e democratico cristiani italiani il presidente del Bureau Politique dell’Internazionale Democristiana e di Centro, l’ex presidente libanese Amine Gemayel, che sarà in Italia la prossima settimana per una serie di incontri istituzionali. 

In particolare, giovedì 9 febbraio, si terrà a Roma, alle ore 9,30, presso il Salone dell’istituto Luigi Sturzo, un incontro “in memoria di Enzo Carra” al quale sono invitati, tra gli altri, Antonio Tajani, Marco Follini, Lorenzo Cesa, Giuseppe Gargani, Salvatore Cuffaro, Giampiero Samorì, Francesco Pionati, Calogero Mannino, Clemente Mastella, Cateno De Luca, Roberto Formigoni, Agazio Loiero, Paolo Cirino Pomicino, Vincenzo Scotti, Gianfranco Rotondi.  

Gemayel, spiega in una nota l’organizzatore dell’incontro, Vincenzo Speziali, membro del Bureau Politique dell’Internazionale Democristiana e di Centro, “desidera affrontare la questione inerente l’impegno dei popolari e democratico cristiani italiani, per esperire un lecito tentativo al fine di avviare una profonda discussione, con l’obiettivo di contribuire ad una fase nuova, la quale consisterà pure in una proposta in merito alla comune identità”.  

 

Continua a leggere

Politica

‘Ddl Spacca Italia va veloce, il Paese è diviso’, così i Comitati No Ad

Pubblicato

il

(Adnkronos) – L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Ddl sull’Autonomia differenziata rappresenta “un salto di qualità in direzione della divisione del Paese, della rimessa in causa dei diritti universali e dei fondamenti della Repubblica, nata dalla Liberazione e definita dai principi costituzionali”. Lo affermano i Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata in una nota appena diffusa. “Dopo discussioni, ipotesi, pre-intese, progetti mai realizzati -proseguono- siamo a un’accelerazione che mette le forze politiche e sindacali che hanno a cuore l’unità del Paese e la difesa dei valori della Carta di fronte a una nuova responsabilità”.  

“La presidente Meloni nonché Fratelli d’Italia -formazione che basa la propria esistenza (a partire dal suo nome) e il proprio programma su precise rivendicazioni di carattere nazionalistico- hanno abbassato la testa pur di mantenere integri gli equilibri di governo e procedere con gli alleati verso il proprio progetto di presidenzialismo, consentendo così il passaggio del Ddl Calderoli e tenendo fede allo scambio concordato in campagna elettorale”.  

Da parte sua, il ministro Calderoli ha portato avanti una questione che riguarda “l’attribuzione della potestà legislativa esclusiva alle regioni su ben 23 materie e quindi la violazione palese del principio di uguaglianza tra cittadine e cittadini del Paese sulla base del certificato di residenza, e quindi l’aumento esponenziale delle diseguaglianze, tutto in tempi rapidissimi per tirare la volata al proprio partito, la Lega, nelle imminenti elezioni regionali della Lombardia”. (segue) 

‘Dibattito finalmente aperto nel Paese: ora le forze politiche e sindacali’ 

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia “per calcoli politici elettoralistici e per spinte interne” intendono andare fino in fondo: “questo governo approva il Ddl Calderoli mentre nel Paese si levano numerose voci contro l’Ad, mentre costituzionalisti, esponenti del mondo economico, della cultura, della scienza, dell’arte e del giornalismo lanciano l’allarme sul pericolo incombente -sostengono i Comitati No Ad- Benché possa contare sui voti della maggioranza, questo scellerato progetto può essere fermato, ma non solo in Parlamento. Occorre una mobilitazione di massa che porti in piazza centinaia di migliaia di persone per il ritiro del provvedimento e lo stop al governo”.  

“Noi fin dal 2019 abbiamo lanciato l’allarme: ora ribadiamo ciò che ha portato alla saldatura tra forze politiche, sindacali e oltre 30 sigle della società civile poi confluite nel Tavolo No Ad. Adesso è responsabilità delle organizzazioni sindacali e politiche, ognuna per la forza che ha, unirsi e dare luogo a questa manifestazione e fare di tutto per il ritiro del Ddl. Il dibattito finalmente aperto in Italia crea le condizioni per costruire un ampio consenso: non c’è tempo da perdere”. 

Continua a leggere

Politica

Meloni a Berlino: “Cooperazione Italia-Germania fondamentale per Ue”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Questo è il nostro primo incontro bilaterale. Italia e Germania sono nazioni legate da un rapporto bilaterale esteso a quasi tutti i settori della vita pubblica e privata”, un “partenariato” caratterizzato da “una strettissima interconnessione economica, che rende le nostre economie fortemente complementari e fondamentali per l’economia Ue”. Così la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta a Berlino con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. 

“Gli Stati Uniti stanno investendo molto nelle loro aziende. La domanda che ci siamo fatti – spiega Meloni – è cosa può fare l’Europa per rendere le sue aziende altrettanto competitive in questo scenario. Ho illustrato al cancelliere Scholz la nostra posizione, che è di cautela sulla modifica del regime degli aiuti di Stato. Abbiamo tutti bisogno di mantenere un livello di competività che sia uguale per tutti”.  

“Per noi una possibile soluzione – dice la premier – è quella di una piena flessibilità dei fondi che sono stati già stanziati in questi anni, che sono già a disposizione degli Stati”. 

“Il Consiglio europeo straordinario della prossima settimana tratterà materie importanti, a partire dal sostegno all’Ucraina, ma anche questioni che sono inevitabilmente connesse”, come la “competitività del sistema economico europeo. E’ fondamentale per noi – scandisce la presidente del Consiglio – raggiungere rapidamente una risposta europea per rafforzare la competitività delle nostre imprese”. 

Migranti – Meloni non trascura di affrontare anche il tema dei migranti e lo fa chiedendo che l’Italia “sia sostenuta” dall’Europa “nella difesa dei confini esterni dell’Unione”. E’ necessario “operare con i Paesi di origine e di transito per contrastare con efficacia il traffico di esseri umani – ribadisce da Berlino – . Consideriamo le bozze di lavoro del prossimo Consiglio europeo un buon punto di partenza ma sarà importante che il Consiglio operi con pragmatismo e concretezza”. 

Energia – Sul fronte energetico, spiega Meloni, “questo governo si sta concentrando sulla cooperazione sul piano energetico con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, per rafforzare la capacità dell’Italia di svolgere un ruolo di ‘hub’ di approvvigionamento di energia per sé e per l’Europa nel suo complesso. Il nostro obiettivo nel breve periodo – chiarisce – è quello di assicurare forniture di gas naturale ma anche di diventare rapidamente uno snodo per l’idrogeno verde”. 

Continua a leggere

Politica

Anarchici, Meloni: “Italia sotto attacco, richiamo tutti alla responsabilità”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Noi abbiamo in Italia un problema in questo momento, mi pare che molti lo stiano sottovalutando: lo stato italiano è oggetto di attacchi da parte degli anarchici in Italia e fuori dai confini nazionali, con l’obiettivo di rimuovere un istituto fondamentale nel nostro ordinamento penitenziario, il carcere duro. E’ un obiettivo a cui punta anche la mafia”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interpellata sulle polemiche relative al caso Cospito e alle dichiarazioni del sottosegretario Delmastro sugli anarchici durante la conferenza stampa a Berlino con il cancelliere Olaf Scholz. 

“Le minacce e gli attacchi contro funzionari e politici italiani stanno aumentando, complessivamente in Italia il dibattito è su un altro livello: non sappiamo dove può portarci una minaccia se non viene governata, dovremmo ragionare ad un livello più alto. E’ un appello che faccio a tutti, trasversalmente: provare a non dividerci davanti a una cosa del genere. C’è una minaccia reale, vorrei richiamare tutti alla responsabilità. Vuol dire tutti. Due nuove persone si trovano sotto scorta e questa, indipendentemente dalle valutazioni che si possono fare politicamente, non è una vittoria”. 

Continua a leggere

Politica

Autonomia, Celotto: “Lep siano disciplinati da Parlamento, non da Governo”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Il disegno di legge sull’autonomia differenziata arriva in Consiglio dei ministri. “Il problema aperto di questo disegno di legge è stabilire con quale fonte vadano definiti i Lep (livelli essenziali delle prestazioni – ndr). Attualmente si prevederebbe che spetta al governo con un Dpcm. Tuttavia è più conforme al disegno costituzionale pensare che sia la legge a individuare e stabilire i Lep, perché i diritti delle persone possono e devono essere disciplinati con atto del Parlamento. E’ opportuno modificare questo punto”. Così il costituzionalista Alfonso Celotto, fino a qualche giorno fa capo di gabinetto del ministro delle Riforme Elisabetta Casellati, risponde all’Adnkronos sull’opportunità che i Lep siano determinati dal Governo. 

Secondo Celotto, “oggi va in Cdm un disegno di legge che cerca di stabilire il meccanismo per arrivare a queste intese, ma è importante ricordare che bisogna garantire i livelli essenziali delle prestazioni, Lep, su tutto il territorio nazionale perché questi sono i presupposti di ogni forma di autonomia tesa a garantire i diritti”. Il testo sull’Autonomia predisposto dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli metterebbe a rischio l’unità del Paese? “Dipende da come è attuato: su sanità e istruzione senza livelli di garanzia si rischia di dividere l’Italia. L’Autonomia va costituita come opportunità, non come modo per dividere – risponde – Adesso stiamo stabilendo il campo su cui si gioca, l’importante è che in questa fase ci siano alcune garanzie, come sono i lep”.  

Celotto non ha dubbi: “L’autonomia differenziata è una opportunità ma deve essere sviluppata conformemente al quadro costituzionale. La nostra è una Repubblica una e indivisibile (articolo 5), che deve garantire i diritti fondamentali in maniera eguale su tutto il territorio nazionale ed anzi deve rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla democrazia (articolo 3). L’articolo 116 comma terzo nasce nel 2001 per rendere più flessibili le competenze sui territori. Da allora – conclude – non si è ancora individuato il meccanismo per consentire alle regioni di stipulare una intesa con lo Stato per avere più autonomia su determinate materie. (di Roberta Lanzara)  

 

Continua a leggere

Politica

Autonomia, Maiorino (M5s): “E’ scalpo regalato alla Lega, vago il finanziamento Lep”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Siamo alla quarta riscrittura della bozza Calderoli e ancora annunciano modifiche. È indice di una schizofrenia preoccupante e di lacerazioni interne alla maggioranza che sono sotto gli occhi di tutti. I principali difetti sono ancora tutti lì: il Parlamento è tagliato fuori e resta una preoccupante vaghezza sul finanziamento dei Lep”. Così all’Adnkronos Alessandra Maiorino, membro della Commissione affari costituzionali e vice presidente vicario del Gruppo del Movimento 5 Stelle, commenta il disegno di legge sull’Autonomia differenziata che oggi pomeriggio arriva in Cdm. 

“Il quadro complessivo è chiaro: questa riforma non è che uno scalpo regalato alla Lega prima delle regionali e prelude a un do ut des con il presidenzialismo inseguito da Fdi. Insomma – conclude – il governo ha scambiato le riforme per il gioco del Monopoli, ma a uscirne sconfitto qui sarà il futuro assetto istituzionale e democratico del Paese”. (di Roberta Lanzara) 

Continua a leggere

Politica

Cospito, bagarre al Senato: Pd lascia l’aula

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Il Pd si è sentito offeso dalla domanda del collega Donzelli, una domanda retorica che non voleva dire che il Pd sta con la mafia”. Così Alberto Balboni di Fdi in aula al Senato dopo l’informativa del ministro Carlo Nordio. “Ma non vi rendete conto che andando in carcere a trovare Cospito avete aperto una voragine alla mafia? Io sono d’accordo che si possa andare in carcere. Ma perchè dopo avete fatto una conferenza stampa criticando il 41 bis? Avete aperto una voragine perchè la madre di tutte le battaglie” della mafia “è quella contro il 41 bis”.  

IL PD LASCIA L’AULA – “Abbiamo abbandonato l’Aula perché nuovamente Fdi dice che magari anche involontariamente noi abbiamo contribuito a creare tutto quello che c’è stato. Noi ci siamo indignati, siamo arrabbiati, non si devono permettere ed hanno esagerato”. Così all’Adnkronos Simona Malpezzi, senatrice Pd, dopo aver abbandonato l’Aula con gli altri senatori del Partito democratico durante l’intervento del senatore Alberto Balboni. “Noi abbiamo chiesto al ministro Nordio di ritirare le deleghe al suo sottosegretario. Iniziamo da Delmastro, di cui Nordio deve assumersi la responsabilità”. 

Il Pd non ha “mai messo in dubbio il 41bis” ha detto, poi, a ‘Porta a Porta’, Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. “Quando siamo usciti dal carcere di Sassari – ha detto ricordando la visita a Cospito – abbiamo detto che eravamo lì solo per ragioni umanitarie e che non mettevamo in dubbio in nessun modo il 41bis”. 

“Diversamente da quanto dichiarato dal senatore Balboni di Fratelli d’Italia, al termine della visita della delegazione Pd, di cui faceva parte il deputato Andrea Orlando, al carcere di Bancali a Sassari, non c’è stata nessuna conferenza stampa per ‘criticare il 41 bis'” precisa l’ufficio stampa del deputato Pd Andrea Orlando. “Il deputato Pd ha semplicemente richiamato dopo aver ribadito con decisione, anche nelle successive interviste e interventi pubblici, la piena attualità dell’istituto del 41 bis, il motivo della visita, quello di accertarsi delle condizioni di salute del detenuto, ponendo solamente un elemento di riflessione da approfondire, ovvero l’effettiva funzionalità dell’istituto del 41 bis rispetto a reati che sono in parte diversi da quelli che hanno generato questo strumento amministrativo. L’onorevole Orlando si riserva di ricorrere alle vie legali a tutela della propria onorabilità contro affermazioni diffamanti”.  

 

Continua a leggere

Articoli recenti

Post popolari

Il contenuto di questa pagina è protetto.