Faccin Flavio: la rivoluzione dei colloidali puri nelle ultime ricerche scientifiche


Il fondatore dell’azienda Hydromed di Schio commenta alcune delle ultime sperimentazioni in ambito scientifico riguardo i colloidali puri 

Milano, 27 Giugno 2022. Quando ha fondato Hydromed, l’azienda leader italiana nella produzione di colloidali puri, Faccin Flavio aveva già in mente di rivoluzionare il mercato di questo prodotto. 

“Prima del 2014 esistevano già produttori di colloidali, specialmente di argento, ma la grande rivoluzione è stata la capacità della nostra azienda di riuscire a produrre colloidali completamente puri” – spiega Faccin.
 

Da allora la scienza ha continuato a progredire nelle sue scoperte apportando nuova consapevolezza che, ovviamente, ha avuto una forte ripercussione sui procedimenti industriali. 

Colloidali e colloidali puri: la forza di Hydromed
 

Quando si parla di colloidali uno difficilmente pensa al fatto che questo tipo di composto si trova, per esempio, in molti alimenti che consumiamo ogni giorno o in molti oggetti di uso comune: il burro, la maionese; ma anche l’aerosol, l’asfalto, la nebbia. 

Di fatto si tratta di particelle minuscole disperse in un fluido, che può essere tanto un liquido quanto un gas. 

La differenza con i colloidali puri interviene nel momento in cui, in questi ultimi non si aggiungono alla produzione scorie accessorie quali sali, nitriti e nitrati. Tali colloidali puri si utilizzano molto in ambito medico, quindi l’assenza di scorie ne aumenta l’efficacia e, allo stesso tempo, ammette un’assunzione sicura anche attraverso le vie interne. 

“Nel caso dei prodotti Hydromed, la purezza del colloidale è abbinata a una sua concentrazione appositamente studiata per l’assimilazione umana e personalizzabile per persona ed esigenza” – spiega Faccin Flavio.
 

Argento, oro, rame, ferro: sono tutti colloidali puri utilizzabili con scopo medico, con proprietà e un’efficacia estesa contro diverse problematiche. 

La ricerca sui diamanti colloidali
 

Intorno al settembre 2020 è stata pubblicata su Nature una ricerca sulla possibilità di creare la struttura dei diamanti colloidali.
 

“Questa scoperta ha avuto molta risonanza in ambito scientifico perché era ritenuta un po’ come una chimera sin dagli anni ‘90. L’importanza sta nel fatto che il diamante colloidale può avere promettenti applicazioni” – commenta il patron di Hydromed Flavio Faccin.
 

Tra i più importanti sviluppi ci sono quelli che implicano l’ampliamento di tecnologie per il Dipartimento della Difesa.  

“Le minuscole particelle sono centinaia di volte pìú sottili e piccole del diametro di un capello umano. Ogni colloide si attacca a un altro utilizzando i frammenti di DNA presenti sulla superficie dei colloidi stessi. Immersi nel fluido, laddove il DNA è attaccato al colloide, è possibile che si creino, in maniera spontanea, delle strutture complesse” – interviene Faccin a proposito della ricerca firmata da Mingxin He. 

In parole più semplici, i ricercatori hanno trovato un modo in cui i colloidi si strutturano in forma di diamante senza la necessità di interferenze esterne e resistono anche una volta che vengono rimosse dal fluido nel quale si sono create. 

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