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Spettacolo

Fabbri ha arrangiato i successi di Battisti per chitarra, “Brillano anche muti”

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“I brani di Lucio Battisti brillano anche muti”. E’ il chitarrista Roberto Fabbri, reduce da un lungo e fortunato tour negli Usa, a parlare così all’Adnkronos. Ma le sue non sono solo parole, perché c’è un intero e laborioso progetto a dimostrarlo: il suo nuovo libro con cd dal titolo ‘Lucio Battisti 14 grandi successi arrangiati per chitarra’, edito da Hal Leonard Europe, e presentato alla Fiera di Cremona.  

“Quando Hal Leonard mi ha dato l’opportunità di realizzare queste trascrizioni – racconta – ho capito di poter concretizzare un mio antico sogno; quale chitarrista, di qualsiasi estrazione esso sia: classica, jazz, pop non ha mai suonato una canzone di Battisti? Nessuno!!! Questi brani sono nel nostro Dna perché Battisti prima ancora di essere un cantautore era un chitarrista ed anche bravo! – ci racconta Fabbri-. Praticamente quasi tutte le introduzioni dei brani sono affidate ad una chitarra e una chitarra è sempre presente per tutta la durata degli stessi. Io però volevo alzare ‘l’asticella’, dimostrare che i suoi pezzi sono musica pura, come le canzoni dei Beatles che hanno avuto innumerevoli versioni strumentali, i brani di Battisti meritavano di avere una loro versione strumentale che ne mettesse in risalto l’assoluto valore compositivo anche a prescindere dai meravigliosi testi di Mogol, quale strumento migliore quindi della sua amata chitarra?”. 

In questo lavoro Fabbri ha, quindi, arrangiato per chitarra sola, le meravigliose canzoni del cantautore reatino che, eseguite dalla sei corde sono capaci di evocare nella mente di chi ascolta le parole sottaciute. I suoi arrangiamenti saranno distribuiti da Sony Italia sui suoi canali digitali insieme al videoclip di “Amarsi un pò” in versione chitarra e archi, realizzato dalla regista Sara Ceracchi, che sarà disponibile su Vevo. La chitarra di Fabbri ha già dimostrato in passato con i suoi tre cd solistici di brani originali; “Beyond”, “No Words” e “Nei tuoi occhi” di saper raccontare storie, questa volta le “storie” sono di Battisti/Mogol. Fabbri ha registrato il cd con la sua meravigliosa chitarra Ramirez, lo stesso strumento usato dal grande Andrés Segovia, questo cd potrà avvicinare il grande pubblico alla conoscenza della chitarra classica, mentre il libro ad esso allegato darà l’opportunità a chi lo vorrà, di suonare i brani di Battisti come mai è stato fatto prima. 

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Spettacolo

Quattro ‘Sorellastre’ e una eredità al teatro Manzoni di Roma

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(Adnkronos) – Un funerale, da celebrare con la morta, la mamma, ancora in casa; quattro sorelle, o meglio sorellastre dati i pessimi rapporti che intercorrono fra loro; e una eredità da conquistare come se fosse un gioco, anzi proprio giocando… Sono gli ingredienti della commedia tragicomica ‘Le sorellastre’ di Ottavia Bianchi, che vede impegnata l’autrice anche nel ruolo di attrice assieme a Patrizia Ciabatta, Beatrice Gattai e Giulia Santilli, con la regia di Giorgio Latini, per una produzione del Centro Teatrale Artigiano diretto da Pietro Longhi, fino al 18 dicembre in scena al teatro Manzoni di Roma. 

Le sorellastre del titolo, chiude nella stanza con il feretro della madre per la veglia funebre, devono appianare certi dissapori personali per adempiere alla lettera-testamento del genitore, per una sorta di Gioco dell’Oca o di Monopoli con tanto di dadi e di carte con imprevisti e possibilità, prima di poter riscuotere l’eredità materna. Un ‘gioco’ che si sovrappone all’autentico ‘gioco al massacro’ che si insta fra rappresaglie, rancori, desideri di vendetta mai sopiti, menzogne e segreti. 

“Il testo – spiega l’autrice Ottavia Bianchi – è stato in parte ispirato da una serie di interviste molto personali fatte alle attrici stesse della compagnia ma anche a persone di età ed estrazione culturale delle più disparate. Il risultato di queste intime conversazioni è stata una divertente conferma: la casa natale non è sempre un bel posto dove crescere e imparare le cose del mondo e di questo, per sopravvivere, si può ridere attraverso il meraviglioso genere della commedia. Le pareti di una stanza chiusa, come chiuso e segreto può essere lo spazio intimo della famiglia, sono il ring ideale per smascherare, anche attraverso la risata, il mito dell’evoluzione umana”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Spettacolo

‘Storie di un cantastorie’, Max Paiella racconta il suo viaggio nel tempo

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(Adnkronos) – Dalla Sicilia alla Val D’Aosta, dal grande teatro allo scantinato, dalla grande città al più piccolo paesino, il poliedrico artista Max Paiella racconta il suo viaggio nel tempo nei luoghi dove è stato a fare spettacolo.  

Nasce così “Storie di un cantastorie”, che sarà in scena al Teatro Golden da domani al 18 dicembre. E proprio come un antico cantastorie Paiella illustra una grande quantità di storie che raccontano l’Italia con l’aiuto di Flavio Cangialosi, vivace polistrumentista e musicista, in uno show che si impreziosisce dell’ausilio della narrazione e delle illustrazioni grafiche “fresche fresche come un salumiere che vi offre quel prosciutto dolce dolce che ce l’ha solo lui!”.  

La provincia e le città narrate con i loro protagonisti attraverso questo strano luogo d’incontro, il teatro, con il consueto linguaggio comico, dissacrante, satirico ed emozionante in un percorso basato sulle storie di quell’italiano che lavorava la terra, che emigrava, che cercava lavoro in città, che non raccontava le proprie origini pur andandone fiero, che capiva l’importanza della cultura pur avendone poca. In poche parole l’italiano che il teatro se lo costruiva da solo, quell’italiano a cui vorremmo somigliare pur se ormai sembra lontano da noi. Questo viaggio consentirà ad ogni spettatore e ogni territorio di sentirsi protagonista.  

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“La donna che visse due volte”, dal film di Hitchcock al teatro Ciak

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(Adnkronos) – Se la donna del titolo ha ‘vissuto’ due volte, il suo personaggio di vite ne ha avute almeno tre: quella letteraria del thriller scritto dagli autori francesi Thomas Narcejac e Pierre Boileau, quella cinematografica e famosissima del film firmato dalla regia di Alfred Hitchcock e quella della riduzione teatrale, che vede ora fino a domenica ‘La donna che visse due volte’ interpretata da Ruben Rigillo e Linda Manganelli al teatro Ciak di Roma, per la regia di Anna Masullo, in una produzione targata Stabile del Giallo. 

La trama è quella resa celebre dal lungometraggio che, secondo un recente sondaggio commissionato dal British Film Institute, è addirittura “il miglior film americano di tutti i tempi”. Protagonista è l’ex investigatore Scottie che, lasciata la polizia perché sofferente di vertigini dopo una crisi emotiva dovuta a un episodio che costò la vita a un suo collega nel tentativo di essere salvato, viene contattato per sorvegliare una donna che potrebbe avere tentazioni suicide. Il fascino da lei esercitato lo porterà a seguire e inseguire prima lei fino all’apparente suicidio e poi quella che crede essere come una sua sosia, attratto da questa sorta di duplice identità che solo alla fine rivelerà la sua origine. 

“Siamo davanti a un thriller senza tempo, come senza tempo è il sentimento che lo domina, ovvero l’amore – si sottolinea nelle note di regia di Anna Masullo – Non è però una storia d’amore bensì una storia sull’amore, sul sentimento più sublime e più devastante che un uomo possa provare. Quando questo sentimento si radica nell’animo umano, può portare a compiere azioni in cui la passione prende il sopravvento su ciò che di più lirico l’amore rappresenta; e la vendetta sottolinea la spirale negativa in cui è facile cadere e dalla quale ci si può salvare soltanto perdonando”.  

(di Enzo Bonaiuto) 

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