Energia, è online nuovo numero newsletter Gme


È online, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Mattia Santori del Rie sul primato italiano nell’economia circolare. “Secondo Ocse e Banca Mondiale, nei prossimi quarant’anni il consumo complessivo dei materiali come la biomassa, i combustibili fossili, i metalli e i minerali raddoppierà, e parallelamente la produzione annuale di rifiuti aumenterà del 70% entro il 2050. Da questi dati prende le mosse il nuovo piano d’azione per l’economia circolare, pubblicato a marzo 2020 dalla Commissione Europea, che rinnova e prosegue il percorso cominciato nel 2015 con il cosiddetto Pacchetto sull’Economia Circolare”, sottolinea il ricercatore del Rie.  

Dal canto suo, l’Italia, pur non avendo ad oggi una Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, “nel settembre 2020 ha emanato quattro decreti legislativi che recepiscono le Direttive europee su: imballaggi; pile e accumulatori e rifiuti elettronici (Raee); veicoli a fine vita; discariche. In termini di obiettivi, si punta al raggiungimento entro il 2025 del 55% di riciclo dei rifiuti urbani che dovrà aumentare al 65% nel 2035, mentre già nel 2030 per i soli imballaggi bisognerà aver raggiunto complessivamente il 70%. Quanto ai conferimenti in discarica – ha precisato Santori -, entro il 2035 il tetto massimo dovrà essere del 10%, mentre a partire dal 2023 la raccolta differenziata dei rifiuti organici diventerà obbligatoria. Target che non suonano irraggiungibili per un paese come il nostro che, negli ultimi dieci anni, ha puntato sul riciclo e sul recupero delle materie. Il percorso virtuoso intrapreso dall’Italia vede ad oggi quasi tutte le filiere di recupero dei rifiuti sulla giusta traiettoria per adempiere agli obiettivi 2030, ad eccezione degli imballaggi in legno – in cui l’obiettivo è già stato ampiamente superato – e della plastica, dove rimane da colmare un gap di 11,2 percentuali”.  

Secondo il ‘Rapporto 2020 sull’economia circolare’ pubblicato da Enea, l’Italia si conferma, infatti, leader “sia per quanto concerne il maggiore valore economico generato per unità di consumo di materia (produzione) che nella capacità di differenziazione, recupero e valorizzazione dei rifiuti (gestione dei rifiuti); mantiene la seconda posizione, dietro la Francia, nel tasso di utilizzo circolare di materia (materie prime seconde); è rispettivamente terza e quarta nelle prestazioni relative a investimenti e occupazione (innovazione e investimenti) e alla quantità di materia consumata (consumo)”, evidenzia il ricercatore del Rie che ricorda come la fotografia di Eurostat – scattata nel 2018 – evidenzi come il nostro paese sia tra le economie che vanta il maggiore valore economico generato per unità di consumo di materia. 

“In altri termini, a parità di potere d’acquisto, per ogni kg di risorsa consumata si generano 3,5 euro di PIL, contro una media europea di 2,24 – sottolinea Santori -. La stessa cosa avviene nell’ambito della produttività energetica, dove per ogni kg equivalente di petrolio si producono 9,9 euro, contro una media europea di 8,26”. Vi sono tuttavia alcuni ambiti in cui la situazione potrebbe decisamente migliorare quali il tasso di smaltimento in discarica e il ricorso all’importazione di materie prime seconde, nonché il basso numero di brevetti che evidenzia una scarsa spinta innovatrice del nostro paese. “Una delle note dolenti riguarda la circolarità del consumo. L’Italia registra un consumo interno di materia che nel 2018 è stato pari a 500 milioni di tonnellate (in lieve calo) e un consumo di energia pari a 116 mila Tep (Tonnellate Equivalenti Petrolio) all’anno (costante). Sul piazzamento dell’Italia pesa il ritardo nello sviluppo della sharing economy”, ha precisato l’analista del Rie. 

A livello nazionale, la legge di bilancio per il 2020 contiene alcune prime misure per il “Green new deal”, con l’istituzione di un fondo per gli investimenti pubblici (4,24 miliardi di euro per gli anni dal 2020 al 2023), destinato a sostenere progetti e programmi di investimento innovativi ad elevata sostenibilità ambientale.  

“Saranno supportati investimenti per l’economia circolare, oltre che per la decarbonizzazione dell’economia, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico. Un primo segnale che però rischia di non bastare. L’auspicio – ha concluso Santori – è che la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il conseguente piano di spesa dei fondi europei in arrivo grazie al Next Generation Eu, sappiano sanare le contraddizioni di un sistema circolare nazionale che ad oggi sembra dipendere più dalla creatività e dagli investimenti privati che dalla quantità di risorse pubbliche destinate all’avanzamento tecnologico”. 

All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all’analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities.A partire da questo numero, inoltre, al fine di fornire una maggior completezza informativa ed espositiva, la sezione Mercato Elettrico Italia è stata arricchita con l’inserimento di ulteriori informazioni, già fornite per le frontiere in coupling, su tutte le frontiere estere, anche non accoppiate (Svizzera, Montenegro, Malta). La nuova pubblicazione Gme riporta, inoltre, come ormai è consuetudine, i dati di sintesi del mercato elettrico per il mese di gennaio 2020. 

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