Emanuele Barbati da palco Primo Maggio Taranto a sentenza: “Eutanasia per ex Ilva”


“Questa è l’ora di staccare la spina alla fabbrica, è l’ora di scegliere l’eutanasia: basta tenerla in vita, a costo della morte di una intera città”. E’ il grido che lancia, attraverso l’intervista all’AdnKronos, il cantautore tarantino Emanuele Barbati, artista che si è anche esibito in passato sul palco del concerto del
Primo Maggio allestito proprio a Taranto nell’area del parco archeologico delle Mura Greche, impegnato nella vita personale e professionale sui temi dell’ambientalismo e in partnership con il Wwf, di cui ora è in uscita l’album ‘Mentre fuori arrivano i lupi’ che parla proprio di fuga dalle città. 

“Ancora è solo una sentenza di primo grado e bisognerà aspettare gli altri gradi di giudizio – premette Barbati – anche perché a Taranto siamo troppo abituati a leggere sentenze che poi vengono completamente ribaltate… C’era uno smoderato ottimismo verso questa sentenza, comprensibile perché tanta gente lotta da anni affinché l’ex Ilva venga chiusa, io con loro, non credendo al ricatto occupazionale, lavoro in cambio della salute. Sono favorevole alla chiusura totale della fabbrica, diventata uno stillicidio che con il suo ‘corpo morente’ macchia l’immagine dell’intera città, svuotandola. Ripeto: è l’ora dell’eutanasia!”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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