Elezioni, “diritto di voto violato” a studenti Erasmus: “Niente plico, né duplicato, né risposta”


La scarsa partecipazione dei giovani al voto non sempre è dovuta al loro disinteresse. Sono numerosi gli studenti universitari per la prima volta chiamati alle urne per le elezioni nazionali che avrebbero voluto ma non hanno potuto votare perché all’estero, pur avendo espletato tutte le formalità richieste e necessarie per farlo nei tempi stabiliti dalla legge. A denunciarlo all’Adnkronos la studentessa di un Ateneo statale della Capitale, impegnata da lunedì scorso all’università di Birmingham, nel Regno Unito, per l’Erasmus, che denuncia: “Non ho ricevuto né il plico che ho richiesto ad agosto, né il duplicato che ho domandato successivamente per poter votare. Ho sollecitato l’invio più volte ma nessuno ha mai risposto alle mie e mail. So che nessuno studente italiano a Birmingham è riuscito a votare e che tanti ragazzi in altre università europee hanno avuto lo stesso problema”. 

Diritto di voto violato ed anche diritto di avere una risposta? “Avrei potuto andare in pullman al consolato di Londra (a oltre tre ore di viaggio sola andata – ndr) ma non era neanche certo che avrei potuto votare: mi hanno infatti accennato che forse la giurisdizione era spostata a Manchester”, risponde la giovane, 19 anni, facendo presente che “ci sono una decina di italiani a Birmingham per l’Erasmus, ma non ha votato nessuno: Alcuni per le mie stesse ragioni; altri perché si sono mossi tardi, non sapendo che la richiesta di invio del plico andava presentata entro agosto; e pochi perché semplicemente non erano interessati”.  

“Il sistema non aiuta – prosegue la ragazza – Ci accusano di disinteresse? Io replico che incentivano il disinteresse. E proiettano su di noi la loro noncuranza. Avevo riflettuto su chi votare, mi ero documentata, avevo scelto. Volevo farlo ma di fatto non me lo hanno consentito rendendolo complicato. Avrei dovuto trascorrere almeno sei ore in pullman tra andata e ritorno, senza contare il costo a mio carico e tutto il resto, per di più dopo ore ed ore di tempo dedicato ad agosto ad inviare richieste e poi email di sollecito, ignorate regolarmente”.  

“E so di altri casi di studenti dell’Erasmus che non hanno ricevuto la documentazione necessaria per votare: una mia amica che studia in Francia, a Parigi, dopo infinite richieste di invio del plico, che non arrivava, è dovuta andare a votare al Consolato. Lei è stata fortunata, perché viveva a Parigi… anche se è stata quasi due ore in fila con gente che aveva il suo stesso problema, cioè non aveva ricevuto niente. Stessa cosa per un’altra mia vecchia compagna di classe in Spagna, a Salamanca”. (di Roberta Lanzara) 

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