Elezioni 2022, il confronto virtuale fra Centrodestra e Pd: le due piazze


(Adnkronos) – Due piazze contro. Meglio, la stessa piazza e lo stesso palco e due chiusure di campagna elettorale per le Elezioni 2022, quella del centrodestra, ieri, e quella del Pd, oggi, a Roma, in Piazza del Popolo. Due mondi diversi e un confronto ‘virtuale’.  

Partendo dai numeri. Mettendo da parte le tradizionali guerre di cifre, le immagini in campo largo lasciano pochi dubbi sull’affluenza in piazza: è il centrodestra a poter rivendicare la partecipazione più ampia.  

Poi ci sono le scelte stilistiche, che rendono diverse anche le due narrazioni. La struttura dei due eventi, più tradizionale, centrata sui quattro leader, Meloni, Salvini, Berlusconi e Lupi, per il centrodestra; più corale, con una sequenza serrata di interventi per il centrosinistra, due minuti a testa per tutti, alternando le prime linee, i giovani e i rappresentati della società civile. La musica, con le canzoni che risuonano dagli altoparlanti: sul palco del centrodestra “Su di noi” di Pupo, su quello del centrosinistra le note di “Bella ciao” e poi “Life is life”.  

Ci sono, poi, gli ultimi appelli al voto. Si finisce inevitabilmente, da tutte e due le parti, in un elenco di titoli, che fanno due manifesti che si possono sintetizzare con le parole più scandite dai leader.  

Il centrodestra in piazza del Popolo si mostra fiducioso, forte dei sondaggi e del vantaggio accumulato finora: “Governeremo per cinque anni”. Tre i messaggi chiave. Meloni: “Se avremo i numeri, le riforme anche senza la sinistra”. Salvini: “Subito 30 miliardi per le bollette e stop alla legge Fornero”. Berlusconi: “Siamo la maggioranza, l’Italia non vuole essere governata dalla sinistra”.  

Il Pd deve capovolgere il pronostico e punta a convincere gli indecisi. Enrico Letta fa la sintesi con tutti gli altri che lo hanno preceduto alle spalle: “Abbiamo parlato dell’Italia del futuro”. Puntando sulla scelta, e lo slogan ‘scegli’. Partendo dal “lavoro, il centro della nostra campagna elettorale”. Rivendicando: “la piazza vera è quella di oggi e non quella di ieri” e “difenderà la Costituzione”. Letta chiude, dicendo più volte “viva l’Europa” e citando David Sassoli: “La speranza siamo noi”. (di Fabio Insenga)  

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