Elezioni 2022, guida ai risultati: ecco cosa succede se… – I risultati


I primi exit poll delle elezioni politiche 2022 arriveranno a urne chiuse, dopo le 23. E saranno, come sempre, dati provvisori, parziali e con un significativo margine di errore. La prima proiezione su dati veri, per il Senato, arriverà verso mezzanotte e mezza, mentre per la Camera sarà necessario aspettare ancora, intorno alle 2.  

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Intanto, è possibile provare a tracciare gli scenari possibili guardando alla quantità di voti che prenderà la coalizione che avrà più consensi nel proporzionale, che assegna i due terzi dei seggi. Numeri alla mano, quelli disponibili finora sono quelli degli ultimi sondaggi, non può che essere il centrodestra. La legge elettorale, per come è costruita, premia infatti le coalizioni e l’unica coalizione ‘larga’ in campo è quella di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e i moderati di Maurizio Lupi.  

Il dato a cui guardare è quello del Senato. Se Meloni e soci restassero sotto il 40% si aprirebbe uno scenario di sostanziale ingovernabilità e spetterebbe al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, individuare la strada per provare a formare una maggioranza. Lo stesso quadro post elezioni 2018 che portò, dopo diversi tentativi e un percorso accidentato alla nascita del governo giallo-verde. Se il centrodestra si attestasse fra il 40 e il 42%, avrebbe la maggioranza ma con solo una decina di senatori di margine. Come avvenne per l’Unione di Romano Prodi a i tempi di Bertinotti e Turigliatto. Se andasse oltre il 42%, la maggioranza sarebbe larga e il governo di centrodestra potrebbe contare su un sostegno parlamentare stabile e difficilmente alterabile.  

Particolarmente sensibili anche i risultati dei singoli partiti. Con alcuni numeri da tenere presente. FdI potrebbe festeggiare con maggiore soddisfazione sopra il 25%. La soglia del 20% è significativa per il Pd: sotto si va verso la sconfitta totale, sopra e salendo fino al 25% il risultato assumerebbe proporzioni sempre più digeribili per il segretario Enrico Letta. La Lega sotto il 10% avrebbe molto meno peso nella coalizione di centrodestra. Chi tra il Terzo Polo e Forza Italia dovesse avere più voti potrebbe rivendicare un’opzione futura sull’area di centro più moderata. Per i Cinquestelle una soglia significativa è il 15%. Sarebbe un risultato che riporterebbe comunque il movimento di Giuseppe Conte al centro della politica italiana.  

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