Elezioni 2022, Calenda: “L’accordo l’ha rotto Letta”


“L’accordo l’ha rotto Enrico Letta”, che “ha firmato con noi un patto che diceva una cosa e poi ha firmato un altro patto con forze che dicono l’opposto e io l’avevo avvertito per tempo che così sarebbe stato, cioè che in questo modo non era possibile presentarsi”, alle elezioni politiche 2022 in programma il 25 settembre, “con una coalizione che diceva tutto e il contrario di tutto”. Lo ha detto Carlo Calenda al Tg1. 

“Il Pd prima ha fatto un patto con noi” in vista delle elezioni politiche 2022 in programma il 25 settembre, “e poi ha fatto un patto con contenuti contrari con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, e dice no a tutto, ai termovalorizzatori, con chi in fondo è comunista, perché alla fine della fiera è questa” aveva detto in precedenza Calenda al Tg5 commentando lo strappo di ieri con il Pd.  

“Io ho detto a Letta, ‘se firmi il patto, se formalizzi questo la gente non capirà più niente, diventa un’accozzaglia come con Bertinotti Turigliatto e Pecoraro Scanio’ – ha aggiunto – Letta sapeva benissimo che avremmo rotto, lo sapeva +Europa, ma hanno pensato di tenerci dentro dicendoci, ‘tanto devi raccogliere le firme’. Raccolgo le firme, perché questa roba qui è inguardabile”. 

Ma più tardi a ‘La corsa al voto’, su La7 Calenda ha precisato che “sulla questione delle firme abbiamo verificato una esenzione. Io sono stato eletto al Parlamento europeo, ci sono state comunicazioni ufficiali del Parlamento europeo. Siccome non c’erano precedenti – ha spiegato il leader di Azione – era difficile far comunicare Viminale e Parlamento europeo”.  

Quanto alle critiche di Emma Bonino, “sono totalmente in malafede, Emma Bonino sapeva tutto” ha affermato il segretario di Azione. “Emma Bonino ha sempre negoziato dalla parte del Pd, e il perché lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si autodefinisce atlantista a stare con chi è contro la Nato. Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, una scelta che pagherà in termini di posti”, ha insistito Calenda. 

Poi, a una domanda su Renzi che ha subito evocato il terzo polo, ha risposto: “Sto lavorando a una cosa sola, il programma, sto lavorando per costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con +Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, revisione del reddito di cittadinanza. E basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi”. 

“La scelta unilaterale di Carlo Calenda è stata incomprensibile” per il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova. “Una volta che hai preso una decisione la devi mantenere, io non sono in grado di disdire un impegno che ho preso 6 giorni fa senza ragione”, ha aggiunto il sottosegretario agli Esteri a Radio radicale, “il ripensamento per me è incomprensibile. Letta ha rispettato l’impegno, per me una politica seria è quella che rispetta gli impegni, sennò passa il messaggio che in politica vale tutto”. 

“Che ci fossero Fratoianni e Bonelli – ha aggiunto – era chiarissimo, abbiamo chiesto e ottenuto che l’accordo con loro fosse diverso dal nostro, Letta lo ha fatto, ha detto che c’era una differenza. Questa decisione di Calenda è sbagliata, ma presa in quel modo è anche una questione di etica politica”. 

 

 

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