Economista Gros: “Dazi Ue su gas russo per ridurre consumi e aiutare Ucraina”


Per l’Europa e la sua industria
fare a meno del gas russo

nel brevissimo periodo
non è sostenibile. Ma nel medio termine l’Unione europea deve affrancarsi dalla dipendenza dalle forniture dalla Russia. E può farlo anche rapidamente, aiutando al tempo stesso l’Ucraina. “L’idea è molto semplice: mettere un dazio europeo sulle importazioni di gas dalla Russia
“, dice all’Adnkronos l’economista Daniel Gros, direttore del think tank Ceps, Center for European Policy Studies. Il dazio autoimposto dall’Unione europea da una parte limiterebbe i consumi e dall’altra aiuterebbe l’Ucraina, destinandole gli introiti aggiuntivi. Con un dazio di questo tipo “chi può aggiustare i propri consumi con fonti alternative li aggiusta e chi non può paga e le somme ottenute vanno all’Ucraina”.  

Per Gros un dazio di questo tipo “sarebbe un modo concreto per aiutare l’Ucraina, anche se dobbiamo nel breve termine, magari ancora per un anno, dobbiamo importare gas russo”. L’ipotesi di rinunciare completamente all’import di energia da Mosca, invece, “è estrema e penso che non sia sostenibile. Se il prossimo inverno sarà molto mite potrebbe funzionare, ma sarebbe molto rischioso”. Intanto, secondo il direttore del think tank di Bruxelles, le reazioni dei mercati finanziari sul prezzo delle materie prime e sui corsi azionari “sono esagerate. E’ vero che l’industria utilizza gran parte del gas naturale che importiamo, ma c’è anche la possibilità di sostituire il gas con il petrolio o il carbone. Non si tratterà di razionare il gas e penso che ci sia molto spazio per il risparmio energetico”.  

E se non c’è bisogno di un meccanismo di compensazione per la crisi energetica sul modello del Recovery and Resilience Facility per il Covid, per l’aumento delle spese nella difesa il discorso è diverso. “Per l’energia ci vorrà un segnale politico, anche se per il momento non vedo la necessità di molta spesa pubblica addizionale. La difesa però è un’altra cosa”, spiega Gros. “Finanziare una parte della spesa per la difesa in maniera congiunta a livello europeo sul mercato obbligazionario sarebbe un passo molto importante”.  

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