Entra in contatto con noi

Coronavirus

Economia Italia ancora in rallentamento, i dati Confindustria

Pubblicato

il

L’economia italiana mostra ancora segni di rallentamento mentre persiste il caro-energia. A novembre la Congiuntura Flash di Confindustria diffusa oggi rileva infatti che il prezzo del gas in Europa sta risalendo rapidamente a novembre (89 euro/ mwh in media, 118 l’ultimo dato), dopo la netta flessione dai picchi registrata ad ottobre (72 euro medi); tale andamento, sottolineano gli analisti di Confindustria, riflette le alterne notizie sull’offerta russa di gas, ma anche le difficili e prolungate trattative UE su un eventuale price cap. Il petrolio resta caro, ma sotto i picchi, continuando ad oscillare da settembre intorno a 90 dollari al barile (da 123 a giugno): l’estrazione mondiale si è riportata da agosto sopra i consumi in frenata e quindi le scorte Ocse risalgono.  

L’inflazione record ed il rialzo dei tassi frenano l’economia a fine 2022. Stando ai dati Confindustria, fino al 3° trimestre l’economia italiana ha resistito al caro-energia oltre le aspettative: in aggregato, il Pil è cresciuto (+3,9% ‘acquisito’ per il 2022, +0,5% in estate). Il turismo in espansione è stato il principale driver. L’industria ha continuato a reggere in termini di produzione, a fronte di costi altissimi, con ampia eterogeneità tra settori, ma la situazione tesa sui margini non giova agli investimenti.  

Un aiuto viene dalla (limitata) flessione dei prezzi delle commodity non energetiche e dagli interventi del Governo per compensare (in parte) i rincari energetici. Le costruzioni hanno frenato. I fallimenti totali sono aumentati di poco. Ma nel 4° trimestre si rischia un calo: gli indicatori qualitativi sono nel complesso negativi; il prezzo del gas resta alto, da troppi mesi; l’inflazione che ne deriva (+11,8% annuo) erode reddito e risparmio delle famiglie e avrà un impatto negativo sui consumi; il rialzo dei tassi si sta accentuando, un’altra zavorra sui costi delle imprese. 

C’è meno liquidità e le imprese si indebitano a costi alti. L’impennata dell’inflazione nell’Eurozona (+10,6% annuo), dovuta per lo più ai rincari di energia e commodity, ha indotto la Bce ad alzare i tassi di interesse (al 2,00%). Se, da un lato, – rilevano gli analisti di Confindustria- ciò potrebbe in parte contenere l’inflazione (frenando le aspettative sui prezzi), rischia però di peggiorare lo scenario, almeno nel breve periodo. Impatto sui tassi a lunga. Il rialzo dei tassi Bce ha rafforzato il trend di aumento dei tassi sovrani in tutta Europa (pur con qualche rientro di recente), che era già in atto da inizio anno sulla scia dei Treasury americani. Il Bund a 10 anni è salito a 2,10% in media a novembre, da -0,31% a fine 2021. Si sono ampliati anche gli spread col Bund: in Italia +1,90 a novembre, da +1,28. Il rendimento del BTP italiano ha riflesso tali rialzi, arrivando al 4,00% a novembre, da 0,97% a fine 2021.  

In Italia, evidenzia ancora la Congiuntura Flash di Confindustria diffusa oggi, il tasso sul Btp è storicamente cruciale per determinare il costo della raccolta bancaria e, quindi, il tasso che le banche applicano al credito per le imprese (e le famiglie). Aumenta il costo del credito. Il rialzo, in effetti, ha già iniziato a trasferirsi sui tassi pagati dalle imprese in Italia, che fino a settembre sono aumentati di quasi un punto (da 1,74% a 2,59% per le Pmi; da 0,76% a 1,69% per le grandi) e sembrano destinati a salire molto di più. Ai valori attuali, considerando il rinnovo dei prestiti in scadenza entro un anno e anche la quota di operazioni a tasso variabile (maggiore dal 2020 rispetto agli anni precedenti), si stima che il costo del credito per le imprese aumenta di +2,3 miliardi in un anno, che rischiano di diventare +6,8 miliardi se il rialzo dei tassi seguirà pienamente quello del Btp.  

Il rincaro del credito, spiega l’analisi, riguarda naturalmente anche le famiglie italiane: il tasso Taeg per il credito al consumo è già salito da 8,08% a 8,83% a settembre, quello medio sui mutui casa da 1,78% a 2,65%.  

Erosione della liquidità. L’aumento dei tassi sul credito si innesta su una situazione già difficile. Dopo il recupero del 2021, in Italia il livello di liquidità delle imprese, rispetto alle esigenze operative, si sta deteriorando rapidamente dall’inizio del 2022. Il calo è più significativo per le piccole e medie imprese. L’indicatore qualitativo non è ai minimi del 2020, ma la rapida flessione è preoccupante. E sembra riflettere le maggiori risorse (appunto liquide) che vengono assorbite dai pagamenti mensili per gli input, specie energia.  

Prestiti in aumento, a fatica. L’indagine Banca d’Italia mostra, coerentemente, che è cresciuta molto nel 2° e 3° trimestre 2022 la domanda di credito a breve termine da parte delle imprese, mentre si è ridotta quella per il lungo termine. Le imprese, secondo l’indagine, chiedono più prestiti per scorte e capitale circolante, meno per investimenti: un chiaro sintomo di scenario di emergenza. Sul fronte dell’offerta bancaria si registrano segnali di irrigidimento da inizio 2022, soprattutto per il peggioramento delle prospettive economiche, ma anche per difficoltà degli istituti su capitale e raccolta (che non si registravano dal 2012).  

Gli analisti rilevano quindi che il risultato è il ritorno alla crescita sia dei prestiti alle imprese (+4,4% annuo a settembre; picco di +8,7% nel 2020), sia della quota di imprese che non li ottiene (7,8% nella manifattura nel 3° trimestre, 4,5% a fine 2021). Anche la dinamica del credito alle famiglie ha accelerato nel 2022, sebbene meno (+4,2% a settembre). Indebitamento già elevato. Le imprese italiane, però, già appesantite dall’indebitamento emergenziale del 2020, necessario nel lockdown con i fatturati azzerati, avrebbero bisogno oggi di alleggerire il peso del debito, anzitutto allungando i tempi di rimborso dei prestiti già in essere, invece di tornare a indebitarsi ulteriormente. Inoltre, nella misura in cui l’esigenza di liquidità, indotta dal caro-energia, conduce a debito addizionale, ciò avviene a tassi crescenti sulle nuove operazioni: l’onere del debito, dunque, cresce due volte.  

Freno agli investimenti (e ai consumi) è l’altro capitolo su cui la Congiuntura Flash accende un faro. Tutto ciò, concludono gli analisti di Confindustria, assottiglia le risorse delle imprese disponibili per realizzare investimenti e lo fa in uno scenario che aveva già virato in direzione recessiva. L’onere del debito, infatti, assorbirà una quota crescente del fatturato delle aziende, se non si agisce sui prezzi dell’energia e se i tassi ufficiali continueranno a salire, come annunciato. In parallelo, lo stesso avviene nei bilanci delle famiglie che, a fronte di maggiori rate per mutui e altri prestiti, si ritrovano con meno risorse per i consumi di beni e servizi. 

La produzione industriale ha mostrato un calo marcato a settembre (-1,8%), ma nella media del 3° trimestre è scesa poco (-0,4%). La manifattura ha tenuto bene (-0,1%): tale dato, letto insieme alle scorte in rapido aumento nel settore da aprile, suggerisce che alcune imprese hanno anticipato produzione, prima dell’aumento dei prezzi energetici effettivamente pagati (alla scadenza dei contratti pre-crisi). Questo, osservano gli analisti, potrebbe preludere a una caduta marcata nei prossimi mesi.  

E gli indicatori qualitativi sono peggiorati, tracciando la rotta per un più pesante segno meno nel 4° trimestre: il Pmi in ottobre è sceso ancor più in area negativa (46,5); i giudizi sugli ordini proseguono la flessione (-9,6 a novembre); la fiducia delle imprese manifatturiere resta compressa. Uno stop nelle costruzioni. Nelle costruzioni si conferma la frenata, che era segnalata dagli indicatori sui cantieri in forte calo. La produzione del settore è cresciuta poco a settembre (+0,2%) e nella media del 3° trimestre registra una flessione (-2,2%), dopo ben 6 trimestri consecutivi in forte espansione.  

Servizi e consumi sono invece andati bene in estate. Il recupero del turismo in Italia ha fatto proseguire il rimbalzo dei servizi nel 3° trimestre: la spesa dei viaggiatori stranieri in agosto è salita per la prima volta oltre i valori pre-Covid e a settembre è arrivata a +11,4% (da -1,4% a luglio). La maggiore spesa per servizi va di pari passo col recupero dei consumi, ma crescono pure le vendite al dettaglio di beni, a ritmo sostenuto inglobando i maggiori prezzi (+1,2% nel trimestre; +2,1% gli alimentari). Per il 4° trimestre, segnali misti: in ottobre il Pmi servizi è sceso (46,4 da 48,8), a novembre la fiducia dei consumatori ha recuperato. 

A settembre l’export è tornato a crescere, grazie alle vendite extra-Ue (che cedono però in ottobre). Stando alla Congiuntura Flash, nella media del 3° trimestre la dinamica è stata robusta (+2,7% in valore), ma anche per l’aumento dei prezzi (+1,1% in volume). L’espansione delle vendite italiane è trainata dal mercato Usa, specie nel farmaceutico e abbigliamento, anche grazie all’euro debole.  

Fiacche, invece, le esportazioni verso Cina e Giappone e ridotte le vendite in Russia (di circa un terzo). Negative le indicazioni sugli ordini manifatturieri esteri, molto deboli in ottobre. In prospettiva peserà la debolezza della domanda estera, specie in Europa, a causa di incertezza e inflazione. Il commercio mondiale si conferma in crescita, seppur a ritmo calante, a fronte di indicazioni qualitative negative da mesi. 

Sbircia la Notizia Magazine unisce le forze con la Adnkronos, l'agenzia di stampa numero uno in Italia, per fornire ai propri lettori un'informazione sempre aggiornata e di alta affidabilità.

Coronavirus

Sanremo 2023, medico Festival: “Caso Madame? Palco specchio società”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Penso che una cantante non sia diversa da molte altre persone che compongono la nostra società”. Risponde così all’Adnkronos Salute Giorgio Ardizzone, direttore del Dipartimento di emergenza-accettazione dell’Asl 1 in Liguria, medico del Festival di Sanremo, per spiegare la sua visione su un caso che ha fatto discutere molto in questi giorni: quello della mancata vaccinazione anti-Covid della cantante Madame, finita dentro un’indagine su falsi certificati per il Green Pass. 

Lo specialista – che si è occupato insieme al direttore del 118 Simone Carlini, e al direttore del Pronto soccorso Giancarlo Abregal, del Piano sanitario per la kermesse canora più importante d’Italia, piano condiviso con il responsabile sanitario della Rai, Antonio Maruccia – riguardo a Madame, fa notare che il palco di Sanremo è un po’ lo specchio della società. “Anche alcuni colleghi nostri”, medici e operatori sanitari, “non hanno voluto vaccinarsi – osserva – Non è che sia una problematica che possiamo legare al tipo di lavoro che uno fa. Ci sono purtroppo medici che non si sono vaccinati, ci saranno dirigenti che non si sono vaccinati, e allo stesso modo ci sono anche cantanti che non si sono vaccinati”.  

Certo, precisa, “l’eventuale atto di alterare la realtà è un altro paio di maniche, nel senso che allora sarebbe più giusto sostenere la propria idea, le proprie convinzioni e non certo arrivare a falsificare delle documentazioni. Questo è un altro discorso, che non dovrebbe essere mai fatto. Poi, se una persona non vuole vaccinarsi andrà incontro a quello che succederà, potrà essere fortunata o meno fortunata. Ma, appunto, quelle sono le proprie convinzioni”. 

Continua a leggere

Coronavirus

Covid oggi Lazio, 369 contagi e 5 morti. A Roma 232 nuovi casi

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Sono 369 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 6 febbraio 2023 in Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 5 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 6.598 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività al 5,5%. I ricoverati sono 540, 31 in più da ieri, 20 le terapie intensive occupate e 853 i guariti da ieri. I casi a Roma città sono a quota 232. 

Nel dettaglio i numeri delle ultime 24 ore. Asl Roma 1: sono 94 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 84 i nuovi casi e 2 i decessi; Asl Roma 3: sono 54 i nuovi casi; Asl Roma 4: sono 24 i nuovi casi; Asl Roma 5: sono 25 i nuovi casi; Asl Roma 6: sono 36 i nuovi casi e 1 decesso. 

Nelle province si registrano 52 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 22 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Latina: sono 24 i nuovi casi; Asl di Rieti: sono 2 i nuovi casi; Asl di Viterbo: sono 4 i nuovi casi e 1 decesso. 

Continua a leggere

Coronavirus

Cardiologie aperte, 1.600 ore di consulenza gratis da 700 medici

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Torna dal 12 al 19 febbraio ‘Cardiologie aperte’, l’iniziativa di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore dei cardiologi ospedalieri italiani Anmco per sensibilizzare sull’importanza di giocare d’anticipo contro le cardiopatie, primo killer in Italia. La 17esima edizione della campagna viene lanciata in occasione di San Valentino e mette a disposizione 1.600 ore di consulenza telefonica gratuita da parte di 700 specialisti Anmco. Per una settimana, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, i cittadini potranno chiamare il numero verde 800 05 22 33 e fare domande alle quali risponderanno gli esperti delle strutture aderenti all’iniziativa (l’elenco degli ospedali e delle attività offerte è disponibile online sul sito www.periltuocuore.it). La campagna sarà attiva anche sui social con gli hashtag #iltempodelcuore e #cardiologieaperte. 

Entro il 2030 – ricordano i promotori – si prevedono nel mondo 24 milioni di morti all’anno per cause cardiovascolari che restano la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi, con una prevalenza più elevata della media europea (7.499 casi ogni 100mila abitanti) anche a causa dell’età media particolarmente alta della nostra popolazione. Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico poiché la malattia modifica la qualità di vita. In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare. E’ fondamentale dunque ridurre il rischio cardiovascolare e la maggior parte degli eventi cardiovascolari è evitabile attraverso la prevenzione, sottolinea la Fondazione per il Tuo cuore che da oltre 20 anni si impegna attivamente nella ricerca e nella prevenzione cardiovascolare. 

“Le malattie cardiovascolari detengono un triste primato che deve indurre tutti noi a uno sforzo rilevante attraverso la prevenzione che è la principale arma per combatterle – afferma Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri e direttore di Cardiologia all’Ospedale San Camillo di Roma – Queste malattie sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili legati a comportamenti e stili di vita (fumo, alcol, scorretta alimentazione e sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione. L’impostazione di uno stile di vita sano dovrebbe essere anticipato a partire dall’infanzia e dall’adolescenza, da qui l’importanza di campagne di sensibilizzazione già a livello della scuola primaria”. 

“La prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari – continua Gabrielli – si basa, oltre che sull’adozione e sul mantenimento di stili di vita salutari, sull’identificazione precoce e sull’adeguata gestione delle eventuali condizioni cliniche che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, anche attraverso le opportune terapie, laddove non sia sufficiente modificare gli stili di vita. Noi cardiologi suddividiamo i pazienti per categorie di rischio. Il rischio è la probabilità che il paziente ha di andare incontro a un evento cardiovascolare avverso (infarto, ictus, in alcuni casi morte improvvisa) in rapporto alle sue caratteristiche cliniche generali. Ci sono i soggetti a rischio molto elevato, elevato, moderato e a rischio più contenuto. Per ognuno l’intervento deve essere personalizzato. 

“La prevenzione – rimarca lo specialista – diventa ancora più determinante dopo la recente pandemia, poiché il Covid-19 ha agito sulle patologie del cuore a diversi livelli: nelle persone colpite dal virus ha generato infiammazioni di miocardio e pericardio, cardiopatia ischemica, ictus cerebrale, malattie a carattere trombo-embolico; ha inoltre contribuito a ritardare la diagnosi, complicando la gestione e l’aspetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari e riducendo le ospedalizzazioni. In particolare, nei soggetti colpiti dal Covid si è riscontrato un aumento del 20-25% di tutte le malattie cardiovascolari. L’iniziativa di Cardiologie aperte rappresenta dunque a mio avviso davvero una preziosa opportunità per il cuore di tutti gli italiani”. 

“L’Anmco, con oltre 5.600 iscritti, è impegnata da oltre 50 anni sul territorio per potenziare l’operato dei propri cardiologi, fiore all’occhiello della medicina italiana nel panorama internazionale – dichiara Furio Colivicchi, presidente nazionale Anmco e direttore di Cardiologia all’Ospedale San Filippo Neri di Roma – La prevenzione cardiovascolare allunga la vita e noi dovremmo sempre, anche quando stiamo bene, consultare il nostro medico di base, tenere sotto controllo i fattori di rischio (colesterolo, pressione arteriosa, fumo) e praticare un regolare esercizio fisico, anche blando. Oggi abbiamo a disposizione armi molto potenti ed efficaci per risolvere alcuni problemi, garantire la sopravvivenza e una migliore qualità della vita ai nostri pazienti. La prevenzione cardiovascolare è dunque importantissima e va attuata il più precocemente possibile. L’iniziativa di Cardiologie aperte è una grande occasione che i cardiologi Anmco desiderano offrire gratuitamente a tutti i cittadini che lo desiderano e rappresenta un caposaldo della prevenzione cardiovascolare che la nostra associazione porta avanti da oltre 17 anni”. 

Continua a leggere

Coronavirus

Bassetti: “11 persone indagate per reati contro di me, viva la giustizia”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – “Finalmente, con somma gioia, apprendo che oggi è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini, con il quale 11 persone sono indagate per i reati di stalking di gruppo ed istigazione a delinquere perpetrati nei miei confronti da parte di novax nel 2021. Viva la giustizia”. Lo twitta Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive al policlinico San Martino di Genova.  

Su Facebook, Bassetti si sofferma sul tema covid-Sanremo. “Martedì con l’inizio del Festival di Sanremo si sancirà giustamente in mondovisione la fine dell’era italica delle regole Covid-19. Niente mascherine in platea, niente green-pass, niente tamponificio dietro le quinte e niente plexiglas o altre barriere. Che tutti ne prendano esempio. Tutti! Sarà l’ennesima dimostrazione, anche per tutti quelli che non li hanno fatti e li hanno attaccati, che senza i vaccini non ci saremo arrivati”, dice. 

“Sarà un festival come tutti quelli fino al 2020, anche grazie al lavoro dei medici e degli infermieri – rimarca Bassetti – che hanno lavorato pancia a terra negli ultimi tre anni per vincere questa guerra contro il Covid. Come trovai esagerato celebrare come eroi e fantascienziati alcuni medici, portandoli in prima fila nell’edizione del 2020 (quando ancora tutto doveva iniziare), trovo oggi un errore che di tanti che saranno a Sanremo non ci saranno quelli che hanno reso possibile questo ritorno alla normalità del passato. Gratitudine e riconoscenza. Queste sconosciute…”. 

 

Continua a leggere

Coronavirus

Covid oggi Sardegna, 83 contagi e zero morti: bollettino 6 febbraio

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Sono 83 i nuovi contagi da covid in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 6 febbraio. Non si registrano invece nuovi decessi. 77 i casi diagnosticati con tampone antigenico. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 2019 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3 (1 in meno di ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 159 (+1), mentre sono 3422 i casi di isolamento domiciliare (+128). 

Continua a leggere

Coronavirus

Regionali, Bandecchi (Alternativa Popolare): “D’Amato ha dimenticato di essere stato alla Unicusano e del supporto che abbiamo dato alla sanità durante la pandemia”

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Roma, 6 febbraio 2023. “Sta facendo la campagna elettorale attaccando me per un’ipotesi di reato tutta da dimostrare, mentre lui è stato condannato per aver usato indebitamente oltre 250mila euro di soldi pubblici.” Stefano Bandecchi, coordinatore nazionale di Alternativa Popolare, è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente, su Radio Cusano Campus. 

Sulle Regionali di Lazio e Lombardia. D’amato attacca Rocca, cavalcando il caso Unicusano. “Senza l’Unicusano e senza quel grande evasore di Bandecchi (secondo le ipotesi della Guardia di Finanza) sarebbe stata una campagna elettorale più in sordina. La Gdf mi accusa di aver interpretato male una legge, che tra l’altro non ho nemmeno interpretato io, ma due studi di commercialisti, tre sindaci del Cda e due agenzie internazionali di revisione dei conti che mi danno ragione. Noi abbiamo solo applicato le leggi che applicano tutte le altre università italiane, se il problema è nostro credo che il problema sia anche delle altre università italiane. È venuta fuori una situazione imbarazzante. Io in questi giorni su Tag24.it ho risposto a D’Amato. Quando D’Amato parla di Bandecchi come se fosse il ‘mostro’, si scorda di essere stato più volte nella nostra università, si scorda che ha avuto supporto da noi perché abbiamo donato respiratori, mascherine, abbiamo supportato la ricerca, siamo partiti con il Forlanini, poi il Sant’Andrea e non mi ricordo a quali altri ospedali abbiamo elargito i famosi soldi sporchi della Cusano, come li chiamano La Repubblica e D’Amato. La cosa bella è che la Gdf ci ha contestato anche queste spese, dicendo che non sono ben chiare. Abbiamo speso 2 milioni e mezzo per il Covid, quando D’Amato dice che noi siamo il problema, mentre lui ha una condanna della Corte dei Conti a pagare 275mila euro che gli hanno contestato di aver preso indebitamente, parliamo di soldi pubblici. A me non hanno contestato niente. Probabilmente a lui dà fastidio che i candidati di Alternativa Popolare siano nella lista Rocca, ne abbiamo 4 a Roma e 1 a Frosinone, tutti professionisti che vengono dal mondo del lavoro. Sono le persone che potrebbero assicurare quel cambiamento che Alternativa Popolare rappresenta poiché rappresenta il mondo che lavora, persone che vivono la realtà di tutti i giorni. Io conosco D’Amato come uomo semplice, per bene, tranquillo, non capisco come mai ha voluto dimenticare, come mai si sia posto in questa maniera. Deve cominciare a pensare che Stefano Bandecchi non è un coniglietto, è una persona che sa leggere, sa scrivere e che sa parlare, è uno dei più grandi contribuenti italiani. Qui tutti mi hanno conosciuto, hanno usufruito della nostra università e adesso, solo per un’ipotesi di reato, tutta da verificare, D’Amato si permette di dire queste cose e di affrontare una campagna elettorale, in una Regione
dove non funziona niente, parlando di noi? Io sono entrato in politica solo per un motivo, non ho bisogno di guadagnare 170mila euro l’anno perché li guadagno in 15 giorni, io voglio fare politica per i miei nipoti, perché siamo un popolo che sta scendendo nelle graduatorie internazionali ed è un problema se l’Italia non resuscita. Non abbiamo più nascite perché non abbiamo più i soldi per farle. Alternativa Popolare sa esattamente come mantenere i figli dell’Italia, noi usiamo il cervello anziché gli slogan, nei nostri programmi c’è qualcosa di importante sia nel Lazio sia in Lombardia. Io sono anche candidato a Terni come sindaco, perché l’Italia se la vuoi cambiare ti devi esporre. Noi cerchiamo di fare la politica con gli uomini non con i soldi”.
 

Ufficio Stampa 

Continua a leggere

Coronavirus

Covid oggi Calabria, 46 contagi e 3 morti: bollettino 6 febbraio

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Sono 46 i nuovi contagi da covid in Calabria secondo il bollettino di oggi, 6 febbraio. Si registrano inoltre altri 3 morti. 1.141 i tamponi effettuati, +85 guariti, sale a 3.317 il totale dei decessi. Il bollettino, inoltre, registra -42 attualmente positivi, +1 ricoveri (per un totale di 125) e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 5).  

Continua a leggere

Coronavirus

Covid oggi Toscana, 79 contagi e zero morti: bollettino 6 febbraio

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Sono 79 i nuovi contagi da covid in Toscana secondo il bollettino di oggi, 6 febbraio. Non si registrano invece nuovi decessi. 40 i casi confermati con tampone molecolare e gli altri 39 con test rapido. 

Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.584.008. I nuovi casi sono lo 0,00% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,2% (2.791 persone) e raggiungono quota 1.535.354 (96,9% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. 

Al momento in Toscana risultano pertanto 37.163 positivi, -6,8% rispetto a ieri. Di questi 189 (14 in più rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 10 (5 in più) si trovano in terapia intensiva. 

Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 157 tamponi molecolari e 823 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8,1% è risultato positivo. Sono invece 163 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 48,5% di questi è risultato positivo. 

L’andamento per provincia 

Con gli ultimi casi salgono a 423.975 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (16 in più rispetto a ieri), 103.290 in provincia di Prato (8 in più), 123.063 a Pistoia (5 in più), 83.080 a Massa Carrara (5 in più), 172.791 a Lucca (10 in più), 185.379 a Pisa (11 in più), 146.286 a Livorno (10 in più), 143.028 ad Arezzo (8 in più), 113.192 a Siena (3 in più) e 88.665 a Grosseto (3 in più). A questi vanno aggiunti 569 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni. 

La Toscana ha circa 43.241 casi complessivi ogni 100.000 abitanti dall’inizio della pandemia (tra residenti e non residenti). Al momento la provincia di notifica con il tasso più alto é Lucca (con 45.178 casi ogni 100 mila abitanti), seguita da Livorno (44.700) e Pisa (44.451). La più bassa concentrazione si riscontra a Prato (con un tasso di 40.016). 

In 36.974 sono in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (2.726 in meno rispetto a ieri, meno 6,9%). 

I 1.535.354 guariti registrati a oggi lo sono a tutti gli effetti, da un punto di vista virale, certificati con tampone negativo. 

I decessi 

Oggi non si registrano nuovi decessi. Restano quindi 11.491 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 3.653 nella Città metropolitana di Firenze, 942 in provincia di Prato, 1.031 a Pistoia, 715 a Massa Carrara, 1.063 a Lucca, 1.280 a Pisa, 862 a Livorno, 731 ad Arezzo, 628 a Siena, 418 a Grosseto. Vanno aggiunte 168 persone decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. 

Il tasso grezzo di mortalità per Covid-19 (numero di deceduti/popolazione residente) è al momento 313,7 ogni 100 mila residenti. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (379,3 ogni 100 mila abitanti), seguita da Firenze (370,0 x100.000) e Prato (364,9 x100.000), mentre il più basso è a Grosseto (192,6 x100.000). 

Tutti i dati saranno visibili sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19 

Continua a leggere

Coronavirus

Covid Italia, il report: giù contagi e ricoveri, morti in netto aumento

Pubblicato

il

(Adnkronos) – I nuovi contagi settimanali Covid in Italia “si confermano in ulteriore calo, con una riduzione del 9,9%: dai 38 mila della settimana precedente scendono a quota 34 mila, con una media mobile a 7 giorni, di poco inferiore ai 5 mila casi al giorno”. Lo spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, presentando il monitoraggio indipendente, realizzato nel periodo che va dal 27 gennaio al 2 febbraio, e che rileva tutti i dati in calo – del 9,9 % i ricoveri ordinari e del 12,7% le terapie intensive – ad eccezione dei decessi.  

Diminuiscono, infatti, anche i casi attualmente positivi (227.985 contro 251.970), le persone in isolamento domiciliare (224.094 contro 247.684), i ricoveri con sintomi (3.712 contro 4.081) e le terapie intensive (179 contro 205). I nuovi casi diminuiscono in tutte le Regioni ad eccezione di Lazio (+0,5%), Liguria (+5,4%) e Sicilia (+16,8%): dal -0,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al -39,2% dell’Abruzzo. In 31 Province si registra un aumento dei nuovi casi: dal +0,1% di Treviso al +101,1% di Trapani, mentre nelle restanti 76 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,5% di Genova al -69,5% di Chieti). In nessuna Provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti. 

“Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – continua a scendere il numero dei ricoveri sia in area medica (-9%) che in terapia intensiva (-12,7%)”. In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, raggiunto il massimo di 347 il 12 dicembre, sono scesi a 179 il 2 febbraio; in area medica, raggiunto il massimo di 9.764 il 12 dicembre, sono scesi a quota 3.712 il 2 febbraio. Al 2 febbraio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 5,8% in area medica (dal 2,2% della Lombardia al 17,4% dell’Umbria) e dell’1,8% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Molise e Valle D’Aosta al 5,3% della Calabria). “Stabile il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 18 ingressi al giorno, invariata rispetto alla settimana precedente”.  

MORTI “IN NETTO AUMENTO” – Sono invece in netto aumento i decessi Covid, che salgono del 27,2% in una settimana. Sono stati infatti 439 negli ultimi 7 giorni (di cui 33 riferiti a periodi precedenti), con una media di 63 al giorno rispetto ai 49 della settimana precedente, indica ancora il monitoraggio dal 27 gennaio al 2 febbraio.  

“A fronte di una netta riduzione nell’ultimo mese della circolazione virale – spiega ancora Cartabellotta – tornano a salire i decessi. Pur essendo necessario un consolidamento del dato nelle prossime settimane, potrebbe essere la spia del calo della copertura immunitaria (da infezione pregressa o da vaccinazione) in anziani e fragili con il trascorrere del tempo. Intanto la somministrazione delle quarte dosi (secondo richiamo) è in caduta libera da mesi, ha tassi di copertura molto bassi in particolare nelle Regioni del Sud e lascia scoperte 11,9 milioni di persone”. 

CAMPAGNA VACCINALE IN STALLO – Continua intanto lo stallo della campagna vaccinale anti Covid, con circa 12 milioni di anziani e fragili senza la copertura della quarta dose, denuncia la Fondazione Gimbe. 

Al 2 febbraio – indica il report – sono 6,77 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui: 6,35 milioni attualmente vaccinabili, pari all’11% della platea (dal 7,3% della Provincia Autonoma di Trento al 14,4% della Provincia Autonoma di Bolzano); 420milia temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari allo 0,7% della platea (dallo 0,4% della Puglia all’1,5% del Friuli Venezia-Giulia). La platea per il secondo richiamo (quarta dose), aggiornata al 17 settembre 2022, è di 19,1 milioni di persone: di queste, 11,9 milioni possono riceverlo subito, 1,3 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 5,9 milioni l’hanno già ricevuto.  

La platea per il terzo richiamo (quinta dose), aggiornata al 20 gennaio 2023, è di 3,1 milioni di persone: di queste, 2,5 milioni possono riceverlo subito, 200 mila non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 180 giorni e 0,4 milioni l’hanno già ricevuto. Al 2 febbraio sono state somministrate 438.022 quinte dosi. Il tasso di copertura nazionale per le quinte dosi è del 13,9% con nette differenze regionali: dal 4,6% della Campania al 25,9% del Piemonte.  

Continua a leggere

Coronavirus

Covid oggi Toscana, 216 contagi e 2 morti: bollettino 5 febbraio

Pubblicato

il

(Adnkronos) – Sono 216 i nuovi contagi da coronavirus oggi 5 febbraio 2023 in Toscana, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 2 decessi. 

Dei 216 nuovi casi, 74 sono stati confermati con tampone molecolare e gli altri 142 con test rapido. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.583.929. I nuovi casi sono lo 0,01% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,2% (2.976 persone) e raggiungono quota 1.532.563 (96,8% dei casi totali). 

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. Al momento in Toscana risultano pertanto 39.875 positivi, -6,5% rispetto a ieri. Di questi 175 (4 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 5 (1 in meno) si trovano in terapia intensiva. Sono 11.491 i deceduti dall’inizio dell’epidemia.  

 

Continua a leggere

Articoli recenti

Post popolari

Il contenuto di questa pagina è protetto.