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Draghi in Israele e Palestina: focus su Ucraina, energia e crisi alimentare

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La guerra in Ucraina, la crisi alimentare innescata dal conflitto nel ‘granaio’ d’Europa, il dossier energia, il processo di pace israelo-palestinese e l’antisemitismo. Mentre le forze politiche della sua variegata maggioranza faranno i conti con i risultati elettorali di una tornata che conta quasi mille Comuni al voto, il premier Mario Draghi domani atterrerà a Tel Aviv per poi raggiungere Gerusalemme: ad attenderlo una due giorni ricca di appuntamenti e dai ritmi serrati. E’ la prima visita in Medio Oriente di Draghi come presidente del Consiglio, l’ultima di un capo di Governo italiano risale al 2015. 

La missione a Gerusalemme giunge a distanza di un mese dal viaggio di Draghi a Washington e precede altri importanti impegni internazionali delle prossime settimane, tra cui i Summit G7 e Nato e la visita ad Ankara. Al centro degli incontri con le massime Istituzioni israeliane -domani il Presidente israeliano Isaac Herzog, martedì il bilaterale con il primo ministro Naftali Bennett – ci saranno il rafforzamento delle relazioni bilaterali, la situazione in Ucraina e la sicurezza alimentare con la necessità di scongiurare la crisi in atto -la corsa dei prezzi dei generi alimentari ricorda tanto quella che innescò la primavera araba nel 2011- i temi energetici, il processo di pace israelo-palestinese e l’antisemitismo. 

Sul piano della cooperazione economica, Italia e Israele hanno un solido partenariato commerciale, in particolare nel comparto dell’innovazione e dell’Ict. Nel 2021 si è registrata una positiva e sostenuta ripresa dell’interscambio, ben oltre i livelli pre-Covid, che si è attestato a 4 miliardi di euro (+25,6% rispetto al 2020), con esportazioni italiane pari a 3,1 miliardi (+25,9%) e importazioni pari a 910 milioni (+24,6%). Oltre ai tradizionali settori di presenza delle imprese italiane nel Paese (innovazione e start-up, energia, infrastrutture e telecomunicazioni), ulteriori opportunità per il rafforzamento delle relazioni economico-commerciali sono offerte dai comparti dei trasporti, della mobilità sostenibile, della biomedicina, dell’aerospazio e della sicurezza cibernetica.  

La visita in Israele servirà a Draghi anche a sondare nuovi spazi per una cooperazione fruttuosa e in ripresa. Nell’ambito della cooperazione e ricerca in campo sanitario, è forte l’interesse da entrambe le parti a collaborare nell’ambito della salute digitale, del molecular health, della medicina di precisione, del Med Tech e della farmaceutica. Ma tra i dossier più sensibili quello dell’energia, che vede l’Italia impegnata a emanciparsi dal gas di Mosca. Per il governo italiano – come ha sottolineato più volte in questi mesi Draghi – è un tema prioritario. In particolare, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, con attenzione al gas naturale di cui Israele dispone ingenti risorse. 

In un recente incontro con la stampa, il premier ha ricordato gli studi di fattibilità finanziati dall’Unione europea per il progetto del gasdotto Eastmed, in via di conclusione. Domani la stessa Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen sarà in Israele, consapevole -come Draghi- del ruolo strategico che Israele potrebbe avere nella soluzione del conflitto ucraino alla luce del rapporto solido e disteso che da sempre la lega a Mosca, ma anche del peso che Israele può assumere nel difficile scacchiere della crisi energetica con cui l’Europa è chiamata a fare i conti. 

Italia e Israele sono tra l’altro membri fondatori dell’East Mediterranean Gas Forum, nel quale continuano a collaborare per l’utilizzo comune delle risorse di gas del Mediterraneo orientale, nonché per lo sviluppo di energie rinnovabili, come l’idrogeno, e la loro commercializzazione. L’Italia condivide anche con Israele la volontà di accelerare la trasformazione dei sistemi energetici, di fare leva sull’innovazione tecnologica e di rilanciare continuamente la cooperazione su “ricerca e sviluppo” e le sue ricadute industriali. In quest’ottica si sono tenute, nel novembre 2021, consultazioni tematiche a livello ministeriale su temi prioritari tra cui: energie rinnovabili; idrogeno; reti digitali intelligenti; veicoli elettrici. 

Nella ‘due giorni’ di Draghi a Gerusalemme non potrà mancare il tema della lotta all’Antisemitismo, che costituisce un tradizionale tema di dialogo con le Autorità israeliane. L’Italia è impegnata sul piano nazionale e internazionale: per la conservazione della memoria dell’Olocausto; con la partecipazione all’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e l’adozione della definizione di lavoro di antisemitismo dell’IHRA; con la nomina di una Coordinatrice nazionale e la presentazione della Strategia Nazionale per la lotta all’antisemitismo. 

Da parte dell’Italia è stato forte il sostegno all’iniziativa israeliana per una Risoluzione dell’Assemblea Generale ONU sulla negazione dell’Olocausto. L’Italia è stata tra i primi a co-sponsorizzare il testo approvato lo scorso 20 gennaio. 

Nella mission del premier è poi in programma una visita a Ramallah nel pomeriggio di martedì, per un incontro con il primo ministro palestinese, Mohammad Shtayyeh. Anche qui i rapporti sono ottimali, con l’Italia che spinge per una ripresa del dialogo sulla questione mediorientale che porti a una soluzione a due Stati, giusta, sostenibile e negoziata e che assicura una durevole stabilizzazione dell’area. Verranno firmate delle intese bilaterali tra Italia e Palestina nel settore della cooperazione allo svluppo. 

(dall’inviata Ileana Sciarra)  

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Covid, Bertuzzi: “Italia grande su vaccini ma non rilassarsi”

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(Adnkronos) – “L’Italia ha delle percentuali di immunizzazione” contro Covid “eccezionali, che negli Usa ci sogniamo. Vanno fatti veramente i complimenti alle autorità sanitarie, alla popolazione, a tutte le persone che sono riuscite a collaborare in questa direzione. Sono un po’ scettico su questo rilassamento generale perché, ripeto, dobbiamo veramente trovare il modo di convivere con il virus, di condurre vite normali, però non scordiamoci che non è passato”. E’ il punto di vista di Stefano Bertuzzi, Ceo dell’American Society for Microbiology e braccio destro dello scienziato Anthony Fauci in quella che è stata la task force anti-Covid della Casa Bianca, oggi ospite di un evento nella sede milanese dell’università Cattolica, l’ateneo in cui si è laureato (nel polo di Piacenza). 

Parlando all’Adnkronos Salute dell’Italia, a margine del convegno, Bertuzzi evidenzia che il Paese “ha avuto inizialmente una risposta alla pandemia di Covid-19 molto difficile, perché è stato il primo ad essere colpito”, dopo la Cina. “Ma una volta passata questa prima fase, un po’ confusa per tutti, la sua è stata una risposta fantastica. Sono stato veramente molto impressionato dai sistemi messi in piedi dal Paese per la vaccinazione”. 

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Covid, l’italiano nel team di Fauci: “E’ più endemia che pandemia ma resta un problema”

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(Adnkronos) – E’ arrivato il momento di declassare Covid dallo status di emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale? “Sono cauto. Sicuramente, se fotografiamo la situazione oggi, è più endemia che pandemia. Non mi stupirebbe se gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità dicessero che non è più un’emergenza globale, ma spero non lo dicano in questi termini. Non possiamo tirare per le lunghe un’emergenza quando non è effettivamente più un problema impellente e acuto. In questo momento Covid è un problema cronico e va riconosciuto come tale, ma non è che non sia importante per questo motivo. Non so che termini useranno, ma sarà importante dal punto di vista della comunicazione come verrà presentata” questa valutazione in arrivo. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Stefano Bertuzzi, Ceo dell’American Society for Microbiology e braccio destro di Anthony Fauci in quella che è stata la task force anti-Covid della Casa Bianca, oggi ospite di un evento nella sede milanese dell’università Cattolica, l’ateneo in cui si è laureato (nel polo di Piacenza).  

Bertuzzi ha vissuto la pandemia fin dalle fasi più dure negli Usa: “avrò dormito 2 ore in 6 mesi”, sorride. Allora c’erano problemi con i test Covid e i reagenti che mancavano e decisioni cruciali da prendere. E ammette: “La situazione, dal mio punto di vista, è indubbiamente cambiata. Vedremo quali sono le raccomandazioni degli esperti Oms, che sicuramente valuteranno tutto questo nel modo più attento e responsabile possibile”, oggi nel meeting del Comitato che dovrà decidere se Covid rappresenta ancora una minaccia mondiale. “Io spero che il messaggio sia che Covid rimane una patologia a cui prestare estrema attenzione. Per esempio, il long Covid è un problema molto serio e di cui sappiamo tutto sommato abbastanza poco”. E poi ci sono “i fragili” e “il fatto che non sappiamo cosa accadrà. Insomma non è che sia tutto a posto. Secondo me sarà importante rendere più chiaro possibile alla popolazione che non è una cosa da prendere alla leggera, ma che è possibile condurre una vita in gran parte normale, con certe precauzioni. E comunque, sempre attenti: la cosa può cambiare”.  

“Anche dal punto di vista di come le persone si approcciano – ragiona Bertuzzi – se tutto è un’emergenza a un certo punto nulla diventa più un’emergenza e quindi potrebbe essere molto preoccupante”. Certo, precisa, “noi siamo qui adesso di persona a un evento, 1 o 2 anni fa sarebbe stato impensabile, saremmo stati tutti bidimensionali su uno schermo. Dall’altro lato, sono arrivato qui in metropolitana e sui mezzi pubblici la mascherina la porto ancora. Insomma, è molto diverso da prima. La vera emergenza era quando non avevamo i vaccini e non avevamo un’immunizzazione da guarigione. Dalle pandemie si esce con l’immunizzazione, che sia poi vaccinale o naturale, è comunque così”.  

Oggi Covid, analizza, “sta diventando una situazione endemica, ma il fatto che una forma virale sia endemica non vuol dire che non sia un problema. E’ solo diverso. Anche l’influenza stessa è una malattia pericolosa da tenere seriamente in considerazione – ragiona – Dire ‘è solo un’influenza’ è sbagliato, perché è una cosa seria, ha una mortalità superiore all’1% ed è significativa. Ma non è che quando inizia la stagione influenzale noi smettiamo di viaggiare o non ci incontriamo più, riusciamo a condurre una vita tutto sommato abbastanza normale. Ecco, secondo me sta veramente succedendo anche col Covid in questo momento, grazie appunto ai vaccini e al fatto che la popolazione in generale è immunizzata”.  

“Rimangono due problemi”, puntualizza Bertuzzi. “Il primo sono quei frammenti di popolazione, piccoli ma non trascurabili, rappresentati dalle persone immunocompromesse e fragili che hanno un sistema immunitario che non è in grado di rispondere. Questo è un problema, rimane un’emergenza seria. E la seconda cosa è che non sappiamo cosa accadrà. Non pensiamo che basti che noi diciamo che Covid è endemico, il problema è se il virus è d’accordo con noi. Le sue capacità virali sono state fantastiche. E’ giusto essere ancora preoccupati”, come ha ammesso il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Non sappiamo quali varianti possono emergere, potrebbero arrivarne di nuove che ricreano una situazione diversa”.  

I test a chi arriva dalla Cina – “E’ un problema difficile quello dei test Covid su chi arriva da un determinato Paese – ragiona Bertuzzi – Da un punto di vista pratico è molto difficile avere queste forme di sorveglianza perché si possono fare con certezza sui voli diretti, meno sui collegamenti. Per cui non so quanto possa effettivamente funzionare. Se il concetto è quello di prevenire nuove varianti non funziona, se è finalizzato a fare sorveglianza allora sì, ed è importante averlo. Però dal punto di vista dell’implementazione è una misura difficile, come è abbastanza difficile comprendere il fatto che si prendano” in considerazione “solo alcuni Paesi. Io non sono contrario alle misure” di questo tipo, precisa, “però bisogna essere consapevoli anche del limite di questo approccio”.  

Il richiamo di Kraken – “Negli Usa si sta prestando molta attenzione” alla variante di Sars-CoV-2 battezzata Kraken sui social, cioè XBB.1.5, “perché effettivamente sembra che abbia delle mutazioni che rendono alcune cose più complesse. La patogenicità non sembra aumentata al momento, questa è la cosa positiva. Ma – avverte Bertuzzi – più la trasmissione aumenta”, come appare essere il caso di Kraken, “più il virus circola e più può mutare. Quindi è semplicemente un po’ un richiamo a ricordarci che non ne siamo fuori dal problema Covid. Il virus circola in modo abbondante – avverte – e può sempre riservare delle sorprese. Quindi questi studi” che monitorano le varianti di Sars-CoV-2 “sono molto importanti e vanno continuati con grande attenzione, perché potrebbero verificarsi risultati indesiderati significativi”.  

Il futuro dei vaccini – Guardando al futuro, i vaccini anti-Covid saranno annuali? “Non so esattamente quale potrà essere il quadro e il metodo di vaccinazione Covid che diventerà poi standard – riflette Bertuzzi – Ma, dal punto di vista della ricerca scientifica, mi entusiasmano particolarmente gli studi che si stanno facendo per esempio su vaccini ‘pan-coronavirus’. Cioè riuscire ad avere vaccini che possano avere uno spettro più ampio, come si sta facendo anche per l’influenza. Sono vaccini difficili” da ottenere, “però non è impossibile e in ultima analisi, se si riuscisse ad avere un vaccino pan-influenza e un vaccino pan-coronavirus, addirittura potrebbe anche non essere annuale, ma magari avere una cadenza più lunga”. La scienza ci sta lavorando, “non sono prodotti disponibili in questo momento – tiene a precisare -. E si lavora anche ai vaccini mucosali. Quello che sta succedendo adesso è che il virus sembra avere una fantastica capacità di replicazione nelle vie nasali e respiratorie superiori, nelle mucose” di naso e bocca, “mentre è molto più lento nei polmoni. Infatti, vediamo principalmente infezioni delle vie superiori anche per quei casi in cui c’è una rottura della barriera immunitaria. E di conseguenza si ritiene che i vaccini spray, come per l’influenza, potrebbero essere particolarmente significativi. Purtroppo non si sono ancora trovati sistemi per generare una risposta immunitaria stabile sufficiente. Però la trovo una via da esplorare”.  

“Non rilassiamoci” – Tornando al presente, “l’Italia ha delle percentuali di immunizzazione” contro Covid “eccezionali, che negli Usa ci sogniamo – dice Bertuzzi – Vanno fatti veramente i complimenti alle autorità sanitarie, alla popolazione, a tutte le persone che sono riuscite a collaborare in questa direzione. Sono un po’ scettico su questo rilassamento generale perché, ripeto, dobbiamo veramente trovare il modo di convivere con il virus, di condurre vite normali, però non scordiamoci che non è passato”. Il
Paese “ha avuto inizialmente una risposta alla pandemia di Covid-19 molto difficile, perché è stato il primo ad essere colpito”, dopo la Cina. “Ma una volta passata questa prima fase, un po’ confusa per tutti, la sua è stata una risposta fantastica. Sono stato veramente molto impressionato dai sistemi messi in piedi dal Paese per la vaccinazione”.
 

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Covid, Iss: rischio forme gravi 7 volte maggiore per non vaccinati mai infettati

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(Adnkronos) – Il vaccino anti-Covid si conferma un importante scudo contro i peggiori esiti in tutte le fasce di età, ma anche le infezioni pregresse influiscono. Il rischio di malattia grave per la popolazione con età maggiore di 12 anni e senza una diagnosi pregressa di infezione da Sars-CoV-2 è approssimativamente 7 volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati. Lo indica l’Istituto superiore di sanità nel report esteso su Covid-19, che da questa settimana non valuterà solo l’impatto della vaccinazione, ma anche quello dell’infezione pregressa e sarà aggiornato su base mensile. 

Il rischio di infezione Covid e di malattia grave è influenzato, dunque, sia dallo stato vaccinale che dalle infezioni pregresse. Il rischio assoluto di infezione e di malattia grave è maggiore nelle persone non vaccinate e che non hanno mai avuto una pregressa diagnosi. In generale si osserva che le persone con immunità ibrida (ovvero con infezione pregressa e vaccinazione), sono a minor rischio di infezione da Sars-CoV-2 e di incorrere in una forma grave di Covid-19. E che, a parità di fascia di età e di condizione di pregressa infezione, in tutte le classi di età maggiore di 12 anni si osserva una tendenza alla riduzione del rischio di malattia grave associato alla vaccinazione.  

 

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Covid Italia, Rezza: “Indicatori tutti positivi, situazione sotto controllo”

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(Adnkronos) – “Continuano a diminuire anche questa settimana il tasso di incidenza dei casi Covid” in Italia “e l’incidenza si fissa a 65 casi ogni 100mila abitanti. Anche l’Rt mostra una decisa tendenza alla diminuzione: siamo a 0,73, ben al di sotto della soglia epidemica. Il tasso di occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive è rispettivamente al 6,4 e al 2,1%, quindi anche in questo caso notiamo una diminuzione della congestione degli ospedali che è al di sotto di qualsiasi soglia di criticità. Tutti gli indicatori mostrano una evoluzione positiva e al momento la situazione è del tutto sotto controllo”. Così il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, nel videocommento ai dati del monitoraggio settimanale Covid della Cabina di Regia Iss-ministero della Salute.  

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Covid, Oms avverte: “Cautela, ancora troppi morti”

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(Adnkronos) – Cautela sulla fine dell’emergenza sanitaria globale. Il Covid fa ancora troppi morti: la scorsa settimana se ne sono registrati circa 40mila, più della metà in Cina. Lo sottolinea il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nell’intervento al Comitato emergenze dell’Oms, riunito per valutare se Sars-Cov-2 rappresenta ancora una minaccia di salute pubblica di portata globale.  

“Entrando nel quarto anno di pandemia, siamo senz’altro in una situazione migliore rispetto a un anno fa, quando l’ondata di Omicron era al picco e oltre 70mila morti a settimana venivano riportate all’Oms”, premette Tedros. Ma, nelle ultime settimane, il boom di contagi in Cina ha portato a un aumento dei decessi, da non sottovalutare. Lo scorso ottobre, quando si è tenuta l’ultima riunione del Comitato emergenze, “il numero di morti era il più basso dall’inizio della pandemia – ricorda Tedros – meno di 10mila a settimana. Ma dall’inizio di dicembre, i decessi sono tornati nuovamente ad aumentare: 40mila circa la scorsa settimana, oltre la metà in Cina”.  

In totale, negli ultimi 2 mesi sono state registrate più di 170mila morti. “Il numero attuale è senz’altro più alto”, sottolinea il Dg, ricordando che “in molti Paesi gli strumenti salva-vita come i vaccini non sono diffusi fra le fasce di popolazione che ne hanno più bisogno, molti sistemi sanitari faticano a fronteggiare Covid-19 e la sorveglianza e il sequenziamento dei casi sono diminuiti drasticamente in quasi tutto il mondo”.  

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Fedez perde battaglia col Codacons in tribunale

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(Adnkronos) – Si aggiunge un nuovo round nella querelle tra Fedez e il Codacons. Stavolta è il rapper a perdere la sua battaglia giudiziaria contro l’associazione: il Tribunale di Roma ha infatti rigettato la denuncia presentata da Fedez, che accusava di truffa l’associazione dei consumatori per aver pubblicato un banner sul proprio sito internet relativo ad una raccolta fondi per attività legali in tema Covid. Nel bocciare il ricorso del rapper, il giudice Gabriele Tomei riconosce inoltre la piena legittimità dell’iniziativa Codacons, sostenendo nell’ordinanza di archiviazione che “il banner incriminato solo ad un lettore disattento poteva apparire ambiguo e fuorviante”.  

“Invero -si legge nella sentenza del tribunale- dalla lettura del sito e degli approfondimenti dell’iniziativa del Codacons descritti nei link collegati emergeva con sufficiente chiarezza che quei fondi servivano a supportare l’azione della Associazione e, nel raggiungimento di scopi, di pubblico interesse, a tutela di tutti i consumatori […] Deve ritenersi che la tesi contraria della difesa di Lucia (Fedez ndr) circa la presunta idoneità di quanto pubblicizzato dal Codacons a truffare il pubblico dei possibili donanti, è congetturale e apodittica”. 

Duro il commento a caldo dell’associazione dopo la sentenza: secondo il Codacons, la denuncia di Fedez sarebbe “una evidente ritorsione per la multa dell’Antitrust fatta elevare dal Codacons a Gofundme dopo la raccolta fondi in favore dell’ospedale San Raffaele avviata dai Ferragnez sulla piattaforma, sanzione da 1,5 milioni di euro per le commissioni ingannevoli applicate agli ignari donatori”, commenta l’associazione. 

Ed annuncia in merito immediati provvedimenti. “Ora Fedez non solo sarà denunciato per calunnia e dovrà affrontare un nuovo procedimento penale, ma rischia di essere escluso dal prossimo Festival di Sanremo -tuona il Codacons- Stiamo infatti per presentare una istanza alla Rai in cui si chiede, anche alla luce delle ultime gravi vicende che hanno visto coinvolto il rapper, di non consentire la sua partecipazione in qualsiasi forma alla kermesse canora”. 

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Allarme psichiatri, ‘cure a rischio, serve Agenzia salute mentale’

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(Adnkronos) – “E’ fondamentale istituire al più presto un’Agenzia nazionale per la salute mentale”. Un’azione da intraprendere con urgenza perché “la gravissima carenza di finanziamenti e di personale sanitario mette a serio rischio il futuro dei pazienti e delle loro famiglie”. E “se non sarà al più presto riorganizzata tutta l’area della salute mentale, in pochi anni non saremo più in grado di curare i pazienti”. A lanciare l’allarme sono Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, riconfermati co-presidenti della Società italiana di neuro-psico-farmacologia (Sinpf) al termine del 24esimo Congresso nazionale Sinpf, che si chiude oggi dopo 3 giorni di lavori nelle due sedi di Milano e Venezia-Mestre. 

“I servizi di psichiatria in Italia sono in grandissima difficoltà da molti anni, nonostante le nostre denunce e richieste di ascolto”, afferma Balestrieri, ordinario di Psichiatria all’Università di Udine. Sono “in calo i dipartimenti (da 183 a 141) – spiega – e i posti letto (-400, quindi il 10%)” ed è “in fuga il personale (tra 2 anni mancheranno mille psichiatri e circa 10mila tra infermieri e altro personale). Sul territorio, infatti, ne manca circa il 30%. Senza parlare delle risorse, ormai da Paesi ‘a basso reddito’, che restano ampiamente sotto la media europea (2,9% del Fondo sanitario invece del 10% indicato in sede comunitaria)”. Secondo i vertici Sinpf, “nessuna area medica in Italia è oggi in queste condizioni”.  

Sono “in calo anche gli utenti, dagli 850mila del 2017 ai 730mila del 2020, e non certo per la diminuzione delle patologie mentali – precisa Balestrieri – Anzi, i problemi di salute mentale sono in crescita costante”, un trend al quale “il Covid ha offerto una sponda ancora più forte. Riguardano non solo adulti, ma sempre più gli adolescenti e i giovani adulti, che richiedono interventi urgenti, visite mediche specialistiche e cure specifiche. Non dimentichiamo che i bambini e gli adolescenti di oggi saranno gli adulti di domani”. 

“La Sinpf per sua natura cerca di creare alleanze con le altre società scientifiche, al fine di migliorare la risposta ai disturbi di salute mentale nel nostro Paese – spiega Mencacci, direttore emerito di psichiatria all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano – Propone per questo una riorganizzazione delle risorse, la creazione progressiva di una spinta verso azioni di prevenzione e di screening universali soprattutto nella fascia di popolazione più sensibili (adolescenti, giovani adulti, donne e anziani). Inoltre la Sinpf, insieme alla Società italiana di psichiatria, alla Società di neuropsichiatria infantile e alla Federazione dei dipartimenti delle dipendenze, è stata la prima a lanciare l’idea di una Agenzia nazionale per la salute mentale. C’è un bisogno estremo di coordinare le risorse di indirizzarle in maniera adeguata secondo criteri di evidenza scientifica, di avere omogenei in tutte le regioni i protocolli diagnostico-terapeutici e di infondere il concetto di prevenzione in tutta la popolazione”. 

Al meeting Sinpf hanno partecipato 2mila tra psichiatri, neurologi, farmacologi, psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, medici di medicina generale e infermieri delle diverse specialità. Trecento gli speaker per 200 tra sessioni e simposi su due sedi, collegate costantemente in diretta tra loro.  

“Un esempio di medicina del futuro, multi-specialistica e multi-professionale”, evidenzia la società scientifica. “Al centro dell’attenzione di questo primo ‘congresso diffuso’ – riassume una nota – tutte le novità farmacologiche delle neuroscienze, affiancate da temi dedicati alla prevenzione e all’assistenza ai pazienti che soffrono di malattie mentali”. Infine “il congresso, elettivo ogni 4 anni, ha visto la riconferma all’unanimità della dirigenza uscente e dei due co-presidenti”. 

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Covid oggi Lombardia, 5.341 contagi e 48 morti: bollettino ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono stati 5.341 i contagi da Coronavirus nell’ultima settimana, dal 20 al 26 gennaio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Lombardia, in calo rispetto ai 6.099 della settimana precedente (13-19 gennaio). Negli ultimi 7 giorni ci sono stati 48 morti nella Regione. Il bilancio totale da inizio pandemia è di 45.190 decessi. Nell’ultima settimana monitorata i tamponi sono stati 92.655, per un tasso di positività del 5,8%, in calo rispetto al 6,2% della settimana precedente.  

Negli ospedali, secondo il bollettino regionale aggiornato al 26 gennaio, ci sono 26 ricoverati Covid in terapia intensiva, rispetto ai 25 della settimana precedente, e scendono i ricoverati in area medica, a quota 340, dai 442 del precedente bollettino.  

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Covid oggi Sardegna, 132 contagi: bollettino 27 gennaio

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(Adnkronos) – Sono 132 i nuovi contagi da coronavirus oggi 27 gennaio 2023 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Nessun nuovo decesso. 

Dei 132 casi confermati di positività al Covid, 116 sono stati diagnosticati con tampone antigenico. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 1132 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2 (stesso dato di ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 58 (-10). 3506 sono i casi di isolamento domiciliare (-40).  

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Asstra, per nuova mobilità interventi a favore competitività e certezza risorse

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(Adnkronos) – Non c’è mobilità sostenibile senza un forte sistema di Trasporto Pubblico Locale, un sistema di oltre 930 imprese che muove ogni giorno oltre 15 milioni di persone. Il Covid 19 e i nuovi servizi di trasporto richiesti, e nello stesso ambito, la convergenza tra transizione ecologica e digitalizzazione e, a seguito del conflitto ucraino, la crisi energetica e l’inflazione, richiedono interventi mirati per favorire la competitività del settore, la stabilità del quadro normativo e la certezza delle risorse economiche a disposizione. Lo sottolinea Asstra che porrà al centro del dibattito del XVII Convegno Nazionale 2023, in programma lunedì prossimo, le richieste per per raggiungere gli obbiettivi attraverso 4 aree di intervento. (PROGRAMMA) 

Si parte dalle regole con un intervento normativo che elimini ogni disomogeneità del quadro regolatorio nazionale rispetto alla normativa comunitaria di settore contenuta nel Regolamento 1370/2007/CE; revisione del Testo unico delle società partecipate che vada verso una semplificazione e l’eliminazione di vincoli e limiti per le società partecipate non coerenti con i principi comunitari e con gli obiettivi di competitività e non discriminazione; revisione delle disposizioni nazionali sui servizi interregionali statali illegittime per incompatibilità con la disciplina comunitaria e nazionale sui servizi di trasporto pubblico locale.  

Sul fronte delle risorse, Asstra chiede meccanismi automatici di indicizzazione del Fondo Nazionale Trasporti; iniezione strutturale aggiuntiva di risorse in conto esercizio per supportare ed accompagnare gli ingenti e straordinari investimenti e finanziare i nuovi servizi di TPL; accelerazione dei processi di pagamento; copertura integrale dei “mancati ricavi Covid-19” per il 2021 ed il 2022 ed interventi strutturali ed automatici per coprire i maggiori costi energetici; piena applicazione dei “costi standard” tenuto conto delle innovazioni tecnologiche, dei nuovi obiettivi programmatori e delle diverse dinamiche di costo; criteri di aggiornamento automatici delle tariffe nei contratti di servizio (c.d. “price cap” regolato dall’Art) e maggiore flessibilità tariffaria a favore delle imprese; incentivi alla diffusione dei sistemi di bigliettazione elettronica e digitalizzazione dei pagamenti per rendere più attrattivo e innovativo il trasporto pubblico locale e arginare il crescente fenomeno dell’evasione tariffaria.  

La terza area di intervento è quella dell’innovazione con una convergenza verso una transizione energetica sempre e comunque finalizzata all’acquisto di mezzi ad alimentazione alternativa, ma più adeguata gradualità, al fine di tener conto delle diverse realtà ed esigenze territoriali, della reale e tempestiva attuazione di investimenti necessari e conciliare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e sociali, con la sostenibilità economica delle imprese; neutralità della governance nella gestione dei sistemi digitali integrati (“ad esempio Mobility-as-a-Service al fine di garantire equità di trattamento e non discriminazione degli operatori coinvolti, considerando la leva tariffaria quale fattore fondamentale per la competitività delle imprese. 

Per le politiche aziendali, Asstra indica un incremento dei livelli di produttività del lavoro associato ad un sistema di relazioni industriali adeguato alle sfide del processo tecnologico; promozione, secondo logiche industriali e sulla base dei contesti di mercato, di sinergie tra imprese attraverso forme di aggregazione tra aziende per la realizzazione di obiettivi comuni (ad es. centralizzazione degli acquisti), produttivi (ad es. sinergie sulla flotta), organizzativi (ad es. personale di staff condiviso e circolarizzazione delle competenze).  

 

XVII CONVEGNO NAZIONALEMOBILITEVOLUTIONLe imprese di trasporto pubblico locale per il futuro del paese 

30 gennaio 2023 

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secoloVia Guido Reni, 4a – Roma 

Il convegno nazionale ASSTRA giunge alla sua XVII edizione in un momento storico di particolare importanza per il settore del trasporto pubblico locale e in generale per il Paese. Le opportunità della transizione ecologica e digitale sono davanti a noi ed è necessario fare tesoro di quanto appreso negli ultimi turbolenti anni e avere il coraggio di proiettarsi verso il futuro, accelerando e portando a compimento il processo di evoluzione iniziato oramai da anni. E’ indubbio che il trasporto pubblico è la soluzione di mobilità più efficace ed efficiente per connettere persone e territori. L’unica soluzione di mobilità in grado di far muovere 16 milioni di persone ogni giorno impiegando il minor quantitativo di risorse energetiche possibili. Per questa ragione non può esistere mobilità sostenibile senza un forte sistema di trasporto pubblico locale e per questa ragione il TPL si conferma come una delle principali leve per garantire la qualità della vita delle città e del Paese. 

In quanto spina dorsale della mobilità urbana il trasporto collettivo, infatti, è in grado di incidere sul funzionamento della società favorendo e sostenendo le altre attività economiche, ricucendo le ferite dei territori e limitando diversità sociali e sacche di marginalizzazione. Al centro di qualsiasi sistema di trasporto pubblico ci sono le imprese che non si sono mai fermate neppure nei giorni più bui della pandemia, rendendo evidente l’essenzialità del servizio di trasporto. Essenzialità riconosciuta nel trattato di funzionamento della Unione Europea per cui gli Stati membri devono provvedere affinché i servizi di trasporto assolvano la propria missione. 

L’emergenza pandemica, con le relative misure di contenimento, l’irreperibilità di molte materie prime insieme all’aumento dei costi dell’energia, hanno contribuito ulteriormente ad aumentare le incertezze rispetto al raggiungimento degli stringenti obiettivi definiti nel PNRR. La sfida è grande ma è il momento di sciogliere alcuni nodi del settore per sostenere una nuova industria del Paese, un nuovo mercato su cui puntare per rinnovare la crescita economica italiana conciliandola con un innalzamento della qualità della vita. E’ necessario quindi creare un ambiente favorevole alla competitività – nel quale le aziende possano competere tra loro, per il mercato, e con le altre modalità di trasporto – puntando sul consolidamento e lo sviluppo industriale delle aziende di TPL e sulla conoscenza della nuova domanda di mobilità al fine di rispondere ai bisogni contemporanei di mobilità. 

Proprio per affermare questi principi ASSTRA, in occasione del XVII Convegno Nazionale, presenterà un documento di posizione sui temi della competitività e del mercato ed una ricerca di taglio socio-attitudinale sull’attrattività dei servizi di trasporto pubblico locale. Il convegno si articolerà poi in due agorà per dibattere e confrontare le opinioni dei diversi stakeholder del sistema associativo in relazione allo sviluppo industriale delle aziende di trasporto pubblico locale e alle tendenze di mobilità della società contemporanea. 

 

10:00 Registrazione partecipanti 

Modera il Convegno Fabio Insenga – Vicedirettore Adnkronos 

10:30 Apertura dei lavori 

Andrea Gibelli – Presidente, ASSTRA 

10:45 Saluti del Sindaco di Roma 

porta i saluti Eugenio Patanè Assessore alla Mobilità di Roma Capitale 

10:55 Intervento introduttivo 

Edoardo Rixi – Viceministro, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 

 

Prima Sessione 

L’attrattività del TPL 

Cosa si muove nella società italiana? Come si stanno riorganizzando le comunità? Quali sono i nuovi bisogni di mobilità nelle città e nelle aree interne? Sono queste le domande che hanno spinto ASSTRA a dare seguito all’indagine realizzata lo scorso anno con GPF, Inspiring research, per approfondire l’analisi della società italiana rispetto ai bisogni di mobilità, individuando i fattori che determinano oggi l’attrattività dei servizi di mobilità e dei servizi di trasporto collettivo per gli italiani. Un’analisi socio-attitudinale delle trasformazioni in corso nella società italiana utile a tutte le imprese per perfezionare la propria offerta di mobilità, per confrontarsi con gli enti committenti, per ridefinire le politiche commerciali in un momento di trasformazione della clientela acquisita e di quella potenziale in modo da rispondere meglio alle esigenze della società e degli individui facendo crescere il numero di passeggeri del trasporto pubblico in quanto soluzione di trasporto preferibile. Capire le dinamiche delle comunità per intercettare i nuovi bisogni è la necessaria attività di business intelligence in grado di favorire l’innovazione, il progresso e lo sviluppo. 

11:10 Presentazione dello studio ASSTRA – GPF Inspiring Research 

A cura di Carlo Berruti – Market Research Director, GPF- Inspiring Research 

11:30 L’attrattività del TPL: Agorà 

Introduce i lavori Massimo Nitti – Vicepresidente, ASSTRA 

• Carlo Carminucci – Direttore della Ricerca e responsabile Osservatorio “Audimob”, ISFORT; 

• Giuseppe Catalano – Professore ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale,Facoltà di Ingegneria 

dell’Informazione, Informatica e Statistica, Università di Roma La Sapienza; 

• Paola De Micheli – Vicepresidente, X Commissione della Camera dei Deputati; 

• Giovanni Dimopoli – Direttore Strategie e Sviluppo Business, PluService; 

• Stefania Di Serio – Sales & Business Development International Market, ALMAVIVA; 

• Francesco Golia – Regional Managing Director, Central Europe, Optibus; 

• Sylvain Haon – Direttore Strategia, UITP; 

• Antonello Pezzini – Membro della Segreteria Tecnica del Ministro, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; 

• Edo Ronchi – Presidente, SUSDEF; 

• Giuseppe Ruzziconi – Presidente, federMobilità; 

• Sergio Veroli – Presidente, Consumers’ Forum 

14:00 Pranzo 

15:00 PNRR: la risposta ai nuovi bisogni per la nuova mobilità sostenibile 

Raffaele Fitto – Ministro, Ministero per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e per il PNRR 

15:15 Il ruolo della regolazione per il futuro del TPL 

Guido Improta – Segretario Generale, Autorità di Regolazione dei Trasporti 

Seconda Sessione 

Riforme e competitività delle imprese di TPL 

Per recuperare i gap esistenti tra il sistema italiano di mobilità e quello dei principali paesi europei e per offrire servizi di trasporto sempre più rispondenti ai bisogni delle persone è fondamentale riposizionare le imprese di trasporto pubblico locale secondo criteri industriali. Per fare ciò è necessario creare condizioni di stabilità e certezza tali da rendere il mercato nazionale del trasporto collettivo più competitivo, dinamico, economicamente più interessante e attrattivo. Le imprese di trasporto pubblico devono essere messe quindi nelle condizioni, nell’alveo del quadro regolatorio europeo, di offrire servizi più attraenti rispetto alle altre forme di mobilità. Le aziende devono quindi poter contare sulla stabilità delle norme che regolamentano il mercato e sulla certezza delle risorse economiche per poter progettare e programmare i servizi di mobilità affermando il trasporto pubblico locale come un servizio in grado di generare valore per le comunità, l’ambiente, l’economia. Il trasporto pubblico locale e regionale è l’industria su cui il paese può puntare per dare ulteriore impulso alla propria crescita economica. 

15:30 Riforme e competitività delle imprese di TPL: Agorà 

Introduce i lavori Giuseppina Gualtieri – Vicepresidente, ASSTRA 

Presentazione del position paper ASSTRA “MOBILITEVOLUTION – Dalla resilienza allo sviluppo 

• Nicola Biscotti – Presidente, ANAV; 

• Bruno Bitetti – Managing partner, Studio Massimo Malena & Associati; 

• Sabrina De Filippis – Direttore Direzione Business Regionale, Trenitalia; 

• Salvatore Deidda – Presidente, IX Commissione trasporti della Camera dei Deputati; 

• Massimiliano Fedriga – Presidente, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome; 

• Arrigo Giana – Presidente, Agens; 

• Andrea Giordano – Vice Capo di Gabinetto, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; 

• Davide Macor – Direttore Mercato Business, Edison; 

• Federico Manzoni – Rappresentante ANCI presso l’Osservatorio TPL del MIT, 

Assessore alle politiche della Mobilità ed ai servizi Istituzionali, Comune di Brescia; 

• Pietro Marturano – Coordinatore nazionale, UOT – ANSFISA; 

• Sonia Sandei – Head of Electrification Enel Italia; 

• Mario Sebastiani – Presidente, Sipotra; 

• Enrico Trombetta – Deputy Head of Consulting Aon Director Risk, Audit and Compliance Services, AON; 

18:00 Intervento conclusivo 

Matteo Salvini – Ministro, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 

18:30 Visita guidata al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e alla mostra 

“Technoscape”, L’architettura dell’ingegneria 

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