Draghi, il primo dei ‘Ciampi boys’


La voce c’è anche nell’enciclopedia Treccani ‘Ciampi boy’ loc. s.le m. – Collaboratore e consigliere di Carlo Azeglio Ciampi; chi si ispira alla sua scuola”. Ma l’espressione ‘Ciampi boys’ nasce negli anni ’90 sui giornali per indicare quel gruppetto di economisti, a cominciare da Mario Draghi, lanciati nella vita pubblica da Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca di Italia, poi super ministro del Tesoro nei governi Prodi e D’Alema, presidente del Consiglio e infine presidente della Repubblica. 

Draghi diventò direttore generale del Tesoro nel ’91 su proposta del ministro del Tesoro Guido Carli (pare su suggerimento dell’allora numero uno della Banca centrale Ciampi, che gli diede personalmente la notizia e che lo aveva voluto in Bankitalia per una consulenza) e vi rimase per dieci anni: con Carlo Azeglio Ciampi ministro fu ritenuto il regista della stagione delle privatizzazioni.  

Se Mario Draghi è considerato il primo dei Ciampi boy, tra gli economisti nel tempo indicati come vicini al ‘padre della moneta unica’ in Italia ci sono Fabrizio Barca, Tomaso Padoa Schioppa, Paolo Savona, ora alla guida di Consob con specializzazione in economia monetaria al Mit di Boston, dove collaboro’ con Franco Modigliani uno dei maestri di Draghi. E ancora Vittorio Grilli, già ministro del Tesoro, fino a Dario Scannapieco, attuale presidente della Bei. 

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