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Dl Ucraina, niente numero legale. Meloni: “Maggioranza a pezzi”. Salvini: “Non è colpa mia”

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”Un commento sulla mancanza del numero legale oggi sul dl Ucraina dovete chiederlo agli altri partiti, non a noi… Non siamo noi che dobbiamo garantire la presenza per un provvedimento del governo che ha il 95 per cento dei parlamentari a suo sostegno… Credo che i problemi ce li abbia la maggioranza, che ormai mi pare abbastanza a pezzi…”. Lo ha detto Giorgia Meloni a margine della presentazione del libro di Vittorio Feltri al Circolo Aniene in merito alla doppia fumata nera di oggi alla Camera. 

”Mi pare che ormai nella maggioranza ci sia una difficoltà enorme. Evidentemente o la maggioranza è troppo distratta oppure qualcuno sta dando dei segnali… E sono dei segnali di nervosismo. Per me è una buona notizia se il governo va casa…”, ha detto ancora, rispondendo a chi gli chiedeva se condividesse le parole di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdi alla Camera, secondo il quale, dopo la mancanza due volte del numero legale oggi sul Dl Ucraina in Aula, il ”governo è ormai al capolinea”.  

Il numero legale sul dl Ucraina venuto a mancare per ben due volte nell’Aula della Camera? “Non è colpa mia”, sottolinea il leader della Lega Matteo Salvini lasciando Palazzo Chigi. Sulla presunta assenza di deputati leghisti, “gli altri erano tutti presenti? – risponde con fermezza – Io non commento le voci, chiamo il capogruppo e glielo chiedo. Del resto ho letto su Repubblica che avevo il visto per Mosca e non l’avevo mai chiesto… Se sono da Draghi difficilmente riesco a seguire i lavori della Camera”.  

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Coronavirus

Sanremo 2023, Minelli vs Bassetti: “Non facciamo i medici per farci dire grazie”

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(Adnkronos) – “Non facciamo i medici per sentirci dire grazie, questo vorrei che fosse chiaro come mio personale punto di vista”. Così all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata, commenta quanto affermato dall’infettivologo Matteo Bassetti che a poche ore dalla prima serata del Festival di Sanremo ha chiesto ad Amadeus di ricordare sul palco “chi ha battuto Covid, perché senza di loro niente Festival. Mi auguro ci sia uno spazio per farlo, non chiedo per me, ma per gli operatori sanitari. Ricordiamo il loro sacrificio”.  

“La cultura del gradimento non ci appartiene – continua l’immunologo Minelli -, ritengo che riguardi piuttosto i politici, che hanno bisogno del consenso popolare. Ecco perché come evento popolare il Festival di Sanremo non è l’occasione adatta a certificare o meno il ruolo e il valore di medici, ricercatori e scienziati. Passeremo le nostre serate ad ascoltare le nuove canzoni, senza aspettarci applausi per una professione che noi abbiamo scelto di fare fuori da ogni palcoscenico. Saranno i cantanti, più probabilmente, a meritarseli”.  

LE PAROLE DI BASSETTI – “Stasera si apre il Festival di Sanremo come sempre l’abbiamo visto, senza mascherine e il tamponificio per gli artisti e Green Pass, e questo grazie ai vaccini e ai medici e agli infermieri” ha detto all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti. “I primi hanno declassato il Covid a poco più di una influenza come la vediamo ora, i secondi in questi tre anni hanno lavorato sempre in prima linea, in condizioni difficili anche dal punto di vista economico visto che non ci sono state gratificazioni. Senza di loro avremo avuto molti più morti e anche l’efficienza della campagna vaccinale sarebbe stata inferiore. Il Festival di Sanremo dovrebbe riconoscere a tutte queste persone il merito che hanno, è stato parzialmente riconosciuto in passato facendo salire sul palco qualcuno. Spero che Amadeus riconosca in qualche modo il lavoro fatto dagli operatori sanitari in questi anni”. 

“Su quel palco lo scorso anno siamo stati presi in giro e ci siamo fatti una sana risata – avverte l’infettivolgo -. Io non dico che devo essere ringraziato il sottoscritto, ci mancherebbe, ma tutti i medici e gli infermieri: mi auguro ci sia uno spazio per farlo. Io non sono stato contattato – precisa – ma salgono tutti su quel palco e non i medici e gli infermieri che hanno combattuto la ‘guerra’ contro il Covid? Guerra che abbiamo vinto. Avere memoria di questo con un grazie, credo che sia il minimo”.  

 

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Spettacolo

Sanremo 2023, Associazione Utenti RadioTv: “Rai renda pubblico compenso Benigni”

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(Adnkronos) – “La Rai deve rendere pubblico quanto percepirà Roberto Benigni per il suo intervento al Festival di Sanremo, e in tal senso siamo pronti a presentare una formale istanza d’accesso all’azienda e un esposto alla Corte dei Conti per conoscere i dettagli sul contratto tra la rete e il comico toscano”. Lo afferma l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, dopo l’annuncio fatto oggi da Amadeus nel corso della conferenza stampa a Sanremo. 

“Già in passato i maxi-compensi riconosciuti dalla Rai a Benigni sono finiti al centro di uno scandalo – spiega l’Associazione – In occasione della partecipazione di Benigni al Festival del 2020 si parlò di un cachet, mai confermato, da 300mila euro. Crediamo sia giusto in questo momento di grande difficoltà economica per il paese garantire massima trasparenza ai cittadini che finanziano la Rai attraverso il canone, e rendere pubblici i compensi che la Rai riconosce ad ospiti di eccezione come Roberto Benigni, e se non otterremo risposta siamo pronti a presentare una formale istanza d’accesso alla Rai e una segnalazione alla Corte dei Conti”. 

“Anche perché – commenta ironicamente l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi – per leggere la Costituzione non serve Benigni, e i cittadini possono provvedere anche da soli, acquistandone una copia a pochi euro”.  

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Cronaca

Pio d’Emilia, morto a 68 anni il giornalista di Sky Tg24

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(Adnkronos) – E’ morto all’età di 68 anni il giornalista Pio d’Emilia. Viveva e lavorava in Giappone, corrispondente dall’Estremo Oriente per Sky Tg24. Nel Paese del Sol Levante era arrivato giovanissimo dopo aver vinto una borsa di studio come procuratore legale e la sua aspirazione giovanile era proprio quella di diventare avvocato penalista in uno studio internazionale. 

Il giornalista era a entrato a Sky nel 2005, come corrispondente per l’Asia Orientale e in quelle vesti ha coperto eventi come lo tsunami del 2008, il tifone Hayan nelle Filippine, la crisi nucleare in Corea del Nord, gli scontri in Birmania e in Tibet e l’incidente nucleare di Fukushima. Nel 2016 è stato insignito del Premio Ischia quale ‘Giornalista dell’Anno’. 

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Esteri

Terremoto Turchia e Siria, una studentessa della Sapienza tra le vittime

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(Adnkronos) – C’è anche una studentessa della Sapienza di Roma tra le vittime del tragico terremoto che ha colpito Turchia e Siria. A darne notizia è il profilo Facebook dell’università, che posta anche una foto della donna. 

“La Sapienza piange Nesrin, studentessa della Facoltà di Medicina e Psicologia vittima del terremoto in Turchia e Siria – si legge – Il terribile terremoto del 6 febbraio si è portato via anche la giovane vita di Nesrin Kara, nostra studentessa iscritta al Corso di laurea magistrale in lingua inglese Cognitive Neuroscience: la comunità universitaria della Sapienza si stringe alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Nesrin e la rettrice Antonella Polimeni esprime le più sentite condoglianze per questa gravissima perdita”. 

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Cronaca

Ex terroristi, decisione Corte Cassazione Francia il 28 marzo su estradizioni

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(Adnkronos) – La Corte di Cassazione ha esaminato oggi le eccezioni sollevate dalla Procura generale, la quale si era opposta al rifiuto della Corte d’appello di estradare dieci ex terroristi italiani reclamati dall’Italia. La decisione della Suprema Corte francese sarà annunciata il 28 marzo. L’Avvocato generale della Corte di Cassazione ha concluso per il rigetto delle istanze. 

A fine giugno 2022 il Procuratore generale aveva impugnato davanti alla Cassazione francese il no all’estradizione dei 10 ex terroristi italiani deciso dalla Corte di Appello di Parigi lo scorso 29 giugno.  

Le domande di estradizioni riguardano l’ex militante di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, tra i fondatori di Lotta Continua, da tempo malato, condannato a 22 anni come uno dei mandanti dell’omicidio Calabresi; gli ex Br Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi, Maurizio Di Marzio, Enzo Calvitti; l’ex militante di Autonomia Operaia Raffaele Ventura; l’ex militante dei Proletari armati Luigi Bergamin; l’ex membro dei ‘Nuclei armati contropotere territoriale’, Narciso Manenti. 

“Mi rallegro per la richiesta dell’Avvocato generale della Corte di Cassazione che ha concluso per il rigetto delle 10 impugnazioni seguendo la miglior giurisprudenza e rispettando i principi della legge”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Irène Terrel, l’avvocata francese di sette dei dieci ex terroristi italiani fermati in Francia a fine aprile 2021 nell’ambito dell’operazione ‘Ombre rosse’ commentando l’esito dell’udienza di oggi alla Corte di Cassazione.  

“I motivi di impugnazione sollevati dalla Procura generale non avevano alcun fondamento – sottolinea Terrel – e il ricorso deve essere respinto da un lato perché il procedimento in contumacia come previsto in Italia viola l’articolo 6 e dall’altro perché viene violato l’articolo 8 sul diritto alla vita privata e famigliare, i principi fondamentali previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo come aveva affermato la Corte di Appello di Parigi”.  

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Economia

Grimaldi (Alis), ‘con intermodalità taglieremo due miliardi di costi nei trasporti’

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(Adnkronos) – “Il vero tema è che mancano ancora delle tecnologie che permettano un trasporto totalmente sostenibile, a zero emissioni di CO2. Noi attraverso l’intermodalità marittima cerchiamo di far transitare quei mezzi che prima congestionavano le autostrade italiane sulle navi e, attraverso l’intermodalità ferroviaria, sui treni. Stiamo levando milioni di tonnellate di merci all’anno e milioni di camion e stiamo andando a ridurre di circa due miliardi di euro i costi di esternalità, inquinamento e, soprattutto, incidentalità”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (Alis), Guido Grimaldi, a margine della conferenza stampa di presentazione di LetExpo 2023 a Roma. 

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Economia

Grimaldi (Alis), ‘a LetExpo molti giovani hanno trovato contratti a tempo indeterminato’

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(Adnkronos) – “Quella del 2022 di LetExpo è stata una grande edizione, con 200 espositori, quattro padiglioni e 45mila persone intervenute. Con l’edizione di quest’anno vogliamo rilanciare e crescere: quest’anno abbiamo già 300 espositori, cinque padiglioni, 60mila mq e ci aspettiamo presenze per oltre 100mila persone. Una grande novità di questa edizione è che ci saranno tre momenti socio-culturali molto importanti, tra i quali una fiera dove c’è il patronato della Presidenza della Repubblica e del Governo italiano che parla di stragi nazi-fasciste”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (Alis), Guido Grimaldi, a margine della conferenza stampa di presentazione di LetExpo 2023 a Roma. 

“L’anno scorso abbiamo avuto mille ragazzi che sono venuti un po’ da tutta Italia per comprendere e capire quali sono le opportunità, quest’anno ce ne aspettiamo 20mila- ha aggiunto- Decine di ragazzi l’anno scorso hanno trovato contratti a tempo indeterminato e noi ci auguriamo che quest’anno questo numero possa aumentare, soprattutto in considerazione di una disoccupazione giovanile che nel nostro Mezzogiorno è pari al 40%. Dobbiamo cercare di lavorare per dare un futuro ai nostri giovani”, ha concluso. 

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Economia

Alis e Veronafiere, 300 espositori e momenti di confronto istituzioni, imprese e professioni

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(Adnkronos) – “Con LetExpo 2023, in programma da mercoledì 8 a sabato 11 marzo presso il polo fieristico di Verona, Alis e Veronafiere consolidano una collaborazione strategica forte del posizionamento da leader nei rispettivi settori e della comune idea di un progetto fieristico innovativo, che mette al centro il mondo della logistica, dei trasporti e dei servizi alle imprese. LetExpo è una fiera che guarda al futuro di tutti noi, con la grande responsabilità di promuovere una cultura che ci accompagni nella transizione verso una mobilità e un’economia più sostenibili”. Così il Presidente di Alis Guido Grimaldi ed il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo dichiarano nella conferenza stampa su LetExpo 2023 organizzata a Roma presso la sede nazionale di Alis. Durante la presentazione di oggi è stata annunciata anche la presenza del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini alla cerimonia di inaugurazione dell’8 marzo. 

“Siamo lieti di annunciare che per questa seconda edizione avremo 300 espositori posizionati in 5 padiglioni per una superficie di 60.000 metri quadrati di spazio espositivo. Numeri molto importanti, che si aggiungono agli oltre 100 momenti tra membri del Governo e delle Istituzioni, rappresentanti delle imprese, delle associazioni, del mondo delle professioni e della formazione, i quali interverranno in conferenze istituzionali ed interviste in ‘Casa Alis’, confronti e dibattiti in ‘Alis Cafè’, workshop e presentazioni in ‘Alis Hub’. Questi appuntamenti saranno moderati da autorevoli giornalisti, tra i quali Bruno Vespa, Monica Maggioni, Veronica Gentili, Maria Antonietta Spadorcia, Nunzia De Girolamo, Massimo Giletti e Nicola Porro”. 

“Saranno presenti come espositori e categorie merceologiche imprese di logistica, trasporto stradale, marittimo e ferroviario, terminalisti, spedizionieri, aziende fornitrici di servizi alle imprese, case costruttrici di veicoli industriali, porti italiani ed europei, interporti nazionali ed internazionali, associazioni, player operanti nella categoria delle nuove energie e dei nuovi carburanti, agenzie di risorse umane e ricerca del lavoro, numerosi centri di ricerca ed enti di formazione, tra cui Its, Scuole superiore ed Università. Tra le grandi realtà espositrici presenti a questa edizione, ci saranno ad esempio: Avis budget group, Continental, Eni, Ford truck, Indeed, Iveco, Mercedes, P3 logistic parks, Q8, Randstad, Scania, Snam4mobility, Telepass, Vodafone e Wurth”. 

“Centrale in tutti i giorni di fiera sarà il tema della formazione giovanile e dell’occupazione e, con la nostra Alis Academy, copriremo un’area di oltre 1.000 mq con i numerosi enti di formazione associati (Its, scuole superiori, Università e centri di ricerca), le principali società di risorse umane e ricerca del lavoro ed oltre 4.000 studenti e docenti da tutta Italia. LetExpo è infatti una grande opportunità per i giovani e già nella prima edizione dello scorso anno abbiamo generato occupazione, svolgendo numerosi colloqui di lavoro e ricerca di personale: proprio nei giorni della fiera una decina di ragazzi hanno sottoscritto contratti di lavoro ed ulteriori sono stati sottoscritti nelle settimane successive. L’obiettivo per questo 2023 è di replicare e migliorare questa best practice”. 

“Il nostro evento fieristico sarà inoltre caratterizzato da un ulteriore aspetto innovativo, ospitando importanti momenti e spazi culturali. Annunciamo infatti con orgoglio l’esposizione della ‘Mostra itinerante sui crimini nazi-fascisti’ promossa dallo Stato Maggiore della Difesa con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e la collezione di auto d’epoca del ‘Museo Nicolis’ di Villafranca di Verona, nonché le presentazioni di opere di artisti contemporanei tra cui Lello Esposito”. 

“Siamo altresì orgogliosi – concludono i Presidenti di Alis e Veronafiere – di dare spazio e rilevanza, con un padiglione fieristico interamente dedicato ad ‘Alis per il Sociale’, all’impegno di oltre 40 associazioni, fondazioni ed enti no-profit che dedicano tutta la loro attività all’aiuto dei più bisognosi con azioni benefiche, mettendo in evidenza le progettualità e le iniziative volte ad aiutare e far stare bene chi necessita di un sostegno ed una maggiore inclusione sociale”. 

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Esteri

Terremoto Turchia, italiano disperso è Angelo Zen imprenditore veneto

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(Adnkronos) – E’ ”Angelo Zen” il cittadino italiano che ”è irrintracciabile” al momento in Turchia dopo il terremoto. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento dall’unità di crisi con lo ‘Speciale terremoto’ del Tg3. Si tratta di ”un imprenditore veneto della provincia di Vicenza”, ha detto il ministro. ”Siamo riusciti a contattare tutti gli italiani che erano nella zona del terremoto, manca solo un italiano che non siamo riusciti a contattare, fermo restando che non ci sono collegamenti telefonici, né via Internet è possibile raggiungere le persone”. 

”Siamo in contatto costante con la famiglia. Preghiamo tutti di non affollarsi verso di loro, ma abbiamo avuto delega a dare tutte le informazioni sul nostro connazionale che non si trova. Chiediamo a organi di stampa massima riservatezza e rispetto per la famiglia di Angelo Zen”, ha aggiunto Tajani. 

La famiglia ha confermato che Angelo Zen si trovava ”a Kahramanmaras”, che è ”una città di oltre un milione di abitanti” nel sud della Turchia colpita dal terremoto, ha detto il ministro degli Esteri. “E’ difficile trovare una persona in una città così grande dove sono caduti tanti palazzi. Anche le unità di soccorso faticano a raggiungere i posti”, ha affermato Tajani, aggiungendo che ”c’è ancora molta confusione”. 

”Non sappiamo dove si trovasse quando c’è stato il terremoto”, se fosse in un hotel crollato a Kahramanmaras. ”Prima di dare notizie imprecise occorre essere molto prudenti” ha avvertito. Al momento, ”questo cittadino non risulta contattabile in alcuna maniera” in quella che è ”una città grande come Torino”. 

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Cronaca

Cybersicurezza, Verni (Difesa Online): “Pagare riscatto è reato? Cosa sapere sul ransomware”

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(Adnkronos) – La miglior difesa contro gli attacchi cyber sono la “prevenzione” e la “cultura della sicurezza” e “si potrebbe ragionare, seguendo peraltro l’esempio degli Stati Uniti” su una legge contro il pagamento dei riscatti disincentivando i ransomware. Lo afferma all’Adnkronos l’avvocato Marco Valerio Verni, responsabile Area Diritto di ‘Difesa Online’, che dopo l’attacco hacker che ha colpito alcuni Paesi tra i quali l’Italia, spiega cosa succede, dal punto di vista normativo, quando si finisce nel mirino dei criminali informatici. 

Innanzitutto l’avvocato fa una distinzione “a seconda di chi sia la ‘vittima’ colpita: in linea di massima, infatti, il pagamento del riscatto di un ransomware non dovrebbe creare alcun problema legale nel caso in cui la vittima sia un privato cittadino che vuole salvare i propri dati personali; diverso, invece, potrebbe essere laddove, ad essere ricattati, siano enti pubblici o aziende, in quanto il pagamento all’autore dell’attacco potrebbe integrare, a sua volta, e per certi versi, paradossalmente, una condotta penalmente rilevante. Nel primo caso, ossia quello del privato cittadino, la giurisprudenza è pressoché costante nel riconoscere a quest’ultimo la qualità di parte offesa, anche qualora decidesse di pagare il riscatto, senza incorrere nel reato di favoreggiamento”. 

“Nel secondo caso, invece, ossia quello in cui, a subire l’azione di pirateria informatica sia un ente pubblico, quest’ultimo, intanto, avrebbe l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria, derivandone una responsabilità dello stesso (ente) in caso contrario – spiega il responsabile Area Diritto di ‘Difesa Online’ – Dipoi, vi potrebbe essere una responsabilità erariale nel caso in cui, a pagamento avvenuto, non si riuscisse a dimostrare che l’eventuale danno procurato all’amministrazione sia stato comunque minore rispetto a quello che l’ente avrebbe subito dalla perdita dei dati. Ancora diverso, il discorso, nel caso in cui a subire l’attacco sia invece un’azienda, in quanto si potrebbero configurare, tra l’altro, diversi reati di natura societaria, previsti, in particolare, dalla relativa normativa sulla responsabilità amministrativa da reato”. 

Per quanto riguarda invece i responsabili degli attacchi, “i reati ipotizzabili a carico delle cyber-gang potrebbero essere, in linea di massima, quelli di ‘estorsione’ o quello di ‘accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico’ o, ancora, quello di ‘danneggiamento di sistemi informatici e telematici'”. “Certo, occorre essere sicuri, nei limiti del possibile, che si tratti di criminali isolati o di cyber-gang, appunto, perché, ove si trattasse di organizzazioni terroristiche, il discorso cambierebbe, perché ci si potrebbe imbattere in divieti specifici, previsti a livello internazionale, con le conseguenze, anche penali, del caso”, sottolinea Verni. 

Secondo l’avvocato, in ogni caso, pagare il riscatto agli autori di ransomware non vale la pena “dal momento che, anche se lo si facesse, non vi sarebbe alcuna garanzia di ricevere le chiavi per sbloccare i dati criptati illegalmente. E, probabilmente, si verrebbe anche ritenuti come persone disposte a pagare e, quindi, nuovamente esposti al pericolo”. Sull’ipotesi di una legge che, in caso di richiesta di riscatto, imponga il blocco dei beni così da disincentivare un tal tipo di attacchi, secondo l’avvocato “ci si potrebbe ragionare, seguendo, peraltro, l’esempio degli Stati Uniti”. 

Discorso a parte, invece, va fatto nel caso in cui l’autore di un attacco cibernetico fosse un attore statale: “La situazione cambierebbe ulteriormente, perché, ne potrebbe derivare un vero e proprio conflitto tra Stati. Non è un caso che, ad oggi, per l’importanza che esso ha ormai assunto, lo spazio cibernetico è divenuto a tutti gli effetti un dominio operativo, dove poter estendere, in poche parole, l’azione bellica. Nella dottrina della Nato, anche per rimanere alla situazione attuale caratterizzata dal conflitto russo-ucraino (ma non solo), si afferma che un attacco cibernetico contro uno dei propri Stati membri, proprio perché potenzialmente in grado di arrivare a causare danni paragonabili a quelli di un attacco armato cinetico o ‘tradizionale’, possa essere equiparato a quest’ultimo e, dunque, legittimare la difesa collettiva stabilita dall’articolo 5 del suo Trattato istitutivo”. 

L’avvocato Verni ricorda che “la miglior difesa contro gli attacchi cyber è la prevenzione: quanto più essa sarà svolta ad alto livello, tanto più i danni di un’eventuale azione di pirateria informatica saranno minori. Al contrario, è facile intuire che essi sarebbero devastanti – osserva Verni – E, proprio in tale ottica, si è sviluppato un preciso sistema normativo, tanto a livello nazionale che europeo che pone, in capo agli attori pubblici e privati (aziende), precisi doveri incentrati su un insieme di azioni indirizzate, prevalentemente, alla predisposizione di adeguati processi di sicurezza e sistemi di monitoraggio, rilevamento e analisi del rischio”. 

“Con una responsabilizzazione sempre maggiore di chi, nelle varie figure, è chiamato ad operare in tal senso, tanto nel pubblico, quanto nel privato e con una sempre più marcata attenzione tanto alle reti ed ai sistemi informatici, con un cyber-design ‘ad hoc’, quanto agli stessi prodotti immessi sul mercato con la relativa catena di distribuzione; il tutto in un contesto di una sempre maggior armonizzazione, cooperazione e sinergia tra gli Stati dell’Unione – continua Verni – Si possono ricordare, in tal senso, a livello italiano, la Strategia nazionale di Cybersicurezza 2022-2026 ed il relativo piano di implementazione, o, a livello europeo, la direttiva Network and information systems Nis) 2, il Cyber Resilience Act- Cra ed il Cybersecurity Act- Csa. Certamente, è un campo in continua evoluzione, e le istituzioni, ai vari livelli, hanno l’arduo compito di riuscire a stare al passo con i tempi. Solo per i privati cittadini, ad oggi, non sembra esservi nessun particolare obbligo, se non quello rimesso alla propria diligenza”. “E’ chiaro – aggiunge – che, anche per essi, vale lo stesso discorso fatto prima: più sarà alta l’attenzione volta a prevenire, minori saranno i danni eventualmente subiti”. 

“Ci vuole cultura della sicurezza e, d’altronde, anche se sotto altro aspetto (comunque collegato), un passo in avanti in tal direzione si è iniziato ad avere, almeno per una certa parte della popolazione, con il Regolamento europeo per la protezione dei dati personali, del 2016, che ha imposto precisi obblighi anche in capo a singoli professionisti – ricorda l’avvocato – Anche perché, non bisogna sottovalutare il cosiddetto ‘spillover effect’, ovvero l’effetto secondo cui, contagiato uno, si potrebbero contagiare, a cascata, anche coloro che si trovassero a venire ad interagire con costui. E questo, naturalmente, vale per tutti: cittadini singoli, aziende, enti pubblici”. 

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