Disinformazione, è online la petizione per combattere il fenomeno


Roma, 28 settembre 2021 – Continua l’impegno contro le fake news e la cattiva informazione anche dopo la conclusione della conferenza “Effetti della disinformazione, dai conflitti alla quotidianità”, organizzata dall’Università Internazionale per la Pace di Roma lo scorso 15 settembre 2021. Il documento programmatico cardine della manifestazione, diventato un vero e proprio manifesto, è stato reso disponibile in questi giorni all’interno degli atti della conferenza (https://bit.ly/3ue3xyz ) ed è sottoscrivibile grazie a una petizione su Change.org.  

Il convegno ha affrontato la portata e i principali effetti di questo fenomeno su particolari settori e aree della conoscenza: storia, media, scienza, medicina e politica. L’intervento di Pasquale Marchione, Dirigente AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, ha spiegato l’inedita importanza del tema: “Oggi viviamo lo scontro tra ciò che è informazione e disinformazione. La prima, più accurata, appartiene alla scienza. La seconda, imprecisa, appartiene alla pseudoscienza”. 

Il dibattito ha indagato i principali sviluppi della disinformazione, con particolare attenzione alla controversia sulle origini del Covid 19 che, nonostante nessuna evidenza scientifica in merito, è oggetto di molte fake news. Massimo Ciccozzi, epidemiologo molecolare presso l’Università Campus Biomedico di Roma, nel suo intervento ha infatti confermato che ” il vaccino dal punto di vista epidemiologico è di origine naturale”.  

Proprio durante il periodo della pandemia questo fenomeno è dilagato, permettendo anche a Stati e istituzioni di intraprendere politiche per mantenere la propria leadership, ribaltare gli equilibri internazionali o avviare conflitti basati su convinzioni errate. È stata Daniela Caruso, Storica e Docente di Studi sulla Cina in Unipace a esprimersi sul tema: “Stiamo andando incontro a una nuova guerra fredda e la disinformazione sul Covid e la Cina è stata l’arma per alzare il tenore della discussione politica. È invece con la diplomazia, la mediazione, la cultura ed il rispetto reciproco che si costruiscono ponti di dialogo”. 

Quale potrebbe essere, allora, una possibile soluzione? Ce lo spiega Mario Baccini, Presidente Ente Nazionale per il microcredito, nel suo intervento: “Come si combatte l’ipocrisia della disinformazione? Con i mezzi messi a disposizione dalla Comunità Europea e dai governi nazionali”. 

Il manifesto presentato durante la conferenza ha riaffermato l’importanza dell’informazione giusta e verificata come elemento fondante del libero pensiero e delle decisioni prese da governi e istituzioni in tutto il Mondo. L’obbiettivo che vi si prefigge è quello di suscitare la consapevolezza sul tema in tutti i possibili attori: utenti, governi, enti e organi di stampa, elaborando buone pratiche e strategie condivise seguendo un approccio scientifico e “indipendente dalle politiche di possibili Paesi ingerenti” .Il primo passo in questa direzione è l’organizzazione di nuove iniziative per promuovere e sensibilizzare la popolazione, con la partecipazione dei principali esperti dei maggiori settori colpiti da questa “infodemia”, per realizzare una società “più giusta, equa e trasparente”, che possa dare a tutti la chiave per comprendere il futuro che verrà. 

La lotta alla disinformazione passa anche attraverso la consapevolezza dei singoli e per questo il manifesto è stato reso disponibile a sottoscrizione di tutti in una petizione online, sul sito Change.org (https://chng.it/VqFsRWqrLt). Tutti possono contribuire alla realizzazione di un mondo nuovo, giusto e accessibile a tutti. 

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