Csm, Ermini: “Su di noi tsunami, serve convinta rigenerazione morale”


“Lo tsunami che si è abbattuto su di noi è in realtà l’onda lunga di degenerazioni e miserie etiche risalenti negli anni, e sappiamo anche che la gran parte dei magistrati è del tutto estranea all’indegnità disvelata dai ben noti scandali e ne è profondamente turbata; ma altrettanto bene sappiamo che l’attuale crisi, per intensità e qualità, richiede davvero alla magistratura una convinta rigenerazione culturale e morale. Abbiamo bisogno di regole e comportamenti nuovi”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte d’Appello di Firenze.  

“Sono stati anni amari. Anni difficili, travagliati. Per il Consiglio superiore e per la magistratura. Agli occhi dell’opinione pubblica abbiamo perso prestigio, credibilità, autorevolezza. E’ stato incrinato in profondità il rapporto fiduciario tra la magistratura ordinaria e il suo organo di governo autonomo e, cosa assai più grave, tra la magistratura e i cittadini, che è alla base della legittimazione democratica della funzione giurisdizionale. Abbiamo reagito, ma ancora non abbiamo risalito la china”, ha sottolineato. 

“La magistratura, ne sono certo, saprà essere all’altezza del compito e saprà riconquistare la sua credibilità. Credibilità e fiducia nell’ordine giudiziario sono i valori che tutti insieme dobbiamo riaffermare, perché credibilità e fiducia costituiscono l’unità di misura dell’affidamento sociale nell’autonomia e nell’indipendenza della magistratura” ha detto Ermini. 

I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI – Il vicepresidente del Csm ha fornito il bilancio dell’attività della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura: “Con riferimento ai procedimenti disciplinari, che hanno un impatto significativo sulla carriera del magistrato, il lavoro della Sezione è stato decisamente intenso: le udienze sono state 105 e 165 i provvedimenti (conteggiati per singolo magistrato) a fronte di 140 richieste da parte del Procuratore generale e del ministro”. 

“In particolare, sono state pronunciate 38 condanne (tra cui 2 hanno irrogato la sanzione della rimozione dall’ordine giudiziario) e 35 assoluzioni (di cui 14 per scarsa rilevanza del fatto) e sono state adottate 20 ordinanze cautelari. Le pronunce della Sezione, peraltro – ha ricordato – hanno trovato larga conferma dalle Sezioni unite della Cassazione in sede di impugnazione: su 27 ricorsi, 17 sono stati respinti, 2 dichiarati inammissibili e 8 accolti con rinvio” . 

 

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