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Spettacolo

Cristina D’Avena regina di ‘Romics 2022’

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(Adnkronos) –
Cristina D’Avena, la voce più amata delle sigle di cartoni animati, sarà tra le protagoniste della XXIX edizione di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games in programma dal 6 al 9 ottobre 2022 in Fiera Roma. Nata a Bologna, Cristina D’Avena ha esordito all’età di 3 anni cantando Il valzer del moscerino; ancora adolescente firma un contratto di esclusiva e diviene così l’interprete della canzone Bambino Pinocchio. Da allora non ha mai smesso di incidere, registrare e cantare divenendo l’unica voce presente sulla tv italiana ininterrottamente dai prima anni 80 almeno una volta al giorno, 365 giorni l’anno. Diventa anche un volto famoso della tv quando interpreta Licia nella serie per ragazzi ‘Love me Licia’ basata sul cartone ‘Kiss me Licia’. Nel 2012 ha festeggiato i 30 anni di carriera con la nascita del progetto ’30 e poi…’, composto da Cd che raccolgono sigle originali dei cartoni animati più famosi degli anni ’80, ’90 e 2000; sigle inedite, una reinterpretazione del classico natalizio ‘O Holy Night’, una cover del brano ‘L’anno che verrà’ di Lucio Dalla, un dvd, e un Libro Fotografico. Nell’estate 2014 nasce la sua personale etichetta discografica, la Crioma Music; nel 2017 esce ‘Duets – Tutti cantano Cristina’ e l’anno successivo ‘Duets Forever’, una raccolta di alcune delle più celebri sigle di cartoni animati reinterpretate da Cristina insieme ad alcuni dei più importanti cantanti italiani, tra cui Ermal Meta, Noemi, Loredana Bertè, Elodie, Alessandra Amoroso, Nek e molti altri. La D’avena ha tenuto e continua a tenere numerosi concerti con un enorme successo di pubblico composto non solo da bambini, amanti dei cartoni animati ma anche adulti che affollano le sue esibizioni live. 

 

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Spettacolo

Quattro ‘Sorellastre’ e una eredità al teatro Manzoni di Roma

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(Adnkronos) – Un funerale, da celebrare con la morta, la mamma, ancora in casa; quattro sorelle, o meglio sorellastre dati i pessimi rapporti che intercorrono fra loro; e una eredità da conquistare come se fosse un gioco, anzi proprio giocando… Sono gli ingredienti della commedia tragicomica ‘Le sorellastre’ di Ottavia Bianchi, che vede impegnata l’autrice anche nel ruolo di attrice assieme a Patrizia Ciabatta, Beatrice Gattai e Giulia Santilli, con la regia di Giorgio Latini, per una produzione del Centro Teatrale Artigiano diretto da Pietro Longhi, fino al 18 dicembre in scena al teatro Manzoni di Roma. 

Le sorellastre del titolo, chiude nella stanza con il feretro della madre per la veglia funebre, devono appianare certi dissapori personali per adempiere alla lettera-testamento del genitore, per una sorta di Gioco dell’Oca o di Monopoli con tanto di dadi e di carte con imprevisti e possibilità, prima di poter riscuotere l’eredità materna. Un ‘gioco’ che si sovrappone all’autentico ‘gioco al massacro’ che si insta fra rappresaglie, rancori, desideri di vendetta mai sopiti, menzogne e segreti. 

“Il testo – spiega l’autrice Ottavia Bianchi – è stato in parte ispirato da una serie di interviste molto personali fatte alle attrici stesse della compagnia ma anche a persone di età ed estrazione culturale delle più disparate. Il risultato di queste intime conversazioni è stata una divertente conferma: la casa natale non è sempre un bel posto dove crescere e imparare le cose del mondo e di questo, per sopravvivere, si può ridere attraverso il meraviglioso genere della commedia. Le pareti di una stanza chiusa, come chiuso e segreto può essere lo spazio intimo della famiglia, sono il ring ideale per smascherare, anche attraverso la risata, il mito dell’evoluzione umana”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Spettacolo

‘Storie di un cantastorie’, Max Paiella racconta il suo viaggio nel tempo

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(Adnkronos) – Dalla Sicilia alla Val D’Aosta, dal grande teatro allo scantinato, dalla grande città al più piccolo paesino, il poliedrico artista Max Paiella racconta il suo viaggio nel tempo nei luoghi dove è stato a fare spettacolo.  

Nasce così “Storie di un cantastorie”, che sarà in scena al Teatro Golden da domani al 18 dicembre. E proprio come un antico cantastorie Paiella illustra una grande quantità di storie che raccontano l’Italia con l’aiuto di Flavio Cangialosi, vivace polistrumentista e musicista, in uno show che si impreziosisce dell’ausilio della narrazione e delle illustrazioni grafiche “fresche fresche come un salumiere che vi offre quel prosciutto dolce dolce che ce l’ha solo lui!”.  

La provincia e le città narrate con i loro protagonisti attraverso questo strano luogo d’incontro, il teatro, con il consueto linguaggio comico, dissacrante, satirico ed emozionante in un percorso basato sulle storie di quell’italiano che lavorava la terra, che emigrava, che cercava lavoro in città, che non raccontava le proprie origini pur andandone fiero, che capiva l’importanza della cultura pur avendone poca. In poche parole l’italiano che il teatro se lo costruiva da solo, quell’italiano a cui vorremmo somigliare pur se ormai sembra lontano da noi. Questo viaggio consentirà ad ogni spettatore e ogni territorio di sentirsi protagonista.  

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“La donna che visse due volte”, dal film di Hitchcock al teatro Ciak

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(Adnkronos) – Se la donna del titolo ha ‘vissuto’ due volte, il suo personaggio di vite ne ha avute almeno tre: quella letteraria del thriller scritto dagli autori francesi Thomas Narcejac e Pierre Boileau, quella cinematografica e famosissima del film firmato dalla regia di Alfred Hitchcock e quella della riduzione teatrale, che vede ora fino a domenica ‘La donna che visse due volte’ interpretata da Ruben Rigillo e Linda Manganelli al teatro Ciak di Roma, per la regia di Anna Masullo, in una produzione targata Stabile del Giallo. 

La trama è quella resa celebre dal lungometraggio che, secondo un recente sondaggio commissionato dal British Film Institute, è addirittura “il miglior film americano di tutti i tempi”. Protagonista è l’ex investigatore Scottie che, lasciata la polizia perché sofferente di vertigini dopo una crisi emotiva dovuta a un episodio che costò la vita a un suo collega nel tentativo di essere salvato, viene contattato per sorvegliare una donna che potrebbe avere tentazioni suicide. Il fascino da lei esercitato lo porterà a seguire e inseguire prima lei fino all’apparente suicidio e poi quella che crede essere come una sua sosia, attratto da questa sorta di duplice identità che solo alla fine rivelerà la sua origine. 

“Siamo davanti a un thriller senza tempo, come senza tempo è il sentimento che lo domina, ovvero l’amore – si sottolinea nelle note di regia di Anna Masullo – Non è però una storia d’amore bensì una storia sull’amore, sul sentimento più sublime e più devastante che un uomo possa provare. Quando questo sentimento si radica nell’animo umano, può portare a compiere azioni in cui la passione prende il sopravvento su ciò che di più lirico l’amore rappresenta; e la vendetta sottolinea la spirale negativa in cui è facile cadere e dalla quale ci si può salvare soltanto perdonando”.  

(di Enzo Bonaiuto) 

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