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Crisi Ucraina-Russia, stallo dopo colloquio tra Biden e Putin: le news

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Crisi Ucraina-Russia, la tensione resta altissima. Continuano gli sforzi diplomatici, ma dalla telefonata tra il presidente Usa Biden e il presidente russo Putin non è arrivata la svolta sperata. 

17.56 – La Missione speciale di monitoraggio dell’Osce in Ucraina ha assicurato che porterà avanti la sua missione nell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, nella regione del Donbass nell’Ucraina orientale, anche se gli osservatori britannici e americani decideranno di ritirarsi. 

“Anche se tutti i rappresentanti di tutti i paesi lasceranno l’ufficio della Missione speciale di monitoraggio dell’Osce a Donetsk, il lavoro continuerà”, ha affermato un portavoce del Centro congiunto per il monitoraggio e il coordinamento sul cessate il fuoco. 

17.12 – Critiche al ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, per il riferimento alla Conferenza di Monaco del 1938 in merito agli sforzi diplomatici volti a prevenire un’invasione russa dell’Ucraina arrivano da Kiev, per il tramite dell’ambasciatore a Londra, Vadym Prystaiko: non è il momento giusto per “offendere i nostri partner”, ha dichiarato. 

Wallace aveva parlato di una “ventata di Monaco nell’aria”, un’allusione all’accordo che permise l’annessione dei Sudeti da parte della Germania nel 1938 ma non riuscì ad evitare lo scoppio della seconda guerra mondiale. Per l’ambasciatore ucraino a Londra, il panico scatenato dall’allarme occidentale potrebbe fare il gioco di Vladimir Putin. 

“Non è il momento più adatto per offendere i nostri partner nel mondo ricordando loro ciò che non servì a procurare la pace ma al contrario la guerra”, ha affermato parlando con la Bbc. “Il panico è diffuso non solo tra la gente, ma a livello di mercati finanziari”, ha aggiunto, spiegando che questo “sta causando effetti negativi per l’economia ucraina nella stessa misura in cui li causano le partenze dall’ambasciata”. 

16.41 – Due aerei americani carichi di materiale bellico destinato a rafforzare le difese ucraine sono atterrati oggi a Kiev. Ad annunciarlo è stata l’ambasciata statunitense in Ucraina. Gli aiuti rientrano “nei 200 milioni di dollari il cui esborso è stato recentemente autorizzato e includono munizioni e lanciagranate a spalla”, si legge in un comunicato su Twitter. 

15.53 – Il premier israeliano Naftali Bennett ha chiesto ai suoi concittadini in Ucraina di lasciare il paese prima possibile di fronte al rischio di un’invasione russa. “Non sappiamo quali saranno gli sviluppi tra Russia ed Ucraina. Come il resto del mondo, speriamo che le tensioni cesseranno senza escalation. Tuttavia nostro obbligo primario è quello di occuparci dei cittadini israeliani”. “Ancora una volta mi rivolgo agli israeliani: tornate a casa!”, ha affermato. “Non correte rischi inutili. Non aspettate di arrivare ad una situazione in cui vorrete a tutti i costi tornare ma non saremo in grado di farvelo fare. Siate responsabili per la vostra vita, lasciate l’Ucraina prima possibile e venite qui”. 

15.32 – Il governo tedesco considera la situazione relativa alla crisi ucraina “estremamente pericolosa”. Il “quadro generale molto preoccupante” inciderà in modo significativo sui colloqui con i presidenti Volodymyr Zelenskyi e Vladimir Putin del cancelliere Olaf Scholz, lunedì a Kiev e martedì a Mosca, hanno riferito fonti governative citate da Focus.de. L’obiettivo delle due visite è quello di mantenere il filo dei colloqui con la Russia sulla de-escalation. Si tratta, è stato spiegato, di sostenere un dialogo sulle richieste di entrambe le parti. “Non solo siamo pronti a tenere tali colloqui, ma li stiamo anche chiedendo attivamente”. 

14.46 – ”L’auspicio è che la guerra venga evitata, ho sentito i ministri che hanno più competenza di me sulla questione e c’è massima attenzione di tutto il nostro governo, l’Italia farà tutto il possibile per evitare la guerra”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza ospite di Mezz’ora in più su ‘Rai3’. 

14.30 – “Se la Russia ha dei dubbi o vuole sollevare qualsiasi questione sulla Nato o sull’UE, siamo aperti a dialogare con loro e a creare misure di rafforzamento della fiducia, ma è necessario allentare la tensione. Il dialogo non può essere condotto sotto pressione militare. A dichiararlo è stato il Ministro degli Affari Esteri del governo di Madrid, José Manuel Albares. Il ministro ha sottolineato che non bisogna dimenticare “la posta in gioco” in questo conflitto, né “la stessa legalità internazionale, i principi della Carta delle Nazioni Unite, che all’articolo 2 vieta chiaramente l’uso della forza”. “Né possiamo rifiutare un principio che è inerente alla costruzione dell’Europa, come l’integrità territoriale degli Stati, l’uguaglianza sovrana di ciascuno Stato, la possibilità per le organizzazioni internazionali ed europee di decidere chi sono i loro membri”, ha aggiunto. 

14.20 – La Polonia si sta preparando ad accogliere rifugiati provenienti dalla vicina Ucraina nel caso di una escalation della crisi con la Russia. A dichiararlo è stato oggi il ministro dell’Interno del governo di Varsavia, Mariusz Kaminski. La Polonia sta considerando una serie di scenari: “Uno di questi prevede di preparare i vertici delle amministrazioni regionali al possibile afflusso di rifugiati dall’Ucraina che, in caso di conflitto, potrebbero cercare rifugio nel nostro paese”, ha scritto su Twitter. 

Albares ha sottolineato che c’è una pressione da parte di 120.000 soldati russi al confine ucraino, il che “non è compatibile con alcuna esigenza difensiva della Russia”, ma, ha voluto far presente al contempo che restano aperti i canali del dialogo, nel consiglio Nato-Russia, nell’ambito dell’Osce e nelle riunioni bilaterali. Il mondo – ha infine sottolineato – non può permettersi di “tornare indietro nel tempo”, un tempo in cui la guerra era “un modo per risolvere le divergenze in Europa” e non lo erano il dialogo e la diplomazia, “un tempo di sfere di influenza, un tempo di muri e recinzioni”. Tuttavia, ha ricordato che la Spagna non esclude “la dissuasione attraverso massicce sanzioni economiche” se necessario, come i partner europei e alleati transatlantici.
 

14 – L’Ucraina si è impegnata oggi a mantenere aperto ai voli internazionali lo spazio aereo del paese. “Lo spazio aereo resta aperto e lo stato sta lavorando per prevenire i rischi per le compagnie aeree”, ha annunciato il ministero delle Infrastrutture dopo una riunione di emergenza dedicata al rischio che il paese resti escluso dai voli internazionali. 

13.29 – L’ambasciatore ucraino a Berlino ha tacciato di “ipocrisia tedesca” il rifiuto di Berlino di fornire armi difensive all’Ucraina. “Nessuna arma per l’autodifesa dell’Ucraina contro l’invasione militare russa ma 366 milioni di euro di esportazioni tedesche di beni a duplice uso verso la Russia nel solo 2020 che possono essere destinati ad aumentare la produzione di armi. Indipendentemente dalle sanzioni Ue”, ha scritto su Twitter. 

13.12 – Alla Russia “non frega nulla” del rischio di sanzioni occidentali in caso di invasione dell’Ucraina. A dichiararlo senza mezzi termini è stato l’ambasciatore russo in Svezia, Viktor Tatarintsev. “Scusatemi per l’espressione, ma non ce ne frega niente di tutte le loro sanzioni”, ha detto ad Aftonbladet in un’intervista divulgata sul sito web del quotidiano svedese. “Ci hanno già imposto talmente tante sanzioni, che in un certo senso hanno avuto effetti positivi sulla nostra economia e sulla nostra agricoltura”, ha aggiunto. “Siamo più autosufficienti e siamo stati capaci di rafforzare le nostre esportazioni. Non abbiamo formaggi italiani o svizzeri, ma abbiamo imparato a fare formaggi russi altrettanto buoni utilizzando ricette italiane o svizzere. Nuove sanzioni non avrebbero nulla di positivo, ma non sono così negative come sostiene l’Occidente”. 

Tatarintsev ha poi accusato i paesi occidentali di non comprendere la mentalità russa: “Più l’Occidente fa pressioni sulla Russia, più forte sarà la risposta russa”. Mosca, ha assicurato infine, cerca di evitare una guerra: “E’ l’auspicio più sincero dei nostri responsabili politici. L’ultima cosa che la gente vuole in Russia è la guerra”. 

12.56 – Il presidente ucraino, Volodimir Zelensky, ha avuto una conversazione con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in cui i due hanno discusso della possibilità di imporre sanzioni alla Russia. “Ho parlato con Charles Michel delle sanzioni e delle risposte alle minacce alla sicurezza. Abbiamo parlato dei recenti contatti internazionali e dell’intensificazione del processo di pace nel quadro del formato Normandia”, ha spiegato Zelensky sul suo account Twitter. “Siamo impegnati per una soluzione diplomatica del conflitto”, ha aggiunto, ringraziando poi l’Ue per il sostegno macrofinanziario all’Ucraina. 

12.38 – Un nuovo tentativo di sbloccare la crisi ucraina mantenendola su binari diplomatici nel pieno delle rinnovate tensioni con Mosca verrà fatto martedì dal cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il capo del governo di Berlino, scrive la Bild am Sonntag, si prepara da giorni a questo incontro in Russia con Vladimir Putin, e non trascura consigli ed idee esterne. Tanto da coinvolgere una serie di esperti e consultarsi con Angela Merkel, ha appurato il domenicale della Bild, che ricorda come l’ex cancelliera conosca probabilmente il governante russo come nessun altro capo di stato occidentale ed abbia incontrato Putin diverse volte – nei momenti buoni, ma anche in quelli cattivi. 

12.13 – ”Le notizie che giungono dall’Ucraina sono molto preoccupanti, affido alla coscienza dei responsabili politici ogni sforzo per la pace”. Lo ha detto Papa Francesco dopo la recita dell’Angelus invitando i presenti in piazza San Pietro a pregare in silenzio con lui per la pace. 

11.52 – Gli osservatori britannici dell’Osce, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, vengono ritirati dall’Ucraina: ad annunciarlo è stato un portavoce del Foreign Office citato dalla Cnn. “In linea con le nostre responsabilità, abbiamo preso la decisione di ritirare i nostri osservatori distaccati presso la missione Smm dell’Osce. Prendiamo molto sul serio la sicurezza del nostro personale”, ha dichiarato il citato dall’emittente. La Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina (Smm) era stata dispiegata il 21 marzo 2014. “La Smm è una missione civile disarmata, presente sul campo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in tutte le regioni dell’Ucraina. I suoi compiti principali sono osservare e riferire in modo imparziale e obiettivo sulla situazione in Ucraina e facilitare il dialogo tra tutte le parti”, si legge sul sito dell’organizzazione. 

11.41 – “La situazione, come tutti voi state sentendo, si sta deteriorando e sta per entrare in una fase molto pericolosa”. A dichiararlo è stato oggi il premier australiano Scott Morrison, dopo la decisione di sospendere temporaneamente le operazioni dell’ambasciata a Kiev. “Le azioni unilaterali della Russia per minacciare e bullizzare l’Ucraina sono qualcosa di completamente e assolutamente inaccettabile”, ha aggiunto, spiegando che le famiglie e membri dello staff dell’ambasciata a Kiev sono partiti qualche tempo fa e che i tre restanti membri del personale sono stati ora incaricati di trasferirsi a Leopoli. Il primo ministro ha anche fatto riferimento alla Cina, dicendo che il Paese rimane “agghiacciantemente silenzioso” sulle truppe russe accumulate vicino al confine con l’Ucraina nelle ultime settimane. 

11.34 – “Nessuno dovrà sorprendersi qualora la Russia dovesse provocare un incidente che poi userà per giustificare l’azione militare che ha pianificato”. A dichiararlo, intervenendo dalle Hawaii è stato il segretario di stato americano Antony Blinken. “Il rischio di un’azione militare russa è abbastanza alto e la minaccia abbastanza imminente” da rendere l’ordine di lasciare l’Ucraina impartito alla maggior parte del personale diplomatico americano “la cosa prudente da fare”. 

11.18 – Negli ultimi giorni non sono stati registrati “drastici cambiamenti” alla frontiera. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba mentre cresce a livello diplomatico la tensione tra Washington e Mosca, accusata di incrementare la propria presenza militare a ridosso del territorio ucraino. Senza cambiamenti sostanziali anche le attività nel ‘territori occupati’, ha aggiunto, parlando delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nell’est del paese. L’Ucraina, ha quindi proseguito, continua “a lavorare attivamente con gli alleati e dall’interno”, certa che la diplomazia sia l’unica via percorribile per risolvere la crisi. “L’Ucraina non è sola. La situazione è sotto controllo e il paese è preparato a qualunque tipo di scenario”, ha assicurato. 

9.38 – “C’è una ventata di Conferenza di Monaco nell’aria”. E’ l’analogia indicata dal ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, il quale parlando della crisi Ucraina, in un’intervista al Sunday Times, fa riferimento alla Conferenza di Monaco nel settembre del 1938, che si concluse con l’annessione alla Germania della regione dei Sudeti ma non riuscì a impedire lo scoppio della seconda guerra mondiale. Per Wallace, un attacco rimane “altamente possibile” e potrebbe accadere “in qualsiasi momento”. 

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Zaporizhzhya, Kiev: “Presto da centrale elettricità a Russia”

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(Adnkronos) – Gli occupanti russi stanno lavorando per esportare elettricità in Russia dalla centrale nucleare di Zaporizhzhya. Lo denuncia su Telegram lo stato maggiore ucraino, rilanciato da Ukrainska pravda. 

A quanto si legge, le forze russe si stanno preparando a controllare due linee da 750 kw per pianificare lavori di ripristino in vista dell’invio di elettricità in Russia. Secondo Ukrainska Pravda i russi vorrebbero coinvolgere nei lavori 150 tecnici bielorussi.  

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Coronavirus

Covid, Bertuzzi: “Italia grande su vaccini ma non rilassarsi”

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(Adnkronos) – “L’Italia ha delle percentuali di immunizzazione” contro Covid “eccezionali, che negli Usa ci sogniamo. Vanno fatti veramente i complimenti alle autorità sanitarie, alla popolazione, a tutte le persone che sono riuscite a collaborare in questa direzione. Sono un po’ scettico su questo rilassamento generale perché, ripeto, dobbiamo veramente trovare il modo di convivere con il virus, di condurre vite normali, però non scordiamoci che non è passato”. E’ il punto di vista di Stefano Bertuzzi, Ceo dell’American Society for Microbiology e braccio destro dello scienziato Anthony Fauci in quella che è stata la task force anti-Covid della Casa Bianca, oggi ospite di un evento nella sede milanese dell’università Cattolica, l’ateneo in cui si è laureato (nel polo di Piacenza). 

Parlando all’Adnkronos Salute dell’Italia, a margine del convegno, Bertuzzi evidenzia che il Paese “ha avuto inizialmente una risposta alla pandemia di Covid-19 molto difficile, perché è stato il primo ad essere colpito”, dopo la Cina. “Ma una volta passata questa prima fase, un po’ confusa per tutti, la sua è stata una risposta fantastica. Sono stato veramente molto impressionato dai sistemi messi in piedi dal Paese per la vaccinazione”. 

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Israele, attacco terroristico a Gerusalemme: 8 morti

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(Adnkronos) – Attacco terroristico a Gerusalemme, otto morti. Lo scrive il Jerusalem Post, aggiungendo che i feriti, nell’attentato nel quartiere di Neve Yaakov, sono dieci. L’assalitore, che secondo i media israeliani era residente a Gerusalemme est, è stato ucciso dalla polizia. Secondo Yedioth Ahronoth, sarebbe stato un palestinese residente nel campo profughi di Shuafat, che apparteneva alle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa.  

Il dipartimento di Stato americano ha condannato l'”orribile attentato”. “Il nostro impegno per la sicurezza di Israele rimane solido”, ha assicurato il portavoce Vedant Patel, spiegando che Washington è in contatto diretto con le autorità israeliane. Il portavoce ha, poi, assicurato che non ci sono per il momento cambiamenti sul programma della visita del segretario di Stato, Antony Blinken, in Egitto, Israele e Cisgiordania dal 29 al 31 gennaio. 

Alla sinagoga del quartiere di Neve Yakoov, a Jenin, in Cisgiordania, la notizia dell’attacco sarebbe stata festeggiata con “fuochi d’artificio e spari in aria” secondo quanto riferisce il sito del Jerusalem Post. Ieri il campo profughi di Jenin è stato teatro di un blitz delle forze israeliane costato la vita a nove palestinesi. 

 

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Spettacolo

Sanremo 2023, “no a Zelensky”: 40mila firme per petizione Byoblu in poche ore

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(Adnkronos) – “No alla militarizzazione del Festival di Sanremo”. Una raccolta firme, lanciata dall’emittente Byoblu sul proprio sito internet “per chiedere alla Rai che non venga ospitato il leader ucraino Volodymyr Zelensky e che sia rispettata la Costituzione, ha già raccolto in poche ore quasi 40mila firme e secondo gli organizzatori, “è destinata a crescere”.  

Byoblu ha lanciato questa petizione insieme al Comitato di Liberazione Nazionale, fondato dal giurista Ugo Mattei. Nel testo della petizione si legge, tra l’altro: “Vogliamo che sia rispettato l’articolo 11 della Carta fondamentale del nostro Paese. Esso ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.  

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Coronavirus

Covid, l’italiano nel team di Fauci: “E’ più endemia che pandemia ma resta un problema”

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(Adnkronos) – E’ arrivato il momento di declassare Covid dallo status di emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale? “Sono cauto. Sicuramente, se fotografiamo la situazione oggi, è più endemia che pandemia. Non mi stupirebbe se gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità dicessero che non è più un’emergenza globale, ma spero non lo dicano in questi termini. Non possiamo tirare per le lunghe un’emergenza quando non è effettivamente più un problema impellente e acuto. In questo momento Covid è un problema cronico e va riconosciuto come tale, ma non è che non sia importante per questo motivo. Non so che termini useranno, ma sarà importante dal punto di vista della comunicazione come verrà presentata” questa valutazione in arrivo. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Stefano Bertuzzi, Ceo dell’American Society for Microbiology e braccio destro di Anthony Fauci in quella che è stata la task force anti-Covid della Casa Bianca, oggi ospite di un evento nella sede milanese dell’università Cattolica, l’ateneo in cui si è laureato (nel polo di Piacenza).  

Bertuzzi ha vissuto la pandemia fin dalle fasi più dure negli Usa: “avrò dormito 2 ore in 6 mesi”, sorride. Allora c’erano problemi con i test Covid e i reagenti che mancavano e decisioni cruciali da prendere. E ammette: “La situazione, dal mio punto di vista, è indubbiamente cambiata. Vedremo quali sono le raccomandazioni degli esperti Oms, che sicuramente valuteranno tutto questo nel modo più attento e responsabile possibile”, oggi nel meeting del Comitato che dovrà decidere se Covid rappresenta ancora una minaccia mondiale. “Io spero che il messaggio sia che Covid rimane una patologia a cui prestare estrema attenzione. Per esempio, il long Covid è un problema molto serio e di cui sappiamo tutto sommato abbastanza poco”. E poi ci sono “i fragili” e “il fatto che non sappiamo cosa accadrà. Insomma non è che sia tutto a posto. Secondo me sarà importante rendere più chiaro possibile alla popolazione che non è una cosa da prendere alla leggera, ma che è possibile condurre una vita in gran parte normale, con certe precauzioni. E comunque, sempre attenti: la cosa può cambiare”.  

“Anche dal punto di vista di come le persone si approcciano – ragiona Bertuzzi – se tutto è un’emergenza a un certo punto nulla diventa più un’emergenza e quindi potrebbe essere molto preoccupante”. Certo, precisa, “noi siamo qui adesso di persona a un evento, 1 o 2 anni fa sarebbe stato impensabile, saremmo stati tutti bidimensionali su uno schermo. Dall’altro lato, sono arrivato qui in metropolitana e sui mezzi pubblici la mascherina la porto ancora. Insomma, è molto diverso da prima. La vera emergenza era quando non avevamo i vaccini e non avevamo un’immunizzazione da guarigione. Dalle pandemie si esce con l’immunizzazione, che sia poi vaccinale o naturale, è comunque così”.  

Oggi Covid, analizza, “sta diventando una situazione endemica, ma il fatto che una forma virale sia endemica non vuol dire che non sia un problema. E’ solo diverso. Anche l’influenza stessa è una malattia pericolosa da tenere seriamente in considerazione – ragiona – Dire ‘è solo un’influenza’ è sbagliato, perché è una cosa seria, ha una mortalità superiore all’1% ed è significativa. Ma non è che quando inizia la stagione influenzale noi smettiamo di viaggiare o non ci incontriamo più, riusciamo a condurre una vita tutto sommato abbastanza normale. Ecco, secondo me sta veramente succedendo anche col Covid in questo momento, grazie appunto ai vaccini e al fatto che la popolazione in generale è immunizzata”.  

“Rimangono due problemi”, puntualizza Bertuzzi. “Il primo sono quei frammenti di popolazione, piccoli ma non trascurabili, rappresentati dalle persone immunocompromesse e fragili che hanno un sistema immunitario che non è in grado di rispondere. Questo è un problema, rimane un’emergenza seria. E la seconda cosa è che non sappiamo cosa accadrà. Non pensiamo che basti che noi diciamo che Covid è endemico, il problema è se il virus è d’accordo con noi. Le sue capacità virali sono state fantastiche. E’ giusto essere ancora preoccupati”, come ha ammesso il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Non sappiamo quali varianti possono emergere, potrebbero arrivarne di nuove che ricreano una situazione diversa”.  

I test a chi arriva dalla Cina – “E’ un problema difficile quello dei test Covid su chi arriva da un determinato Paese – ragiona Bertuzzi – Da un punto di vista pratico è molto difficile avere queste forme di sorveglianza perché si possono fare con certezza sui voli diretti, meno sui collegamenti. Per cui non so quanto possa effettivamente funzionare. Se il concetto è quello di prevenire nuove varianti non funziona, se è finalizzato a fare sorveglianza allora sì, ed è importante averlo. Però dal punto di vista dell’implementazione è una misura difficile, come è abbastanza difficile comprendere il fatto che si prendano” in considerazione “solo alcuni Paesi. Io non sono contrario alle misure” di questo tipo, precisa, “però bisogna essere consapevoli anche del limite di questo approccio”.  

Il richiamo di Kraken – “Negli Usa si sta prestando molta attenzione” alla variante di Sars-CoV-2 battezzata Kraken sui social, cioè XBB.1.5, “perché effettivamente sembra che abbia delle mutazioni che rendono alcune cose più complesse. La patogenicità non sembra aumentata al momento, questa è la cosa positiva. Ma – avverte Bertuzzi – più la trasmissione aumenta”, come appare essere il caso di Kraken, “più il virus circola e più può mutare. Quindi è semplicemente un po’ un richiamo a ricordarci che non ne siamo fuori dal problema Covid. Il virus circola in modo abbondante – avverte – e può sempre riservare delle sorprese. Quindi questi studi” che monitorano le varianti di Sars-CoV-2 “sono molto importanti e vanno continuati con grande attenzione, perché potrebbero verificarsi risultati indesiderati significativi”.  

Il futuro dei vaccini – Guardando al futuro, i vaccini anti-Covid saranno annuali? “Non so esattamente quale potrà essere il quadro e il metodo di vaccinazione Covid che diventerà poi standard – riflette Bertuzzi – Ma, dal punto di vista della ricerca scientifica, mi entusiasmano particolarmente gli studi che si stanno facendo per esempio su vaccini ‘pan-coronavirus’. Cioè riuscire ad avere vaccini che possano avere uno spettro più ampio, come si sta facendo anche per l’influenza. Sono vaccini difficili” da ottenere, “però non è impossibile e in ultima analisi, se si riuscisse ad avere un vaccino pan-influenza e un vaccino pan-coronavirus, addirittura potrebbe anche non essere annuale, ma magari avere una cadenza più lunga”. La scienza ci sta lavorando, “non sono prodotti disponibili in questo momento – tiene a precisare -. E si lavora anche ai vaccini mucosali. Quello che sta succedendo adesso è che il virus sembra avere una fantastica capacità di replicazione nelle vie nasali e respiratorie superiori, nelle mucose” di naso e bocca, “mentre è molto più lento nei polmoni. Infatti, vediamo principalmente infezioni delle vie superiori anche per quei casi in cui c’è una rottura della barriera immunitaria. E di conseguenza si ritiene che i vaccini spray, come per l’influenza, potrebbero essere particolarmente significativi. Purtroppo non si sono ancora trovati sistemi per generare una risposta immunitaria stabile sufficiente. Però la trovo una via da esplorare”.  

“Non rilassiamoci” – Tornando al presente, “l’Italia ha delle percentuali di immunizzazione” contro Covid “eccezionali, che negli Usa ci sogniamo – dice Bertuzzi – Vanno fatti veramente i complimenti alle autorità sanitarie, alla popolazione, a tutte le persone che sono riuscite a collaborare in questa direzione. Sono un po’ scettico su questo rilassamento generale perché, ripeto, dobbiamo veramente trovare il modo di convivere con il virus, di condurre vite normali, però non scordiamoci che non è passato”. Il
Paese “ha avuto inizialmente una risposta alla pandemia di Covid-19 molto difficile, perché è stato il primo ad essere colpito”, dopo la Cina. “Ma una volta passata questa prima fase, un po’ confusa per tutti, la sua è stata una risposta fantastica. Sono stato veramente molto impressionato dai sistemi messi in piedi dal Paese per la vaccinazione”.
 

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Intercettazioni indirette, proposta di Fi: “No ad arresto senza riscontro”

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(Adnkronos) – Il tema delle intercettazioni continua a essere centrale nella maggioranza di governo, dopo il dibattito scaturito dalle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Alla Camera approda una nuova proposta di legge, targata Forza Italia, che punta a introdurre una stretta per le cosiddette intercettazioni ‘indirette’. “Se due persone al telefono parlano di una terza persona, accusandola di un reato, questa non può finire in carcere”, spiega all’Adnkronos il deputato forzista Tommaso Calderone, illustrando i contenuti della sua proposta. 

“Con questa pdl la conversazione ‘indiretta’ ha un valore probatorio affievolito. Ovvero, non è più sufficiente, come elemento probatorio, per arrestare una persona. Sono necessari i riscontri. Se Tizio e Caio, intercettati, dicono che Sempronio prende una tangente, con la nostra legge questa conversazione indiretta necessita di un riscontro: da sola, quella intercettazione non può essere rimessa al potere discrezionale del giudice”. La proposta di Forza Italia introduce inoltre “una nuova fattispecie di reato” che prevede “una pena per gli agenti delle forze dell’ordine che non trascrivono le intercettazioni a favore di un indagato”. 

Altro tema caldo è la questione della separazione delle carriere, cavallo di battaglia di Forza Italia. Sia il partito azzurro che la Lega hanno presentato diverse proposte di legge sulla materia. Calderone di Forza Italia ha firmato una di queste, presentandola a Montecitorio lo scorso 24 gennaio. Nell’incontro con il ministro Nordio, la premier Giorgia Meloni ha toccato la questione della separazione delle carriere ma ha rimarcato che il nodo andrà affrontato nell’ambito di una riforma organica della giustizia e non con iniziative ‘spot’. Le vostre pdl vanno interpretate come un ‘pressing’ nei confronti della presidente del Consiglio? “Assolutamente no”, risponde Calderone all’Adnkronos.  

“Forza Italia ha sempre parlato di separazione di carriere. E’ stato sempre uno dei progetti principali di Fi, ci mancherebbe altro. Oltretutto, la separazione delle carriere è uno dei punti del programma elettorale del centrodestra. Abbiamo solo presentato una proposta di legge in linea con quanto detto in campagna elettorale e in linea con le idee garantiste e liberali del nostro presidente Silvio Berlusconi”. “La giustizia va riformata. Su questo siamo tutti d’accordo, ci stiamo lavorando tutti. Si troverà una sintesi pur con anime diverse”, conclude il parlamentare forzista. 

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Ucraina, Zelensky: “Servono almeno 300 tank”

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(Adnkronos) – “Ci servono 300 o 500 tank ora”. E’ quanto ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista a Sky News Uk. Da usare, aggiunge, “per portare avanti un’offensiva sul nostro territorio, la nostra terra. Servono veicoli corazzati per proteggere la nostra gente”. Zelensky ha ringraziato i Paesi che hanno fornito i tank, ma ha ricordato che qualche volta ci vogliono “mesi” per l’arrivo delle armi promesse. “Non do la colpa a nessuno, ma io mi sento sollevato solo quando le armi, dateci dagli alleati, sono effettivamente usate dal nostro esercito”, ha spiegato.  

RUSSIA – Per arrivare alla fine della guerra in Ucraina “molto rapidamente” è sufficiente che il presidente americano Joe Biden “dia istruzioni” in tal senso a Kiev, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citando le parole di Donald Trump. Certo, “non è questione di un giorno, o neanche di due”, ma quello che fa il regime di Kiev “è in larga misura nelle mani di Washington”, ha affermato. Ma in questo momento è chiaro che il presidente americano “non vuole usare la sua influenza” sull’Ucraina per arrivare alla fine del conflitto, ma al contrario ha scelto la strada dell’invio di altre armi all’Ucraina”.  

GERMANIA – “Noi sosteniamo l’Ucraina, ma non siamo in guerra” ha detto la vice portavoce del governo tedesco Christiane Hoffmann replicando alle critiche di Mosca per le parole della ministra degli Esteri, Annalena Baerbock, che, nel mezzo delle tensioni interne alla Nato per la vicenda dei carri armati, aveva detto “stiamo combattendo una guerra con la Russia, non tra di noi”. “La Nato e la Germania non sono parti belligeranti in questa guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha aggiunto la portavoce, sottolineando che, dal punto di vista del diritto internazionale, la Germania non è parte del conflitto. 

Le dichiarazioni arrivano dopo che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha chiesto all’ambasciatore tedesco in Russia di chiarire la posizione di Berlino in merito al conflitto in Ucraina, sottolineando la “contraddizione” tra le parole della ministra degli Esteri e la posizione ufficiale di Berlino.  

POLONIA – Da Varsavia arriveranno a Kiev anche 60 carri armati PT-91 oltre ai Leopard di fabbricazione tedesca. Lo ha annunciato il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, in un post su Telegram: “La Polonia invierà all’Ucraina 60 carri armati PT-91 Twardy, oltre ai quattordici Leopard 2 precedentemente annunciati. Grazie ai nostri alleati. Schiacceremo il nemico”. Yermak ha poi ricordato su twitter le vittime della Shoah nel giorno della memoria: “Quella tragedia avrebbe dovuto servire da monito per prevenire ulteriori crimini contro l’umanità, ma oggi, nel centro dell’Europa, è in atto un genocidio di ucraini. Non perdoneremo né dimenticheremo mai nulla”, ha ribadito. 

IL FRONTE DEL DONETSK – “La situazione al fronte, e in particolare nella regione di Donetsk, vicino a Bakhmut e Vuhledar, rimane estremamente grave” ha dichiarato nel suo consueto messaggio serale il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Gli occupanti non stanno solo prendendo d’assalto le nostre posizioni, stanno deliberatamente e metodicamente distruggendo queste città ed i villaggi intorno. Artiglieria, aviazione, missili. L’esercito russo non ha carenza di mezzi di distruzione. E può essere fermato solo con la forza”.  

ATTACCO A KHERSON – Le forze russe hanno nuovamente bombardato Kherson e l’area circostante, uccidendo due civili e ferendone tre. Lo rende noto l’amministarzione militare della regione di Kherson, citata da Ukrainska Pravda. Nel quartiere di Suvorosky a Kherson, è stata colpita un’automobile dove viaggiava una coppia. La donna è morta sul colpo, mentre l’uomo è rimasto ferito. Nel villaggio di Komyshany, un bombardamento russo ha ucciso una donna di 25 anni e ferito altre due persone.  

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Ucraina, Germania a Russia: “Sosteniamo Kiev ma non siamo in guerra”

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(Adnkronos) – “Noi sosteniamo l’Ucraina, ma non siamo in guerra”. Così la vice portavoce del governo tedesco Christiane Hoffmann replica alle critiche di Mosca per le parole della ministra degli Esteri, Annalena Baerbock, che, nel mezzo delle tensioni interne alla Nato per la vicenda dei carri armati, aveva detto: “Stiamo combattendo una guerra con la Russia, non tra di noi”.  

“La Nato e la Germania non sono parti belligeranti in questa guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha aggiunto la portavoce, sottolineando che, dal punto di vista del diritto internazionale, la Germania non è parte del conflitto.  

Le dichiarazioni arrivano dopo che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha chiesto all’ambasciatore tedesco in Russia di chiarire la posizione di Berlino in merito al conflitto in Ucraina, sottolineando la “contraddizione” tra le parole della ministra degli Esteri e la posizione ufficiale di Berlino.  

Mercoledì sera, il cancelliere Olaf Scholz ha risposto a una domanda all’emittente pubblica Zdf sulla consegna di carri e il coinvolgimento nel conflitto. “No, assolutamente no”, ha dichiarato. “Non ci deve essere guerra tra Russia e Nato”.  

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Ucraina, Crosetto: “Impedire carri russi a Kiev unico modo per fermare III guerra mondiale”

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(Adnkronos) – “Sto vivendo questo periodo con grande difficoltà personale, sono visto come quello delle armi, quello che vuole la guerra. Secondo me la III guerra mondiale inizierebbe nel momento in cui i carri armati russi arrivassero a Kiev e ai confini dell’Unione Europa: chi dice qualcosa di diverso non conosce la realtà. Impedire che questo accada, è l’unico modo per fermare la III guerra mondiale”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto a Roma all’evento ‘Prospettive europee per una difesa comune’. 

“C’è la strana idea per cui c’è uno Stato di cui non ci importa nulla, che ci sta rompendo le scatole. Che col fatto di essere in pace, ci sta obbligando a fare cose che non dovremmo fare, che è colpa di quello Stato se sale l’inflazione. Quello Stato è stato invaso. Non c’è un angelo o un diavolo, non stiamo dando giudizi. Nessuno ce l’ha con la popolazione russa – ribadisce Crosetto – non esiste una guerra fra Italia, Europa, Nato e la popolazione russa: esiste una coalizione internazionale che sta aiutando un Paese aggredito. Lo dobbiamo fare e lo stiamo facendo per evitare che una crisi iniziata in modo folle possa esplodere”. 

Quindi il titolare della Difesa ha annunciato che “la prossima settimana potrebbe nascere un nuovo decreto sugli aiuti all’Ucraina”. 

 

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Coronavirus

Covid, Iss: rischio forme gravi 7 volte maggiore per non vaccinati mai infettati

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(Adnkronos) – Il vaccino anti-Covid si conferma un importante scudo contro i peggiori esiti in tutte le fasce di età, ma anche le infezioni pregresse influiscono. Il rischio di malattia grave per la popolazione con età maggiore di 12 anni e senza una diagnosi pregressa di infezione da Sars-CoV-2 è approssimativamente 7 volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati. Lo indica l’Istituto superiore di sanità nel report esteso su Covid-19, che da questa settimana non valuterà solo l’impatto della vaccinazione, ma anche quello dell’infezione pregressa e sarà aggiornato su base mensile. 

Il rischio di infezione Covid e di malattia grave è influenzato, dunque, sia dallo stato vaccinale che dalle infezioni pregresse. Il rischio assoluto di infezione e di malattia grave è maggiore nelle persone non vaccinate e che non hanno mai avuto una pregressa diagnosi. In generale si osserva che le persone con immunità ibrida (ovvero con infezione pregressa e vaccinazione), sono a minor rischio di infezione da Sars-CoV-2 e di incorrere in una forma grave di Covid-19. E che, a parità di fascia di età e di condizione di pregressa infezione, in tutte le classi di età maggiore di 12 anni si osserva una tendenza alla riduzione del rischio di malattia grave associato alla vaccinazione.  

 

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