Cresce in Italia il peso del consulente finanziario indipendente


(Adnkronos) –
Un supporto efficace alle scelte d’investimento
 

Milano, 26 settembre 2022. Fino a pochi anni fa la figura del consulente finanziario indipendente non esisteva e per ricevere assistenza e consigli finanziari sugli investimenti l’investitore italiano era per lo più obbligato a rivolgersi ai promotori finanziari di banche e reti. 

Progressivamente, la normativa italiana ha però identificato la necessità di una figura professionale di questo tipo, ne ha tracciato confini e caratteristiche, e l’ha inserita in un albo professionale ad hoc. Oggi, secondo un rapporto di Ernst & Young (EY), la consulenza indipendente è uno dei settori di maggior sviluppo del settore finanziario, e ciò in numerosi Paesi tra cui l’Italia, gli Stati Uniti, il Regno Unito, i Paesi Bassi e molti altri. E solo in Italia l’Albo OCF, a cui per legge devono essere iscritti tutti gli “indipendenti”, comprende già oltre 525 consulenti e oltre 60 società, tra cui spicca la società di consulenza finanziaria indipendente SoldiExpert SCF fra le pioniere in Italia nel settore con oltre 20 anni di storia.  

Un boom silenzioso che conferma la fame degli investitori italiani per questo tipo di consigli per investimenti, sia nel rapporto con un consulente “dal vivo” sia con un consulente finanziario online. 

Malgrado molte resistenze da parte del mondo della grande finanza, quindi, il consulente finanziario indipendente è diventato una realtà. Resistenze facili da comprendere: secondo Assoreti, i consulenti di banche e reti gestiscono oggi circa 5 milioni di clienti e solo nel primo semestre del 2022 hanno realizzato una raccolta netta di quasi 25 miliardi di euro. Una “torta” gigantesca, che in pochi sono evidentemente disposti a condividere. 

Ma perché è così importante per i risparmiatori poter scegliere di appoggiarsi a un consulente finanziario di questo tipo per avere un consiglio di investimento? E perché viene definito “indipendente”? 

CHI È IL CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE
 

Per quanto riguarda i consigli per investire, la normativa prevede l’esistenza di due tipi di consulenti finanziari, l’“autonomo” e l’“autorizzato all’offerta fuori sede”. Il primo è meglio conosciuto come “indipendente”, mentre il secondo è la definizione ultima dell’ex promotore finanziario di banche e reti. 

La differenza sostanziale tra le due figure, è quindi che il consulente finanziario indipendente
non ha – non può avere per legge – altra remunerazione che non sia quella dei clienti per la sua consulenza, lavora in proprio e non appartiene a nessun gruppo bancario. Il consulente finanziario indipendente non ha conflitti d’interesse nei confronti dei clienti perché non può ricevere retrocessioni o altri tipi di guadagno da parte di emittenti di strumenti finanziari, siano fondi, ETF o altri. 

Questo significa che il consulente finanziario indipendente: 

• lavora solo per il suo cliente; 

• può liberamente consigliare al cliente qualunque tipo di strumenti finanziari ritenga in linea con profilo e obiettivi del cliente; 

• non ha pressioni da parte di nessuno per consigliare uno strumento piuttosto che un altro; 

• è chiaro e trasparente per quanto riguarda i costi della consulenza e questo in realtà dovrebbe essere la regola secondo la normativa e un dovere per tutti gli operatori. 

LIMITI DELLA CONSULENZA FINANZIARIA NON INDIPENDENTE
 

Probabilmente in molti penseranno che i punti sopra indicati siano o dovrebbero essere ovvi per tutti i consulenti finanziari. Ma non è così e lo denunciano spesso gli stessi sindacati dei bancari. 

Banche e reti, infatti, solitamente stabiliscono accordi con molte società emittenti di fondi, certificati e altri strumenti finanziari. Quindi più ne vendono ai clienti più guadagnano con il meccanismo delle retrocessioni o degli incentivi. Consigli un prodotto con un costo del 3% annuo e il 75% di questo costo ricorrente viene ristornato al collocatore o distributore che se lo spartisce. E altri costi potrebbero gravare sul prodotto consigliato al risparmiatore come costi di ingresso, performance o di uscita nel caso della consulenza non indipendente pura.  

Tutto assolutamente legittimo, ovviamente, perché consentito dalla normativa italiana. Tuttavia, questo può rendere però evidentemente più limitate le possibilità che un consulente finanziario (o private banker secondo una definizione molto in auge) che lavora per una banca o una rete possa consigliare il prodotto finanziariopiù adatto e/o meno costoso (e spesso le 2 cose vanno insieme) a cliente.Molto probabilmente, infatti, potrà scegliere solo tra un pacchetto più limitato di prodotti e fra quelli maggiormente remunerativi per l’intermediario. 

Da qui il conflitto d’interesse che vivono i consulenti finanziari di banche e reti, pressati – come ha più volte ricordato la FABI, il sindacato dei bancari italiani – tra l’interesse del loro datore di lavoro e quello dei clienti. Un conflitto d’interesse che invece il
consulente finanziario indipendente
non conosce.
 

Inoltre, la consulenza finanziaria “non indipendente” si presenta talvolta in modo distorto come “gratuita”, ma naturalmente non lo è. In filiale potranno anche dirvi che, in quanto clienti, la consulenza non la pagate, ma in realtà i costi vengono addebitati sui prodotti finanziari che sottoscrivete. Che quindi eroderanno dall’1% al 3% (se non di più) dai rendimenti e il risparmiatore può richiedere ogni anno (lo prevede la normativa) il costo a consuntivo (ex post) dei costi effetti pagati per la consulenza ricevuta oltre che sugli strumenti consigliati e questo costo dovrebbe essere indicato chiaramente prima (ex ante) di ogni raccomandazione. Trasparenza dei costi che alcune ricerche indipendenti (come quella del Politecnico di Milano) hanno mostrato che non sempre tutti gli intermediari rispettano fino in fondo ma che tutti gli operatori del settore (consulenti finanziari indipendenti e SCF compresi) devono rispettare.  

CONSULENZA FINANZIARIA, L’ESEMPIO DI FONDI ED ETF
 

Un esempio che può a aiutare a comprendere meglio le differenze tra consulenza finanziaria indipendente e quella invece legata a banche e reti, è quello dei fondi d’investimento e degli ETF (quote di fondi quotate in borsa).  

Un consulente indipendente come SoldiExpert SCF offre, tra l’altro, un’attenta consulenza per la selezione di fondi ed ETF più adatti ai singoli clienti, oltre a essere anche un valido consulente patrimoniale. E poiché i fondi risultano essere spesso meno efficienti e redditizi degli ETF, il
consulente finanziario indipendente
consiglia in molti casi gli ETF. Anche perché, per clienti, la loro gestione è più economica, cioè erode in misura minore i potenziali rendimenti. 

Al contrario, i consulenti di banche e reti consigliano difficilmente gli ETF ai clienti (lo scrivono e lo testimoniano gli stessi risparmiatori e su settimanali come Plus24 Sole 24 Ore spesso se ne dà evidenza), perché per la loro banca sono scarsamente remunerativi in quanto non danno retrocessioni ricorrenti o commissioni per la vendita. L’unico (magro) guadagno per loro deriva dalla negoziazione. Molto meglio i fondi, invece, su cui il guadagno è molto “grasso”. Peccato che questo guadagno esca dalle tasche dei clienti e sottragga loro una bella fetta dei rendimenti come dimostrano moltissime ricerche fra cui fra le più importanti quella di Spiva curata da S&P Global, una delle più importanti società mondiali di rating. 

Lo stesso ragionamento potrebbe essere fatto per le azioni e obbligazioni quotate (mercato seondario), su cui le banche non hanno grandi guadagni. 

Non è un caso che, secondo Assoreti, il risparmio che banche e reti italiane raccolgono finisca equamente diviso tra prodotti di risparmio gestito, prodotti assicurativi (unitlinked) e fondi. E che soltanto poco punti percentuali del risparmio venga riversato negli ETF. 

Informazioni su SoldiExpert SCF
 

Questo comunicato è stato realizzato da SoldiExpert SCF una delle principali società di consulenza finanziaria (SCF) indipendenti a livello nazionale. Vanta clienti di ogni tipo e portafoglio (soprattutto privati) in tutta Italia grazie anche a un modello unico basato sulla Rete e sulla tecnologia come la possibilità di collegarsi in video-conferenza con i propri esperti che operano in più parti d’Italia.  

La consulenza fornita può riguardare tutto il patrimonio o sola la parte legata agli investimenti finanziari (azioni, obbligazioni, ETF, fondi) o assicurativi (spesso unitlinked che di fatto sono investimenti finanziari spesso “travestiti”) e si basa su un’attenta analisi preventiva (tipicamente i risparmiatori che si rivolgono a SoldiExpert SCF partono con un check up ed è possibile richiedere gratuitamente una prima consulenza di 30 minuti) di efficienza del portafoglio detenuto dal cliente in termini di costi e rischi. E il fatto di essere una società che fornisce esclusivamente consulenza su base indipendente è un punto molto importante per gli investitori poiché SoldiExpert SCF viene remunerata direttamente in modo trasparente dai clienti senza quindi ottenere provvigioni o commissioni sui prodotti consigliati come è tipico dell’industria del risparmio gestito in Italia.  

Si ricorda anche ai fini dello studio proposto che le performance passate nei mercati finanziari non costituiscono necessariamente garanzia, nè indicazione di performance future e non dovranno essere perciò utilizzate come unico criterio di valutazione per la scelta degli investimenti. Per maggiori informazioni si invita a visitare il sito soldiexpert.com
 

Approfondimenti
 

Sito ufficiale: https://soldiexpert.com 

Analisi su fondi ed ETF: https://soldiexpert.com/moneyreport/meglio-fondi-o-etf/13853/
 

Email: ufficiostudi@soldiexpert.com
 

Numero Verde 800.03.15.88 

Canale video Youtube: https://www.youtube.com/user/SoldiExpert
 

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/soldiexpert
 

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