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Covid, Zaia: “Aperture in zona rossa previste in linee guida”

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Aperture anche in zona rossa previste dalle linee guida studiate dalle Regioni. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa: “Le linee guida messe a punto dalle regioni prevedono di aprire anche in zona rossa. Adesso attendiamo che si esprima il Cts”, ha spiegato.”Linee guida delle regioni che sono propedeutiche a un ‘tagliando’ delle precedenti norme. Il decreto scade il 30 aprile -ha ricordato Zaia – e mi sembra difficile che possa essere reiterata la condizione delle zone solo rosse e arancioni. Quindi è verosimile che alla scadenza di quelle in vigore il 30 aprile, dal 1 maggio qualcosa cambi”.  

Per Zaia comunque per quanto riguarda le riaperture “il prima possibile nei settori prioritari sono quelli della ristorazione, palestre e piscine: questa è l’indicazione data nel documento della Conferenza delle Regioni”, ha spiegato. 

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Medici internisti, ecco chi rischia di più per il freddo e come difendersi

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(Adnkronos) – Ogni anno almeno il 7% di tutti i decessi può essere attribuito al freddo. Con le temperature in picchiata e la bianca coltre di neve che ricopre la nostra penisola, arrivano i consigli della Società italiana di medicina interna (Simi), che spiega chi rischia di più, come gli anziani, i fragili e chi è affetto da patologie croniche, e come difendersi.  

Innanzitutto, attenzione al cuore. “Una delle minacce peggiori del ‘generale inverno’ è quella posta all’apparato cardio-circolatorio – spiega Giorgio Sesti, presidente della Simi – con un’aumentata incidenza di infarti, ictus e un peggioramento delle arteriopatie periferiche (o Pad, quelle a carico delle arterie degli arti inferiori)”. Sono soprattutto le persone con patologie cardio-vascolari quelle più esposte a questo rischio, che fa leva sul modo con il quale l’organismo reagisce al freddo. “Per evitare di disperdere calore – prosegue Sesti – i vasi periferici si ‘contraggono’ (vasocostrizione), ma questo a sua volta provoca un ridotto afflusso di sangue in periferia (con il freddo peggiorano i sintomi della claudicatio, dolori crampiformi fortissimi alla coscia o al polpaccio, che compaiono in chi soffre di Pad) e un aumento della pressione arteriosa. E’ per questo che spesso in inverno è necessario ritoccare verso l’alto i dosaggi della terapia antipertensiva o associare altri farmaci per mantenere sotto controllo i valori pressori”.  

Una pressione arteriosa in salita e il freddo portano anche ad urinare di più, esponendo in questo modo al rischio di disidratazione, che può sembrare strano in inverno, ma accade. “E’ necessario assicurare un buon introito di liquidi – ricorda Sesti – Ma assolutamente non di alcol. L’idea che l’alcol ‘riscaldi’ è una sensazione ingannevole; in realtà, producendo una vasodilatazione periferica, l’alcol favorisce la dispersione di calore. Ragione in più – raccomanda – per evitare il consumo delle bevande alcoliche, che non mai effetti benefici”.  

Proteggere naso e bocca per il bene di bronchi e polmoni. Anche l’apparato respiratorio risente del calo delle temperature. “In questa stagione – afferma Sesti – assistiamo ad un’esacerbazione di malattie respiratorie croniche come la bronchite ostruttiva e l’asma perché il passaggio di aria fredda lungo le vie aeree provoca irritazione e, di conseguenza, tosse, aumento di secrezioni catarrali e una respirazione difficoltosa e affannata (dispnea). Per questo è importante evitare di uscire di casa nelle ore più fredde, proteggere bene naso e bocca con una sciarpa (e una mascherina, soprattutto quando si sale sui mezzi pubblici affollati) per riscaldare l’aria che inaliamo; bisognerà inoltre valutare con il proprio medico se è il caso di aggiungere un ‘puff’ di broncodilatatore/antinfiammatorio in terapia. Chi soffre d’asma, dovrebbe comunque sempre avere con sé un inalatore per un ‘puff’ d’emergenza”.  

Anche le persone con long Covid “devono fare particolare attenzione in caso di freddo e cattivo tempo, perché secondo una review pubblicata di recente sul Bmj, la loro funzionalità polmonare può restare compromessa per un tempo variabile dopo l’infezione da Covid e questo – sottolinea l’esperto – li espone a maggior rischio di infezioni respiratorie. Se è necessario uscire, oltre a proteggersi bene dal freddo, queste persone dovrebbero indossare una mascherina Ffp2, soprattutto negli ambienti affollati e scarsamente ventilati”.  

Il tallone d’Achille delle articolazioni. Il freddo e l’umidità non sono un toccasana per ossa e articolazioni, come sanno bene tutti coloro che soffrono di malattie reumatiche su base infiammatoria o di artrosi. “E’ necessario dunque coprirsi adeguatamente per mantenere caldo l’organismo – consiglia Sesti – indossare guanti e giacche impermeabili se si esce di casa; chi soffre di fenomeno di Raynaud (un’importante vasocostrizione periferica soprattutto a carico delle dita delle mani che diventano bianche, poi violacee e rosse con tanto dolore) deve stare particolarmente attento agli sbalzi di temperatura, proteggendo bene le mani dal freddo ed evitando di metterle sul termosifone o nell’acqua calda, una volta rientrati in casa; da eliminare assolutamente il fumo, che può aggravare il fenomeno”.  

Anche se costretti in casa dal maltempo, bisogna evitare di stare fermi troppo a lungo, alzandosi di frequente dalla poltrona o dal divano e facendo un po’ di ginnastica casalinga, anche con l’ausilio di pesetti da un chilo, raccomandano gli esperti. Attenzione anche a non esagerare con le calorie a tavola, perché ogni chilo di troppo andrà a gravare sulle articolazioni. Importante fare il pieno di vitamina D e calcio, soprattutto se non si esce di casa e non ci si espone alla luce del sole.  

Infine, come regolarsi con l’attività fisica e freddo. I runner in buona salute possono continuare a correre anche con le basse temperature, avendo cura di vestirsi in maniera adeguata, facendo attenzione all’umidità e al sudore che non devono restare a contatto con il corpo, oltre che al freddo, e di idratarsi adeguatamente. “Le persone con problemi cardiovascolari noti o i soggetti a rischio come ipertesi, diabetici, persone in sovrappeso – ammonisce Sesti – devono invece stare molto attenti a non fare sforzi eccessivi all’aperto, se le temperature sono rigide. In questa stagione, bene le passeggiate nelle ore calde e nelle giornate di sole, ma per tutto il resto, l’esercizio fisico andrebbe fatto indoor: in palestra, in piscina o in casa. Ricordatevi di vestirvi molto bene anche quando portate il cane fuori, soprattutto al mattino presto e la sera. Grande attenzione, infine, anche all’attività fisica ‘indotta’ dal cattivo tempo: spalare la neve può rivelarsi decisamente pericoloso per il cuore, come anche cambiare una gomma bucata a temperature polari”.  

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Covid oggi Lazio, 405 nuovi casi e 4 decessi: a Roma 283 contagi

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(Adnkronos) – Sono 405 i nuovi casi di Covid registrati oggi 30 gennaio nel Lazio, secondo i dati del bollettino della Regione. I morti nelle ultime 24 ore sono 4. I ricoverati sono 525 (+15), 21 le terapie intensive (-2) e +508 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 7,4%. I casi a Roma città sono a quota 283.  

Nel dettaglio, questa la situazione nelle ultime 24 ore. Asl Roma 1: sono 115 i nuovi casi e 2 i decessi. Asl Roma 2: sono 94 i nuovi casi e 2 i decessi. Asl Roma 3: sono 74 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl Roma 4: sono 14 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl Roma 5: sono 35 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl Roma 6: sono 40 i nuovi casi e 0 i decessi. 

Nelle province si registrano 33 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 10 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl di Latina: sono 16 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl di Rieti: sono 4 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl di Viterbo: sono 3 i nuovi casi e 0 i decessi. 

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Banconote false, 376mila ritirate nel 2022: i tagli più contraffatti 20 e 50 euro

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(Adnkronos) – Nel 2022 è aumentato dell’8,4% rispetto all’anno precedente il numero di banconote false in euro rilevate e ritirate dalla circolazione: con 376.000 banconote, tuttavia, si tratta del secondo livello più basso mai registrato rispetto al totale dei biglietti in circolazione (nel 2017 erano state 694.000). Lo segnala la Bce evidenziando come “le probabilità di ricevere un esemplare falso sono molto scarse, poiché il numero di falsi resta assai contenuto rispetto al totale dei biglietti autentici in circolazione”. In pratica nel 2022 sono stati individuati 13 falsi per ogni milione di banconote autentiche in circolazione. 

L’incremento della circolazione di banconote false – spiega l’Eurotower – “riflette anche la ripresa dell’attività economica nel 2022, dopo la revoca di gran parte delle restrizioni connesse alla pandemia di coronavirus”. I tagli da 20 e 50 euro hanno continuato a far registrare il numero più elevato di falsificazioni fra le banconote e rappresentano nell’insieme poco meno di due terzi del totale dei falsi” (rispettivamente il 23,6 e il 40,0% del totale). Nonostante non siano più emesse dal 2019, le banconote da 500 euro – che continuano ad avere corso legale – sono ancora oggetto di falsificazione, anche se sono solo l’1,7% del totale di quelle contraffatte e ritirate dalla circolazione (per un valore di poco superiore ai 3 milioni di euro). 

La Bce sottolinea come il 96,6% delle banconote falsificate è stato rinvenuto in Paesi dell’area dell’euro, mentre il 2,7% proviene da Stati membri dell’Ue non appartenenti all’area e lo 0,7% da altre regioni del mondo. Peraltro, conclude l’Eurotower, “la maggior parte dei falsi è facilmente individuabile, poiché non contiene le caratteristiche di sicurezza o ne reca solo pessime imitazioni”.  

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Covid Cina, Pechino: “Ondata infezioni sta per finire”

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(Adnkronos) – L’attuale ondata di infezioni da Covid-19 in Cina “sta per finire”. Il numero di casi gravi e di decessi è in calo, ha affermato il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) in un rapporto. La stessa fonte ha anche assicurato che non c’è stata “nessuna avanzata evidente” dei contagi durante le festività del capodanno lunare la scorsa settimana, dove milioni di persone si sono riunite con le famiglie lontane.  

Il virus ha colpito massicciamente le città dopo che le autorità hanno revocato le restrizioni imposte nel quadro della politica zero-Covid a dicembre. Tuttavia, da allora, i tassi di visite effettuate nelle cliniche per la febbre sono diminuiti di oltre il 90% e i tassi di ospedalizzazione sono scesi di oltre l’85%, secondo la stessa fonte. 

Anche i timori che il virus possa ripresentarsi durante il periodo festivo non si sono ancora concretizzati. Nel suo rapporto, il CDC ha dichiarato: “Non c’è stato un evidente aumento dei casi di Covid durante le vacanze del capodanno lunare. In questo momento, nessuna nuova variante è stata scoperta e l’attuale ondata nel paese sta volgendo al termine”. 

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Oms, ‘evoluzione virus resta imprevedibile, migliorare sorveglianza’

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(Adnkronos) – Il coronavirus Sars-CoV-2 “conserva la capacità di evolversi in nuove varianti con caratteristiche imprevedibili”. Lo ha sottolineato il Comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità, esprimendosi sulla necessità di mantenere per Covid-19 lo status di emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale (Pheic).  

“Il Comitato – si legge nella dichiarazione finale – ha riconosciuto che, sebbene i sottotipi di Omicron attualmente in circolazione a livello globale siano altamente trasmissibili, si è verificato un disaccoppiamento tra infezione e malattia grave, rispetto alle precedenti varianti preoccupanti”. Ma il virus resta imprevedibile nella sua evoluzione. E il Comitato ha espresso la “necessità di migliorare la sorveglianza e la segnalazione dei ricoveri, delle terapie intensive e dei decessi per comprendere meglio l’attuale impatto sui sistemi sanitari e caratterizzare adeguatamente le caratteristiche cliniche di Covid-19 e la condizione post-Covid”.  

Come muoversi in questa fase che sembra essere di transizione? Seguendo 7 raccomandazioni temporanee, emesse dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sulla base di quanto emerso dalla riunione del Comitato di esperti. Destinatari: gli Stati membri dell’agenzia che vengono invitati dal Dg innanzitutto a mantenere lo slancio sulla vaccinazione Covid per raggiungere il 100% di copertura dei gruppi ad alta priorità, seguendo la guida delle raccomandazioni in evoluzione del gruppo di esperti Sage sull’uso dei richiami. Gli Stati dovrebbero inoltre pianificare l’integrazione di questa vaccinazione nei programmi che pianificano le immunizzazioni lungo tutto il corso della vita.  

Il secondo punto è migliorare la segnalazione dei dati di sorveglianza Sars-CoV-2 all’Oms per rilevare, valutare e monitorare le varianti emergenti, identificare cambiamenti significativi nell’epidemiologia di Covid e comprendere il carico di malattia in tutte le regioni. A questo proposito, si legge nel testo, si raccomanda agli Stati di utilizzare un approccio integrato alla sorveglianza delle malattie infettive respiratorie che sfrutti il sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza. Sempre nell’ottica di uscire da una situazione emergenziale instaurando una routine che permetta comunque di mantenere alta l’attenzione sul virus, l’invito è ad aumentare l’accesso e garantire la disponibilità a lungo termine delle contromisure mediche: vaccini, diagnostica, terapie Covid. E prepararsi affinché queste siano autorizzate al di fuori delle procedure dell’Elenco per gli usi di emergenza e all’interno dei normali quadri normativi nazionali.  

Altra indicazione è quella di mantenere una forte capacità di risposta nazionale e prepararsi per eventi futuri, in modo da evitare il verificarsi di un ciclo di panico-negazione. Gli Stati – si spiega – dovrebbero considerare come rafforzare la prontezza della loro risposta alle epidemie, anche con finanziamenti. E, ulteriore punto, continuare a lavorare con le comunità e i loro leader per affrontare l’infodemia e implementare efficacemente misure di salute pubblica e sociali basate sul rischio, affrontando la disinformazione, rafforzando la comprensione del pubblico e dei media e continuando a monitorare la risposta individuale e pubblica alle misure proposte e ai vaccini. Infine, si chiede di continuare ad adeguare eventuali restanti misure relative ai viaggi internazionali sulla base della valutazione del rischio e a non richiedere la prova della vaccinazione anti-Covid come prerequisito per i viaggi internazionali; e di continuare a sostenere la ricerca per vaccini migliori che riducano la trasmissione e abbiano un’ampia applicabilità, nonché la ricerca per comprendere l’intero spettro della malattia, compresa l’incidenza e l’impatto del post Covid, e per sviluppare adatti percorsi di assistenza integrata. 

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Messina Denaro, testimone a ‘Le Iene’: “Io ai festini col boss con forze ordine e politici”

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(Adnkronos) – “Sto andando a denunciare ai Ros dei carabinieri una storia che quando me l’hanno raccontata, onestamente, non ci potevo credere”. Comincia così il racconto che Ismaele La Vardera, ex Iena, oggi vicepresidente della Commissione antimafia della Regione Sicilia, decide di fare ai microfoni de Le Iene. Filippo Roma ricostruisce la testimonianza raccolta dal deputato regionale e subito denunciata agli inquirenti, di un presunto testimone che parla di alcuni festini in una villa del palermitano, a cui avrebbe partecipato Matteo Messina Denaro e in cui avrebbe visto anche un uomo appartenente alle forze dell’ordine, un medico e un noto politico italiano. Questa testimonianza è al centro del servizio de Le Iene, in onda domani sera su Italia 1.  

“Si parla di un Matteo Messina Denaro che frequentava salotti importanti della borghesia e che partecipava come se nulla fosse a dei festini”, dice La Vardera all’inviato. “Ho denunciato la testimonianza che mi hanno reso al Ros. Il testimone è una persona per bene, che fa una vita normale, che aveva paura di parlare – continua La Vardera – perché le cose che poteva raccontare erano molto delicate e parlavano proprio di quella zona d’ombra che avrebbe potuto proteggere il boss latitante”. Il vicepresidente dell’antimafia siciliana racconta di aver incontrato il testimone tramite una conoscenza in comune, e di avergli chiesto come mai abbia scelto di raccontare tutto a lui e non a magistrati e forze dell’ordine. “Purtroppo, ho molta paura, non mi fido di nessuno. Tu ti fideresti se allo stesso tavolo vedi persone che potrebbero rappresentare la legge insieme a Matteo Messina Denaro?” è la risposta del testimone. “Questa persona mi riferisce che ha partecipato più volte a delle feste private”.  

“Due anni fa, dopo il periodo del Covid ho avuto la possibilità di essere presente ad una festa – ha raccontato il testimone a La Vardera – Prima di entrare veniva fatta una specie di perquisizione e non potevi portare all’interno il telefono”. “Se sei un uomo delle Forze dell’ordine non vai ad una festa privata per fare sniffare gli amici tuoi. Tu lavori per la legge, tu hai questo ruolo importante. Questa cosa mi fa arrabbiare… ho notato che alcuni dei presenti entravano in una stanza – ancora le parole del testimone a La Vardera – C’era cocaina. Quelli che erano lì mi si presentano solo per nome, e mi hanno spiegato che chiunque di quelle persone incontrate lì dentro, se io le avessi viste fuori, avrei dovuto far finta di non conoscerle. Tutte persone di classe. Mangiavano ostriche, ricci di mare, c’era anche il Mont blanc, champagne e vini molto costosi. Fino alla mezzanotte c’erano le cameriere normali, poi, dopo, arrivavano le escort. Ragazze di lusso. Si faceva sesso dopo mezzanotte. È stata data l’opportunità una sera”. 

A questo punto del racconto, entrerebbe in scena, sotto falso nome, Matteo Messina Denaro. Alla domanda di La Vardera sul come fosse arrivato a capire chi era Andrea Bonafede, cioè Matteo Messina Denaro, il testimone spiega: “Io sono consapevole che questa che mi è capitata è una situazione più grande di me. Finché non ho visto i giornali però non avevo collegato. Poi quando ho visto il suo viso, l’ho riconosciuto. Lui era lì, a quella festa. Quando l’ho visto, lui era lì seduto con un appartenente alle forze dell’ordine ed uno che fa il medico. Il viso di adesso, era lui là. Quello che ho incontrato alla festa si vedeva che era malato e sofferente. Si è presentato dicendo ‘Ciao sono Andrea’ e aveva ferite post operatorie. Me L’ha detto lui, aveva una ferita fresca…aveva lo stesso occhiale scuro. E si vedeva un occhio difettoso sotto l’occhiale. Sembrava una persona per bene, io ho notato un orologio importante. Aveva scarpa stile Hogan, ma della Hermes, parlava con uno che io conosco che lavora nelle forze dell’ordine”.  

“Poi, comunque sia, abbiamo parlato e mi ha fatto capire che lì non ci siamo mai visti. ‘Noi non ci siamo mai incontrati. Tu ti fai i fatti tuoi ed io i fatti miei e viviamo tutti felici e contenti'” avrebbe detto il boss. “Se sei una persona, per esempio come quell’Andrea Bonafede, non puoi stare seduto allo stesso tavolo con qualcuno che dovrebbe fare rispettare la legge”. Nella conversazione il testimone fa anche riferimento a un politico, visto da questa persona in uno di questi festini. “Ad uno di questi eventi c’era anche un noto politico, non un politico qualsiasi, un politico importante”.  

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Covid oggi Calabria, 64 contagi e 2 morti: bollettino 30 gennaio

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(Adnkronos) – Sono 64 i nuovi contagi da coronavirus oggi 30 gennaio in Calabria, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 2 morti. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione Calabria, i nuovi casi sono stati individuati su 1.302 tamponi effettuati), ci sono +125 guariti eil bilancio totale dei decessi da inziio pandemia sale a 3.298. Il bollettino, inoltre, registra -63 attualmente positivi, +4 ricoveri (per un totale di 136) e, infine, +1 terapie intensive (per un totale di 12).  

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Covid, Gismondo: “Quella dell’Oms non è prudenza ma strategia politica”

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(Adnkronos) – “Credo che quella del direttore generale dell’Oms non sia prudenza, ma una strategia politica concertata”. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano, legge così la decisione del Comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha mantenuto per Covid-19 lo status di emergenza sanitaria pubblica internazionale (Pheic). “La politica è molto complessa e in alcuni Paesi – dice l’esperta all’Adnkronos Salute – tenere alto lo stato dell’emergenza può essere un mezzo per i governi”. 

“Io credo che la situazione globale sia di attenzione, come sempre deve essere perché in qualsiasi momento può sorgere un’epidemia. Ma questa attenzione – precisa Gismondo – non può non tener conto della situazione reale che non è assolutamente di emergenza. Attendere che Covid scompaia credo sia un’utopia, mentre invitare a fare genotipizzazione e controlli è assolutamente corretto, però è corretto sempre: non è una conseguenza dell’emergenza, ma è un’azione di sorveglianza che dovremmo mantenere sempre sui virus e i batteri che circolano nel mondo”.  

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Covid, Andreoni: “Oms conferma emergenza globale, tenere alta attenzione”

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(Adnkronos) – “Il fatto che l’Oms non ha tolto l’indicaizone sul Covid, ribadendo che è ancora un’emergenza globale, è una ulteriore testimonianza su come debba essere tenuta alta la guardia e l’attenzione a livello nazionale e internazionale. Dobbiamo continuare a lavorare sul monitoraggio delle varianti e anche sulla campagna vaccinale, i fragili e gli anziani che ancora non hanno fatto la quarta dose dovrebbero sbrigarsi”. Così all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, professore di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), commenta la decisione del Comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha mantenuto per Covid-19 lo status di emergenza sanitaria pubblica internazionale (Pheic).  

“Opportuna proroga obbligo test per passeggeri cinesi” 

Quanto alla “probabile proroga” dell’obbligo dei tamponi anti-Covid per i passeggeri cinesi in arrivo a Roma “è una decisione opportuna che il ministro della Salute fa bene a prendere. Stiamo entrando in una fase di endemia e in Italia la situazione sembra avviarsi verso una situazione di sicurezza, ma proprio per questo devono essere tenute altre le misure di controllo per chi arriva da zone dove l’incidenza Covid è ancora alta”, ha detto ancora Andreoni commentando quanto affermato questa mattina dal ministro della Salute Orazio Schillaci: “Stiamo pensando di procrastinare a metà o a fine febbraio” l’obbligo dei tamponi per i passeggeri cinesi in arrivo in Italia.  

 

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Brevetti di vaccini e linee aeree, i due casi Usa

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(Adnkronos) – Negli Stati Uniti proprio in questi giorni ha ripreso forte vigore la polemica intorno ai brevetti sui vaccini contro il Covid 19 quando tre senatori democratici molto noti e popolari (Elisabeth Warren, Peter Welch e Bernie Sanders – ex candidato dem alla Presidenza contro Biden – ) hanno attaccato prima Pfizer poi Moderna per la loro annunciata decisione di portare il costo della singola dose vaccinale sul libero mercato (quando saranno esauriti i contratti in essere con il governo USA e i vari governi mondiali, UE compresa) a 130 dollari. Sanders ha sottolineato che il costo stimato di produzione della singola dose è di circa 2,85 dollari quindi il prezzo di vendita annunciato sarebbe di oltre 45 volte quello di produzione. Un’enormità. Pfizer non ha proprio risposto alle critiche, Moderna ha ricordato i grandi costi sostenuti per ricerca e sviluppo e che comunque il suo prodotto anche dopo la fine dei contratti pubblici “sarà disponibile gratuitamente per la stragrande maggioranza delle persone negli USA”. 

Il dibattito sulla gestione dei brevetti sui farmaci salva vita viene da lontano e ha avuto sviluppi molto significativi durante la pandemia da Covid. Ricordiamo che al margine dell’ultima Assemblea generale dell’ONU prima della guerra russo ucraina, il Presidente USA Biden volle un vertice mondiale virtuale per la lotta al Covid. Vi parteciparono i leader di 30 Nazioni ad alto reddito per presentare “impegni per la donazione dei vaccini”. In questo contesto gli Usa annunciano che avrebbero donato fino a 1,1 miliardi di dosi per i paesi più poveri. Peraltro nessuno dei partecipanti al Summit menzionò nulla che riguardasse la tutela brevettuale dei vaccini e l’annuncio fatto dallo stesso Biden nel maggio 2021 al WTO di “non voler proteggere la proprietà intellettuale per i vaccini” è rimasto lettera morta. All’epoca la presa di posizione di Biden era sembrata addirittura epocale mettendo un punto fermo, con tutta l’autorevolezza del Governo Usa, nella disputa annosa tra chi ritiene che la salute pubblica faccia premio su ogni altra tutela e chi sottolinea che senza la protezione assicurata dall’esclusività brevettuale si bloccherebbe l’innovazione e la spinta del sistema a produrre nuovi farmaci. Come si è visto, però, non se ne è fatto sostanzialmente nulla e ciò per diversi motivi di natura sia economica sia politica ma forse anche perché la strada proposta dagli USA (sospensione “sic et simpliciter” dei brevetti) era quella tecnicamente più semplice ma, non necessariamente, la più adeguata. Meglio sarebbe stato, forse, puntare sulle licenze obbligatorie (deroghe ai brevetti su pronuncia di un’autorità giuridica o amministrativa che ne fissa condizioni e durata) come prevede lo stesso accordo multilaterale TRIPS. Ciò detto, lo stato dell’arte ad oggi è che, nella sostanza, nulla è cambiato rispetto a tre anni fa, prima della pandemia, e il tema resta, quindi, attualissimo ed irrisolto. 

LINEE AEREE. Molte compagnie aeree mondiali stanno cercando di seguire l’esempio dell’Alaska Airlines che per prima ha applicato il software di ultra avanguardia Flyways che studia e definisce rotte più efficienti e meno dispendiose anche e soprattutto in termini di consumo di carburante. Non è un esercizio semplice: le infrastrutture di IT non sono facilissime da installare in quanto una linea aerea non può semplicemente chiuderne una ed aprirne un’altra. Tali sistemi vanno, infatti, integrati progressivamente e con molta attenzione perché il tutto avviene con i voli in corso e si rischiano problemi anche molto seri (come peraltro accaduto pochi giorni fa proprio negli USA dove, sembra, un errato upgrade di un sistema informatico della FAA l’agenzia federale del volo ha causato un blackout di molte ore bloccando al suolo migliaia di voli). Ne vale comunque la pena: Alaska Airlines ha ottenuto nell’ultimo anno notevoli successi sia in termini di risparmio di carburante che di raggiungimento di ambiziosi target di sviluppo sostenibile lanciando nell’olimpo dei supermanager il suo CEO, l’italo-americano Ben Minicucci. 

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