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Coronavirus

Covid oggi Toscana, 401 contagi e nessun decesso: bollettino 26 settembre

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Sono 401 i nuovi casi di Covid-19 registrati oggi, 26 settembre 2022, in Toscana. Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 327 tamponi molecolari e 2.218 tamponi antigenici rapidi: di questi il 15,8% è risultato positivo. Al momento in Toscana risultano pertanto 82.684 positivi, -0,1% rispetto a ieri. Di questi 177 (2 in più rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 4 (1 in meno) si trovano in terapia intensiva. Oggi non si registrano nuovi decessi. 

Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.397.751. I nuovi casi sono lo 0,03% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,03% (450 persone) e raggiungono quota 1.304.313 (93,3% dei casi totali). L’età media dei 401 nuovi positivi è di 49 anni circa (13% ha meno di 20 anni, 16% tra 20 e 39 anni, 37% tra 40 e 59 anni, 21% tra 60 e 79 anni, 11% ha 80 anni o più). 

L’andamento per provincia 

Con gli ultimi casi salgono a 380.692 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (91 in più rispetto a ieri), 93.423 in provincia di Prato (25 in più), 110.080 a Pistoia (41 in più), 70.445 a Massa Carrara (19 in più), 149.180 a Lucca (48 in più), 162.182 a Pisa (19 in più), 126.585 a Livorno (41 in più), 127.050 ad Arezzo (54 in più), 100.401 a Siena (40 in più) e 77.158 a Grosseto (23 in più). A questi vanno aggiunti 555 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni. 

Sono 161 le nuove segnalazioni nell’Asl Centro, 123 nella Nord Ovest, 117 nella Sud Est. 

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Covid oggi Lazio, 3.185 contagi: a Roma 1.661

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(Adnkronos) – Sono 3.185 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 dicembre nel Lazio, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 7 morti. “Oggi nel Lazio, su 3.614 tamponi molecolari e 16.381 tamponi antigenici per un totale di 19.995 tamponi, si registrano 3.185 nuovi casi positivi (+99), sono 7 i decessi (+1), sono 734 i ricoverati (+13), 30 le terapie intensive (+1) e +2.414 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 15,9%. I casi a Roma città sono a quota 1.661”, comunica in una nota l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Nel dettaglio, nella Asl Roma 1 sono 625 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24 ore; nella Asl Roma 2 sono 626 i nuovi casi e 1 decesso; nella Asl Roma 3 sono 410 i nuovi casi e 2 i decessi; nella Asl Roma 4 sono 160 i nuovi casi e 1 decesso; nella Asl Roma 5 sono 243 i nuovi casi e 1 decesso; nella Asl Roma 6: sono 302 i nuovi casi e 1 decesso. 

Nelle province si registrano 819 nuovi casi: la Asl di Frosinone registra 201 nuovi casi e 0 decessi; la Asl di Latina 437 nuovi casi e 0 decessi; la Asl di Rieti 73 nuovi casi e 1 decesso e nella Asl di Viterbo si registrano 108 nuovi casi e 0 decessi. 

Sul fronte Covid-19 si registra una “lieve diminuzione del numero complessivo dei casi su base settimanale, a -5%, e l’incidenza è in discesa a 364 casi ogni 100mila abitanti. Il valore Rt in lieve diminuzione a 1”, ha comunicato inoltre D’Amato. 

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Itinerari previdenziali, su 13% contribuenti peso 60% Irpef

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(Adnkronos) – Il totale dei redditi prodotti nel 2020 e dichiarati nel 2021 ai fini Irpef è ammontato a 865,074 miliardi, per un gettito Irpef generato di 164,36 miliardi (147,38 per l’Irpef ordinaria; 11,99 per l’addizionale regionale e 4,99 per l’addizionale comunale), in calo del 4,75% rispetto all’anno precedente. Diminuiscono anche i dichiaranti (41.180.529) e i contribuenti/versanti, vale a dire coloro che versano almeno 1 euro di Irpef, che scendono a quota 30.327.388, valore più basso registrato dal 2008. Cala, infine, la percentuale di contribuenti che sopporta la gran parte del carico fiscale: mentre quasi la metà degli italiani (il 49,15%) addirittura non dichiara redditi, tra i versanti è l’esiguo 12,99% dei contribuenti con redditi dai 35mila euro in su a corrispondere da solo il 59,95% dell’imposta sui redditi delle persone fisiche. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio dedicato a entrate fiscali e finanziamento del sistema di protezione sociale, realizzato da Itinerari Previdenziali con il sostegno di Cida e presentato oggi nel corso di un convegno al Cnel a Roma promosso sempre in collaborazione con l’organizzazione dei manager.  

Seppur fortemente condizionato da Covid-19 (e dagli effetti sui redditi delle relative misure di contenimento dei contagi), oltre che dall’aumento di bonus, sostegni al reddito e strumenti assistenziali, quello che emerge dall’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali “è un quadro che dovrebbe invitare a riflettere media, sindacati e classe politica alle prese con proposte di riforma difficili da sostenere”.  

L’indagine realizza su base annuale un’analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi Irpef, di quelle aziendali relative all’Irap e delle altre principali imposte dirette e indirette (tra cui Ires, Isost e gettito Iva), con l’obiettivo di ottenere indicatori utili a comprendere l’effettiva situazione socio-economica del Paese e a verificare la tenuta del suo sistema di protezione sociale. 

 

 

 

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Inchiesta Juve: ecco cosa rischiano Agnelli, la società e la squadra

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(Adnkronos) – Con le richieste di rinvio a giudizio, per Agnelli, Nedved e Arrivabene fra gli altri, l’inchiesta della Procura di Torino sui bilanci della Juventus fa un passo avanti. I reati contestati, che possono essere aggiornati secondo le esigenze che dovessero emergere, sono quelli di false comunicazioni sociali, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, manipolazione del mercato e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.  

L’inchiesta, avviata nel novembre di un anno fa, riguarda i bilanci di tre annualità, 2019, 2020, 2021, per i quali l’accusa, in concreto, ipotizza plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori, soprattutto durante la pandemia Covid. La difesa della Juventus, che con le dimissioni dell’intero cda ha cercato di preservare la posizione della società, e di conseguenza della squadra, si fonda su due tesi portanti: le contestazioni della Procura “non paiono fondate” e “ogni sanzione sportiva risulterebbe del tutto infondata” visto che i bilanci non sono alterati. 

Cosa rischiano gli indagati. E’ necessario partire dalle pene previste per i reati contestati. Per il falso in bilancio, reclusione da tre a otto anni; per la
manipolazione del mercato, reclusione da uno a sei anni e multa da ventimila euro a 5 milioni;
per l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di pubblica vigilanza,
reclusione da uno a quattro anni; per la
dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, reclusione da quattro a otto anni.
Agnelli, Nedved e l’ex direttore sportivo Paratici, oggi al Tottenham, sono indagati per tutti e 4 i reati. L’amministratore delegato Arrivabene è indagato per il reato di falso in bilancio relativo agli anni 2019, 2020 e 2021, manipolazione del mercato e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di pubblica vigilanza per il 2021.
 

Cosa rischia la società Juventus. L’ipotesi di reato è legata alla responsabilità sui reati tributari e gli abusi di mercato. Per i reati tributari la sanzione è fino a cinquecento quote, e si può aumentare fino a un terzo. Per gli abusi di mercato la sanzione va a da quattrocento a mille quote. Una singola quota va da 258 a 1549 euro.  

Cosa rischia la squadra Juventus. Sul piano sportivo, è la Procura federale a doversi muovere. Nel caso specifico, va guardato il Codice di giustizia sportiva. All’articolo 31, è prevista la penalizzazione di uno o più punti in classifica per chi “mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, si avvale delle prestazioni di sportivi professionisti con cui non avrebbe potuto stipulare contratti sulla base delle disposizioni federali vigenti”. La pena però deve avere una conseguenza concreta, chi è colpevole deve perdere qualcosa. Nel caso della Juventus, potrebbe essere la qualificazione in Champions. Se invece la penalizzazione è ininfluente, viene applicata nella stagione successiva. L’ipotesi retrocessione è invece legata esclusivamente a un’ipotesi attualmente da escludere: in caso falsificazione dei documenti contabili al fine di ottenere l’iscrizione al campionato si arriverebbe alla pena massima che comporta l’esclusione dal torneo o la retrocessione. 

 

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