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Covid oggi Liguria, 186 contagi e un morto: bollettino 29 ottobre

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Sono 186 i nuovi contagi da coronavirus oggi 29 ottobre in Liguria, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri c’è stato un morto da Coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono guarite 101 persone. I positivi al momento nella Regione sono 1.055. 

Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Genova a 70, La Spezia a 46, Savona a 31 e Imperia a 29.  

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Fino a +300% disturbi alimentari tra i giovani

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(Adnkronos) – L’anoressia, la bulimia, l’alimentazione incontrollata del binge eating disorder. Per i disturbi alimentari c’è stato un ‘effetto Covid’ che in Lombardia ha portato quasi a triplicare i casi fra i giovanissimi: tra i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 6 e 16 anni, rispetto al periodo pre-pandemia, si è registrato un aumento di queste problematiche che oscilla da oltre il 50% a quasi il 300% a seconda della fascia di età, riferiscono dalla Regione che ha impegnato 5,6 milioni di euro – tra fondi regionali e ministeriali – per combattere i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) con “un approccio nuovo, favorendo l’accessibilità ai servizi dedicati all’intercettazione e cura dei disturbi, secondo una visione che tenga conto dei diversi contesti”. 

“In pratica – dichiara l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso – abbiamo reso operativo il Piano biennale regionale di attività per il contrasto dei disturbi della nutrizione e della alimentazione attraverso la trasmissione alle Ats delle linee di indirizzo per la stesura dei piani biennali locali”.  

Nel concreto – si legge in una nota – le Agenzie di tutela della salute (ex Asl) in Lombardia saranno tenute a programmare l’utilizzo dei fondi ministeriali e regionali, effettuare la mappatura della rete di servizi ed équipe dedicate alla prevenzione, diagnosi e cura dei Dna esistenti sul territorio, concentrare le risorse sui servizi già operativi e valutare le nuove proposte progettuali avanzate dagli enti erogatori. Le Ats dovranno inoltre valorizzare e coinvolgere le realtà associazionistiche di settore (pazienti e familiari), in particolare nei progetti di informazione e di sensibilizzazione alla popolazione. Infine, dovranno potenziare la rete dei servizi dedicati ai Dna sui singoli territori per evitare attese o ritardi, favorire la diagnosi precoce, realizzare interventi tempestivi.  

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Covid, no nuove varianti in Cina: cosa dice lo studio

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(Adnkronos) – Nessuna nuova variante Covid sembra essere emersa durante la recente epidemia in Cina. A suggerirlo è l’esito di un’analisi condotta su un campione di casi a Pechino e pubblicata su ‘The Lancet’. Gli autori hanno esaminato le sequenze virali di 413 nuove infezioni da Sars-CoV-2 che si sono verificate nel periodo in cui il gigante asiatico ha revocato le sue più severe politiche di controllo della pandemia. Questi contagi sono stati causati, secondo i risultati ottenuti, da ceppi esistenti. Oltre il 90% delle infezioni locali a Pechino tra il 14 novembre e il 20 dicembre 2022 ha rivelato la presenza delle sottovarianti Omicron BA.5.2 o BF.7. I casi importati durante lo stesso periodo riguardavano per lo più varianti diverse da quelle dominanti a Pechino.  

Gli autori affermano che i risultati possono essere considerati un’istantanea dello stato attuale della pandemia in Cina. “Dato l’impatto che le varianti hanno avuto sul corso della pandemia, era importante indagare se ne fossero emerse di nuove”, evidenzia l’autore principale dello studio, George Gao, Istituto di microbiologia dell’Accademia cinese delle scienze. Il Paese, come è noto, ha concluso la sua strategia zero-Covid il 7 dicembre 2022. Dall’abolizione di queste rigide politiche che includevano lockdown mirati, test di massa e quarantene, il numero crescente di casi ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale sul fatto che potessero emergere nuove varianti, causando ondate multiple di casi in tutto il mondo.  

Degli oltre 400 campioni esaminati, 350 erano casi locali e 63 importati. I casi importati provenivano da 63 Paesi e regioni. Il ceppo dominante a Pechino dopo il 14 novembre 2022 era BF.7, che rappresentava il 75,7% delle infezioni locali. Un’altra sottovariante di Omicron, BA.5.2, era responsabile del 16,3% dei casi locali. “E’ importante continuare a monitorare attentamente la situazione in modo che eventuali nuove varianti che potrebbero emergere vengano individuate il prima possibile”, conclude Gao.  

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Sanremo 2023, Schillaci al festival per appello a prevenzione tumori

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(Adnkronos) – Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sarà presente domani alla terza serata del Festival di Sanremo. Secondo quanto apprende l’Adnkronos Salute, l’obiettivo è che i riflettori del Teatro Ariston possano accendersi anche sull’importanza della prevenzione oncologica, dell’adesione della popolazione agli screening anticancro, più che mai cruciale in questa fase in cui è prioritario recuperare i ritardi causati dalla pandemia di Covid-19 in termini di diagnosi, controlli, terapie e interventi mancati. 

La necessità di promuovere e consolidare una cultura della prevenzione fra gli italiani è un tema molto caro al ministro Schillaci, che sempre domani lancerà da Casa Sanremo al Palafiori la campagna #laprioritàseitu. L’evento, un talk show in programma dalle 10.30, sarà aperto da un saluto di Amadeus, direttore artistico del festival. Il dicastero di Lungotevere Ripa sarà presente a Casa Sanremo anche con uno stand informativo sui tre programmi di screening che riguardano i tumori al seno, al colon-retto e al collo dell’utero. 

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Covid oggi Lazio, 648 contagi e 5 morti: a Roma 374 casi

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(Adnkronos) – Sono 648 i nuovi contagi da covid nel Lazio secondo il bollettino di oggi, 8 febbraio. Si registrano inoltre altri 5 morti. I nuovi casi a Roma sono 374. 

Oggi nel Lazio “su 1.679 tamponi molecolari e 7.326 tamponi antigenici per un totale di 9.005 tamponi, si registrano 648 nuovi casi positivi (-404), sono 5 i decessi (stabili), sono 535 i ricoverati (-23), 22 le terapie intensive (+2) e +933 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 7,1%”, sottolinea la Regione Lazio.  

Nel dettaglio i contagi e i decessi nelle ultime 24 ore nelle aziende sanitarie del Lazio. Asl Roma 1: sono 124 i nuovi casi e 2 i decessi; Asl Roma 2: sono 147 i nuovi casi e 2 i decessi; Asl Roma 3: sono 103 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl Roma 4: sono 19 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 5: sono 32 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl Roma 6: sono 87 i nuovi casi e 0 i decessi. Nelle province si registrano 136 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 41 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Latina: sono 59 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Rieti: sono 16 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Viterbo: sono 20 i nuovi casi e 0 i decessi. 

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Schillaci, ‘salute non solo problema di soldi, serve anche piano prevenzione’

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(Adnkronos) – “Quello del definanziamento della sanità pubblica è un problema annoso che avviene purtroppo in Italia da molto tempo. Guardando soprattutto ai 10 anni pre-Covid è stato costante e la differenza con gli altri maggiori Paesi europei è un dato accertato. Però credo che non sia solo un problema finanziario. E’ chiaro che avere più soldi sulla sanità non può che far piacere per primo a me che in questo momento sono il ministro della Salute, ma io credo che bisogna anche guardare oltre: dobbiamo anche capire come utilizzare al meglio questi soldi, che per gran parte sono poi impiegati dalle varie Regioni italiane, ma soprattutto bisogna fare anche un programma di prevenzione” perché “la prevenzione è strategica”. E’ la riflessione del ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto a ‘Basta la salute’ su Rainews24.  

“Avere una sana alimentazione, fare attività sportiva è quello che sarà credo un fattore determinante per far sì che in futuro ci siano meno malati”, ha evidenziato il ministro. “Credo che bisogna intervenire anche” per incrementare l’adesione agli screening. “Il problema è proprio creare una cultura della prevenzione, è un problema a mio giudizio culturale – ha insistito – E io ci tengo moltissimo, perché prevenire vuol dire avere meno malati un domani, vuol dire avere meno spese per il sistema sanitario nazionale, ma soprattutto vuol dire vivere meglio”. 

Poi, ha continuato Schillaci, è vero che “bisogna rafforzare il sistema sanitario nazionale. Nonostante negli anni ci sia stato un definanziamento del sistema sanitario nazionale italiano, questo rappresenta sempre un’eccellenza, soprattutto per gli operatori. Penso ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari”.  

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Covid oggi Sardegna, 162 contagi e zero morti: bollettino 8 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 162 i nuovi contagi da covid in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 8 febbraio. Non si registrano nuovi decessi. 143 i casi diagnosticati con tampone antigenico. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 1297 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2 (- 1). I pazienti ricoverati in area medica sono 156 (- 3). Sono 3368 i casi di isolamento domiciliare (-47).  

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Covid Italia, Schillaci: “Pronti a togliere paletti negli ospedali, ma non ora”

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(Adnkronos) – “Abbiamo agito con rigore rispetto al Covid, togliendo restrizioni e i dati ci hanno dato ragione: l’incidenza è crollata e sono scesi anche i ricoveri in regime ordinario”, sul tema delle visite ai pazienti ricoverati in ospedale “se c’è da togliere qualche paletto lo toglieremo, ma non ci stiamo lavorando ora”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel suo intervento alla conferenza stampa al termine del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. 

FONDO SANITARIO – “Il Cipess ha deliberato oggi il riparto del Fondo sanitario 2022, per 125 miliardi e 216 milioni di euro. Un obiettivo importante, raggiunto in tempi rapidi” ha detto il ministro della Salute sul riparto del Fondo sanitario alle Regioni. Il riparto ha avuto come priorità, ha spiegato Schillaci, “un maggior stanziamento per le coperture dell’emergenza Covid, il completamento della campagna vaccinale, il fondo per i farmaci innovativi, il recupero delle liste d’attesa”.  

LISTE D’ATTESA – Ha sottolineato il ministro: “Il Ssn ha un’alta qualità, con molte eccellenze anche al Sud. Tra i provvedimenti che fanno riferimento anche al Sud c’è la volontà di combattere il fenomeno dei medici gettonisti, che porta sconquasso nel sistema e gli operatori si sentono trascurati. Questo vuol dire dare nuove prospettive a chi lavora nel Ssn. E poi le liste d’attesa, serve mettere nelle agende anche il sistema privato convenzionato e che non ci siano liste bloccate. È il medico che deve seguire il paziente dando follow up e il calendario delle visite. Ci vuole grande lavoro di razionalizzazione, la lotta alle liste d’attesa sono una nostra priorità ma serve una razionalizzazione degli esami diagnostici”.  

VACCINI COVID – Poi, intervenuto a ‘Basta la salute’ su Rainews 24, ha parlato dei vaccini. “I dati oggi per fortuna sono molto tranquillizzanti sulla pandemia e stiamo continuando la campagna vaccinale” anti-Covid, “che è partita poco dopo il mio insediamento in questo dicastero e che noi sicuramente proseguiremo ancora per tutto il mese di febbraio – ha detto Schillaci – Questo è molto importante soprattutto per i fragili e per le persone anziane. Devo dire però che i dati che settimanalmente vengono da noi pubblicati dimostrano come oggi la pandemia sia in una fase completamente diversa da quella che abbiamo vissuto soprattutto nei primi anni”. Questo, ha proseguito, “ci induce a guardare al futuro con grande ottimismo, pur senza dimenticare l’importanza della vaccinazione per fragili e anziani”.  

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Covid oggi Calabria, 133 contagi e 2 morti: bollettino 8 febbraio

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(Adnkronos) – Sono 133 i nuovi contagi da covid in Calabria secondo il bollettino di oggi, 8 febbraio. Si registrano inoltre altri 2 morti. 2.165 i tamponi effettuati, +105 guariti, sale a 3.320 il totale dei decessi. Il bollettino, inoltre, registra +26 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 129) e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 5).  

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Covid, dopo infezione rischio trombosi 50-70 volte maggiore di vaccini: lo studio

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(Adnkronos) – Il rischio di trombosi legato all’infezione Covid-19 è da 50 a 70 volte superiore a quello legato ai vaccini. La conferma arriva dallo studio più ampio e completo sugli effetti di tutti i quattro vaccini utilizzati contro Covid sul nostro sistema emostatico, coordinato dal Centro cardiologico Monzino e l’università Statale di Milano, in collaborazione con l’ospedale San Raffaele, e appena pubblicato su ‘Thrombosis Research’. 

“Il nostro studio Treasure pone fine alle discussioni fra esperti e ai dubbi della popolazione sul nesso di causalità tra eventi trombotici e somministrazione dei vaccini anti-Covid – sottolinea Marina Camera, coordinatrice dello studio, docente di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’Unità di biologia cellulare e molecolare cardiovascolare del Monzino – I tanti studi precedenti su questo tema sono nati, giustamente, sull’onda dell’urgenza e nessuno è completo come Treasure. Va ricordato che i casi di trombosi, per quanto rari, a seguito della somministrazione del vaccino AstraZeneca, avevano seminato il panico nella popolazione, mettendo a rischio l’adesione alla campagna vaccinale, anche in assenza di dati scientifici consolidati”.  

Per questo, racconta, “ad aprile dello scorso anno abbiamo raccolto l’invito delle società scientifiche internazionali a indagare i meccanismi di interazione fra cellule del sangue e vaccini, realizzando uno studio approfondito, i cui risultati potessero essere utili non solo per l’emergenza presente, ma anche per il futuro dei vaccini a mRna”. 

“Fra aprile e luglio 2021 – spiega Camera – abbiamo arruolato 368 persone tra i 18 e i 69 anni d’età, reclutati per il 50% attraverso una campagna media e social network e per il restante 50% fra il personale Monzino e Università Statale di Milano. Tutti i partecipanti stavano per ricevere la prima o la seconda dose di vaccino anti-Covid, sia a vettore virale (AstraZeneca o Janssen) che a mRna (Pfizer o Moderna) e per questo abbiamo intitolato il nostro articolo su Thrombosis Research ‘un confronto testa a testa’ fra 4 vaccini. Ai partecipanti è stato effettuato un semplice prelievo di sangue il giorno prima e 8-10 giorni dopo la vaccinazione”.  

L’obiettivo era quello di “valutare il più esaustivamente possibile – prosegue – l’effetto dei diversi vaccini sui meccanismi emostatici dell’organismo. Oltre all’attivazione piastrinica abbiamo studiato anche altri processi che intervengono nelle complicanze trombotiche, misurando biomarcatori specifici dell’infiammazione, dell’attivazione della coagulazione, e della disfunzione endoteliale per un totale di più di 30.000 determinazioni. In fase di analisi dei dati abbiamo tenuto anche in considerazione se aver contratto l’infezione prima della vaccinazione potesse in qualche modo influire sui risultati”. 

“La nostra conclusione è che i quattro vaccini inducono una risposta infiammatoria temporanea nel nostro organismo, ma nessuna attivazione piastrinica – conclude Armando D’Angelo, responsabile del Servizio di coagulazione e Unità ricerca trombosi del San Raffaele – Le lievi alterazioni che abbiamo riscontrato nella coagulazione e nella funzionalità endoteliale potrebbero spiegare il leggero aumento degli eventi tromboembolici venosi verificatisi a seguito della vaccinazione. Siamo convinti che i nostri dati offrano una base solida per la programmazione e il successo delle prossime campagne vaccinali e contiamo che la scienza possa dissipare le paure che tengono la gente lontano dai vaccini, quando il loro utilizzo previene un rischio tromboembolico 50-70 volte maggiore proprio dell’infezione da Covid-19, perlomeno di quella causata dal virus circolante in Lombardia nel 2020″. 

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Covid Italia, report: continua calo ricoveri

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(Adnkronos) – Due mesi di costante discesa dei ricoveri Covid negli ospedali. “Nell’ultima settimana -12,6% il dato complessivo. In calo anche le terapie intensive -28,6% di pazienti con infezione da Sars-Cov-2”. È quanto emerge dalla rilevazione degli ospedali sentinella aderenti alla rete della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere del 7 febbraio. “Come nella precedente settimana – si legge nel report – si verifica un calo netto dei ricoveri ‘per Covid’, ovvero con insufficienza respiratoria o polmonite, -22% il dato registrato, effetto tardivo ma imponente della diminuzione dei contagi tra la popolazione. L’82% di questi pazienti è vaccinato da più di sei mesi, con una età media di 68 anni, nella gran parte affetto da altre patologie”. 

“Negli ospedali tornano a essere più presenti i pazienti ricoverati ‘con Covid’, ovvero pazienti che sono arrivati in ospedale per la cura di altre patologie, sono positivi al virus ma non hanno sintomi respiratori e polmonari – evidenzia il report Fiaso – Occupano il 65% dei posti letto Covid complessivi, hanno una età media di 69 anni e il 66% è vaccinato da oltre sei mesi”. 

Per quanto riguarda i pazienti in terapia intensiva “il calo dei pazienti ricoverati ‘per Covid’ è superiore al 50%, sale al 71% la percentuale dei soggetti vaccinati da oltre sei mesi con una età media di 71 anni”. 

Per quanto riguarda il focus sui pazienti pediatrici, “è stabile – si legge nel report – ma ormai di poche unità, il numero dei ricoveri Covid di minori di 18 anni nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali della rete sentinella Fiaso”. Anche questa settimana “nessun ingresso di bambini in terapia intensiva Covid”.  

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